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Categoria: Corte di giustizia CE
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SENTENZA DELLA CORTE DEL 16 FEBBRAIO 1982. - ARTHUR BURTON CONTRO BRITISH RAILWAYS BOARD. - (DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DALL'EMPLOYMENT APPEAL TRIBUNAL). - PARITA''DELLE RETRIBUZIONI E DELLE CONDIZIONI DI LAVORO FRA UOMINI E DONNE. - CAUSA 19/81.

(Conclusioni dell'avvocato generale)

raccolta della giurisprudenza 1982 pagina 00554

Fonte: Sito web Eur-Lex

 

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Parole chiave

1. POLITICA SOCIALE - LAVORATORI DI SESSO MASCHILE E LAVORATORI DI SESSO FEMMINILE - ACCESSO AL POSTO E CONDIZIONI DI LAVORO - PARITA' DI TRATTAMENTO - CONDIZIONI PER L'AMMISSIONE AD UN REGIME DI SFOLLAMENTO - ETA DIVERSA PER GLI UOMINI E PER LE DONNE - AMMISSIBILITA'
( DIRETTIVA DEL CONSIGLIO N. 76/207, ART. 5 )
2. POLITICA SOCIALE - LAVORATORI DI SESSO MASCHILE E LAVORATORI DI SESSO FEMMINILE - PARITA' DI TRATTAMENTO - PREVIDENZA SOCIALE - DIVERSA ETA MINIMA PER IL PENSIONAMENTO - AMMISSIBILITA'
( DIRETTIVA DEL CONSIGLIO N. 79/7, ART. 7 )

 

Massima

1. IL PRINCIPIO DELLA PARITA' DI TRATTAMENTO DI CUI ALL'ART. 5 DELLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 9 FEBBRAIO 1976, N. 76/207, SI APPLICA AI PRESUPPOSTI DELL'AMMISSIONE A UN'INDENNITA' PER IL PENSIONAMENTO ANTICIPATO PAGATA DAL DATORE DI LAVORO AL LAVORATORE CHE DESIDERA LASCIARE IL POSTO.
IL SOLO FATTO CHE L'ACCESSO AL REGIME DI PENSIONAMENTO ANTICIPATO SIA CONSENTITO SOLO NEL CORSO DEI CINQUE ANNI CHE PRECEDONO L'ETA MINIMA PER LA PENSIONE CONTEMPLATA DALLA NORMATIVA PREVIDENZIALE NAZIONALE E CHE TALE ETA NON SIA LA STESSA PER GLI UOMINI E PER LE DONNE NON PUO' ESSERE CONSIDERATO COME UNA DISCRIMINAZIONE FONDATA SUL SESSO AI SENSI DELL'ART. 5 DELLA DIRETTIVA N. 76/207.
2.LA FISSAZIONE, NELL'AMBITO DELLA PREVIDENZA SOCIALE, DI UN'ETA PENSIONABILE MINIMA CHE SIA DIVERSA PER GLI UOMINI E PER LE DONNE NON COSTITUISCE UNA DISCRIMINAZIONE VIETATA DAL DIRITTO COMUNITA'RIO.

Parti

NEL PROCEDIMENTO 19/81,
AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE, AI SENSI DELL'ART. 177 DEL TRATTATO CEE, DALL'EMPLOYMENT APPEAL TRIBUNAL NELLA CAUSA DINANZI AD ESSO PENDENTE FRA
ARTHUR BURTON
E
BRITISH RAILWAYS BOARD,

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL'INTERPRETAZIONE DELL'ART. 119 DEL TRATTATO, DELL'ART. 1 DELLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 10 FEBBRAIO 1975, N. 75/117, PER IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE ALL'APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA' DELLE RETRIBUZIONI FRA I LAVORATORI DI SESSO MASCHILE E QUELLI DI SESSO FEMMINILE ( GU N. L 45, PAG. 19 ), E DEGLI ARTT. 1, N. 1, 2, N. 1, E 5, N. 1, DELLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 9 FEBBRAIO 1976, N. 76/207, RELATIVA ALL'ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA' DI TRATTAMENTO FRA GLI UOMINI E LE DONNE PER QUANTO RIGUARDA L'ACCESSO AL LAVORO, ALLA FORMAZIONE E ALLA PROMOZIONE PROFESSIONALI, E LE CONDIZIONI DI LAVORO ( GU N. L 39, PAG. 40 ), A PROPOSITO DEL PAGAMENTO DI UN'INDENNITA' PER IL PENSIONAMENTO ANTICIPATO,

