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Categoria: Corte di giustizia CE
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SENTENZA DELLA CORTE (PRIMA SEZIONE) DEL 20 GIUGNO 1985. - COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE CONTRO SOCIETA' ANONIMA ROYALE BELGE. - DIPENDENTE : MALATTIA PROFESSIONALE. - CAUSA 118/84.

(Conclusioni dell'avvocato generale)


raccolta della giurisprudenza 1985 pagina 01889

Fonte: Sito web Eur-Lex

 

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Parole chiave

DIPENDENTI - PREVIDENZA SOCIALE - ASSICURAZIONE INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI - MALATTIE PROFESSIONALI - NOZIONE - PERIZIA MEDICA - SINDACATO GIURISDIZIONALE - LIMITI
( STATUTO DEL PERSONALE, ART. 73 ; NORMATIVA RELATIVA ALLA COPERTURA DEI RISCHI D'INFORTUNI E DI MALATTIE PROFESSIONALI DEI DIPENDENTI DELLE COMUNITA' EUROPEE, ART. 3, N. 2 )

 

Parti

NELLA CAUSA 118/84,
COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL SIG. H. VAN LIER, MEMBRO DEL SUO UFFICIO LEGALE, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DALL'AVV. C. VERBRAEKEN, DEL FORO DI BRUXELLES, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG. G. KREMLIS, EDIFICIO J. MONNET, KIRCHBERG,
RICORRENTE,
CONTRO
SOCIETA ANONIMA ROYALE BELGE, COMPAGNIA D'ASSICURAZIONI, CON SEDE IN BRUXELLES, TANTO IN PROPRIO QUANTO IN NOME E PER CONTO DELLE SEGUENTI COMPAGNIE ASSICURATRICI :
1 ) SOCIETA ANONIMA GENERALI BELGIUM ( CONCORDE ), 1050 BRUXELLES ;
2 ) SOCIETA ANONIMA CAISSE PATRONALE, 1060 BRUXELLES ;
3 ) SOCIETA ANONIMA ASSURANTIE VAN DE BELGISCHE BOERENBOND, 3000 LOUVAIN ;
4 ) SOCIETA ANONIMA WINTERTHUR, 2600 ANVERSA ;
5 ) SOCIETA ANONIMA ZURICH, 1040 BRUXELLES ;
6 ) SOCIETA ANONIMA ASSUBEL, 1000 BRUXELLES ;
7 ) SOCIETA ANONIMA SECURITAS ( LE PHOENIX BELGE ), 2000 ANVERSA ;
8 ) SOCIETA ANONIMA RHIN ET MOSELLE, 1000 BRUXELLES ;
9 ) SOCIETA ANONIMA LE FOYER, 1050 BRUXELLES ;
10 ) SOCIETA ANONIMA NATIONALE-NEDERLANDEN, L'AIA, PAESI BASSI ;
11 ) SOCIETA ANONIMA PHOENIX CONTINENTAL, 1040 BRUXELLES ;
12 ) TOP INTERNATIONALE INSURANCE LTD, 2750 BALLERUP, DANIMARCA ;
13 ) UNION ATLANTIQUE D'ASSURANCE, C/O JARDINE SLANVILLE LTD, LONDRA, GRAN BRETAGNA ;
14 ) SOCIETA ANONIMA FIDELITAS, 2000 ANVERSA ;
15 ) MUTUELELLE ELECTRIQUE D'ASSURANCES, 1040 BRUXELLES ;
16 ) HEROND BELGISCHE ALGEMENE VERZEKERINGSMAATSCHAPPIJ, 1020 BRUXELLES,
CON L'AVV. F. VAN DER MENSBRUGGHE, DEL FORO DI BRUXELLES, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO L'AVV. J.-C. WOLTER,
CONVENUTA,

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO UN RICORSO A NORMA DELL'ART. 181 DEL TRATTATO CEE, MIRANTE AL RIMBORSO, DA PARTE DELLA CONVENUTA, DELL'IMPORTO CHE LA COMMISSIONE HA VERSATO A NORMA DELL'ART. 73, N. 1, DELLO STATUTO A UNO DEI PROPRI DIPENDENTI ( IN PROSIEGUO :'SIG. X.') PER MALATTIA PROFESSIONALE,

