Stampa
Categoria: Documentazione istituzionale
Visite: 2608

Vigili del Fuoco
LINEA GUIDA
GESTIONE DEL RISCHIO OPERATIVO CONNESSO ALL'EMERGENZA COVID-19

 12 maggio 2020 Revisione n. 3


1.0 Generalità sulle indicazioni contenute nella presente Linea Guida
Le indicazioni contenute nella presente linea guida sono emanate tenendo conto delle direttive sanitarie dell'Ufficio Coordinamento Attività Sanitarie e Medicina Legale del Corpo Nazionale, ai sensi dell'art. 21 comma 1 del Decreto legge 2 marzo 2020 n. 9, al fine di garantire il servizio istituzionale di soccorso tecnico urgente e tutelare la salute del personale del Corpo, nell'ambito dell'attuale situazione epidemiologica.
Per contemperare allo stesso tempo le esigenze sopra indicate, sono applicati i provvedimenti di Governo e tenute in conto le determinazioni che emergono giornalmente dal Comitato Operativo di Protezione Civile che, per l'argomento specifico, ha istituito un proprio Comitato Tecnico Scientifico.
Tali provvedimenti, che sono altresì individuati tenendo conto delle peculiari attività che il Corpo nazionale deve svolgere per assicurare il servizio di soccorso pubblico ai sensi dell'art. 24 del decreto legislativo 139/06 e s.m.i., nonché dell'art. 3 comma 2 del decreto legislativo n. 81/08 e s.m.i. mediante il DM 127/2019, riguardano:
a) gli interventi di soccorso tecnico urgente in cui possa avvenire il “contatto stretto” dei vigili del fuoco con altre persone da soccorrere;
b) gli interventi di soccorso tecnico urgente in cui possa avvenire il “contatto stretto” dei vigili del fuoco con persone da soccorrere affette da COVID19;
c) il trasferimento del personale a bordo degli automezzi;
d) le misure di comportamento a carattere generale e la profilassi sanitaria.

2.0 Direttive generali relative allo svolgimento degli interventi di soccorso
2.1 Impiego delle partenze ridotte nel dispositivo di soccorso
Tutti i Comandi provinciali, compatibilmente con l'organizzazione del dispositivo di soccorso, dovranno assicurare i servizi di istituto anche avvalendosi, ai sensi dell'art. 66 comma 2 lettera c) del DPR 64/2012, delle “partenze ridotte”.
Tali squadre dovranno essere impiegate per la risoluzione di interventi di minore complessità (aperture di porta, verifiche, danni d'acqua, dissesti, voragini, ecc.).
In caso di intervento più complesso, la squadra “completa” può essere integrata in caso di effettiva esigenza, su richiesta del ROS.
I fogli di servizio dei Comandi con sedi che dispongono di più partenze prevedranno almeno una partenza ridotta.

2.2 Servizi di soccorso tecnico urgente
Durante l'espletamento del servizio di soccorso tecnico urgente il personale dovrà assicurare il rispetto delle misure generali di prevenzione e protezione, come dettagliate nella linea guida.

2.3 Trasferimento del personale a bordo degli automezzi
Durante il trasferimento del personale a bordo degli automezzi, compatibilmente con le reali esigenze di soccorso, si raccomanda il mantenimento della distanza interpersonale non inferiore a 1 metro e la ventilazione dell'abitacolo del veicolo.
Laddove non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale di sicurezza, si ritiene necessario che prioritariamente si ricorra all'utilizzo di più automezzi per permettere il mantenimento di una distanza adeguata tra gli operatori.
Nell'impossibilità di adottare la suddetta misura, si raccomanda di ricorrere alle seguenti:
o indossare maschere di tipo chirurgico o del tipo in tessuto non tessuto o similari (secondo le indicazioni del Ministero della Salute - Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico).
In via residuale, quando nessuna delle misure sopra citate sia possibile:
o coprire naso e bocca con dispostivi o strumenti atti a contenere la diffusione di droplets, anche facenti parte dei dispositivi in dotazione, quali ad esempio il sottocasco antifiamma adeguatamente pulito.
In entrambi i suddetti casi, è raccomandato l'uso delle seguenti ulteriori precauzioni:
o indossare occhiali di protezione ovvero indossare il casco con la visiera trasparente abbassata;
o evitare di entrare in contatto diretto con persone e cose mediante le mani nude; è consigliabile indossare guanti di protezione, anche in vinile o nitrile.

2.4 Attività nelle sedi di servizio
Durante le attività in sede deve essere mantenuta la distanza interpersonale di sicurezza e favorita la ventilazione degli ambienti.

3.0 Misure generali di profilassi del personale
Si tiene ad evidenziare che ai sensi del DPCM 8 marzo 2020, il personale VF con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) deve rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, informando il proprio medico curante; in tale ottica, ciascun operatore VF, prima di presentarsi in servizio dovrà, con pieno senso di responsabilità, controllare presso il proprio domicilio la temperatura corporea.
All'inizio di ogni turno di servizio, al fine di garantire la piena operatività del dispositivo di soccorso, ciascun operatore VF, permanente e volontario, dovrà dichiarare l'assenza di sintomatologie al responsabile di turno.
I Comandi Provinciali e le Direzioni Regionali dovranno disciplinare controlli a tutela di tutto il personale, anche mediante termometri a infrarossi o auricolari da acquisire per tutte le sedi di servizio, ove non già disponibili.
Si ribadiscono le raccomandazioni di igiene e pulizia degli automezzi, come disciplinate dalla presente linea guida, nonché l'adozione di misure comportamentali sia nella vita privata che in quella lavorativa, atte a prevenire il diffondersi del COVID19 come più volte ricordato dal Ministero della Salute, con particolare riferimento a quelle di igiene personale.
Ulteriori indicazioni sulla profilassi del personale sono contenute nella nota STAFFCNVVF n. 6336 del 20.03.2020 (Allegato 1)

3.1 Applicazione art. 1 comma 7 lettera d) del DPCM 11/03/2020 per i provvedimenti di quarantena con sorveglianza attiva per personale VF asintomatico e non positivo al COVID19
In applicazione dell'articolo 7 del Decreto legge 9 marzo 2020 n. 14 il personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco che venga posto in quarantena con sorveglianza attiva da parte dell'autorità sanitaria, potrà essere richiamato in servizio per comprovate necessità operative laddove lo stesso risulti asintomatico, anche a seguito di valutazione del medico incaricato dei Comandi Provinciali.

3.2 Gestione del Servizio Sanitario del Corpo nazionale nei confronti di personale interessato da provvedimenti sanitari
Si mette in evidenza che ogni qualvolta si dovesse verificare un caso sospetto o conclamato di COVID19 nell'ambito di una struttura del Corpo, il dirigente responsabile, oltre ai provvedimenti indicati nella sezione “Segnalazione e coordinamento con i referenti sanitari”, dovrà prontamente mettersi in comunicazione con il funzionario o il dirigente medico di turno individuato dall'Ufficio di Coordinamento Attività Sanitarie e Medicina Legale del Corpo Nazionale, mediante il CON.
Il suddetto Ufficio sanitario assicurerà il mantenimento dei contatti con tutto il personale affetto da patologia COVID19, ovvero sottoposto a provvedimenti di sorveglianza attiva e passiva, anche raccordandosi con i medici incaricati in ambito territoriale.
Sarà cura delle strutture VF centrali e territoriali comunicare costantemente la situazione dei casi positivi e in quarantena per sorveglianza attiva aggiornando il portale informatico all'indirizzo https:\\atb.dipvvf.it con le credenziali fornite ai responsabili delle strutture stesse. All'indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. saranno comunicate esclusivamente situazioni particolari non previste sul portale.

4.0 Monitoraggio delle esigenze dei dispositivi di protezione individuale delle strutture territoriali del Corpo
Tenuto conto del quadro esigenziale, per monitorare le dotazioni NBCR e le relative necessità è stato attivato il portale http:\\losai.dipvvf.it\ accessibile dal link inviato ai Comandi e alle Direzioni Regionali da parte della Direzione Centrale per le Risorse Logistiche e Strumentali.
Le dotazioni di ciascuna struttura territoriale sono monitorate e consultabili mediante https:\\report.dipvvf.it nell'apposita sezione dedicata.
Sarà cura dei responsabili NBCR regionali assicurare l'aggiornamento continuo di tale portale.

CAPITOLO PRIMO - LINEA GUIDA PER LA GESTIONE DEGLI INTERVENTI DI SOCCORSO
 

PREMESSA

Il Corpo Nazionale deve garantire la continuità del servizio di soccorso tecnico urgente tenendo conto di quanto stabilito dalle disposizioni di legge e in particolare dalle Autorità governative e di protezione civile per l'emergenza in corso che con DPCM 9 marzo 2020 ha stabilito che l'intero territorio nazionale è da considerarsi “area a contenimento rafforzato”.
A tale scopo la presente linea guida si pone l'obiettivo di ricomprendere le disposizioni sinora emanate per la gestione degli interventi di soccorso nell'ambito dell'emergenza per COVID19 che sono consultabili nell'apposita sezione del sito www.vigilfuoco.it
 

INFORMAZIONI GENERALI RELATIVE AL VIRUS SARS-COV-2

Il 9 gennaio 2020, il CDC cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo coronavirus (2019- nCoV successivamente denominato Sars-CoV-2). La malattia che deriva dall'infezione è stata denominata Covid-19 (dove "CO" sta per corona, "VI" per virus, "D" per disease e "19" indica l'anno in cui si è manifestata).
Il nuovo coronavirus è strettamente correlato a quello della sindrome respiratoria acuta grave (SARS). I coronavirus sono una grande famiglia di virus respiratori che possono causare malattie che vanno dal comune raffreddore alla sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e alla (SARS). Il virus può causare una forma lieve, simil-influenzale, oppure può progredire in una forma grave soprattutto in persone con condizioni cliniche croniche pre-esistenti quali ipertensione, e altri problemi cardiovascolari, diabete, patologie epatiche e altre patologie respiratorie; anche le persone anziane potrebbero essere più suscettibili alle forme gravi.
 

TRASMISSIONE

Il virus Sars-CoV-2 può trasmettersi tra le persone che possono trovarsi (anche ai sensi del DPCM 8 marzo 2020) a una distanza interpersonale inferiore a 1 metro. ovvero in modalità indiretta a seguito di contatto con superfici, oggetti, cibi potenzialmente infette.
 

SINTOMI DELLA MALATTIA E DECORSO CLINICO

I sintomi più comuni consistono in febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie: gli esami radiologici del torace evidenziano lesioni infiltrative bilaterali diffuse.
 

PREVENZIONE

Per il personale appartenente al Corpo nazionale dei vigili del fuoco è fondamentale evitare il contatto con i soggetti affetti da Coronavirus attraverso la corretta applicazione delle misure di controllo delle infezioni e dell'uso di misure di barriera/Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).
Il Ministero della salute rende disponibile sul proprio sito informazioni sulla diffusione e sulla prevenzione (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/homeNuovoCoronavirus.jsp) che vengono di seguito sintetizzate:
• Lavare frequentemente le mani strofinandole bene usando soluzioni alcoliche o acqua e sapone;
• Coprire con il gomito flesso o con un fazzoletti di carta la bocca e il naso quando si starnutisce o si tossisce;
• Evitare contatti ravvicinati con chiunque abbia febbre e tosse;
• Se si riscontrano febbre, tosse e difficoltà respiratorie ricercare immediatamente cure mediche e riferire il percorso e i luoghi in cui si è stati al medico;
• Evitare contatti con animali vivi in aree mercatili;
• Evitare il consumo di carne e prodotti animali crudi o poco cotti. Gestire con attenzione carne cruda, latte e organi animali per evitare episodi di contaminazione incrociata con cibi crudi;
• Mantenere al di fuori dell'attività lavorativa e, ove possibile, anche in servizio la distanza minima di un metro nei contatti interpersonali.
Le misure aggiornate e complete possono essere consultate sul sito http://www.salute.gov.it/

DISPOSIZIONI DI RIFERIMENTO
- Circolare n. 6 emanata dal Ministero dell'Interno con prot. n. EM 2952/2405 del 22.05.2002 “Scenari d'intervento tradizionali e non convenzionati - Organizzazione della risposta del C.N.V.V.F. alle emergenze di tipo Chimico, Biologico, Nucleare e Radiologico”;
- LETTERA Prot. n° EM 4679/24205 del 2 ottobre 2002;
- Nota n. 2667 del 28/01/2020 del Ministero dell'Interno, Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco;
- Circolare n.00019997- 22/01/2020 della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria - Ufficio 05 - Prevenzione della malattie trasmissibili e profilassi internazionale;
- Lettera circolare n.5443 del 22/02/2020 del Ministero della Salute
- D.L. 23/02/2020 Misure Urgenti in materia di Contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19
- D.P.C.M 23/02/2020 Disposizioni Attuative del D.L. 23/2/2020 n.6 recente Misure Urgenti in materia di Contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19
- P.O.S. Vestizione/Svestizione;
- D.P.R. 28.02.2012 n.64 “Regolamento di servizio del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco”
- DPCM 08.03.2020 “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19”;
- D.L. 9 marzo 2020, n. 14 “Disposizioni urgenti per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all'emergenza COVID-19”;
- DPCM 11 marzo 2020 “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale”.
Ulteriori riferimenti a carattere generale possono essere assunti dal sito www.vigilfuoco.it e dal link https://www.gazzettaufficiale.it/dettaglioArea/12

QUANDO UN INTERVENTO SI CLASSIFICA IN QUESTA CATEGORIA
Intervento in un'area interessata dai provvedimenti di cui al D.P.C.M. 09/03/2020 ovvero intervento in supporto al personale sanitario in cui sono presenti persone considerate infette da virus SARS- CoV-2, anche al di fuori delle aree di cui al paragrafo precedente.
Sulla base dei presupposti sopra indicati, possono ricadere in questa categoria i seguenti tipi di interventi:
1. soccorso a persona
2. supporto 118 e forze dell'ordine
3. recupero beni a casa di persona infetta
4. interventi in zona rossa (previo consultazione con nucleo NBCR)
5. scorta tecnica per trasporto in alto bio contenimento
6. intervento in reparto infettivologia/pronto soccorso/altro reparto in ospedale
Gli interventi da 1 a 4 sono a cura di squadre ordinarie VVF dotate di appositi DPI, come da procedura. Gli interventi di tipo 5 e 6 sono integrati e coordinati dal Nucleo NBCR secondo le procedure già in essere.

EVIDENZE A CARATTERE GENERALE
Ai fini dell'esecuzione dell'intervento sono da distinguere:
A. Interventi in ambiente potenzialmente contaminato senza presenza di persone
Considerato che in assenza di persone la carica virale del virus in ambiente risulta essere marginale, l'intervento in assenza di persone, viene svolto con tradizionali DPI in dotazione integrati con guanti monouso, visiera trasparente del casco protettivo abbassata, mascherina (ad uso precauzionale).
Esempi di intervento per la presente categoria sono quelli di recupero beni, apertura porta, ecc.
In ogni caso tutte le tipologie di intervento, compresi gli incendi, le esplosioni, gli incidenti stradali, i crolli, ecc., vanno espletati con l'uso di tutti i DPI appropriati per gli specifici rischi.
B. Interventi in cui si possa entrare in contatto con persone potenzialmente infette
In questi casi, considerata la potenziale presenza di persone e l'associato rischio di contagio, il personale utilizzerà i seguenti DPI: guanti monouso doppi, mascherina, occhiali ovvero visiera trasparente del casco protettivo abbassata e tuta di categoria 3, tipo 3 e tipo 4, sulla base delle attività da espletare.
Di seguito le modalità da seguire durante la svestizione:
1. ogni elemento appena rimosso deve essere infilato in apposito sacchetto (ne vanno preparati 2)
2. la sequenza è: primo paio di guanti tuta occhiali mascherina secondo paio di guanti
3. Gli occhiali andranno messi in sacchetto separato
4. Lavarsi le mani con la soluzione igienizzante
C. Interventi di supporto alla popolazione nell'ambito del sistema di protezione civile
Si applicano le disposizioni DCEMER prot. 7993 del 19.03.2020 per igienizzazione aree esterne e la STAFFCNVVF n. 6339 del 20.03.2020 (Allegati 2 e 3)


PROCEDURE IGIENICHE GENERALI
Al termine dell'intervento, prima di risalire sugli automezzi, pulire le mani con soluzione igienizzante in dotazione.
Al rientro in sede, lavarsi le mani con appropriato detergente, pulire le suole delle scarpe e, in caso di intervento di tipo B, igienizzare l'interno del mezzo e gli occhiali di protezione o la visiera dell'elmo in dotazione.
Effettuare pulizia dei dispositivi di protezione individuale utilizzati durante l'intervento secondo le procedure in uso ai Comandi.
Durante l'espletamento dell'attività lavorativa, operativa o di ufficio, ove sia stato assicurato il mantenimento della distanza interpersonale di un metro in ogni caso bisogna:
• adottare misure comportamentali corrette atte a non inficiare la distanza di sicurezza interpersonale;
• non utilizzare in modo improprio le maschere di protezione, anche per non inficiarne il requisito di igienicità.


GESTIONE DELLA SALA OPERATIVA
DOMANDE:

• C'è pericolo per le persone? Di che tipo?
• Necessita un soccorso tecnico? Di che tipo?
• Località, indirizzo?
• Ci sono persone contagiate da COVID o in quarantena?
• È area interessata da provvedimento restrittivo?
• Ci sono persone all'interno?
• Numero di telefono del richiedente?
• (Se si tratta di un incidente stradale) Numero e tipo di autoveicoli coinvolti?
• Dove si trovano le persone?
• C'è un medico sul posto?
• C'è un referente sul posto in attesa dei soccorsi?
• Indicazioni sulla viabilità per raggiungere il luogo
• I veicoli si trovano sulla sede stradale?
• Vi sono persone ferite ?
• Quanti sono considerati a rischio infezione da virus Sars-CoV-2?
I dati assunti dal richiedente possono essere incrociati mediante la consultazione di piattaforme informative che recano la localizzazione di casi interessati da provvedimenti sanitari per COVID19 (positivi o sorveglianza sanitaria), anche mediante l'impiego del Geoportale VF.
Le disposizioni relative alla gestione dei dati contenuti nel sistema informativo sono riportate nelle note DCEMER 7467 del 13.03.2020 e nella nota STAFFCNVVF n. 6333 del 20.03.2020 (Allegati 4 e 5)


ENTI/PERSONE DA ALLERTARE NEL CASO DI INTERVENTO SU CASO CON INFEZIONE CONCLAMATA:
• Capo Turno, Funzionario di Guardia, Nucleo NBCR Regionale, Nucleo NBCR Provinciale, Comandante Provinciale.
• CC o P.S., VV.UU., 118;
• Centro Operativo Nazionale, Direzione Regionale VV.F., Prefettura;
 

MEZZI IDONEI PER L'INTERVENTO

APS

*ABP

*AF NBCR

*UCL

*AV Funzionario di Servizio

*Mezzi Speciali (autoscala, autogrù, ecc..)

 

(*) L'invio dei suddetti automezzi sarà valutato all'occorrenza dal Funzionario di Servizio o dal ROS presente sul posto in relazione allo scenario incidentale in corso.
 

Attrezzature:

Tute NBC, strumenti e materiale in dotazione al Nucleo

 Attrezzature e materiale per effettuare le decontaminazione

Termocamera

Radio portatili

 

DOTAZIONI MINIME

- Mascherine facciali tipo FFP2/FFP3;
- Guanti in nitrile, butile;
- Guanti in lattice;
- Tute cat. 3 tipo 4;
- Tute cat. 3 tipo 3;
- Flaconi di amuchina gel o detergente analogo;
- Occhiali protettivi antischizzo;
- Maschere + Filtro P3 o similare

- Sacchetti per lo smaltimento dei DPI monouso e per i DPI non individuali (occhialini).


INFORMATIVA TECNICA PER USO DEI DPI PER OPERATORI DEL SOCCORSO
Norme per la prevenzione delle malattie a trasmissione respiratoria
1. Protezione delle mani. E' opportuno l'uso dei guanti di protezione del tipo guanti da esame non sterili, possibilmente “latex free” per la prevenzione di allergie, il materiale preferibile è il nitrile, il vinile (in lattice) è molto usato ma è meno resistente rispetto al nitrile. Il polietilene non è indicato ed è riservato ad usi non sanitari. E' opportuno l'uso del guanto doppio in quanto il guanto esterno che si presuppone contaminato dopo l'uso deve prevenire la contaminazione del guanto sottostante che deve essere usato per togliere i DPI restanti in sicurezza.
2. Protezione delle vie aeree. Mascherine. Il D.Lgs. 02 marzo 2020 , n. 9 art. 34, regolamenta l'impiego di mascherine respiratorie. Tale provvedimento consente anche l'uso di mascherine chirurgiche. Da un punto di vista esclusivamente tecnico in condizioni particolari come in caso di contatti ravvicinati con materiale biologico che può essere spruzzato e disperso in forma di aerosol è indicato l'impiego delle mascherine FFP2 o superiori. L'impiego delle mascherine FFP3 è di solito riservato al personale sanitario che effettua procedure invasive.
La mascherina non deve essere toccata dopo averla indossata. Una mascherina igienica può essere portata per almeno 2-4 ore (massimo 8 ore), anche se è umida. Successivamente bisogna sostituirla con una nuova, pulita e asciutta. Le mascherine igieniche monouso non devono essere riutilizzate dopo averle tolte, anche dopo averle utilizzate per un tempo inferiore alle 2-4 ore. Dopo ogni uso, smaltire la mascherina igienica monouso subito dopo averla rimossa.
3. Protezione degli occhi. Gli occhi vanno protetti con adeguati occhiali protettivi o con visiere. Gli occhiali protettivi sono sanificabili previa detersione secondo le normali procedure previste con soluzione di ipoclorito di sodio dallo 0.1 % allo 0.5 %.


INDICAZIONI GENERALI SUGLI INTERVENTI CHE POSSANO DETERMINARE UN CONTATTO STRETTO

In via generale si impartiscono le seguenti indicazioni.
Negli interventi di soccorso tecnico urgente il personale VF che possa venire in “contatto stretto” con qualunque altra persona, intendendo che questo “contatto” si verifichi a una distanza inferiore a un metro, salvo ulteriori misure di protezione da rischi specifici (es. ustione, taglio, schiacciamento, ecc.), deve utilizzare il seguente protocollo di sicurezza anti-contagio, che prevede l'adozione dei seguenti strumenti di protezione individuale:
a. vie respiratorie: maschere FFP2/FFP3 o maschere facciali o semifacciali con filtro P3 ovvero sistemi di protezione superiori.
b. occhi: visiera trasparente a scomparsa del casco protettivo;
c. mani: guanti in lattice o in nitrile.
Il restante personale presente sul medesimo intervento, che pertanto non si troverà nelle condizioni di “contatto stretto”, adotterà misure comportamentali per mantenersi ad adeguata distanza di sicurezza interpersonale.
 

PROCEDURA GENERALE DI INTERVENTO SU PERSONA CON INFEZIONE CONCLAMATA

Per gli interventi su persone con infezione in generale va seguita la procedura di seguito indicata:
1. Il ROS della prima squadra presente sull'intervento raccoglie informazioni per pianificare le attività di soccorso.
2. Il ROS dovrà necessariamente esporre meno personale possibile al rischio di contagio, (potrebbe essere sufficiente una persona mantenendo il contatto a vista con almeno un componente della squadra)
3. Se presente personale sanitario seguire eventuali indicazioni su comportamenti da tenere, distanza dalla persona, approccio, utilizzo di decontaminanti/igienizzanti alternativi ecc.
4. Indossare i DPI richiesti: almeno mascherine FFP2 (biohazard se disponibile) visiera protettiva e/o maschera pieno facciale con filtro P3, guanti in lattice o nitrile (2 paia).
5. Al termine delle operazioni di soccorso procedere alla decontaminazione tecnica primaria dei dispositivi (quali visiera, ecc.) con soluzione acquosa di ipoclorito di sodio al 0,5% lasciando agire il prodotto per alcuni minuti (almeno 5 sino a un massimo di 15 minuti).
6. Eseguire la svestizione secondo specifiche procedure (circolare 6/2002) e raccogliere i DPI in sacchi sigillati. I DPI vanno al lavaggio secondo procedure del Comando. L'elmo deve essere igienizzato con la medesima soluzione impiegata per la decontaminazione di cui sopra.
7. Il personale di assistenza deve essere a sua volta protetto con idonei DPI quali: almeno mascherina FFP2, protezione occhi con casco e visiera abbassata, guanti in lattice o in nitrile.
Si rimanda, successivamente al rientro in sede di servizio, alla procedura di igienizzazione del veicolo, con le metodologie indicate.
La squadra della sede di servizio competente per zona (squadra base), dopo aver acquisito tutte le necessarie informazioni tramite la sala operativa, si recherà sul luogo dell'intervento. Giunti sul posto si interfaccerà con il personale medico eventualmente presente sul posto per raccogliere le informazioni aggiuntive. La pianificazione dell'intervento dovrà prevedere un numero di operatori esposti il più possibile limitato.
Il responsabile delle operazioni di soccorso dovrà annotare i nominativi del personale VF sull'apposito modulo allegato alla presente Linea Guida. L'intervento potrà essere espletato solo esclusivamente dopo aver indossato i seguenti DPI:
• Personale di contatto: vestizione completa con tuta di categoria III, tipo 3, con maschera a pieno facciale con filtro minimo P3, guanti e stivali in gomma idonei per la protezione biologica, il tutto sigillato con nastro telato.
• Personale di assistenza e decontaminazione: vestizione completa con tuta di categoria III, tipo 4, con mascherina di protezione non inferiore al tipo FFP2, occhiali di protezione antischizzo, guanti e stivali in gomma idonei per la protezione biologica. Il tutto dovrà sigillato con nastro telato.
Il livello di protezione potrà essere variato sulla base delle valutazioni effettuate dal ROS.
Il personale intervenuto si dovrà porre ad una distanza di sicurezza rispetto alla persona infetta secondo le indicazioni del personale sanitario.
Il personale intervenuto, se non adeguatamente protetto, non potrà accedere nei locali in cui è presente il soggetto infetto dal virus o potenzialmente sospetto. All'aperto, il personale non protetto dagli appositi DPI, non dovrà oltrepassare la zona Gialla sotto definita.
 

DEFINIZIONE DELLE AREE OPERATIVE (ZONIZZAZIONE)

La prima operazione da porre in atto è la zonizzazione seguendo le indicazioni dettate dal personale sanitario. In ogni caso si considerano zona ROSSA tutti i locali chiusi dove è stato e/o si trova la persona contagiata, nonché tutti gli spazi all'aperto entro 8,00 m dal soggetto contagiato o da suoi eventuali liquidi biologici:
• Zona Rossa ex circ.6 EM 2952/2405 del 22.05.2002 = area in cui è presente il soggetto contagiato dal virus.
• Zona Arancio ex circ.6 EM 2952/2405 del 22.05.2002 = area di decontaminazione (personale VF e sanitario)
• Zona Gialla ex circ.6 EM 2952/2405 del 22.05.2002 = area di triage/supporto/comando
All'interno della zona ROSSA opererà solo il personale adeguatamente protetto con i DPI sopra decritti.
Il ROS in collaborazione con il responsabile della squadra NBCR dovrà raccordarsi con i sanitari e le forze dell'ordine presenti sul posto, al fine di effettuare:
1. La delimitazione e controllo degli accessi alle zone Rossa, Arancio e Gialla;
2. L'identificazione ed il controllo delle persone coinvolte nelle operazioni di soccorso o comunque presenti sul posto.
Dopo aver effettuato la zonizzazione e indossato i DPI idonei si interverrà per il recupero del soggetto contagiato e degli eventuali feriti per consegnarli al personale sanitario presente sul posto.
Il personale intervenuto, se non adeguatamente protetto, non potrà accedere nei locali in cui è presente il soggetto infetto dal virus. All'aperto, il personale non protetto dagli appositi DPI, non dovrà oltrepassare la zona Gialla prima definita.
 

AL TERMINE DELL'INTERVENTO

Al termine dell'intervento dovranno essere igienizzati i mezzi e i materiali utilizzati mediante i seguenti disinfettanti:
■ Detergente idoneo per la strumentazione;
■ acqua, detergente comune e sodio ipoclorito o altro disinfettante, per la pulizia degli ambienti, delle superfici e degli automezzi;
Il personale dovrà accuratamente lavarsi le mani strofinandole bene usando soluzioni alcoliche o acqua e sapone;
Per la igienizzazione dei mezzi e degli equipaggiamenti
La soluzione da utilizzare per la igienizzazione di mezzi ed equipaggiamenti è, sulla base di indicazioni fornite dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, l'ipoclorito di sodio diluito in acqua (candeggina) in concentrazione pari allo 0,5 % ( 5 ml di prodotto per ogni litro di acqua).
Di seguito è riportato il materiale che deve essere disponibile in ogni sede di servizio.
1. Nebulizzatore erogatore già in dotazione a ogni sede
2. Due paia di guanti puliti
3. Mascherina
4. Un paio di occhiali puliti
5. Rotolo di carta
6. Candeggina diluita al 3%
Di seguito la procedura di preparazione del preparato da utilizzare per operazioni di igienizzazione in base al prodotto attualmente in giacenza al magazzino centrale (candeggina al 3%):
1. Riempire il nebulizzatore erogatore con acqua sino alla tacca di 1,5 litri
2. Riempire la parte restante (cioè tra 1,5 e 1,8 ) con il prodotto clorante (candeggina)
3. Chiudere il nebulizzatore
Di seguito la procedura di igienizzazione
1. Indossare guanti e mascherina (nuove)
2. Erogare prodotto sulle superfici interessate usando panno di carta (superfici interne dell'automezzo, e intera superficie per gli occhialini in dotazione)
Lasciare prodotto da un minimo di 5 a un massimo di 15 minuti prima del lavaggio con acqua
Tale procedura può essere estesa anche per l'igienizzazione dei locali, avendo accortezza di non utilizzare l'ipoclorito di sodio sui materiali per i quali manifesta aggressività di tipo chimico, nonché con le dovute cautele negli ambienti in cui sono presenti apparecchiature elettroniche.
Per le attrezzature dei materiali ed equipaggiamenti di derivazione SAF si specifica quanto segue.
I produttori di materiali e delle attrezzature del settore Speleo Alpino Fluviale forniscono sui manuali di uso e manutenzione indicazioni differenti su come effettuare la sanificazione dei materiali tessili. Infatti per le attrezzature tipo imbraghi, corde, fettucce, ecc., alcuni produttori prevedono che la pulizia/sanificazione/igienizzazione dei materiali possa essere fatta con soluzioni di ipoclorito di sodio (candeggina o varichina) con varie concentrazioni. È dimostrato che l'uso dell'ipoclorito di sodio può danneggiare le fibre tessili e quindi comprometterne le caratteristiche meccaniche.
Ciò premesso, si ritiene utile, a scopo cautelativo, sempre su conforme parere dell'Ufficio Coordinamento Attività Sanitarie e Medicina Legale, potranno essere adottati i seguenti accorgimenti anche volti a preservare le attrezzature:
• il materiale dovrà essere custodito in sacche stagne o trattate con materiali impermeabilizzanti (PVC, Nylon spalmati, ecc.) evitando, in particolare sugli automezzi di soccorso ordinario, lo stivamento dei materiali tessili a contatto con agenti e sostanze chimiche;
• qualora il materiale venga impiegato in scenari ove sia conclamata o sospetta la presenza di persone positive al COVID19, al termine delle attività tutte le attrezzature e i materiali dovranno essere sottoposti al lavaggio come indicato nella manualistica.
L'igienizzazione degli ambienti e degli abitacoli potrà avvenire mediante sistemi diversi da quelli sopra indicati, purché in linea con le procedure, le raccomandazioni e le approvazioni del Ministero della Salute. A tal fine si richiama l'attenzione sui rischi correlati alla verifica della fruibilità dei luoghi e alla non compromissione delle apparecchiature elettroniche al termine degli interventi di igienizzazione.
Relativamente all'impiego dei filtri P3 per maschere oronasali, nel terzo capitolo è indicata la “Procedura per il controllo e la pulizia delle semimaschere e la bonifica dei filtri di classe P3” redatta da apposito gruppo di lavoro.


