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Categoria: Normativa regionale
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Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Delibera 5 maggio 2020, n. 654
Linee guida per la ripresa delle attività lavorative in sicurezza sul territorio regionale a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID -19.
 

Vista la dichiarazione di emergenza internazionale di salute pubblica per il coronavirus dell'Organizzazione mondiale della sanità del 30 gennaio 2020;
Vista la deliberazione del 31 gennaio 2020 con la quale il Consiglio dei Ministri, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 7, comma 1, lettera c) e dell'articolo 24 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1 (Codice della protezione civile), ha dichiarato, per sei mesi dalla data del predetto provvedimento, lo stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;
Visto il decreto legge 25 marzo 2020, n. 19 (Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID - 19) in base al quale, per contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dal virus COVID - 19, mediante uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, possono essere adottate una o più misure di contenimento della diffusione del virus tra quelle indicate all'articolo 1, comma 2 dello stesso decreto, fino al 31 luglio 2020;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 aprile 2020, con cui sono state adottate, sull'intero territorio nazionale, disposizioni attuative del decreto legge n. 19/2020, disponendo l'applicazione di misure che limitano temporaneamente, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, il diritto di circolazione, il diritto di riunione, il diritto al lavoro e alla libertà di iniziativa economica privata;
Considerato che ai sensi dell'articolo 8, comma 1, del predetto decreto, le disposizioni ivi contenute producono effetto fino al 3 maggio 2020;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020, con cui sono state adottate, sull'intero territorio nazionale, misure urgenti di contenimento del contagio allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull'intero territorio nazionale disponendo l'applicazione di misure che, pur consentendo alcuni comportamenti, limitano temporaneamente, a far data dal 4 maggio e fino al 17 maggio 2020, il diritto di riunione, il diritto al lavoro e alla libertà di iniziativa economica privata;
Richiamata l'ordinanza contingibile e urgente del Presidente della Regione dd. 26 aprile 2020, n. 11, con la quale nel dettare ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione della emergenza sanitaria è stato consentito lo svolgimento di attività che per propria natura possono essere svolte mantenendo il distanziamento sociale e anche l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e pertanto non sono potenzialmente in grado di determinare un aggravamento del rischio di contagio;
Considerato che nel corso della videoconferenza svoltasi in data 19/04/2020 con le Associazioni di categoria regionali e le Organizzazioni sindacali dei lavoratori si è convenuto di predisporre un documento condiviso contenente le linee guida anti contagio per il sistema produttivo nella fase della ripartenza;
Richiamato il Decreto del Direttore Generale n. 197/DGEN dd. 16 aprile 2020 che ha istituito ai sensi dell'art. 17 bis, comma 3, del Regolamento di organizzazione dell'Amministrazione regionale e degli Enti regionali un Gruppo di lavoro interdirezionale denominato “Task force RIPARTENZA” cui affidare in particolare il compito di stilare protocollo anti contagio per il sistema produttivo, di individuare azioni concrete e condivise finalizzate alla FASE2, di veicolare tali scelte all'interno del sistema produttivo e sociale, di monitorare programmazione finanziaria 2020/21;
Ritenuto opportuno che la Regione sostenga ogni iniziativa diretta alla promozione di comportamenti da parte dei cittadini e imprese della regione che, tenuto conto delle rispettive competenze e obblighi, realizzino un equo contemperamento tra l'interesse al contenimento del rischio sanitario e quello alla riespansione dei diritti oggi limitati;
Ritenuto altresì opportuno, nel quadro di una effettiva applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale e verticale, che la Regione incoraggi, in particolare, le iniziative promosse nell'ambito della società civile, allo scopo di porre al centro della ripresa i bisogni direttamente espressi della comunità regionale in tutte le sue articolazioni;
Ritenuto opportuno, in questo quadro, che la Regione offra in particolare un adeguato supporto informativo e organizzativo alle istituzioni pubbliche e private di cui si compone la comunità regionale, al fine di consentire il raggiungimento, quanto prima possibile, delle condizioni di piena e libera espressione dei suoi cittadini nei loro ambiti di vita personale e sociale;
Ritenuto necessario che la Regione, nell'esercizio di tale attività di promozione e sostegno svolta nell'ambito delle proprie competenze statutarie, ricorra al più ampio confronto con i portatori di interessi della comunità regionale;
Ritenuto di dover prioritariamente orientare la propria azione al supporto della riapertura delle attività di impresa e al riavvio del lavoro;
Ritenuto opportuno in tale contesto favorire le intese tra le organizzazioni sindacali e datoriali per l'adozione di misure di contenimento del rischio sanitario nei luoghi di lavoro;
Ritenuto in ogni caso necessario che le predette intese si adeguino alle eventuali sopravvenute disposizioni che introducano misure di rafforzamento del contenimento del rischio sanitario;
Visto l'allegato 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 aprile 2020 e l'allegato 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020 contenente misure di contenimento per gli esercizi commerciali;
Visto il protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID - 19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020, come integrato con il protocollo sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali;
Ritenuto necessario che tale azione si svolga anche mediante un'attenta programmazione dei servizi di trasporto pubblico locale, tenuto conto dei limiti previsti all'esercizio del servizio dalle disposizioni sanitarie vigenti;
Visto il parere espresso dalla Direzione centrale salute, politiche sociali e disabilità, di cui alla nota di data 2 maggio 2020, n. 10473, con riferimento al documento condiviso riguardante le linee guida per la ripresa delle attività lavorative in sicurezza sul territorio regionale a seguito dell'emergenza epidemiologica da Covid-19;
Ritenuto di approvare le “Linee Guida per la ripresa delle attività lavorative in sicurezza sul territorio a seguito dell'emergenza epidemiologica da COVID-19” predisposte dal citato Gruppo di lavoro interdirezionale che ne ha condiviso unanimemente il contenuto;
Visto l'articolo 117, comma 3, della Costituzione, in combinato disposto con l'articolo 10 della legge costituzionale n. 3/2001, che attribuisce alla Regione competenza legislativa concorrente in materia, tra l'altro, di tutela della salute e di tutela e sicurezza del lavoro;
Visto l'articolo 4, comma 1, numeri 6), 7), 10) dello Statuto regionale che attribuiscono alla Regione competenza legislativa primaria in materia di industria e commercio, di artigianato e di turismo;
Visto l'articolo 4, comma 1, numero 11) dello Statuto regionale che attribuisce alla Regione competenza legislativa primaria in materia di trasporti di interesse regionale e l'articolo 9, comma 1 del Decreto legislativo 1 aprile 2004, n. 111, che trasferisce alla Regione tutte le funzioni di programmazione e amministrative in materia di servizi pubblici di trasporto di interesse regionale e locale;
Dato atto che la presente deliberazione non comporta oneri a carico della finanza regionale;
Su proposta del Presidente, di concerto con l'Assessore alla salute, politiche sociali e disabilità, delegato alla protezione civile, l'Assessore al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, l'Assessore alle infrastrutture e territorio, l'Assessore alle attività produttive e turismo e l'Assessore alle ricorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna,
La Giunta regionale, all'unanimità
 

Delibera

1. di approvare le “Linee guida per la ripresa delle attività lavorative in sicurezza sul territorio regionale a seguito dell'emergenza epidemiologica sa Covid - 19" allegato alla presente deliberazione di cui forma parte integrante e sostanziale;
2. di invitare gli Assessori, nell'ambito delle proprie competenze, a promuovere la diffusione del documento e ad indirizzare l'azione dei propri Assessorati verso gli obiettivi indicati in premessa.
 

IL PRESIDENTE                  



 

LINEE GUIDA CONDIVISE di COLLABORAZIONE PER LA RIPRESA DELLA ATTIVITÀ LAVORATIVE IN SICUREZZA SUL TERRITORIO REGIONALE A SEGUITO DELL'EMERGENZA EPIDEMIOLOGICA DA COVID-19
tra

- la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nella persona del Presidente dott.
Massimiliano Fedriga,
- Le Organizzazioni sindacali ...
- Le Organizzazioni datoriali....
di seguito collettivamente denominate “le Parti”;
 

Premesso che:
- le misure di contenimento e contrasto adottate a seguito dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19 sul territorio nazionale hanno determinato il rallentamento dei contagi ma anche la sospensione di numerose attività produttive e una generale riduzione delle attività lavorative; in particolare, si stima che le unità locali di impresa appartenenti a settori attivi in Friuli Venezia Giulia al momento siano 48.414 su 91.324 (53%), per un totale di circa 204.554 addetti su 371.361 (55,1%), con differenze territoriali (elaborazioni dell'ufficio statistica della Regione su dati ASIA - