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Categoria: Normativa statale
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ALLEGATO XLVI
Elenco degli agenti biologici classificati


1. Sono inclusi nella classificazione unicamente gli agenti di cui è noto che possono
provocare malattie infettive in soggetti umani.
I rischi tossico ovvero allergenico eventualmente presenti sono indicati a fianco di ciascun agente in apposita colonna.
Non sono stati presi in considerazione gli agenti patogeni di animali e piante di cui è noto che non hanno effetto sull'uomo.
In sede di compilazione di questo primo elenco di agenti biologici classificati non si è tenuto conto dei microrganismi geneticamente modificati.
2. La classificazione degli agenti biologici si basa sull'effetto esercitato dagli stessi
su lavoratori sani.
Essa non tiene conto dei particolari effetti sui lavoratori la cui sensibilità potrebbe essere modificata, da altre cause quali malattia preesistente, uso di medicinali, immunità compromessa, stato di gravidanza o allattamento, fattori dei quali è tenuto conto nella sorveglianza sanitaria di cui all'articolo 41.
3. Gli agenti biologici che non sono stati inclusi nel gruppi 2, 3, 4 dell'elenco non sono implicitamente inseriti nel gruppo 1.
Per gli agenti di cui è nota per numerose specie la patogenicità per l'uomo, l'elenco comprende le specie più frequentemente implicate nelle malattie, mentre un riferimento di carattere più generale indica che altre specie appartenenti allo stesso genere possono avere effetti sulla salute dell'uomo.
Quando un intero genere è menzionato nell'elenco degli agenti biologici, è implicito che i ceppi e le specie definiti non patogeni sono esclusi dalla classificazione.
4. Quando un ceppo è attenuato o ha perso geni notoriamente virulenti, il contenimento richiesto dalla classificazione del ceppo parentale non è necessariamente applicato a meno che la valutazione del rischio da esso rappresentato sul luogo di lavoro non lo richieda.
5. Tutti i virus che sono già stati isolati nell'uomo e che ancora non figurano nel presente allegato devono essere considerati come appartenenti almeno al gruppo due, a meno che sia provato che non possono provocare malattie nell'uomo.
6. Taluni agenti classificati nel gruppo tre ed indicati con doppio asterisco (**) nell'elenco allegato possono comportare un rischio di infezione limitato perché normalmente non sono veicolati dall'aria.
Nel caso di particolari attività comportanti l'utilizzazione dei suddetti agenti, in relazione al tipo di operazione effettuata e dei quantitativi impiegati può risultare sufficiente, per attuare le misure di cui ai punti 2 e 13 dell'allegato XLVII ed ai punti 2, 3, 5 dell'allegato XLVIII, assicurare i livelli di contenimento ivi previsti per gli agenti del gruppo 2.
7. Le misure di contenimento che derivano dalla classificazione dei parassiti si applicano unicamente agli stadi del ciclo del parassita che possono essere infettivi per l'uomo.
8. L'elenco contiene indicazioni che individuano gli agenti biologici che possono provocare reazioni allergiche o tossiche, quelli per i quali è disponibile un vaccino efficace e quelli per i quali è opportuno conservare per almeno dieci anni l'elenco dei lavoratori i quali hanno operato in attività con rischio di esposizione a tali agenti. Tali indicazioni sono:
A: possibili effetti allergici;
D: l'elenco dei lavoratori che hanno operato con detti agenti dove essere conservato per almeno dieci anni dalla cessazione dell'ultima attività comportante rischio di esposizione;
T: produzione di tossine;
V: vaccino efficace disponibile,

BATTERI
e organismi simili

NB: Per gli agenti che figurano nel presente elenco la menzione « spp » si riferisce alle altre specie riconosciute patogene per l'uomo



   
Agente biologico Classificazione Rilievi


   
Actinobacillus actinomycetemcomitans 2  
Actinomadura madurae 2  
Actinomadura pelletieri 2  
Actinomyces gereneseriae 2  
Actinomyces israelli 2  
Actinomyces pyogenes 2  
Actinomyces spp 2  
Arcanobacterium haemolyticum
(Corynebacterium haemolyticum)
2  
Bacillus anthracis 3  
Bacteroides fragilis 2  
Bartonella bacilliformis 2  
Bartonella (Rochalimea) spp 2  
Bartonella quintana (Rochalimea quintana) 2  
Bordetella bronchiseptica 2  
Bordetella parapertussis 2  
Bordetella pertussis 2  
Borrelia burgdorferi 2  
Borrelia duttonii 2  
Borrelia recurrentis 2  
Borrelia spp 2  
Brucella abortus 3  
Brucella canis 3  
Brucella melitensis 3  
Brucella suis 3  
Burkholderia mallei (pseudomonas mallei) 3  
Burkholderia pseudomallei (pseudomonas pseudomallei) 3  
Campylobacter fetus 2  
Campylobacter jejuni 2  
Campylobacter spp 2  
Cardiobacterium hominis 2  
Chlamydia pneumoniae 2  
Chlamydia trachomatis 2  
Chlamydia psittaci (ceppi aviari) 3  
Chlamydia psittaci (ceppi non aviari) 2  
Clostridium botulinum 2 T
Clostridium perfringens 2  
Clostridium tetani 2 T,V
Clostridium spp. 2  
Corynebacterium diphtheriae 2 T,V
Corynebacterium minutissimum 2  
Corynebacterium pseudotuberculosis 2  
Corynebacterium spp 2  
Coxiella burnetii 3  
Edwardsiella tarda 2  
Ehrlichia sennetsu (Rickettsia sennetsu) 2  
Ehrlichia spp 2  
Eikenella corrodens 2  
Enterobacter aerogenes/cloacae 2  
Enterobacter spp 2  
Enterococcus spp 2  
Erysipelothrix rhusiopathiae 2  
Escherichia coli (ad eccezione dei ceppi non patogeni) 2  
Escherichia coli, ceppi verocitotossigenici (es. O157:H7
oppure O103)
3(**) T
Flavobacterium meningosepticum 2  
Fluoribacter bozemanii (Legionella) 2  
Francisella tularensia (Tipo A) 3  
Francisella tularensis (Tipo B) 2  
Fusobacterium necrophorum 2  
Gardnerella vaginalis 2  
Haemophilus ducreyi 2  
Haemophilus influenzae 2 V
Haemophilus spp 2  
Helicobacter pylori 2  
Klebsiella oxytoca 2  
Klebsiella pneumoniae 2  
Klebsiella spp 2  
Legionella pneumophila 2  
Legionella spp 2  
Leptospira interrogans (tutti i sierotipi) 2  
Listeria monocytogenes 2  
Listeria ivanovii 2  
Morganella morganii 2  
Mycobacterium africanum 3 V
Mycobacterium avium/intracellulare 2  
Mycobacterium bovis (ad eccezione del ceppo BCG) 3 V
Mycobacterium chelonae 2  
Mycobacterium fortuitum 2  
Mycobacterium kansasii 2  
Mycobacterium leprae 3  
Mycobacterium malmoense 2  
Mycobacterium marinum 2  
Mycobacterium microti 3 (**)  
Mycobacterium paratuberculosis 2  
Mycobacterium scrofulaceum 2  
Mycobacterium simiae 2  
Mycobacterium szulgai 2  
Mycobacterium tuberculosis 3 V
Mycobacterium ulcerans 3(**)  
Mycobacterium xenopi 2  
Mycoplasma caviae 2  
Mycoplasma hominis 2  
Mycoplasma pneumoniae 2  
Neisseria gonorrhoeae 2  
Neisseria meningitidis 2 V
Nocardia asteroides 2  
Nocardia brasiliensis 2  
Nocardia farcinica 2  
Nocardia nova 2  
Nocardia otitidiscaviarum 2  
Pasteurella multocida 2  
Pasteurella spp 2  
Peptostreptococcus anaerobius 2  
Plesiomonas shigelloides 2  
Porphyromonas spp 2  
Prevotella spp 2  
Proteus mirabilis 2  
Proteus penneri 2  
Proteus vulgaris 2  
Providencia alcalifaciens 2  
Providencia rettgeri 2  
Providencia spp 2  
Pseudomonas aeruginosa 2  
Rhodococcus equi 2  
Rickettsia akari 3(**)  
Rickettsia canada 3(**)  
Rickettsia conorii 3  
Rickettsia montana 3(**)  
Rickettsia typhi (Rickettsia mooseri) 3  
Rickettsia prowazekii 3  
Rickettsia rickettsii 3  
Rickettsia tsutsugamushi 3  
Rickettsia spp 2  
Salmonella arizonae 2  
Salmonella enteritidis 2  
Salmonella typhimurium 2  
Salmonella paratyphi A, B, C 2 V
Salmonella typhi 3(**) V
Salmonella (altre varietà sierologiche) 2  
Serpulina spp 2  
Shigella boydii 2  
Shigella dysenteriae (Tipo 1) 3(**) T
Shigella dysenteriae, diverso dal Tipo 1 2  
Shigella flexneri 2  
Shigella sonnei 2  
Staphylococcus aureus 2  
Streptobacillus moniliformis 2  
Streptococcus pneumoniae 2  
Streptocoocus pyogenes 2  
Streptococcus spp 2  
Streptococcus suis 2  
Treponema carateum 2  
Treponema pallidum 2  
Treponema pertenue 2  
Treponema spp 2  
Vibrio cholerae (incluso El Tor) 2  
Vibrio parahaemolyticus 2  
Vibrio spp 2  
Yersinia enterocolitica 2  
Yersinia pestis 3 V
Yersinia pseudotuberculosis 2  
Yersinia spp 2  