Motivazione della sentenza

1 CON ORDINANZA 16 GENNAIO 1981, PERVENUTA IN CANCELLERIA IL 4 FEBBRAIO SUCCESSIVO, L'' EMPLOYMENT APPEAL TRIBUNAL'HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE, A NORMA DELL'ART. 177 DEL TRATTATO CEE, TRE QUESTIONI PREGIUDIZIALI VERTENTI SULL'INTERPRETAZIONE, CON RIGUARDO AL PAGAMENTO DI UN'INDENNITA' PER IL PENSIONAMENTO ANTICIPATO, DELL'ART. 119 DEL TRATTATO, DELL'ART. 1 DELLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 10 FEBBRAIO 1975, N. 75/117, PER IL RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE ALL'APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA' DELLE RETRIBUZIONI FRA I LAVORATORI DI SESSO MASCHILE E QUELLI DI SESSO FEMMINILE ( GU N. L 45, PAG. 19 ) E DEGLI ARTT. 1, N. 1, 2, N. 1, E 5, N. 1, DELLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 9 FEBBRAIO 1976, N. 76/207, RELATIVA ALL'ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA' DI TRATTAMENTO FRA GLI UOMINI E LE DONNE PER QUANTO RIGUARDA L'ACCESSO AL LAVORO, ALLA FORMAZIONE E ALLA PROMOZIONE PROFESSIONALI E LE CONDIZIONI DI LAVORO ( GU N. L 39, PAG. 40 ).
2 DAL FASCICOLO RISULTA CHE IL SIG. BURTON, APPELLANTE NELLA CAUSA PRINCIPALE, E UN DIPENDENTE DEL'BRITISH RAILWAYS BOARD'( IN PROSIEGUO :'IL BOARD'), ENTE CREATO DAL'TRANSPORT ACT'DEL 1962 E INCARICATO DELL'AMMINISTRAZIONE DELLE FERROVIE IN GRAN BRETAGNA.
3 NELL'AMBITO DELLA RIORGANIZZAZIONE DEI PROPRI UFFICI, IL BOARD FACEVA A TALUNI DEI PROPRI DIPENDENTI L'OFFERTA DI PENSIONAMENTO ANTICIPATO. CON UN MEMORANDUM SI PONEVA IN VIGORE UN ACCORDO COLLETTIVO FRA LA DIREZIONE E I SINDACATI RICONOSCIUTI, CHE DISCIPLINA DETERMINATE MODALITA' DI TALE RIORGANIZZAZIONE. A NORMA DEL N. 6 DEL MEMORANDUM :
' I DIPENDENTI ( MASCHI/FEMMINE ) DI 60/65 ANNI DI ETA POSSONO LASCIARE IL SERVIZIO IN FORZA DELLE DISPOSIZIONI SUL PENSIONAMENTO VOLONTARIO E SUL REINQUADRAMENTO ( REDUNDANCY AND RESETTLEMENT ), QUALORA L'UFFICIO IN CUI LAVORANO ABBIA COSTITUITO OGGETTO DI RIORGANIZZAZIONE ( ORGANIZATION PLANNING ) '.
4 NELL'AGOSTO 1979, IL BURTON CHIEDEVA IL PENSIONAMENTO ANTICIPATO, MA LA SUA DOMANDA VENIVA RESPINTA PER IL MOTIVO CH'EGLI NON AVEVA RAGGIUNTO L'ETA MINIMA DI 60 ANNI CONTEMPLATA DAL SUMMENZIONATO MENORANDUM PER IL PERSONALE DI SESSO MASCHILE. L'INTERESSATO SOSTENEVA QUINDI DI AVER AVUTO UN TRATTAMENTO MENO FAVOREVOLE DI QUELLO RISERVATO A DIPENDENTI DI SESSO FEMMINILE, IN QUANTO L'INDENNITA' SAREBBE STATA CORRISPOSTA A UNA DONNA CHE AVESSE AVUTO, COME LUI, 58 ANNI.
5 DOPO LA REIEZIONE DELLA SUA DOMANDA, IL BURTON ADIVA UN'INDUSTRIAL TRIBUNAL ', INVOCANDO LE DISPOSIZIONI DELL'' EQUAL PAY ACT'DEL 1970, EMENDATO DA ULTIMO DAL'SEX DISCRIMINATION ACT'DEL 1975. L'' INDUSTRIAL TRIBUNAL'RESPINGEVA LE CONCLUSIONI DEL BURTON, CHE INTERPONEVA APPELLO DINANZI ALL'' EMPLOYMENT APPEAL TRIBUNAL '. NEL CORSO DEL GIUDIZIO, IL BURTON AMMETTEVA CHE, AI SENSI DELL'ART. 6, 4* COMMA, DEL'SEX DISCRIMINATION ACT'DEL 1975, NON E IN CONTRASTO CON QUESTA LEGGE IL FATTO CHE IL DATORE DI LAVORO TRATTI I DIPENDENTI DI SESSO MASCHILE IN MODO MENO FAVOREVOLE DEI DIPENDENTI DI SESSO FEMMINILE PER QUANTO RIGUARDA L'ACCESSO ALL'INDENNITA' PER IL PENSIONAMENTO ANTICIPATO. IL BURTON SOSTENEVA TUTTAVIA CHE L'ART. 6, 4* COMMA, DELLA SUDDETTA LEGGE VA INTERPRETATO TENENDO CONTO DEI DIRITTI CHE GLI INTERESSATI POSSONO FAR VALERE IN FORZA DEL DIRITTO COMUNITA'RIO E IN PARTICOLARE DELL'ART. 119 DEL TRATTATO CEE, DELL'ART. 1 DELLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO N. 75/117 SULLA PARITA' DI RETRIBUZIONE E DEGLI ARTT. 1, 2 E 5 DELLA DIRETTIVA N. 76/207 SULLA PARITA' DI TRATTAMENTO.
6 E AL FINE DI RISOLVERE TALE CONTROVERSIA CHE L'' EMPLOYMENT APPEAL TRIBUNAL'HA SOTTOPOSTO ALLA CORTE TRE QUESTIONI FORMULATE COME SEGUE :
' 1 ) SE L'INDENNITA' PER IL PENSIONAMENTO ANTICIPATO, PAGATA DAL DATORE DI LAVORO AL LAVORATORE CHE DESIDERA LASCIARE IL POSTO, RICADA SOTTO IL PRINCIPIO DELLA PARITA' DI RETRIBUZIONE DI CUI ALL'ART. 119 DEL TRATTATO CEE E DEL- L'ART. 1 DELLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 10 FEBBRAIO 1975, N. 75/117/CEE.
2)IN CASO AFFERMATIVO, SE IL PRINCIPIO DELLA PARITA' DI RETRIBUZIONE SIA DIRETTAMENTE EFFICACE NEGLI STATI MEMBRI IN MODO DA ATTRIBUIRE DEI DIRITTI SOGGETTIVI AI SINGOLI NEI CASI COME QUELLO IN ESAME.
3)IN CASO NEGATIVO :
I ) SE TALE INDENNITA' RICADA SOTTO IL PRINCIPIO DELLA PARITA' DI TRATTAMENTO PER GLI UOMINI E PER LE DONNE PER QUANTO RIGUARDA'' LE CONDIZIONI DI LAVORO'', PRINCIPIO DI CUI AGLI ARTT. 1, N. 1, 2, N. 1, E 5, N. 1, DELLE DIRETTIVE DEL CONSIGLIO 9 FEBBRAIO 1976, N. 76/207/CEE.
II)IN TAL CASO, SE DETTO PRINCIPIO SIA DIRETTAMENTE EFFICACE NEGLI STATI MEMBRI IN MODO DA ATTRIBUIRE DEI DIRITTI SOGGETTIVI AI SINGOLI NEI CASI COME QUELLO IN ESAME '.
7 LE QUESTIONI SOLLEVATE MIRANO IN SOSTANZA AD ACCERTARE SE LA CONDIZIONE PER CUI IL LAVORATORE DI SESSO MASCHILE DEVE AVER RAGGIUNTO L'ETA DI 60 ANNI PER POTER FRUIRE DELL'INDENNITA' PER IL PENSIONAMENTO ANTICIPATO, MENTRE IL LAVORATORE DI SESSO FEMMINILE PUO' FRUIRNE GIA ALL'ETA DI 55 ANNI, COSTITUISCA UNA DISCRIMINAZIONE VIETATA DALL'ART. 119 DEL TRATTATO O DALL'ART. 1 DELLA DIRETTIVA N. 75/117 O PER LO MENO DALLA DIRETTIVA N. 76/207 E, IN CASO AFFERMATIVO, SE LA PERTINENTE DISPOSIZIONE DEL DIRITTO COMUNITA'RIO POSSA ESSER FATTA VALERE DINANZI AI GIUDICI NAZIONALI.