Motivazione della sentenza

1 CON ATTO DEPOSITATO NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE L'8 MAGGIO 1984, LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE HA PROPOSTO A NORMA DI UNA CLAUSOLA COMPROMISSORIA AI SENSI DEGLI ARTT. 181 DEL TRATTATO CEE, 153 DEL TRATTATO CEEA E 42 DEL TRATTATO CECA, UN RICORSO MIRANTE ALLA CONDANNA DELLA SOCIETA ANONIMA ROYALE BELGE, CON SEDE IN BRUXELLES, TANTO IN PROPRIO QUANTO COME MANDATARIA DI SEDICI ALTRE COMPAGNIE ASSICURATRICI CHE PARTECIPANO AD UNA CONVENZIONE D'ASSICURAZIONE COLLETTIVA STIPULATA CON LE ISTITUZIONI DELLE COMUNITA' EUROPEE, A VERSARLE LA SOMMA DI BFR 4 352 040, CHE LA COMMISSIONE HA CORRISPOSTO, A NORMA DELL'ART. 73 DELLO STATUTO, AD UNO DEI PROPRI DIPENDENTI A MOTIVO DI UNA MALATTIA PROFESSIONALE ; LA RICORRENTE ESIGE PURE GLI INTERESSI MORATORI A DECORRERE DAL 23 AGOSTO 1983, DATA DEL VERSAMENTO DI DETTA SOMMA ALL'INTERESSATO.
2 A SOSTEGNO DEL PROPRIO RICORSO, L'ATTRICE ESPONE CHE IL DIPENDENTE DI CUI TRATTASI ( IN PROSIEGUO :'SIG. X.') ASSUNTO DALLA COMMISSIONE NEL 1964, VENIVA COLPITO DA UNA MALATTIA LA CUI ORIGINE PROFESSIONALE ERA DICHIARATA NEL 1983. A NORMA DELL'ART. 73 DELLO STATUTO, IL DIPENDENTE E COPERTO CONTRO I RISCHI DI MALATTIA PROFESSIONALE NEI CASI STABILITI DA UNA DISCIPLINA ELABORATA DI COMUNE ACCORDO TRA LE ISTITUZIONI COMUNITA'RIE. STIPULANDO CON DETTE ISTITUZIONI LA'CONVENZIONE D'ASSICURAZIONE COLLETTIVA CONTRO GLI INCIDENTI E LE MALATTIE PROFESSIONALI'DEL 28 GENNAIO 1977, LE COMPAGNIE D'ASSICURAZIONE DI CUI LA SOCIETA ROYALE BELGE E MANDATARIA SI IMPEGNAVANO AD ACCOLLARSI LE CONSEGUENZE PECUNIARIE DELLE OBBLIGAZIONI DERIVANTI ALLA COMUNITA', IN FORZA DELLO STATUTO, QUALORA UNA MALATTIA PROFESSIONALE COLPISCA LE PERSONE ALLE QUALI SI APPLICA L'ART. 73 DELLO STATUTO.
3 LA CONVENUTA NON CONTESTA NE IL CALCOLO DELL'IMPORTO PRETESO, NE I FATTI ESPOSTI DALLA COMMISSIONE. ESSA SOSTIENE TUTTAVIA CHE LA MALATTIA DA CUI IL SIG. X. E AFFETTO NON E UNA MALATTIA PROFESSIONALE AI SENSI DELL'ART. 73 DELLO STATUTO E CHE, DI CONSEGUENZA, ALLA COMMISSIONE NON INCOMBE ALCUN OBBLIGO, IN FORZA DELLO STATUTO, NEI CONFRONTI DI DETTO DIPENDENTE. COSI STANDO LE COSE, LA CONVENUTA NON DOVREBBE INTERVENIRE IN FORZA DELLA CONVENZIONE DI ASSICURAZIONE COLLETTIVA.
4 LA DISCIPLINA CONTEMPLATA DALL'ART. 73 DELLO STATUTO ( IN PROSIEGUO :'DISCIPLINA COMUNE') NELL'ART. 3, N. 1, DICHIARA ANZITUTTO ESSERE MALATTIE PROFESSIONALI TUTTE LE MALATTIE ELENCATE NELL'' ELENCO EUROPEO DELLE MALATTIE PROFESSIONALI'ALLEGATO ALLA RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE 23 LUGLIO 1962 ( GU 1962, PAG. 2188 ), QUALORA IL DIPENDENTE SIA STATO ESPOSTO, NELLO SVOLGIMENTO DELLA SUA ATTIVITA PROFESSIONALE PRESSO LE COMUNITA' EUROPEE, AL RISCHIO DI CONTRARLE. TUTTAVIA, SECONDO IL N. 2 DI DETTO ART. 3,'E PURE CONSIDERATA MALATTIA PROFESSIONALE QUALSIASI MALATTIA O AGGRAVAMENTO DI UNA MALATTIA PREESISTENTE NON COMPRESA NELL'ELENCO CONTEMPLATO DAL PAR 1, ALLORCHE E ATTENDIBILMENTE COMPROVATO CHE ESSA E CONSEGUENZA DELL'ESERCIZIO O E SOPRAGGIUNTA IN OCCASIONE DELL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI AL SERVIZIO DELLE COMUNITA' '.
5 LE DECISIONI RELATIVE ALLA DICHIARAZIONE DELL'ORIGINE PROFESSIONALE DI UNA MALATTIA SONO ADOTTATE DALL'AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA IN BASE ALLE CONCLUSIONI DEL O DEI MEDICI DESIGNATI DALL'ISTITUZIONE. SE IL DIPENDENTE LO RICHIEDE, LA DECISIONE VIENE ADOTTATA SOLO SENTITA UNA COMMISSIONE MEDICA DI TRE MEMBRI, DEI QUALI UNO E DA LUI DESIGNATO ( ARTT. 19, 21 E 23 DELLA DISCIPLINA COMUNE ).
6 LA PRESENTE CONTROVERSIA TRAE ORIGINE DALLA RICHIESTA DEL SIG. X., PRESENTATA ALLA COMMISSIONE IL 19 MAGGIO 1982, DI POTER FRUIRE DELL'ART. 73 DELLO STATUTO IN CONSEGUENZA DI UNA MALATTIA PROFESSIONALE. SECONDO UN RAPPORTO SANITARIO DEL 15 LUGLIO 1982 COMPILATO DAL DOTT. SIMONS, MEDICO DI FIDUCIA DELLE COMUNITA', IL SIG. X., CHE NEL 1964 ERA ENTRATO IN SERVIZIO PRESSO LA COMMISSIONE ALL'ETA DI 44 ANNI COME AGENTE AUSILIARIO ED ERA STATO NOMINATO IN RUOLO NEL 1974, SOFFRIVA IN PARTICOLARE DI ASTENIA, DI SCARSA RESISTENZA, DI STATO DEPRESSIVO E D'INSTABILITA. IL RAPPORTO CONCLUDEVA, DOPO AVER ESAMINATO LO SVOLGIMENTO DELLA CARRIERA DEL SIG. X., CHE QUESTI 'NON HA, IN VERITA MAI AVUTO UNA SITUAZIONE STABILE ', IL CHE AVREBBE INDUBBIAMENTE AVUTO RIPERCUSSIONI SULLA SUA VITA. IL DOTT. SIMONS PROPONEVA INFINE DI CHIEDERE IL PARERE DI UNO SPECIALISTA IN PSICOLOGIA.
7 CON LETTERA 15 LUGLIO 1982 LA COMMISSIONE SI RIVOLGEVA QUINDI AL DOTT. DURET-COSYNS, SPECIALISTA IN MEDICINA PSICOSOMATICA, CHIEDENDOGLI DI'PROCEDERE ALL'ESAME PSICOLOGICO DELL'INTERESSATO, CHE HA PRESENTATO DOMANDA PER LA DICHIARAZIONE DI MALATTIA PROFESSIONALE '.
8 NELLA RELAZIONE PERITALE DEL 15 OTTOBRE 1982, DETTO SPECIALISTA DICHIARAVA CHE LE CONDIZIONI DEL SIG. X. ERANO'ESTREMAMENTE GRAVI': LA SUA MALATTIA,'CONSISTENTE IN DEPRESSIONE CRONICA REATTIVA, COMPLICATA DA DISTURBI FUNZIONALI MULTIPLI ED AGGRAVATA DA NEVROSI OSSESSIVA ', LO RENDEVA ASSOLUTAMENTE INABILE AL LAVORO. LA CONCLU SIONE DELLO SPECIALISTA ERA CHE LA MALATTIA DEL SIG. X. DOVEVA CONSIDERARSI DI ORIGINE PROFESSIONALE, FRA L'ALTRO PER I SEGUENTI MOTIVI :