VIRUS



   
Agente biologico Classificazione Rilievi


   
Adenoviridae 2  
Arenaviridae:
LCM-Lassa Virus complex (Arenavirus del Vecchio Mondo):
 

Virus Lassa

4  

Virus della coriomeningite linfocitaria (ceppi
neurotropi)

3  

Virus della coriomeningite linfocitaria (altri ceppi)

2  

Virus Mopeia

2  

Altri LCM-Lassa Virus complex

2  
Virus complex Tacaribe (Arenavirus del Nuovo Mondo):    

Virus Guanarito

4  

Virus Junin

4  

Virus Sabia

4  

Virus Machupo

4  

Virus Flexal

3  

Altri Virus del Complesso Tacaribe

2  
Astroviridae 2  
Bunyaviridae:    

Bhanja

2  

Virus Bunyamwera

2  

Germiston

2  

Virus Oropouche

3  

Virus dell'encefalite Californiana

2  
Hantavirus:    

Hantaan (febbre emorragica coreana)

3  

Belgrado (noto anche come Dobrava)

3  

Seoul-Virus

3  

Sin Nombre (ex Muerto Canyon)

3  

Puumala-Virus

2  

Prospect Hill-Virus

2  

Altri Hantavirus

2  
Nairovirus:    

Virus della febbre emorragica di Crimea/Congo

4  

Virus Hazara

2  
Phlebovirus:    

Febbre della Valle del Rift

3 V

Febbre da Flebotomi

2  

Virus Toscana

2  

Altri bunyavirus noti come patogeni

2  
Caliciviridae:    

Virus dell'epatite E

3(**)  

Norwalk-Virus

2  

Altri Caliciviridae

2  

Coronaviridae

2  
Filoviridae:    

Virus Ebola

4  

Virus di Marburg

4  
Flaviviridae:    

Encefalite d'Australia (Encefalite della Valle Murray)

3  

Virus dell'encefalite da zecca dell'Europa Centrale

3(**) V

Absettarov

3  

Hanzalova

3  

Hypr

3  

Kumlinge

3  

Virus della dengue tipi 1-4

3  

Virus dell'epatite C

3(**) D

Virus dell'epatite G

3(**) D

Encefalite B giapponese

3 V

Foresta di Kyasanur

3 V

Louping ill

3(**)  

Omsk (a)

3 V

Powassan

3  

Rocio

3  

Encefalite verno-estiva russa (a)

3 V

Encefalite di St. Louis

3  

Virus Wesselsbron

3(**)  

Virus della Valle del Nilo

3  

Febbre gialla

3 V

Altri flavivirus noti per essere patogeni

2  
Hepadnaviridae:    

Virus dell'epatite B

3(**) V,D

Virus dell'epatite D (Delta) (b)

3(**) V,D
Herpesviridae:    

Cytomegalovirus

2  

Virus d'Epstein-Barr

2  

Herpesvirus simiae (B virus)

3  

Herpes simplex virus tipi 1 e 2

2  

Herpesvirus varicella-zoster

2  

Virus Herpes dell'uomo tipo 7

2  

Virus Herpes dell'uomo tipo 8

2 D

Virus linfotropo B dell'uomo (HBLV-HHV6)

2  
Orthomyxoviridae:    

Virus Influenzale tipi A, B e C

2 V(c)
Orthomyxoviridae trasmesse delle zecche: Virus
Dhori e Thogoto
2  
Papovaviridae:    

Virus BK e JC

2 D(d)

Papillomavirus dell'uomo

2 D(d)
Paramyxoviridae:    

Virus del morbillo

2 V

Virus della parotite

2 V

Virus della malattia di Newcastle

2  

Virus parainfluenzali tipi 1-4

2  

Virus respiratorio sinciziale

2  
Parvoviridae:    

Parvovirus dell'uomo (B 19)

2  
Picornaviridae:    

Virus della congiuntivite emorragica (AHC)

2  

Virus Coxackie

2  

Virus Echo

2  

Virus dell'epatite A (enterovirus dell'uomo 72)

2 V

Virus della poliomelite

2 V

Rhinovirus

2  
Poxviridae:    

Buffalopox virus (e)

2  

Cowpox virus

2  

Elephantpox virus (f)

2  

Virus del nodulo dei mungitori

2  

Molluscum contagiosum virus

2  

Monkeypox virus

3 V

Orf virus

2  

Rabbitpox virus (g)

2  

Vaccinia virus

2  

Variola (mayor & minor) virus

4 V

Whitepox virus (variola virus)

4 V

Yatapox virus (Tana & Yaba)

2  
Reoviridae:    

Coltivirus

2  

Rotavirus umano

2  

Orbivirus

2  

Reovirus

2  
Retroviridae:    

Virus della sindrome di immunodeficienza umana
(AIDS)

3(**) D

Virus di leucemie umane a cellule T (HTLV) tipi 1 e 2

3(**) D

SIV (h)

3(**)  
Rhabdoviridae:    

Virus della rabbia

3(**) V

Virus della stomatite vescicolosa

2  
Togaviridae:    
Alfavirus:    

Encefalomielite equina dell'America dell'est

3 V

VirusBebaru

2  

Virus Chikungunya

3(**)  

Virus Everglades

3(**)  

Virus Mayaro

3  

Virus Mucambo

3(**)  

Virus Ndumu

3  

Virus O'nyong-nyong

2  

Virus del fiume Ross

2  

Virus della foresta di Semliki

2  

Virus Sindbis

2  

Virus Tonate

3(**)  

Encefalomielite equina del Venezuela

3 V

Encefalomielite equina dell'America dell'Ovest

3 V

Altri alfavirus noti

2  
Rubivirus (rubella) 2 V
Toroviridae: 2  
Virus non classificati:    

Virus dell'epatite non ancora identificati

3(**) D

Morbillivirus equino

4  
Agenti non classici associati con le encefaliti spongiformi trasmissibili (TSE) (i):
Morbo di Creutzfeldt-Jakob 3(**) D(d)
Variante del morbo di Creutzfeldt-Jacob 3(**) D(d)
Encefalite spongiforme bovina (BSE) ed altre TSE
degli animali a queste associato
3(**) D(d)
Sindrome di Gerstmann-Stràussler-Scheinker 3(**) D(d)
Kuru 3(**) D(d)
     
     

Note
a) Tick-borne encefalitis.
b) Il virus dell'epatite D esercita il suo potere patogeno nel lavoratore soltanto in caso di infezione simultanea o secondaria rispetto a quella provocata dal virus dell'epatite B. La vaccinazione contro il virus dell'epatite B protegge pertanto ilavoratori non affetti dal virus dell'apatite B contro il virus dell'epatite D (Delta).
c) Soltanto per i tipi A e B.
d) Raccomandato per i lavori che comportano un contatto diretto con questi agenti.
e) Alla rubrica possono essere identificati due virus, un genere "buffalopox" e una variante dei virus "vaccinia",
f) Variante dei "Cowpox"
g) Variante di "Vaccinia".
h) Non esiste attualmente alcuna prova di infezione dell'uomo provocata da altri retrovirus di origine scimmiesca. A titolo di precauzione si raccomanda un contenimento di livello 3 per i lavori che comportano un'esposizione a tale retrovirus.
i) Non esiste attualmente alcuna prova di infezione dell'uomo provocata dagli agenti responsabili di altre TSE negli animali. Tuttavia a titolo precauzionale, si consiglia di applicare nei laboratori il livello di contenimento 3(**) ad eccezione dei lavori relativi ad un agente identificato di "scrapie" per cui un livello di contenimento 2 è sufficiente.


PARASSITI



   
Agente biologico Classificazione Rilievi


   
Acanthamoeba castellanii 2  
Ancylostoma duodenale 2  
Angiostrongylus cantonensis 2  
Angiostrongylus costaricensis 2  
Ascaris lumbricoides 2 A
Ascaris suum 2 A
Babesia divergens 2  
Babesia microti 2  
Balantidium coli 2  
Brugia malayi 2  
Brugia pahangi 2  
Capillaria philippinensis 2  
Capillaria spp 2  
Clonorchis sinensis 2  
Clonorchis viverrini 2  
Cryptosporidium parvum 2  
Cryptosporidium spp 2  
Cyclospora cayetanensis 2  
Dipetalonema streptocerca 2  
Diphyllobothrium latum 2  
Dracunculus medinensis 2  
Echinococcus granulosus 3(**)  
Echinococcus multilocularis 3(**)  
Echinococcus vogeli 3(**)  
Entamoeba histolytica 2  
Fascio/a gigantica 2  
Fasciola hepatica 2  
Fasciolopsis buski 2  
Giardia lamblia (Giardia intestinalis) 2  
Hymenolepis diminuta 2  
Hymenolepis nana 2  
Leishmania brasiliensis 3(**)  
Leishmania donovani 3(**)  
Leishmania aethiopica 2  
Leishmania mexicana 2  
Leishmania peruviana 2  
Leishmania tropica 2  
Leishmania major 2  
Leishmania spp 2  
Loa Loa 2  
Mansonella ozzardi 2  
Mansonella perstans 2  
Naegleria fowleri 3  
Necator americanus 2  
Onchocerca volvulus 2  
Opisthorchis felineus 2  
Opisthorchis spp 2  
Paragonimus westermani 2  
Plasmodium falciparum 3(**)  
Plasmodium spp (uomo & scimmia) 2  
Sarcocystis suihominis 2  
Schistosoma haematobium 2  
Schistosoma intercalatum 2  
Schistosoma japonicum 2  
Schistosoma mansoni 2  
Shistosoma mekongi 2  
Strongyloides stercoralis 2  
Strongyloides spp 2  
Taenia saginata 2  
Taenia solium 3(**)  
Toxocara canis 2  
Toxoplasma gondii 2  
Trichinella spiralis 2  
Trichuris trichiura 2  
Trypanosoma brucei brucei 2  
Trypanosoma brucei gambiense 2  
Trypanosoma brucei rhodesiense 3(**)  
Trypanosoma cruzi 3  
Wuchereria bancrofti 2  


FUNGHI



   
Agente biologico Classificazione Rilievi


   
Aspergillus fumigatus 2 A
Blastomyces dermatitidis (Ajellomyces dermatitidis) 3  
Candida albicans 2 A
Candida tropicalis 2  
Cladophialophora bantiana (es. Xylohypha bantiana,
Cladosporium bantianum o trichoides)
3  
Coccidioides immitis 3 A
Cryptococcus neoformans var. neoformans
(Filobasidiella neoformans var. neoformans)
2 A
Cryptococcus neoformans var. gattii
(Filobasidiella bacillispora)
2 A
Emmonsia parva var. parva 2  
Emmonsia parva var. crescens 2  
Epidermophyton floccosum 2 A
Fonsecaea compacta 2  
Fonsecaea pedrosoi 2  
Histoplasma capsulatum var. capsulatum
(Ajellomyces capsulatum)
3  
Histoplasma capsulatum duboisii 3  
Madurella grisea 2  
Madurella mycetomatis 2  
Microsporum spp 2 A
Neotestudina rosatii 2  
Paracoccidioides brasiliensis 3  
Penicillium marneffei 2 A
Scedosporium apiospermum, Pseudallescheria boydii 2  
Scedosporium prolificans (inflantum) 2  
Sporothrix schenckii 2  
Trichophyton rubrum 2  
Trichophyton spp 2  

 

 

ALLEGATO XLVIII
Specifiche per processi industriali

Agenti biologici del gruppo 1.
Per le attività con agenti biologici del gruppo 1, compresi i vaccini spenti, si osserveranno i principi di una buona sicurezza ed igiene professionali.

Agenti biologici dei gruppi 2, 3 e 4.
Può risultare opportuno selezionare ed abbinare specifiche di contenimento da diverse categorie tra quelle sottoindicate, in base ad una valutazione di rischio connessa con un particolare processo o parte di esso.
 

A. Misure di contenimento B. Livelli di contenimento
  2 3 4

1. Gli organismi vivi devono essere manipolati in un sistema che separi fisicamente il processo dell'ambiente

Si

Si

Si

2. I gas di scarico del sistema chiuso devono essere trattati in modo da:  

Ridurre al minimo le emissioni

Evitare le emissioni

Evitare le emissioni

3. Il prelievo di campioni, l'aggiunta di materiali in un sistema chiuso e il trasferimento di organismi vivi in un altro sistema chiuso devono essere effettuati in modo da:

Ridurre al minimo le emissioni

Evitare le emissioni

Evitare le emissioni

4. La coltura deve essere rimossa dal sistema chiuso solo dopo che gli organismi vivi sono stati:

 Inattivati con mezzi collaudati

Inattivati con mezzi chimici o fisici collaudati

Inattivati con mezzi chimici o fisici collaudati

5. I dispositivi di chiusura devono essere previsti in modo da:

Ridurre al minimo le emissioni

Evitare le emissioni

Evitare le emissioni

6. I sistemi chiusi devono essere collocati in una zona controllata

Facoltativo

Facoltativo

Si e costruita all'uopo

a) Vanno previste segnalazioni di pericolo biologico

Facoltativo

Si

Si

b) È ammesso solo il personale addetto

Facoltativo

Si

Si, attraverso camere di condizionamento

c) Il personale deve indossare tute di protezione

Si, tute da lavoro

Si

Ricambio completo

d) Occorre prevedere una zona di decontaminazione e le docce per il personale

Si

Si

Si

e) Il personale deve fare una doccia prima di uscire dalla zona controllata

No

Facoltativo

Si

f) Gli effluenti dei lavandini e delle docce devono essere raccolti e inattivati prima dell'emissione