PROCEDURA DI AUTO CONFINAMENTO TEMPORANEO

Nei casi di presunta esposizione biologica in cui il personale:
• Sia entrato a contatto durante intervento con persona che presenta segni o sintomi di malattia respiratoria in atto,
• Sia entrato a contatto in ambito extralavorativo con persona che presenta segni o sintomi di malattia respiratoria in atto
Esso dovrà, sulla base di quanto stabilito dal medico incaricato, provvedere ad adottare le seguenti misure urgenti:
• Autoconfinamento volontario temporaneo del singolo o della squadra presso i propri alloggi o struttura identificata dal Comando per il tempo necessario fino alla definizione dei provvedimenti da adottare
• Comunicazione dell'avvenuta esposizione al capo turno che informerà seconda la linea di comando, il medico incaricato.
 

COMUNICAZIONI, ADEMPIMENTI AMMINISTRATIVI E DI POLIZIA GIUDIZIARIA

Informare, mediante email, il Centro Operativo Nazionale, la Direzione Regionale VV.F. competente per territorio, l'U.T.G. Prefettura competente per territorio e il Sindaco del Comune interessato.
Redazione rapporti d'intervento, consultazione e verifica adempimenti di atti di Polizia Giudiziaria. Comunicazione agli organi di informazione secondo le modalità stabilite dalle disposizioni in materia.
 

MANUTENZIONE MEZZI E ATTREZZATURE

Ripristino o sostituzione delle attrezzature e dei mezzi che sono stati utilizzati o messi fuori servizio.
 

IGIENE E SALUTE DEL PERSONALE OPERATIVO

Controlli sanitari per il personale intervenuto per il recupero della persona infettata, dei feriti o qualunque altro aspetto correlato con l'intervento che possa mettere a repentaglio la salute degli operatori.
Ove non prevista la decontaminazione secondaria, al rientro in sede il personale effettuerà una doccia completa ed energica con acqua tiepida e sapone, con particolare attenzione al viso, alle mani, alle unghie, ai capelli.
Raccolta dei dati per l'aggiornamento del libretto sanitario.
Riunione con il personale operativo intervenuto ed eventuale revisione critica della Linea Guida Successivo addestramento del personale sulle modificate apportate.

ALLEGATO:
Modello per la registrazione del personale in area
 

N GRADO COGNOME NOME TEMPO UTILE DI LAVORO ORARIO ENTRATA ORARIO USCITA DECONTAMINAZIONE SECONDARIA EFFETTUATA TEMPO RECUPERO ANNOTAZIONI
1             SI NO    
2             SI NO    
3             SI NO    
4             SI NO    
5             SI NO    
6             SI NO    
7             SI NO    
8             SI NO    
9             SI NO    
10             SI NO    
11             SI NO    
12             SI NO    

 

N.B. TEMPO UTILE DI LAVORO = BIBOMBOLA 300 Bar - 6,8 Lt. cad.. circa 60 minuti

                                                            MONOBOMBOLA 300Bar-9 Lt. circa 30 minuti
                                                            BIBOMBOLA 300 Bar - 9 Lt. cad. circa 75 minuti
 

APPENDICE II ESTRATTO DA INTEGRAZIONE

CIRC 6 prot- EM6173/24205 del 8/11/2002



CAPITOLO SECONDO - LINEA GUIDA PER LA PIANIFICAZIONE DELLE MISURE DA ADOTTARE PER GARANTIRE LA CONTINUITÀ DEI DISPOSITIVI DI SOCCORSO DELLE STRUTTURE CENTRALI E TERRITORIALI DEI VIGILI DEL FUOCO PER EMERGENZA CORONAVIRUS


PREMESSA

Al fine di consentire la tempestiva adozione di misure volte a garantire la continuità dei servizi operativi in conseguenza di assenze di personale connesse all'emergenza Coronavirus, si riportano di seguito le linee procedurali da applicare da parte delle strutture centrali e territoriali del Corpo nazionale.
Tali direttive devono essere oggetto di pianificazione discendente di dettaglio da parte dei responsabili delle strutture operative VF, anche sviluppando protocolli di sinergia e collaborazione con le strutture sanitarie locali preposte alla gestione della specifica emergenza.
Si richiama l'attenzione anche sulle sale operative che devono essere preservate da accessi non autorizzati per assicurare la massima continuità operativa del dispositivo di soccorso.
Al riguardo si raccomanda di assumere una piena consapevolezza del fenomeno emergenziale facendo sempre riferimento alle informazioni ufficiali diffuse dal Ministero della Salute (www.salute.gov.it) o da altri siti istituzionali.
Si prega di segnalare prontamente alla Direzione Centrale per l'Emergenza (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) eventuali problematiche applicative e spunti per il miglioramento continuo delle presenti linee guida.
 

PARTE I - DIRETTIVE RELATIVE ALLA GESTIONE DELL'ESPOSIZIONE DEL PERSONALE
In generale, le procedure di tutela sanitaria del personale fanno capo ai seguenti casi, da adottarsi da parte del responsabile della struttura VF interessata.
 

1. PRESUNTA ESPOSIZIONE BIOLOGICA DEL PERSONALE DURANTE UN INTERVENTO DI SOCCORSO
1.1 Segnalazione e coordinamento con i referenti sanitari
Nel caso in cui, a seguito di intervento, il personale si trovasse esposto al contatto diretto con persona affetta da coronavirus, a causa di imprevista e accidentale inefficacia dei DPI previsti dalla presente linea guida, il Comando mediante il ROS deve contattare telefonicamente, la struttura sanitaria regionale per l'emergenza COVID19 ai numeri 112 NUE o 118 (di seguito denominata “SSR”) e seguirne le indicazioni. Le stesse saranno eseguite in coordinamento con le strutture sanitarie del Corpo mediante il medico incaricato e l'Ufficio centrale di coordinamento delle attività sanitarie e di medicina legale, dandone notizia al CON.
 

1.2 Autoconfinamento temporaneo
Ciascun Comando, al fine di attuare l'autoconfinamento temporaneo individuerà preventivamente appositi ambienti, di idonee caratteristiche, da valutare anche da parte del medico incaricato o dal servizio sanitario del Corpo, in modo da evitare contatti diretti con il restante personale e preferibilmente dotati di servizi igienici dedicati (es. palestre, tende, porzioni di autorimesse, ecc.). Il personale in autoconfinamento temporaneo indosserà una mascherina chirurgica o superiore. Le modalità di trasferimento saranno indicate dalla “SSR”.


1.3 Igienizzazione
Ferme restando le procedure di igiene da attuare al termine dell'intervento previste dalla presente linea guida, attivare le procedure di igienizzazione degli ambienti impiegati per l'autoconfinamento, secondo la successiva PARTE III - DIRETTIVE RELATIVE ALLA IGIENIZZAZIONE DELLE SEDI


2. RILEVAZIONE IN SERVIZIO DELLA PRESUNTA ESPOSIZIONE BIOLOGICA DEL PERSONALE A SEGUITO DI PREGRESSI CONTATTI CON PERSONE AFFETTE DA COVID19
2.1 Rilevazione della segnalazione
Nel caso in cui la “SSR” o altra autorità sanitaria titolata comunicasse che un dipendente presente in servizio fosse venuto in “contatto stretto” con persone affette da coronavirus, ci si atterrà alle disposizioni di quest'ultima. Ove tali disposizioni non fossero contestualmente impartite, il dipendente dovrà essere immediatamente autoconfinato, secondo il punto 1.2. in attesa delle determinazioni sanitarie.


2.2 Coordinamento con referenti sanitari
Mantenersi in contatto con la “SSR” e seguirne le indicazioni in coordinamento con le strutture sanitarie del Corpo (medico incaricato, Ufficio centrale di coordinamento delle attività sanitarie e di medicina legale), informando il CON.


2.3 Igienizzazione
Isolare il locale di lavoro del dipendente e procedere alla successiva igienizzazione.

PARTE II - DIRETTIVE RELATIVE ALLA RESILIENZA E ALLA CONTINUITÀ OPERATIVA
Per assicurare la continuità dei servizi operativi si fa riferimento alle seguenti indicazioni da attuare da parte del responsabile della struttura VF interessata.
A) IMPROVVISA CARENZA DI PERSONALE CHE NON CONSENTE LA FORMAZIONE DI UNA O PIÙ SQUADRE DI SOCCORSO
A. 1 Per improvvisa carenza, ove il personale mancante non possa essere sostituito con altri del Comando in servizio, richiamare in straordinario personale in turno libero, potendosi assimilare tale circostanza a quelle previste dall'art. 79, comma 1, lettera c del Regolamento di servizio del Corpo nazionale. Nelle more del pieno ripristino delle squadre, il servizio di soccorso è garantito dal dispositivo di soccorso residuo. A tal fine possono essere anche attivate procedure di trattenimento in servizio del personale smontante. Su richiesta del Comando si può disporre il raddoppio del turno da parte della Direzione Regionale. Ove la carenza di personale ecceda l'organico massimo gestibile con le procedure del punto precedente, richiedere alla propria Direzione Regionale l'invio in mobilitazione di personale di altre sedi. La Direzione Regionale, in caso di necessità, interessa il CON per mobilitare personale di altre Direzioni Regionali.
A. 2 A regime, ove permanga la carenza, effettuare un riequilibrio temporaneo dei turni. Se necessario, integrare il dispositivo con personale in straordinario.
A. 3 Mantenere aggiornati i flussi informativi con gli uffici sanitari e con la DCE.
B) IMPROVVISA CARENZA DI PERSONALE PRESSO LE SEDI SPECIALISTICHE (DISTACCAMENTI PORTUALI, REPARTI VOLO, NUCLEI SOMMOZZATORI, CENTRI TLC) OVVERO DI PERSONALE CHE ESPLETA SERVIZI SPECIALIZZATI (NBCR, SAF, SA, DISTACCAMENTI AEROPORTUALI, ecc.)
B. 1 Per improvvisa carenza, ove il personale mancante non possa essere sostituito con altro personale in servizio di omologa capacità operativa, richiamare in straordinario personale in turno libero con richiami disposti dalle rispettive linee di comando in ambito provinciale, regionale e nazionale. Possono essere attivate procedure di trattenimento in servizio del personale smontante. Può essere disposto il raddoppio del turno totale o parziale.
B. 2 A regime, ove permanga la carenza, effettuare un riequilibrio temporaneo dei turni. Se necessario, integrare il dispositivo con personale in straordinario.
B. 3 Mantenere aggiornati i flussi informativi con gli uffici sanitari e con la DCE.
C) CARENZA DI PERSONALE CHE RIGUARDI LE SALE OPERATIVE PROVINCIALI (SO115)
C. 1 Per improvvisa carenza, sostituire il personale mancante con altro personale in servizio straordinario di altri turni eventualmente integrato, in via prioritaria, da chi abbia già svolto servizio di sala operativa. Possono essere attivate procedure di trattenimento in servizio del personale smontante. Su richiesta del Comando può essere disposto il raddoppio del turno totale o parziale da parte della Direzione Regionale.
C. 2 A regime, ove permanga la carenza, effettuare un riequilibrio temporaneo dei turni. Se necessario, integrare il dispositivo con personale in straordinario.
C. 3 Ove la carenza di personale ecceda l'organico massimo gestibile con le procedure del punto precedente, richiedere alla Direzione Regionale l'invio in mobilitazione di personale di altre sedi in possesso della specifica capacità operativa. In caso di necessità, la Direzione Regionale interessa il CON per mobilitare personale di altre Direzioni Regionali.
D) CARENZA DI PERSONALE CHE RIGUARDI LE SALE OPERATIVE REGIONALI (SODIR)
D. 1 Per improvvisa carenza, sostituire il personale mancante con altro personale in servizio straordinario di altri turni eventualmente integrato, in via prioritaria, da chi abbia già svolto servizio di sala operativa. Possono essere attivate procedure di trattenimento in servizio del personale smontante. Su indicazione del Direttore Regionale può essere disposto il raddoppio del turno parziale o totale.
D. 2 A regime, ove permanga la carenza, effettuare un riequilibrio temporaneo dei turni. Se necessario, integrare il dispositivo con personale in straordinario.
D. 3 Ove la carenza di personale ecceda l'organico massimo gestibile con le procedure del punto precedente, la Direzione Regionale interessa il CON per mobilitare personale di altre Direzioni Regionali in possesso della specifica capacità operativa.
E) CARENZA DI PERSONALE CHE RIGUARDI IL CENTRO OPERATIVO NAZIONALE (CON)
E. 1 Per improvvisa carenza, sostituire il personale mancante con altro personale in servizio straordinario di altri turni eventualmente integrato, in via prioritaria, da chi sia stato già impiegato presso la stessa sala operativa. Possono essere attivate procedure di trattenimento in servizio del personale smontante. Su richiesta del Dirigente del CON, informando il Direttore Centrale per l'Emergenza, può essere disposto il raddoppio del turno totale o parziale. Richiedere alla Direzione Regionale Lazio e al Comando di Roma l'invio in mobilitazione di personale che prioritariamente sia stato già in servizio al CON, ovvero abbia la specifica capacità operativa.
E. 2 A regime, ove permanga la carenza, effettuare un riequilibrio temporaneo dei turni. Se necessario, integrare il dispositivo con personale in straordinario.
E. 3 Ove la carenza di personale ecceda l'organico massimo gestibile con le procedure del punto precedente, disporre la mobilitazione di personale con capacità omologa da altre sedi.
Il richiamo di personale in servizio straordinario va effettuato mediante l'utilizzo dell'applicativo SUPREME, secondo le specifiche indicazioni fornite nella nota DCE n. 6942 del 8.3.2020 (Allegato 6).
 

PARTE III - DIRETTIVE RELATIVE ALLA IGIENIZZAZIONE DELLE SEDI
F) NECESSITÀ DI IGIENIZZAZIONE DI UNA SEDE DI SERVIZIO O DI UN AMBIENTE DI LAVORO
F. 1 Attivare le procedure di trattamento degli ambienti mediante le procedure già indicate per gli automezzi, avvalendosi di personale VF o di ditta esterna.
F. 2 Mantenere aggiornati i flussi informativi con gli uffici sanitari e con la DCE.
G) NECESSITÀ DI IGIENIZZAZIONE DELLA SALA OPERATIVA PROVINCIALE (SO115)
G. 1 Nel caso in cui fosse necessario procedere alla igienizzazione degli ambienti di sala operativa, trasferire temporaneamente le funzioni della SO115 interessata presso la Sala Crisi o altro locale individuato dal Comando, ovvero presso l'AF/UCL, ove sono approntati sistemi di backup. A livello precauzionale la Sala Crisi o altri ambienti individuati devono essere mantenute chiuse e preservate per tali casi di emergenza.
G. 2 Nel caso di impossibilità di trasferimento delle funzioni della SO115 in altro ambiente o presso l'AF/UCL, assicurare temporaneamente le attività mediante personale VF protetto con tuta III categoria tipo 4 idonea per la protezione da agenti biologici, con maschere FFP3.
G. 3 Mantenere tale provvedimento nelle more del trattamento di igienizzazione dei locali della SO115 avvalendosi del personale VF o di ditta esterna, applicando le medesime procedure previste per i mezzi, che si ritengono estese anche agli ambienti con le dovute accortezze per la presenza di apparecchiature tecnologiche.
G.4 Mantenere aggiornati i flussi informativi con gli uffici sanitari e con la DCE.
H) NECESSITÀ DI IGIENIZZAZIONE DELLA SALA OPERATIVA REGIONALE (SODIR)
H. 1 Nel caso in cui, fosse necessario procedere alla igienizzazione degli ambienti di sala operativa, trasferire temporaneamente le funzioni della SODIR interessata presso la Sala Crisi o altro locale individuato, ovvero presso l'AF/UCL del Comando di prossimità, ove sono approntati sistemi di backup. A livello precauzionale la Sala Crisi o altri ambienti individuati devono essere mantenute chiuse e preservate per tali casi di emergenza.
H. 2 Nel caso di impossibilità di trasferimento delle funzioni della SODIR in altro ambiente o presso l'AF/UCL del Comando di prossimità, assicurare temporaneamente le attività mediante personale VF protetto con tuta III categoria tipo 4 idonea per la protezione da agenti biologici, con maschere FFP3.
H. 3 Mantenere tale provvedimento nelle more del trattamento di igienizzazione dei locali della SODIR avvalendosi del nucleo NBCR provinciale ovvero di altro personale VF o di ditta esterna, applicando le medesime procedure previste per i mezzi che ritengono estese anche agli ambienti con le dovute accortezze per la presenza di apparecchiature tecnologiche.
H.4 Mantenere aggiornati i flussi informativi con gli uffici sanitari e con la DCE.
I) NECESSITÀ DI IGIENIZZAZIONE DEL CENTRO OPERATIVO NAZIONALE (CON)
I. 1 Nel caso in cui, su indicazione del responsabile sanitario regionale, il turno in servizio nella sala operativa risultasse da sottoporre a trattamento specifico sulla base di un potenziale contagio, anche pregresso (a seguito di indagine epidemiologica), attivare la procedura di autoconfinamento del personale interessato e bonifica degli ambienti di sala operativa.
I.2 Trasferire temporaneamente le funzioni del CON presso la Sala Crisi del Comando di Roma, ove sono approntati sistemi di backup, ovvero presso la struttura DC75.
I.3 Nel caso di impossibilità di trasferimento delle funzioni del CON in altro ambiente, assicurare temporaneamente le attività mediante personale VF protetto con tuta III categoria tipo 4 idonea per la protezione da agenti biologici, con maschere FFP3.
I.4 Mantenere tale provvedimento nelle more del trattamento di bonifica dei locali del CON avvalendosi del nucleo NBCR provinciale ovvero di altro personale VF o di ditta esterna, applicando le medesime procedure previste per i mezzi, che si ritengono estese anche agli ambienti con le dovute accortezze per la presenza di apparecchiature tecnologiche.
I.5 Mantenere aggiornati i flussi informativi con gli uffici sanitari e con la DCE.

CAPITOLO TERZO - LINEA GUIDA PER IL CONTROLLO E LA PULIZIA DELLE SEMIMASCHERE E LA BONIFICA DEI FILTRI DI CLASSE P3
Si forniscono di seguito le misure procedurali atte a consentire il corretto utilizzo delle semimaschere oronasali con filtri di classe P3, nonché la bonifica dei filtri delle stesse.
Le misure contenute nella presente procedura derivano da esperienze effettuate dai rappresentanti delle Direzioni centrali DCRLS, DCPST, DCE e struttura medica VF presso i laboratori del CNVF.
La linea guida si applica alle seguenti semimaschere oronasali recentemente acquisite dalla Dire'Amministrazione, complete di filtri P3:
• Polimask Alfa (codice prodotto 43362500) e Polimask 330 (codice prodotto 43362107) e con filtro “DIRIN 230 P3 R D” (codice prodotto 43410590) prodotti dalla società SEKUR DPI srl;
• Semimaschera ST 85 con filtri antipolvere P3 (codice prodotto 111200KIT) prodotto dalla società Spasciani spa.
Si specifica che, sulla base di quanto dichiarato dai produttori, i suddetti filtri P3 sono idonei a trattenere qualsiasi sostanza in forma di particolato (polvere, aerosol a base acquosa o oleosa). I virus, in particolare, possono trovarsi in sospensione nell'aria aggregati a droplets, pertanto rientrano nella casistica per cui i filtri di classi P3 sono efficaci. I filtri di classe P3 hanno un'efficienza contro i suddetti particolati > 99,95% che è la massima classe prevista dalle norme UNI EN. I filtri di classe P3 sono pertanto idonei alla protezione delle vie respiratorie da virus Covid 19, come risulta anche dal documento del Ministero della Salute con oggetto “Consigli agli operatori sanitari per la cura dei pazienti con infezione da Sindrome respiratoria Medio-Orientale da coronavirus MERS-CoV.
Le prove presso i laboratori del CNVF hanno dimostrato la piena funzionalità dei dispositivi per un numero di cicli molto superiori a quelli che, in prima applicazione e in via cautelativa, sono stati indicati nella presente linea guida.