8 NE RISULTA CHE IL PROBLEMA INTERPRETATIVO SOTTOPOSTO AL VAGLIO DELLA CORTE NON RIGUARDA L'INDENNITA' IN QUANTO TALE, BENSI LA QUESTIONE SE SUSSISTA DISCRIMINAZIONE PER QUEL CHE RIGUARDA LE CONDIZIONI D'ACCESSO AL REGIME DI PENSIONAMENTO ANTICIPATO. QUESTA MATERIA E DISCIPLINATA DALLE DISPOSIZIONI DELLA DIRETTIVA N. 76/207 INDICATE DAL GIUDICE NAZIONALE, NON GIA DALL'ART. 119 DEL TRATTATO NE DALLA DIRETTIVA N. 75/117.
9 L'ART. 5, N. 1, DELLA DIRETTIVA N. 76/207 DISPONE CHE L'APPLICAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA' DI TRATTAMENTO PER QUANTO RIGUARDA LE CONDIZIONI DI LAVORO, COMPRESE LE CONDIZIONI INERENTI AL LICENZIAMENTO, IMPLICA CHE SIANO GARANTITE AGLI UOMINI E ALLE DONNE LE MEDESIME CONDIZIONI, SENZA DISCRIMINAZIONI FONDATE SUL SESSO. NELL'AMBITO DELLA DIRETTIVA, LA PAROLA'LICENZIAMENTO'VA INTESA IN SENSO AMPIO, IN MANIERA DA COMPRENDERVI LA CESSAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO FRA IL LAVORATORE E IL SUO DATORE DI LAVORO, ANCHE NELL'AMBITO D'UN REGIME DI PENSIONAMENTO ANTICIPATO.
10 ONDE STABILIRE SE LA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO DI CUI SI LAMENTA L'APPELLANTE NELLA CAUSA PRINCIPALE COSTITUISCA UNA DISCRIMINAZIONE AI SENSI DELLA SUDDETTA DIRETTIVA, OCCORRE PRENDERE IN CONSIDERAZIONE IL RAPPORTO CHE ESISTE FRA PROVVEDIMENTI COME QUELLO DI CUI TRATTASI E NORME INTERNE RELATIVE ALL'ETA NORMALE PER IL PENSIONAMENTO.
11 SECONDO LA LEGISLAZIONE BRITANNICA, L'ETA MINIMA PER POTER FRUIRE DELLA PENSIONE CORRISPOSTA DALLO STATO E FISSATA A 60 ANNI PER I LAVORATORI DI SESSO FEMMINILE E A 65 ANNI PER I LAVORATORI DI SESSO MASCHILE.
12 DAI DATI FORNITI DAL GOVERNO DEL REGNO UNITO NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO RISULTA CHE UN LAVORATORE AMMESSO DAL BOARD AL PENSIONAMENTO ANTICIPATO DEVE ESSERLO NEI CINQUE ANNI CHE PRECEDONO L'ETA MINIMA PER IL PENSIONAMENTO NORMALE, E CH'EGLI PUO FRUIRE DEI PAGAMENTI SEGUENTI : 1 ) LA SOMMA FORFETTARIA CALCOLATA IN FUNZIONE DELLE DISPOSIZIONI DEL'REDUNDANCY PAYMENTS ACT'DEL 1965, 2 ) UNA SOMMA FORFETTARIA CALCOLATA IN BASE ALLA DURATA TOTALE DEL SUO RAPPORTO DI LAVORO PRESSO IL BOARD E 3 ) IL 25 % DELLA SOMMA DEI DUE PRIMI IMPORTI. INOLTRE, FINO ALL'ETA MINIMA PER IL PENSIONAMENTO, GLI SPETTA UNA PENSIONE ANTICIPATA, PARI A QUELLA CUI EGLI AVREBBE AVUTO DIRITTO SE AVESSE RAGGIUNTO L'ETA MINIMA STABILITA DALLA LEGGE PER IL COLLOCAMENTO A RIPOSO, E AD UN PRESTITO, RIMBORSABILE ALL'ETA MINIMA PER IL PENSIONAMENTO, D'IMPORTO PARI ALLA SOMMA CH'EGLI DEVE RICEVERE A TALE ETA.
13 LA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 19 DICEMBRE 1978, N. 79/7, RELATIVA ALLA GRADUALE ATTUAZIONE DEL PRINCIPIO DELLA PARITA' DI TRATTAMENTO FRA GLI UOMINI E LE DONNE IN MATERIA DI PREVIDENZA SOCIALE ( GU N. L 6, PAG. 24 ), ADOTTATA, FRA L'ALTRO, IN FORZA DELL'ART. 235 DEL TRATTATO, DISPONE, ALL'ART. 7, CH'ESSA NON PREGIUDICA LA FACOLTA' DEGLI STATI MEMBRI DI ESCLUDERE DAL SUO CAMPO DI APPLICAZIONE LA FISSAZIONE DEL LIMITE DI ETA PER LA CORRESPONSIONE DELLA PENSIONE DI VECCHIAIA E DI FINE LAVORO E LE CONSEGUENZE CHE POSSONO DERIVARNE PER ALTRE PRESTAZIONI.
14 NE RISULTA CHE LA FISSAZIONE, NELL'AMBITO DELLA PREVIDENZA SOCIALE, DI UN'ETA PENSIONABILE MINIMA CHE SIA DIVERSA PER GLI UOMINI E PER LE DONNE NON COSTITUISCE UNA DISCRIMINAZIONE VIETATA DAL DIRITTO COMUNITA'RIO.
15 LA FACOLTA' OFFERTA AI LAVORATORI DALLE DISPOSIZIONI DI CUI TRATTASI NEL CASO DI SPECIE E LEGATA AL SISTEMA DI PENSIONAMENTO DELLA PREVIDENZA SOCIALE BRITANNICA. ESSA COMPORTA, PER IL LAVORATORE CHE LASCIA IL POSTO NEI CINQUE ANNI CHE PRECEDONO L'ETA NORMALE PER IL PENSIONAMENTO, LA POSSIBILITA' DI FRUIRE, DURANTE UN PERIODO LIMITATO, DI DETERMINATE PRESTAZIONI. TALI PRESTAZIONI VENGONO CALCOLATE IN MANIERA IDENTICA, INDIPENDENTEMENTE DAL SESSO DEL LAVORATORE. LA SOLA DIFFERENZA FRA I VANTAGGI CORRISPOSTI AGLI UOMINI E ALLE DONNE DERIVA DAL FATTO CHE L'ETA PENSIONABILE MINIMA CONTEMPLATA DALLA NORMATIVA NAZIONALE NON E LA STESSA PER GLI UOMINI E PER LE DONNE.
16 STANDO COSI LE COSE, LA DIFFERENZA FRA LE CONDIZIONI RELATIVE ALL'ETA IMPOSTE AGLI UOMINI E ALLE DONNE PER L'AMMISSIONE AL PENSIONAMENTO ANTICIPATO NON PUO ESSERE CONSIDERATA COME UNA DISCRIMINAZIONE AI SENSI DELLA DIRETTIVA N. 76/207.
17 VISTA LA SOLUZIONE DATA ALLA PRIMA PARTE DELLA TERZA QUESTIONE, NON E NECESSARIO RISOLVERE LA SECONDA PARTE.
18 LE QUESTIONI SOTTOPOSTE ALLA CORTE DALL'' EMPLOYMENT APPEAL TRIBUNAL'VANNO QUINDI RISOLTE COME SEGUE :
1 ) IL PRINCIPIO DELLA PARITA' DI TRATTAMENTO DI CUI ALL'ART. 5 DELLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 9 FEBBRAIO 1976, N. 76/207 ( GU N. L 39, PAG. 40 ), SI APPLICA AI PRESUPPOSTI DELL'AMMISSIONE A UN'INDENNITA' PER IL PENSIONAMENTO ANTICIPATO PAGATA DAL DATORE DI LAVORO AL LAVORATORE CHE DESIDERA LASCIARE IL POSTO.
2)IL SOLO FATTO CHE L'ACCESSO AL REGIME DI PENSIONAMENTO ANTICIPATO SIA CONSENTITO SOLO NEL CORSO DEI CINQUE ANNI CHE PRECEDONO L'ETA MINIMA PER LA PENSIONE CONTEMPLATA DALLA NORMATIVA PREVIDENZIALE NAZIONALE E CHE TALE ETA NON SIA LA STESSA PER GLI UOMINI E PER LE DONNE NON PUO ESSERE CONSIDERATO COME UNA DISCRIMINAZIONE FONDATA SUL SESSO AI SENSI DELL'ART. 5 DELLA DIRETTIVA N. 76/207.

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE

19 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO DEL REGNO UNITO, DAL GOVERNO DEL REGNO DI DANIMARCA E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE, CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE, NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE.
NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE, IL PRESENTE PROCEDIMENTO COSTITUISCE UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE, CUI SPETTA QUINDI STATUIRE SULLE SPESE.
Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI,
LA CORTE
,
PRONUNZIANDOSI SULLE QUESTIONI AD ESSA SOTTOPOSTE DALL'' EMPLOYMENT APPEAL TRIBUNAL'CON ORDINANZA 16 GENNAIO 1981, DICHIARA :
1* IL PRINCIPIO DELLA PARITA' DI TRATTAMENTO DI CUI ALL'ART. 5 DELLA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO 9 FEBBRAIO 1976, N. 76/207 ( GU N. L 39, PAG. 40 ), SI APPLICA AI PRESUPPOSTI DELL'AMMISSIONE A UN'INDENNITA' PER IL PENSIONAMENTO ANTICIPATO PAGATA DAL DATORE DI LAVORO AL LAVORATORE CHE DESIDERA LASCIARE IL POSTO.
2*IL SOLO FATTO CHE L'ACCESSO AL REGIME DI PENSIONAMENTO ANTICIPATO SIA CONSENTITO SOLO NEL CORSO DEI CINQUE ANNI CHE PRECEDONO L'ETA MINIMA PER LA PENSIONE CONTEMPLATA DALLA NORMATIVA PREVIDENZIALE NAZIONALE E CHE TALE ETA NON SIA LA STESSA PER GLI UOMINI E PER LE DONNE NON PUO ESSERE CONSIDERATO COME UNA DISCRIMINAZIONE FONDATA SUL SESSO AI SENSI DELL'ART. 5 DELLA DIRETTIVA N. 76/207.


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