' IL SIG. X. HA COMINCIATO A MANIFESTARE UNA SINDROME DEPRESSIVA DAL 1968. QUESTO STATO ERA ESPRESSAMENTE ATTRIBUITO DAI VARI MEDICI CURANTI, IVI COMPRESO IL DOTT. ROMAIN, MEDICO DI FIDUCIA DELLA CEE, ALLA MANCANZA DI SICUREZZA PROFESSIONALE LA QUALE IN REALTA E STATA OBIETTIVAMENTE MOLTO LOGORANTE E SCORAGGIANTE. LA NOMINA IN RUOLO NEL 1974 AVREBBE POTUTO PORRE FINE A QUESTI DISTURBI, NONOSTANTE LA DELUSIONE DI NON ESSERE ASSUNTO CON LA QUALIFICA CORRISPONDENTE AL POSTO CUI ASPIRAVA, SE FOSSE STATA EFFETTUATA ENTRO UN TERMINE NORMALE. SFORTUNAMENTE, LA DEPRESSIONE REATTIVA ANSIOSA PARE CHE NEL FRATTEMPO SI FOSSE CRISTALLIZZATA '.
E
' TUTTI I CERTIFICATI E I RAPPORTI SANITARI DEL FASCICOLO INDICANO CHE I PROBLEMI AMMINISTRATIVI E LA MANCANZA DI SICUREZZA PROFESSIONALE DEL SIG. X. SONO LA CAUSA DEL SUO STATO DI SALUTE. NON VI SI PARLA DI ALCUNA MALATTIA CONCOMITANTE '.
E
' DAL LUGLIO 1981, PER DI PIU, NON GLI E STATO PIU AFFIDATO ALCUN LAVORO ; NON VI SONO PIU RAPPORTI INFORMATIVI (... ). PER EFFETTO DI QUESTA INATTIVITA IL SUO STATO NERVOSO SI E GRAVEMENTE DETERIORATO '.
9 RISPONDENDO AD UNA ULTERIORE RICHIESTA D'INFORMAZIONI DELLA COMMISSIONE, RICHIESTA MIRANTE, FRA L'ALTRO, AD ACCERTARE SE SI POTESSERO RAVVISARE, NELL'INVALIDITA DEL SIG. X., EVENTUALI FATTORI ESTERNI O PERSONALI CONCOMITANTI, IL DOTT. DURET-COSYNS, CON LETTERA DEL 18 DICEMBRE 1982, DICHIARAVA :
' 1 ) L'INVALIDITA TOTALE DEL 100% CORRISPONDE A MIO PARERE ALLA MALATTIA MENTALE INCURABILE DEL SIG. X., DERIVANTE DALLA PROLUNGATA MANCANZA DI SICUREZZA PROFESSIONALE, LOGORANTE E SCORAGGIANTE DI CUI E STATO OGGETTO E DALL'INATTIVITA FORZATA TOTALE CHE HA CAUSATO UN PROCESSO D'AGGRAVAMENTO NEVROTICO ESTREMAMENTE PREOCCUPANTE IN UNA PERSONA DELLA SUA ETA.
2 ) NELL'INVALIDITA TOTALE DEL 100%, NON CREDO CHE POSSANO INTERVENIRE FATTORI ESTERNI O PERSONALI CONCOMITANTI. NESSUN ELEMENTO DI QUESTO TIPO EMERGE DAL FASCICOLO MEDICO, COME E STATO CHIARAMENTE DETTO A PAG. 2 DELLA RELAZIONE, NE DALL'ESAME ESTREMAMENTE APPROFONDITO CUI HO SOTTOPOSTO L'INTERESSATO.
(... ) '.
10 IN SEGUITO A QUESTA RISPOSTA, IL 1* LUGLIO 1983 LA COMMISSIONE INFORMAVA IL SIG. X. CHE NEI SUOI CONFRONTI SAREBBE STATO APPLICATO L'ART. 73 DELLO STATUTO, DATA L'ORIGINE PROFESSIONALE DELLA SUA MALATTIA E CHE IL CAPITALE CONTEMPLATO DA DETTO ARTICOLO SAREBBE STATO NELLA FATTISPECIE DI BFR 4 352 040. QUESTO IMPORTO VENIVA EFFETTIVAMENTE VERSATO ALL'INTERESSATO IL 23 AGOSTO 1983. CON LETTERA DEL SUCCESSIVO 30 NOVEMBRE, LA COMMISSIONE SI RIVOLGEVA ALLA CONVENUTA, CHIEDENDO IL RIMBORSO DELL'IMPORTO DI CUI SOPRA, CONFORMEMENTE ALLA CONVENZIONE D'ASSICURAZIONE COLLETTIVA ; QUESTA RICHIESTA VENIVA RESPINTA DALLA CONVENUTA CON LETTERA 13 DICEMBRE 1983.
11 LA CONVENUTA OPPONE CHE SUSSISTE MALATTIA PROFESSIONALE AI SENSI DELLE DISPOSIZIONI PERTINENTI UNICAMENTE SE RICORRONO DUE PRESUPPOSTI : ANZITUTTO DEV'ESSERE PROVATO CHE LA MALATTIA SIA DOVUTA EFFETTIVAMENTE ALL'ATTIVITA PROFESSIONALE DEL DIPENDENTE ; IN SECONDO LUOGO, DEV'ESSERE EVIDENTE CHE IL RISCHIO DI CONTRARRE DETTA MALATTIA E INERENTE ALL'ATTIVITA PROFESSIONALE DELL'INTERESSATO, NEL SENSO CHE LO SVOLGIMENTO DELLE SUE MANSIONI LO ESPONE PARTICOLARMENTE A DETTO RISCHIO. AFFINCHE UNA MALATTIA POSSA VENIRE DEFINITA'PROFESSIONALE'SAREBBE QUINDI NECESSARIO IN OGNI CASO CHE LE MANSIONI SVOLTE DAL DIPENDENTE IMPLICHINO IL RISCHIO DI UNA MALATTIA SPECIFICA DOVUTA AD UN AMBIENTE ANORMALMENTE PATOGENO.
12 SECONDO LA CONVENUTA, QUEST'INTERPRETAZIONE DELLA NOZIONE DI'MALATTIA PROFESSIONALE'E CONFERMATA DALL'ART. 3 DELLA DISCIPLINA COMUNE, IL CUI PRIMO NUMERO SI RICHIAMA ALL'ELENCO EUROPEO DELLE MALATTIE PROFESSIONALI. ORBENE, L'ENUMERAZIONE DELLE MALATTIE PROFESSIONALI IN QUESTO ELENCO, COME PURE LA MOTIVAZIONE DELLA RELATIVA RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE DIMOSTREREBBE CHE SI DEVE PARTIRE DA UNA NOZIONE CHIARA E RIGOROSA DI MALATTIA PROFESSIONALE. E VERO CHE IL SECONDO NUMERO DELL'ART. 3 DELLA DISCIPLINA COMUNE NON SI RIFERISCE ALL'ELENCO EUROPEO DELLE MALATTIE PROFESSIONALI, MA SAREBBE OPPORTUNO NON ATTRIBUIRE IMPORTANZA ECCESSIVA A DETTA DISPOSIZIONE, DATO CHE ESSA AVREBBE COME SOLO SCOPO QUELLO DI IMPEDIRE CHE, IN CASI PARTICOLARI, LA NATURA INEVITABILMENTE INCOMPLETA DELL'ELENCO SIA FONTE DI INGIUSTIZIE.
13 PER QUANTO RIGUARDA IL CASO SPECIFICO DEL SIG. X., LA CONVENUTA SOSTIENE CHE LO SPECIALISTA CONSULTATO, IL DOTT. DURET-COSYNS, NON E STATO DEBITAMENTE INFORMATO DEL SUO COMPITO E CHE LA RELAZIONE, COMUNQUE, HA OMESSO DI VERIFICARE SE IL RISCHIO DI CONTRARRE LA MALATTIA FOSSE INERENTE ALLE MANSIONI SVOLTE PRESSO LA COMMISSIONE. UN TALE NESSO DI CAUSALITA NON POTREBBE PERALTRO FONDARSI SULLE CIRCOSTANZE SPECIFICHE DELLA FATTISPECIE, GIACCHE LA MALATTIA DEL SIG. X. NON SAREBBE STATA CAUSATA DALLA SUA VITA PROFESSIONALE, MA PIUTTOSTO DALL'INCAPACITA DI ADATTARSI ALLA POSIZIONE STATUTARIA IN CUI LA COMMISSIONE LO AVEVA MESSO.
14 LA COMMISSIONE RIBATTE CHE L'INTERPRETAZIONE PROPOSTA DALLA CONVENUTA MAL SI ACCORDA CON LA STESSA LETTERA DELL'ART. 3 DELLA DISCIPLINA COMUNE. QUESTA DISPOSIZIONE FAREBBE UNA DISTINZIONE MOLTO CHIARA TRA LE MALATTIE COMPRESE NELL'ELENCO EUROPEO DELLE MALATTIE PROFESSIONALI E LE MALATTIE PROVOCATE DALLO SVOLGIMENTO O SOPRAGGIUNTE IN OCCASIONE DELLO SVOLGIMENTO DELLE MANSIONI AL SERVIZIO DELLE COMUNITA'. PER DETERMINARE SE UNA MALATTIA RIENTRI IN QUEST'ULTIMA CATEGORIA, LA CRONISTORIA E L'ORIENTAMENTO GENERALE DELL'ELENCO EUROPEO SAREBBERO IRRILEVANTI.
15 SECONDO LA COMMISSIONE, NON VI E ALCUN MOTIVO DI LIMITARE LE MALATTIE CONTEMPLATE DALL'ART. 3, N. 2, DELLA DISCIPLINA COMUNE A QUELLE CHE TRAGGONO ORIGINE NEL CARATTERE ANORMALMENTE PATOGENO DELL'AMBIENTE NEL QUALE SI SVOLGE L'ATTIVITA LAVORATIVA. SIFFATTA CONCEZIONE RESTRITTIVA IMPLICHEREBBE, D'ALTRO CANTO, LA CONSEGUENZA CHE I DIPENDENTI CHE SVOLGONO COMPITI AMMINISTRATIVI NON POTREBBERO PRATICAMENTE MAI VENIR COLPITI DA MALATTIA PROFESSIONALE.
16 TENUTO CONTO DI QUESTE CONSIDERAZIONI, LA COMMISSIONE CONCLUDE CHE IL SOLO NESSO DI CAUSALITA DA DIMOSTRARE TRA UNA DATA MALATTIA E LE ATTIVITA LAVORATIVE DI UN DIPENDENTE E QUELLO DELL'ORIGINE DI DETTA MALATTIA'DURANTE LO SVOLGIMENTO E IN OCCASIONE DELLO SVOLGIMENTO DELLE MANSIONI '. ORBENE, NELLA FATTISPECIE, LA RELAZIONE DELLO SPECIALISTA AVREBBE DICHIARATO CHE LA MALATTIA DEL SIG. X. ERA EFFETTIVAMENTE DOVUTA ALLA SUA ATTIVITA LAVORATIVA. COSI STANDO LE COSE, LA CONVENUTA NON POTREBBE RIFIUTARE DI ACCOLLARSI LE CONSEGUENZE PECUNIARIE, COME E CONTEMPLATO DALLA CONVENZIONE DI ASSICURAZIONE COLLETTIVA.
17 SI DEVE RICORDARE ANZITUTTO CHE, TENUTO CONTO DELLE DISPOSIZIONI DELLA DISCIPLINA COMUNE, DISCIPLINA A CUI SI RICHIAMA LA CONVENZIONE D'ASSICURAZIONE, NON SPETTA ALLA CORTE PRONUNCIARSI SUL SE, IN UN CASO SPECIFICO, LA MALATTIA DI UN DIPENDENTE POSSA SPIEGARSI, NONOSTANTE LE CONCLUSIONI DI UN PERITO MEDICO CONSULTATO A QUESTO PROPOSITO, CON FATTORI DIVERSI DA QUELLI RELATIVI ALLE CONDIZIONI DEL SUO LAVORO. LA CORTE E INVECE COMPETENTE A DETERMINARE SE, IN UN CASO COME LA FATTISPECIE, UN PERITO CON SULTATO, RIFERENDOSI NELLE SUE CONCLUSIONI AD UNA MALATTIA PROFESSIONALE, ABBIA RISPETTATO LA PORTATA DELLE VIGENTI DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI.
18 E OPPORTUNO RILEVARE POI CHE LA CONVENUTA, SOTTOLINEANDO L'IMPORTANZA DI RISCHI PARTICOLARI INERENTI ALL'ESPLETAMENTO DELLE MANSIONI SPECIFICHE SVOLTE DAL DIPENDENTE, NON TIENE CONTO DELLA NOZIONE DI MALATTIA PROFESSIONALE CHE SI DESUME DALLA DISPOSIZIONE CHE ENTRA IN LINEA DI CONTO NELLA FATTISPECIE, CIOE L'ART. 3, N. 2, DELLA DISCIPLINA COMUNE. INFATTI, MENTRE IL PRIMO NUMERO DI QUESTO ARTICOLO PRESCRIVE CHE IL DIPENDENTE DEVE ESSERE ESPOSTO AL RISCHIO DI CONTRARRE DETERMINATE MALATTIE, IL SECONDO NUMERO AGGIUNGE UNA SECONDA CATEGORIA DI MALATTIE PROFESSIONALI, IN QUANTO DICHIARA CHE RIENTRANO PURE IN QUESTA NOZIONE MALATTIE CHE HANNO ORIGINE'NELLO SVOLGIMENTO O IN OCCASIONE DELLO SVOLGIMENTO DELLE FUNZIONI '.