CONTROLLI DELLA SEMIMASCHERA PRIMA DEL SUO UTILIZZO
Prima di ogni utilizzo, l'operatore dovrà effettuare i seguenti controlli:
1. verificare che il facciale non presenti crepe, tagli o che sia sporco;
2. assicurarsi che la maschera, in particolare il bordo di tenuta, non abbia subito deformazioni. Il materiale dovrà essere ancora flessibile e non rigido;
3. assicurarsi che le valvole di inalazione non siano deformate e non presentino crepe o tagli;
4. sollevare le valvole per controllare che la sede di appoggio di queste non sia sporca o crepata;
5. assicurarsi che la bardatura sia intatta e perfettamente elastica e che le guarnizioni di tenuta siano correttamente posizionate;
6. verificare che le parti in plastica non presentino rotture o segni di usura;
7. se necessario rimuovere il coperchio della valvola di esalazione controllando che la valvola stessa e la sua sede non presentino crepe, tagli, deformazioni o che non sia sporca.
A.1 PULIZIA SEMIMASCHERE CON FILTRO INSERITO
Al termine di ciascun intervento con utilizzo di semimaschera, l'operatore provvede all'igienizzazione del dispositivo completo di filtro prima della sua rimozione.
L'operazione dovrà avvenire indossando guanti di nitrile in un ambiente sicuro.
In questo caso l'operatore:
1. rimuove la semimaschera sganciando la fibbia inferiore (dietro il collo);
2. riposiziona il tappo di protezione sul filtro;
3. impugna il dispositivo sempre dal filtro e lo rimuove con attenzione sollevandolo ed allontanandolo dal viso.
In particolare, l'operatore provvede a detergere con cura il corpo semimaschera e l'involucro esterno del filtro P3 con la stessa procedura con cui viene normalmente igienizzato l'elmo (impiego di salviette igienizzanti a base alcoolica o in mancanza di esse si può utilizzare un panno/carta imbevuto di altro detergente igienizzante).
Al termine delle operazioni di pulizia la semimaschera completa di filtro P3 avvitato e con tappo viene adeguatamente riposta, da parte dell'operatore, per l'eventuale successivo utilizzo nell'ambito dello stesso turno di servizio.
La salvietta impiegata sarà smaltita come rifiuto biologico.
A.2 BONIFICA A FINE TURNO
Indossando i guanti di nitrile l'operatore svita il filtro P3 dalla semimaschera.
Il filtro P3, su cui vengono riportate le generalità dell'operatore o altra informazione per l'identificazione dell'operatore stesso, viene riposto all'interno di un contenitore (es. sacchetto) per essere avviato alla procedura di bonifica secondo le modalità di seguito indicate. Qualora il filtro sia giunto al temine dei cicli di bonifica o sia comunque non più riutilizzabile, lo stesso viene conferito come rifiuto biologico in un apposito contenitore predisposto presso le sedi di servizio.
Ciascun operatore al termine del turno annoterà su apposita scheda personale la tipologia di esposizione a cui è stato sottoposto il filtro:
• esposizione severa, in caso di un contatto ravvicinato e prolungato con soggetti sicuramente positivi;
• esposizione non severa, negli altri casi.
In caso di conclamata esposizione severa, il filtro non potrà essere riutilizzato nell'ambito dello stesso turno.


A.3 BONIFICA DEL FILTRO P3
La procedura di bonifica prevede l'esposizione del filtro all'interno di un forno ad una temperatura di 70°C + 3 per 30 minuti in aria secca.
Il forno deve essere senza la presenza di resistenze a vista accese ed utilizzato con la sola modalità ventilata.
L'eventuale presenza di resistenze a vista potrebbe dar luogo a concentrazioni di calore radiante e picchi di temperatura capaci di danneggiare i dispositivi in trattamento.
I forni a microonde non sono assolutamente efficaci.
Il procedimento di bonifica non viene applicato qualora il filtro:
• non sia fisicamente integro;
• siano presenti tracce visibili di depositi organici (muco, saliva, etc.) sulla superficie esterna;
• è intasato da polvere;
• renda faticosa la respirazione;
• abbia subito un numero di cicli di bonifiche in forno, pari a:
o due volte per esposizioni severe; o cinque volte per esposizioni non severe;
Nel caso di una esposizione severa, il filtro può essere ancora bonificato per non più di ulteriori tre esposizioni non severe.
Sarà cura dell'operatore/utilizzatore del filtro conteggiare il numero e la tipologia di esposizione a cui è stato sottoposto il filtro.
Inoltre, come già in precedenza evidenziato, prima di essere avviato alla bonifica, il filtro deve essere reso individuabile affinché, per motivi igienici, sia riconsegnato, dopo la bonifica, al medesimo operatore.
Effettuate le verifiche sopracitate, il personale addetto alla bonifica, indossando i guanti in nitrile, sottopone il filtro alle seguenti operazioni:
a. toglie il tappo del filtro;
b. pulisce il tappo con una soluzione a base di alcool al 70% o con altro detergente disinfettante;
c. ripone il tappo su un piano di lavoro pulito;
d. imposta la temperatura del forno a 70°C + 3 e porta in temperatura con la sola modalità ventilata;
e. contrassegna il filtro con la lettera “V” utilizzando un pennarello indelebile o altro sistema di marcatura. Si rammenta che sul filtro potranno essere riportate al massimo cinque “V”, in funzione della tipologia di esposizione a cui è stato sottoposto;
f. posiziona il filtro nel forno e inizia la bonifica con il forno impostato a 70°C + 3 per 30 minuti;
g. qualora vengano posizionati più filtri all'interno del forno, fa attenzione affinché la superficie esterna dei filtri, cioè quella che è stata esposta alla possibile contaminazione, non entri in contatto con la superficie interna dei filtri vicini. A tal fine, posiziona i singoli filtri in contenitori singoli o intervallati da fogli, anche di carta, o comunque da materiali idonei all'esposizione a 70°C;
h. trascorsi i 30 minuti toglie il filtro dal forno, lo copre con il tappo e ripone il tutto in una busta di nylon;
i. il filtro è pronto per essere riutilizzato.

Per l'argomento sono state trasmessi chiarimenti con nota n. 7564 del 17/04/2020 allegata in copia (allegato 7)
Come già riportato nella Linea Guida, le procedure sono state realizzate anche a seguito di prove termiche su filtri P3 prodotti dalla soc. SEKUR DPI srl. Inoltre le stesse procedure sono state elaborate secondo le indicazioni presenti nei manuali d'uso delle semimaschere oronasali prodotte sia dalla soc. SEKUR DPI srl che dalla soc. Spasciani spa. Le stesse procedure possono essere adottate per altre tipologie di maschere o di filtri prodotti da altre aziende che dichiarino analoghe procedure di utilizzo e bonifica dei filtri nei rispettivi manuali d'uso.
Per la procedura di bonifica in temperatura possono essere utilizzati anche gli essiccatori per l'asciugatura delle maschere, eventualmente già in dotazione alle strutture territoriali del Corpo, qualora siano conformi ai requisiti indicati nella linea guida e raggiungano la temperatura di 70°C. Per la verifica del corretto raggiungimento della citata temperatura possono essere utilizzati termometri con sonda e visualizzatore digitale con sensibilità di almeno 0,1 °C. Relativamente alla qualità dell'aria, si specifica che il requisito della necessità di aria secca è relativo unicamente alle norme di prova dei DPI, ma non alla bonifica degli stessi. In caso di nuovo acquisto si specifica che il forno deve essere di tipo a convezione, ventilato, senza resistenza a vista, preferibilmente con controllo digitale della temperatura. Si precisa che la stessa temperatura potrà essere controllata mediante termometro con sonda e visualizzatore digitale con sensibilità di almeno 0,1 °C, qualora il termostato del forno non abbia la medesima sensibilità. La capacità deve essere dimensionata in funzione della tipologia di sede di servizio. I Direttori Regionali coordineranno l'acquisto e la distribuzione dei suddetti forni richiedendo l'accreditamento alla Direzione Centrale per le Risorse Logistiche e Strumentali.
In mancanza del dispositivo per la bonifica dei filtri P3, può essere adottata la seguente procedura, indicata dal servizio sanitario del Corpo. La stessa si riferisce al caso di più esposizioni non severe che, come già indicato nella Linea Guida, prevede che i filtri P3 possano essere utilizzati più volte nell'ambito del turno. Al termine del turno, il filtro, una volta coperto con il tappo in dotazione, dovrà essere custodito in luogo asciutto e posto all'interno di un sacchetto di carta traspirante che dovrà riportare il nominativo dell'operatore che lo ha utilizzato. Il filtro potrà essere riutilizzato in sicurezza dopo un periodo di inattività di almeno 72 ore. Restano ferme le ulteriori motivazioni per le quali il filtro dovrà essere smaltito a seguito dell'esaurimento della propria funzionalità. In caso di esposizione severa, come definita nella Linea Guida, il filtro non potrà essere utilizzato, neanche nell'ambito del medesimo turno, salvo successiva bonifica secondo le procedure previste dalla Linea Guida stessa.
Con l'occasione si raccomanda di mantenere adeguate scorte di filtri P3 per le esigenze territoriali. Infine, si riporta in allegato (Allegato 8) il “Manuale Informativo per indossamento e igienizzazione semimaschere” che definisce le procedure di: - Controllo semimaschera prima del suo utilizzo e modalità operative indossamento maschera; - Pulizia con filtro inserito e utilizzo dispositivo durante lo stesso turno di servizio; - Bonifica a fine turno del filtro P3 per COVID-19 e pulizia maschera. Sul sito https://www.vigilfuoco.tv , sezione didattica, sono pubblicati i tutorial relativi alle operazioni sopra descritte.

CAPITOLO IV - GESTIONE DEL RISCHIO COVID-19 IN CASO DI IMPIEGO DELLE COLONNE MOBILI REGIONALI
PREMESSA

Le misure contenute nel presente capitolo della “Linea Guida per la Gestione del Rischio Covid-19” si applicano per la gestione delle emergenze che determinino la mobilitazione delle colonne mobili regionali, come disposto dalle vigenti disposizioni e in particolare dalla Circolare 1/2020 emanata con nota DCEMER n. 6098 del 28/02/2020.
Le Direzioni Regionali dovranno avere particolare cura e attenzione nella verifica dei moduli assegnati per garantirne la pronta mobilitazione anche in periodo di emergenza Covid-19.
A tale scopo, tutti i moduli pronti all'impiego per la mobilitazione immediata e integrativa, dovranno essere preventivamente dotati di tutti i dispositivi che consentano di intervenire in ambienti a rischio biologico indicati al punto 2 del presente capitolo.
Per i rimanenti moduli le medesime dotazioni potranno essere approntate al momento dell'effettiva mobilitazione.
Tutto il personale mobilitato dovrà avere conoscenza delle misure che limitino le possibilità di contagio, secondo quanto indicato nella presente linea guida e nelle disposizioni emanate dalle strutture centrali del Corpo.
Ciò premesso, d'intesa con l'Ufficio Coordinamento Attività Sanitarie e Medicina Legale del Corpo nazionale, si forniscono le seguenti direttive.
Le direttive indicate nella presente linea guida vanno comunque applicate tenendo conto delle circostanze contingenti, sulla base di valutazioni effettuate dal responsabile del campo base con il supporto del medico incaricato o del medico competente, nonché del responsabile del servizio di prevenzione e protezione della struttura organizzativa nell'ambito della quale ricade il campo stesso.