No

Facoltativo

Si

g) La zona controllata deve essere adeguatamente ventilata per ridurre al minimo la contaminazione atmosferica

Facoltativo

Facoltativo

Si

h) La pressione ambiente nella zona controllata deve essere mantenuta al di sotto di quella atmosferica

No

Facoltativo

Si

i) L'aria in entrata ed in uscita dalla zona controllata deve essere filtrata con ultrafiltri (HEPA)

No

Facoltativo

Si

j) La zona controllata deve essere concepita in modo da impedire qualsiasi fuoriuscita dal sistema chiuso

No

Facoltativo

Si

k) La zona controllata deve poter essere sigillata in modo da rendere possibili le fumigazioni

No

Facoltativo

Si

l) Trattamento degli effluenti prima dello smaltimento finale

Inattivati con mezzi collaudati

Inattivati con mezzi chimici o fisici collaudati

Inattivati con fisici collaudati

 

 

 

ALLEGATO XLIX

RIPARTIZIONE DELLE AREE IN CUI POSSONO FORMARSI ATMOSFERE
ESPLOSIVE
OSSERVAZIONE PRELIMINARE.


Il sistema di classificazione che segue si applica alle aree in cui vengono adottati provvedimenti di protezione in applicazione degli articoli 258, 259, 262, 263.
1. AREE IN CUI POSSONO FORMARSI ATMOSFERE ESPLOSIVE
Un'area in cui può formarsi un'atmosfera esplosiva in quantità tali da richiedere particolari provvedimenti di protezione per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori interessati è considerata area esposta a rischio di esplosione ai sensi del presente titolo.
Un'area in cui non è da prevedere il formarsi di un'atmosfera esplosiva in quantità tali da richiedere particolari provvedimenti di protezione è da considerare area non esposta a rischio di esplosione ai sensi del presente titolo.
Le sostanze infiammabili e combustibili sono da considerare come sostanze che possono formare un'atmosfera esplosiva a meno che l'esame delle loro caratteristiche non abbia evidenziato che esse, in miscela con l'aria, non sono in grado di propagare autonomamente un'esplosione.
2. CLASSIFICAZIONE DELLE AREE A RISCHIO DI ESPLOSIONE
Le aree a rischio di esplosione sono ripartite in zone in base alla frequenza e alla durata della presenza di atmosfere esplosive.
Il livello dei provvedimenti da adottare in conformità dell' ALLEGATO L, parte A, è determinato da tale classificazione.
Zona 0
Area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un'atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia.
Zona 1
Area in cui la formazione di un'atmosfera esplosiva, consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori o nebbia, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività.
Zona 2
Area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un'atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia o, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata.
Zona 20
Area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell'aria.
Zona 21
Area in cui la formazione di un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell'aria, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività.
Zona 22
Area in cui durante le normali attività non è probabile la formazione di un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile o, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata.

Note.
1. Strati, depositi o cumuli di polvere combustibile sono considerati come qualsiasi altra fonte che possa formare un'atmosfera esplosiva.
2. Per "normali attività" si intende la situazione in cui gli impianti sono utilizzati entro i parametri progettuali.
3. Per la classificazione delle aree o dei luoghi si può fare riferimento alle norme tecniche armonizzate relative ai settori specifici, tra le quali:
EN 60079-10 (CEI31-30) "Classificazione dei luoghi pericolosi" e successive modificazioni.
EN 61241-10 (CEI 31-66) "Classificazione delle aree dove sono o possono essere presenti polveri combustibili" e successive modificazioni.
e le relative guide:
CEI 31-35 e CEI 31-56 "
e per l'analisi dei pericoli, valutazione dei rischi e misure di prevenzione e protezione, alla norma:
EN 1127-1"Atmosfere esplosive. Prevenzione dell'esplosione e protezione contro l'esplosione.
Parte 1: Concetti fondamentali e metodologia".

 

ALLEGATO L

(articolo 293, articolo 294,comma 2, lettera d), articolo 295, commi 1 e 2)
A. PRESCRIZIONI MINIME PER IL MIGLIORAMENTO DELLA PROTEZIONE DELLA SICUREZZA E DELLA SALUTE DEI LAVORATORI CHE POSSONO ESSERE ESPOSTI
AL RISCHIO DI ATMOSFERE ESPLOSIVE.


Osservazione preliminare.
Le prescrizioni di cui al presente allegato si applicano:
a) alle aree classificate come pericolose in conformità dell' ALLEGATO XLIX, in tutti i casi in cui 10 richiedano le caratteristiche dei luoghi di lavoro, dei posti di lavoro, delle attrezzature o delle sostanze impiegate ovvero i pericoli derivanti dalle attività correlate al rischio di atmosfere esplosive;
b) ad attrezzature in aree non esposte a rischio di esplosione che sono necessarie o contribuiscono al funzionamento delle attrezzature che si trovano nelle aree a rischio di esplosione.
1. Provvedimenti organizzativi.
1.1. Formazione professionale dei lavoratori.
Il datore di lavoro provvede ad una sufficiente ed adeguata formazione in materia di protezione dalle esplosioni dei lavoratori impegnati in luoghi dove possono formarsi atmosfere esplosive.
1.2. Istruzioni scritte e autorizzazione al lavoro.
Ove stabilito dal documento sulla protezione contro le esplosioni:
a) il lavoro nelle aree a rischio si effettua secondo le istruzioni scritte impartite dal datore di lavoro;
b) è applicato un sistema di autorizzazioni al lavoro per le attività pericolose e per le attività che possono diventare pericolose quando interferiscono con altre operazioni di lavoro.
Le autorizzazioni al lavoro sono rilasciate prima dell'inizio dei lavori da una persona abilitata a farlo.
2. Misure di protezione contro le esplosioni.
2.1. Fughe e emissioni, intenzionali o no, di gas, vapori, nebbie o polveri combustibili che possano dar luogo a rischi di esplosioni sono opportunamente deviate o rimosse verso un luogo sicuro o, se ciò non è realizzabile, contenuti in modo sicuro, o resi adeguatamente sicuri con altri metodi appropriati.
2.2. Qualora l'atmosfera esplosiva contenga più tipi di gas, vapori, nebbie o polveri infiammabili o combustibili, le misure di protezione devono essere programmate per il massimo pericolo possibile.
2.3. Per la prevenzione dei rischi di accensione, conformemente all'articolo 289, si tiene conto anche delle scariche elettrostatiche che provengono dai lavoratori o dall'ambiente di lavoro che agiscono come elementi portatori di carica o generatori di carica. I lavoratori sono dotati di adeguati indumenti di lavoro fabbricati con materiali che non producono scariche elettrostatiche che possano causare l'accensione di atmosfere esplosive.
2.4. Impianti, attrezzature, sistemi di protezione e tutti i loro dispositivi di collegamento sono posti in servizio soltanto se dal documento sulla protezione contro le esplosioni risulta che possono essere utilizzati senza rischio in un'atmosfera esplosiva. Ciò vale anche per attrezzature di lavoro e relativi dispositivi di collegamento che non sono apparecchi o sistemi di protezione ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 126, qualora possano rappresentare un pericolo di accensione unicamente per il fatto di essere incorporati in un impianto. Vanno adottate le misure necessarie per evitare il rischio di confusione tra i dispositivi di collegamento.
2.5. Si devono prendere tutte le misure necessarie per garantire che le attrezzature di lavoro con i loro dispositivi di collegamento a disposizione dei lavoratori, nonché la struttura del luogo di lavoro siano state progettate, costruite, montate, installate, tenute in efficienza e utilizzate in modo tale da ridurre al minimo i rischi di esplosione e, se questa dovesse verificarsi, si possa controllarne o ridurne al minimo la propagazione all'interno del luogo di lavoro e dell'attrezzatura. Per detti luoghi di lavoro si adottano le misure necessarie per ridurre al minimo gli effetti sanitari di una esplosione sui lavoratori.
2.6. Se del caso, i lavoratori sono avvertiti con dispositivi ottici e acustici e allontanati prima che le condizioni per un'esplosione siano raggiunte.
2.7. Ove stabilito dal documento sulla protezione contro le esplosioni, sono forniti e mantenuti in servizio sistemi di evacuazione per garantire che in caso di pericolo i lavoratori possano allontanarsi rapidamente e in modo sicuro dai luoghi pericolosi.
2.8. Anteriormente all'utilizzazione per la prima volta di luoghi di lavoro che comprendono aree in cui possano formarsi atmosfere esplosive, è verificata la sicurezza dell'intero impianto per quanto riguarda le esplosioni. Tutte le condizioni necessarie a garantire protezione contro le esplosioni sono mantenute. La verifica del mantenimento di dette condizioni è effettuata da persone che, per la loro esperienza e formazione professionale, sono competenti nel campo della protezione contro le esplosioni.
2.9. Qualora risulti necessario dalla valutazione del rischio:
a) deve essere possibile, quando una interruzione di energia elettrica può dar luogo a rischi supplementari, assicurare la continuità del funzionamento in sicurezza degli apparecchi e dei sistemi di protezione, indipendentemente dal resto dell'impianto in caso della predetta interruzione;
b) gli apparecchi e sistemi di protezione a funzionamento automatico che si discostano dalle condizioni di funzionamento previste devono poter essere disinseriti manualmente, purché ciò non comprometta la sicurezza. Questo tipo di interventi deve essere eseguito solo da personale competente;
c) in caso di arresto di emergenza, l'energia accumulata deve essere dissipata nel modo più rapido e sicuro possibile o isolata in modo da non costituire più una fonte di pericolo.
2.10. Nel caso di impiego di esplosivi è consentito, nella zona 0 o zona 20 solo l'uso di esplosivi di sicurezza antigrisutosi, dichiarati tali dal fabbricante e classificati nell'elenco di cui agli articoli 42 e 43 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 320. L'accensione delle mine deve essere fatta elettricamente dall'esterno. Tutto il personale deve essere fatto uscire dal sotterraneo durante la fase di accensione delle mine.
2.11. Qualora venga rilevata in qualsiasi luogo sotterraneo una concentrazione di gas infiammabile o esplodente superiore all'1 per cento in volume rispetto all'aria, con tendenza all'aumento, e non sia possibile, mediante la ventilazione o con altri mezzi idonei, evitare l'aumento della percentuale dei gas oltre il limite sopraindicato, tutto il personale deve essere fatto sollecitamente uscire dal sotterraneo. Analogo provvedimento deve essere adottato in caso di irruzione massiva di gas.
2.12. Qualora non sia possibile assicurare le condizioni di sicurezza previste dal punto precedente possono essere eseguiti in sotterraneo solo i lavori strettamente necessari per bonificare l'ambiente dal gas e quelli indispensabili e indifferibili per ripristinare la stabilità delle armature degli scavi. Detti lavori devono essere affidati a personale esperto numericamente limitato, provvisto dei necessari mezzi di protezione, comprendenti in ogni caso l'autoprotettore, i quali non devono essere prelevati dalla dotazione prevista dall'articolo 101 del decreto del Presidente della Repubblica n. 320 del 1956 per le squadre di salvataggio.

B. CRITERI PER LA SCELTA DEGLI APPARECCHI E DEI SISTEMI DI PROTEZIONE.
Qualora il documento sulla protezione contro le esplosioni basato sulla valutazione del rischio non preveda altrimenti, in tutte le aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive sono impiegati apparecchi e sistemi di protezione conformi alle categorie di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 126.
In particolare, in tali aree sono impiegate le seguenti categorie di apparecchi, purché adatti, a seconda dei casi, a gas, vapori o nebbie e/o polveri:
- nella zona 0 o nella zona 20, apparecchi di categoria 1;
- nella zona 1 o nella zona 21, apparecchi di categoria 1 o di categoria 2;
- nella zona 2 o nella zona 22, apparecchi di categoria 1, 2 o 3.

Nota agli artt.1.1 e 2.2
Per la qualifica di personale esperto, ed al fine di realizzare e mantenere in efficienza e sicurezza, impianti elettrici in luoghi classificati, si può fare riferimento alle norme tecniche armonizzate relative ai settori specifici quali le seguenti:

EN 60079-14 (CEI 31-.33) " Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas.
Parte 14: Impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas (diversi dalle miniere)”
EN 61241-14 "Costruzioni elettriche destinate ad essere utilizzate in presenza di polveri combustibili. Parte 14: Scelta ed installazione”
EN 60079-17 "Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas. Parte 17: Verifica e manutenzione degli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas (diversi dalle miniere)”
EN 61241-17 "Costruzioni elettriche destinate ad essere utilizzate in presenza di polveri combustibili. Parte 17: Verifica e manutenzione degli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione (diversi dalle miniere)”
EN 60079-19 "Atmosfere esplosive. Parte 17: Riparazioni, revisione e ripristino delle apparecchiature.

 

 

ALLEGATO LI
(articolo 293, comma 3)
SEGNALE DI AVVERTIMENTO PER INDICARE LE AREE IN CUI POSSONO
FORMARSI ATMOSFERE ESPLOSIVE

 

Area in cui può formarsi un'atmosfera esplosiva


Al fine di facilitare la comprensione del segnale, al di sotto di esso devono essere riportate la seguenti indicazioni: PERICOLO ESPLOSIONE e DANGER EXPLOSION.