19 NELLA FATTISPECIE NON E STATO CONTESTATO CHE IL DIPENDENTE DI CUI TRATTASI E COLPITO DA INVALIDITA TOTALE DEL 100% ; CHE DOPO L'ASSUNZIONE NEL 1964, LA SUA CARRIERA SI ERA SVOLTA IN MODO ANORMALE, SOTTO IL PROFILO TANTO DELLA SICUREZZA DEL POSTO QUANTO DELLA NATURA DELLE MANSIONI CHE GLI VENIVANO AFFIDATE ; CHE INFINE LA RELAZIONE DELLO SPECIALISTA IN MALATTIE PSICOSOMATICHE HA STABILITO UN NESSO DI CAUSALITA FRA QUESTO SVOLGIMENTO DI CARRIERA E L'INABILITA DEL DIPENDENTE.
20 IL TENORE DI QUESTA RELAZIONE NON CONSENTIVA ALLA COMMISSIONE DI TRARNE ALTRE CONCLUSIONI CHE L'ESISTENZA DI UN NESSO CAUSALE TRA LE CONDIZIONI DI LAVORO DEL DIPENDENTE E IL SUO STATO DI SALUTE. ALLA DOMANDA SE SI POTESSE ATTRIBUIRE L'INVALIDITA AD EVENTUALI'FATTORI ESTERNI O PERSONALI CONCOMITANTI ', LO SPECIALISTA HA RISPOSTO CHE LA MALATTIA MENTALE INCURABILE DELL'INTERESSATO DERIVAVA DA MOTIVI PROFESSIONALI, SENZA ALCUN INTERVENTO DI FATTORI ESTERNI O PERSONALI CONCOMITANTI.
21 NE CONSEGUE CHE NE IL MANDATO CONFERITO ALLO SPECIALISTA NE IL TENORE DELLA SUA RELAZIONE LASCIANO SUSSISTERE DUBBI SUL PUNTO SE LO SPECIALISTA SIA STATO SUFFICIENTEMENTE EDOTTO DELLA PORTATA DEL SUO COMPITO.
22 DI CONSEGUENZA, LA CONVENUTA NON AVEVA MOTIVO DI RIFIUTARSI DI INDENNIZZARE LA COMMISSIONE DELL'IMPORTO CHE QUESTA HA VERSATO AL SIG. X. IN FORZA DELL'ART. 73 DELLO STATUTO.
23 E QUINDI OPPORTUNO CONDANNARE LA CONVENUTA A VERSARE ALLA COMMISSIONE LA SOMMA DI BFR 4 352 040, PIU GLI INTERESSI AL TASSO DELL'8% DAL 30 NOVEMBRE 1983, DATA IN CUI LA COMMISSIONE HA CHIESTO IL RIMBORSO DELL'IMPORTO DI CUI SOPRA.

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE

24 A NORMA DELL'ART. 69, PAR 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE SE LA CONTROPARTE NE FA RICHIESTA. LA CONVENUTA E RIMASTA SOCCOMBENTE E VA QUINDI CONDANNATA ALLE SPESE.
Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI,
LA CORTE ( PRIMA SEZIONE )

DICHIARA E STATUISCE :
1 ) LA CONVENUTA E CONDANNATA A VERSARE ALLA COMMISSIONE L'IMPORTO DI BFR 4 352 040, PIU GLI INTERESSI AL TASSO DELL'8% DAL 30 NOVEMBRE 1983.
2 ) LE SPESE SONO POSTE A CARICO DELLA CONVENUTA.


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