1. PIANIFICAZIONE GENERALE DEI SERVIZI DI COLONNA MOBILE
Ciascuna Direzione Regionale dovrà individuare, sulla base delle risorse umane, logistiche e strumentali attualmente disponibili, i moduli pronti a partire con prontezza immediata, integrativa e di potenziamento. Lo stato della prontezza di ciascun modulo sarà definito dai Comandi mediante SO115 nell'ambito del foglio di servizio identificando il personale e gli automezzi di colonna mobile. Tale applicativo verrà reso disponibile dalla DCRLS, appositamente rilasciato in versione di prova per tutte le strutture territoriali entro il mese di maggio. Il riepilogo delle prontezze dei moduli delle colonne mobili regionali sarà disponibile sul cruscotto di report.dipvvf.it.
Le modalità di utilizzo di tali applicativi saranno comunicate mediante videoconferenze con i referenti regionali che, a loro volta, si relazioneranno con i Comandi provinciali.
Con l'occasione si attira l'attenzione sulla Scheda 16 dell'Allegato alla nuova Circolare 1/2020 che individua la composizione a regime di ciascun modulo. Nell'attuale fase transitoria, i servizi andranno pianificati con i moduli approntabili mediante le risorse disponibili.
Si ribadisce che, sulla base del piano di colonna mobile regionale, tutto il personale e gli automezzi in servizio presso i Comandi possono essere associati contemporaneamente anche a più tipologie di moduli; in tal caso alla partenza di un modulo, gli altri non potranno essere immediatamente mobilitati fino al reintegro delle risorse umane o strumentali mancanti (es. un Comando che> con lo stesso personale, abbia previsto nel proprio foglio di servizio il pronto impiego del modulo “Soccorsi sisma-crolli” (n. 17) e del modulo “Contrasto rischio acquatico base” (n. 22), ove vada a mobilitare il primo modulo, sospenderà la prontezza immediata del secondo modulo fino al ripristino del personale, degli automezzi e delle dotazioni mancanti).


2. INTEGRAZIONE DEI DISPOSITIVI E DELLE DOTAZIONI PER RISCHIO COVID-19
Per tutti i moduli il cui impiego è pianificato con prontezza immediata o integrativa dovranno essere messi a disposizione i seguenti ulteriori dispositivi e dotazioni.
- In aggiunta alle dotazioni individuali ordinariamente previste, tenuto conto che in prima fase può essere richiesto un impiego fino a 7 giorni, ciascuna unità di personale dovrà essere dotata di kit individuale composto da :
- n. 14 mascherine chirurgiche;
- n. 25 paia di guanti in lattice/nitrile (1/2 di pacco da 100);
- n. 3 tute Categoria 3 - Tipo 4 con calzari interni integrati e stivali di gomma; o n. 7 mascherine FFP2/FFP3;
- n. 1 paio di occhiali protettivi con elastico.
Altresì, ciascun modulo composto da 9 unità dovrà, inoltre, disporre delle ulteriori seguenti dotazioni collettive:
- n. 5 litri di ipoclorito di sodio in concentrazione 3% o altre concentrazioni per la formazione di preparati atti alla igienizzazione di ambienti da impiegare secondo i rapporti di miscelazione indicati in allegato (per ciascun modulo da 9 unità);
- n. 5 litri soluzione per l'igienizzazione personale delle mani;
- n. 300 salviette igienizzanti o materiali similari per la pulizia dell'elmo e dei dispositivi individuali;
- n. 3 rotoli di carta;
- n. 1 termometro a infrarossi;
- n. 1 nebulizzatore/erogatore di prodotti;
- n. 3 dispenser per l'igienizzazione del personale.
- Ciascun modulo di supporto logistico MSL, quale il modulo logistico medio (n. 41) (ML.MED) dovrà, inoltre, disporre delle seguenti ulteriori dotazioni collettive:
- n. 25 litri di ipoclorito di sodio in concentrazione 3% o altre concentrazioni per la formazione di preparati atti alla igienizzazione di ambienti da impiegare secondo i rapporti di miscelazione indicati in allegato;
- prodotti detergenti e sanificanti per aree logistiche e servizi igienici;
- n. 1 termometro a infrarossi;
- n. 20 litri soluzione per l'igienizzazione personale delle mani;
- n. 1.000 salviette igienizzanti o materiali similari per la pulizia dell'elmo e dei dispositivi individuali;
- n. 40 rotoli di carta;
- n. 1 kit per l'igienizzazione dei mezzi e delle aree logistiche composto da almeno:
- n. 1 nebulizzatore/erogatore di prodotti;
- n. 1 aspiratore di polveri con filtro HEPA (high efficiency particulate air filter);
- n. 10 dispenser per l'igienizzazione del personale;
- n. 500 paia di guanti in lattice/nitrile;
- n. 50 mascherine FFP2/FFP3;
 -n. 4 paia di occhiali protettivi con elastico.
- Ciascun modulo di cucina leggero (n. 43 - ML.KTL) e pesante (n. 44 - ML.KTP) dovrà, inoltre, disporre delle seguenti ulteriori dotazioni collettive:
- n. 100 litri di ipoclorito di sodio in concentrazione 3% o altre concentrazioni per la formazione di preparati atti alla igienizzazione di ambienti da impiegare secondo i rapporti di miscelazione indicati in allegato;
- prodotti detergenti e sanificanti per aree logistiche e servizi igienici;
- n. 1 termometro a infrarossi;
- n. 50 litri soluzione per l'igienizzazione personale delle mani;
- n. 1.000 salviette igienizzanti o materiali similari per la pulizia dell'elmo e dei dispositivi individuali;
- n. 60 rotoli di carta;
- n. 1 kit per l'igienizzazione dei mezzi e delle aree logistiche composto da almeno:
• n. 1 nebulizzatore/erogatore di prodotti;
• n. 1 aspiratore di polveri con filtro HEPA (high efficiency particulate air filter);
• n. 10 dispenser per l'igienizzazione del personale;
• n. 500 paia di guanti in lattice/nitrile;
• n. 50 mascherine FFP2/FFP3;
• n. 4 paia di occhiali protettivi con elastico.
Per le esigenze logistiche del personale inviato in missione, ciascuna Direzione Regionale potrà integrare il caricamento dei moduli in prontezza immediata con tende campali a 3 o 4 archi ovvero tende individuali che potranno essere trasportate mediante ulteriori mezzi o carrelli.
Si evidenzia la necessità di assicurare particolare cura nella predisposizione di kit alimentari individuali (razioni k o equivalenti) atti a consentire la piena autonomia del personale sullo scenario di intervento almeno per i primi 2-3 giorni di mobilitazione.
Si richiamano altresì le disposizioni dell'Ufficio Sanitario VF con le quali vengono individuati i fabbisogni in termini di acqua potabile e razioni alimentari.
Tutti i Comandi dovranno opportunamente sensibilizzare il personale operativo affinché, allorquando inserito nel dispositivo di soccorso di colonna mobile, verifichi con attenzione le proprie dotazioni individuali (sacco a pelo, dispositivi di protezione individuale, effetti personali).
 

3. INTEGRAZIONE DELLE DOTAZIONI LOGISTICHE DEI CAMPI BASE
A prescindere dalla tipologia del campo (a moduli MSL, a tende 3 archi, a container, ecc...), per ciascun campo base andrà pianificato l'invio di:
a) una tenda da adibire a zona filtro anche realizzata mediante gazebo, provvisto di ingresso e uscita, da utilizzarsi per la pulizia del personale all'ingresso nel campo base;
b) una o più tende per il temporaneo isolamento di unità ammalate, in attesa del trasporto presso idonee strutture sanitarie;
c) una tenda o modulo abitativo da destinare a postazione di primo soccorso e infermeria.
Potranno essere approntati sistemi di lavanderia campale, raggiunti dai servizi, per il personale impiegato all'interno di appositi spazi del campo base.


4. MISURE PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO DI CONTAGIO
In fase di mobilitazione le squadre dovranno osservare le misure generali previste per il rischio Covid-19 della presente Linea Guida, sia a bordo dei mezzi che sugli interventi , indossando i dispositivi previsti. Nel ribadire che la principale misura di prevenzione è quella di rispettare il distanziamento di sicurezza interpersonale superiore a un metro, per quanto possibile, si dovrà mantenere l'indipendenza operativa dei moduli inviati su base regionale e limitare il contatto tra personale proveniente da territori diversi solo a casi di effettiva esigenza operativa, riducendo così il rischio di contagio.
In caso di intervento per calamità le probabili vie di contagio possono essere:
• interazione diretta con la popolazione o con operatori di altri enti;
• frequentazione di ambienti con presenza di agenti patogeni, anche in assenza di persone;
• interazione con operatori della propria organizzazione.
Le attività svolte sul sito operativo devono essere condotte secondo le indicazioni già previste nelle linee guida, ritenendo le stesse già sufficienti a minimizzare il rischio di contagio e diffusione da Covid-19. Le specifiche misure adottate dal personale per il contenimento del rischio Covid-19 durante l'intervento andranno riportate sul rapporto di intervento.


5. ORGANIZZAZIONE DEL CAMPO BASE
Compatibilmente con le prioritarie esigenze di soccorso e con le caratteristiche del sito operativo, all'interno del campo base dovrà essere favorita l'adozione delle seguenti misure organizzative.


5.1 Misure a carattere generale
a) L'ingresso e l'uscita del campo devono essere differenziati, anche se adiacenti; sia all'ingresso che all'uscita il personale dovrà registrare la propria presenza o uscita mediante l'uso del badge;
b) le aree di parcheggio degli automezzi devono essere esterne a quelle ove sono ubicati i dormitori, gli uffici e i servizi; nelle aree di parcheggio andranno collocati tutte le aree logistiche connesse quali laboratori, officine, magazzini, stazioni di rifornimento, ecc.; L'ingresso e l'uscita dei mezzi all'area di parcheggio dovranno essere registrati mediante applicativo GAC; il personale a bordo, per accedere alle aree dormitori, uffici, mensa e servizi, dovrà passare da un varco controllato presso il quale effettuerà le operazioni di cui al punto successivo (vd. schema di lay-out allegato);
c) in generale non è consentito avvicinarsi ad altre persone a distanze inferiori a un metro; ove tale misura non possa essere rispettata a seguito dello svolgimento di particolari attività, il personale VF utilizza mascherine chirurgiche in conformità a quanto già indicato nella parte generale della Linea Guida, salvo che non sia diversamente disposto; negli ambienti privi di ventilazione o con ventilazione naturale insufficiente, fermo restando il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro, andranno utilizzate mascherine di tipo comunità con funzione anti-droplet; le persone estranee al Corpo nazionale che accedono all'interno del campo base devono mantenere indossata la mascherina chirurgica o mascherine di tipo comunità con funzione anti-droplet;;
d) l'interazione necessaria con servizi di gestione comuni (sala operativa, aree di servizio, magazzini) deve avvenire per il tempo minimo necessario e utilizzando la mascherina chirurgica in caso di distanze interpersonali inferiori a un metro;
e) non potranno essere effettuati assembramenti di persone che non siano direttamente orientate a finalità operative;
f) i contatti istituzionali per lo svolgimento dei briefing periodici dovranno essere attivati in modo da privilegiare le modalità di videoconferenza, mentre quelli interni dovranno coinvolgere il personale strettamente necessario, ferme restando le misure di protezione individuale già indicate;
g) le dimensioni del campo base devono essere strettamente commisurate all'accoglienza di un numero di unità necessario a garantire l'attività da espletare; di norma il personale ospitato dovrà provenire dalla medesima provincia o regione e dovrà essere organizzato in squadre che, per tutta la permanenza nel campo, utilizzeranno le medesime aree logistiche appositamente distinte per regione o per aree interprovinciali; dovrà essere evitata, per quanto possibile, sullo stesso scenario operativo la promiscuità di squadre provenienti da diverse regioni; ogni gruppo omogeneo di personale facente parte della medesima squadra utilizzerà i servizi e le parti comuni secondo apposite turnazioni stabilite dal responsabile del campo base.
 

5.2 Igiene personale, degli ambienti e degli automezzi
a) L'accesso del personale VF alla zona dormitori, uffici, mensa e servizi dovrà avvenire mediante varchi controllati presso cui effettuare l'igienizzazione delle mani; da tale varco accederanno anche eventuali persone estranee al Corpo previa registrazione e controllo della temperatura corporea, nonché igienizzazione delle mani e controllo che si abbiano indosso la mascherina chirurgica;
b) nell'ambito dei servizi di gestione del campo base, dovrà essere prevista l'integrazione di una squadra finalizzata alla igienizzazione delle aree e delle dotazioni logistiche del campo in ragione di n. 2 unità ogni 40 posti letto allestiti;
c) il personale esterno, ferme restando il rispetto delle norme generali di sicurezza sul lavoro e della privacy, anche per gli aspetti di interferenza con le attività VF, dovrà rispettare le medesime misure generali per il rischio Covid-19 previste all'interno del campo base per il personale VF, con particolare riguardo al divieto di assembramento e al rispetto delle distanze interpersonali;
d) in corrispondenza del varco di ingresso andrà realizzata un'area “filtro” costituita da una o più tende o gazebo per la pulizia degli indumenti del personale che rientra da interventi comportanti una significativa esposizione ad agenti esterni quali fango, fumi, polveri etc..; tale tenda è equipaggiata con un aspiratore di polveri con filtro HEPA, sistema di lavaggio con acqua, nonché con logistica per la eventuale sistemazione temporanea di capi di vestiario; ferma restando una prima pulizia da effettuarsi sullo scenario di intervento, all'esterno di detta tenda il personale avrà cura di completare il lavaggio delle proprie calzature e, una volta entrato nell'area “filtro”, effettuerà l'aspirazione degli indumenti e l'igienizzazione delle mani. Tale tenda andrà igienizzata prima dell'inizio dei servizi mensa (pranzo e cena);
e) le parti comuni (mensa, bagni, aree collettive) devono essere utilizzate secondo turnazioni che prevedano interventi di igienizzazione periodica; in particolare i bagni e le docce vanno utilizzati, di massima, secondo una turnazione programmata per settori del campo. L'igienizzazione dei moduli bagni/doccia dovrà essere svolta con periodicità (almeno 2 volte al giorno) utilizzando prodotti disinfettanti e concentrazioni già illustrate nelle linee guida per la gestione del rischio operativo Covid-19;
f) dovrà essere evitato l'utilizzo delle calzature all'interno delle tende; le stesse, opportunamente pulite, dovranno essere riposte nel vestibolo antistante l'ingresso, ovvero, laddove non sia presente il vestibolo, in prossimità del lato interno dell'ingresso stesso;
g) il personale facente parte dei moduli deve assicurare la pulizia e l'igienizzazione degli automezzi in dotazione al termine degli interventi; tutto il personale è tenuto a collaborare per la pulizia e l'igienizzazione del campo e delle dotazioni logistiche;
h) particolare cura va posta anche nella gestione dei rifiuti. I materiali derivanti da attività o interventi correlati al rischio Covid-19 vanno trattati come rifiuti da trattare secondo le indicazioni delle Autorità sanitarie e degli Enti locali;
i) La giacenza e il consumo dei dispositivi di protezione e dei materiali andrà registrato sul Portale "LoSai" - DPI per COVID presso i singoli Campi Base che, al momento dell'attivazione, saranno abilitati all'inserimento dei dati, con le stesse modalità utilizzate dalle strutture territoriali del Corpo.


5.3 Misure preventive e presidi sanitari
a) Nell'ambito del campo base, andrà previsto un apposito ambiente ove è sito il locale infermeria presso il quale è collocato il materiale di primo soccorso e DAE; le manovre di primo soccorso, in assenza di personale medico e sanitario, sono assicurate dal personale abilitato TPSS, indossando mascherina FFP2/FFP3;
b) il personale del campo base, in caso di esigenza sanitaria, dovrà riferirsi al presidio sanitario organizzato e composto come previsto dal modulo n. 6 (MC.ICS.SAN - Modulo Coordinamento ICS - funzione sanitaria) costituito da n. 1 Medico e n. 1 Operatore sanitario o in assenza da n. 1 TPSS; per garantire le suddette finalità potranno essere attivate sul posto sinergie e convenzioni con le strutture sanitarie regionali ovvero enti quali la Croce Rossa Italiana; restano ferme le procedure già indicate relative alla gestione dei casi con sospetto di Covid-19 e del personale definibile come potenziale contatto stretto; il personale medico del servizio sanitario centrale del Corpo referente per la regione interessata dall'emergenza coordinerà la gestione sanitaria dell'emergenza in raccordo con la Direzione Regionale competente;
c) tutto il personale dovrà effettuare autonomamente il monitoraggio giornaliero delle proprie condizioni di salute attraverso la misurazione della temperatura corporea, riferendo prontamente eventuali sintomatologie al responsabile del campo e applicando le specifiche misure già indicate nella parte generale della Linea Guida; nel caso di sintomatologia da infezione respiratoria e febbre maggiore di 37.5° C il personale dovrà essere posto in isolamento nella tenda di cui punto precedente, in attesa delle determinazioni sanitarie; all'accesso del campo base si dovrà provvedere al controllo della temperatura corporea nei confronti di persone estranee al campo (es. vigili del fuoco di altri campi base, operatori di altri enti, lavoratori per conto di ditte di servizi, ecc.).


5.4 Mensa di servizio e consumazione dei pasti
a) Si ritiene preferibile l'utilizzo di pasti preconfezionati o di kit alimentari individuali da utilizzare in ambienti non promiscui, da mangiare preferibilmente all'aperto; in ogni caso, ove il pasto si dovesse consumare all'interno della mensa, andrà sempre assicurato il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro, utilizzando a tavola posti alterni e non contrapposti frontalmente; dovrà essere assicurata l'immediata igienizzazione della postazione occupata a cura di ciascun fruitore del pasto; le porzioni andranno servite in modo da assicurare, per quanto possibile, la preservazione dei cibi da ogni agente esterno o determinato dalla presenza di persone; per le persone in fila per ricevere il pasto si raccomanda di mantenere un distanziamento di 1 metro e di 2m lungo la linea di distribuzione; qualora non sia possibile osservare il distanziamento di sicurezza interpersonale si dovranno indossare le mascherine chirurgiche; la gestione delle turnazioni dovrà regolare gli afflussi per evitare fenomeni di coda e assembramento di persone in corrispondenza degli accessi alla mensa;
b) il personale addetto al confezionamento e distribuzione dei pasti dovrà indossare copricapo, e almeno la mascherina chirurgica e guanti in lattice/nitrile, avendo cura di verificare che siano sempre rispettate le massime norme di igiene sia nella cura del confezionamento dei cibi, sia nella gestione delle derrate, sia per lo smaltimento dei rifiuti.


5.5 Dormitori
a) all'interno delle tende dormitorio, di norma, le misure di sicurezza potranno essere determinate mediante la riduzione della presenza all'interno delle tende a 3 archi fino a 6 posti letto e delle tende a 4 archi fino a 8 posti letto, in modo da consentire la sistemazione logistica dei letti in forma adeguatamente distanziata secondo gli schemi allegati; all'interno delle tende collettive i posti letto dovranno essere separati da schermi, opportunamente fissati (ad esempio mediante ad un cavo teso tra le due pareti opposte della tenda), costituiti da teli di stoffa ovvero di materiale tessuto non tessuto (tnt), in modo da costituire un divisorio inframezzato alle brande che a partire da circa 0,3 m dal suolo raggiunga un'altezza di circa 1,8 m per una lunghezza di circa 2 m, lasciando libero il corridoio centrale; all'interno delle tende dovrà essere assicurata una ventilazione naturale per garantire il necessario ricambio di aria, senza ricircolo d'aria forzata. Al fine di favorire la massima ventilazione diretta agli ingressi delle tende, sarà da evitare il montaggio delle tende corridoio nei Moduli di Supporto Logistico; in assenza degli schermi di separazione tra i letti, il numero dei posti letto all'interno delle tende sarà ridotto rispettivamente a 4 unità per le tende a 3 archi e a 6 unità per le tende a 4 archi, aumentando così il distanziamento; particolari situazioni potranno essere valutate dal medico del campo base che potrà indicare al responsabile del campo soluzioni alternative.
Per quanto applicabili, le suddette misure sono anche riferite ai moduli abitativi in container; la configurazione dei posti letto all'interno degli stessi sarà definita dai responsabili dei campi base secondo le indicazioni dei medici del servizio sanitario centrale del Corpo.
La pianificazione dell'impiego delle tende collettive, individuali e dei MSL, assume valenza fondamentale e strategica per la gestione delle emergenze. A tal fine è necessario provvedere a una immediata ricognizione dello stato di efficienza delle dotazioni presenti presso ciascuna struttura territoriale comunicando attraverso l'apposito portale di monitoraggio che dovrà essere mantenuto costantemente aggiornato da parte dei Comandi e delle Direzioni Regionali competenti. Il Centro Operativo Nazionale assicurerà costante contatto con le strutture territoriali anche al fine di consentire nel modo più celere ed efficace possibile, la suddetta ricognizione e la corretta distribuzione delle risorse.


6. SMOBILITAZIONE E RIPRISTINO
Al rientro dalla calamità dovrà essere effettuata la sanificazione dei materiali a cura del Comando assegnatario.
Sono allegati al presente capitolo (allegato 9):
a) Lay-out organizzativo del campo base;
b) Schema tenda 3 archi con setti separanti;
c) Schema tenda 3 archi senza setti separanti;
d) Schema tenda 4 archi senza setti separanti;
e) Schema tenda 4 archi con setti separanti;
f) Tabella dei valori di miscelazione in acqua dell'ipoclorito di sodio.
 

IL DIRETTORE CENTRALE PER L'EMERGENZA, IL SOCCORSO TECNICO E L'ANTINCENDIO BOSCHIVO

(PARISI)
IL DIRIGENTE DELL'UFFICIO DI COORDINAMENTO DELLE ATTIVITÀ SANITARIE E DI MEDICINA LEGALE

(APPIANA)
IL CAPO DEL CORPO NAZIONALE DEI VIGILI DEL FUOCO

(DATTILO)


Fonte: vigilfuoco.it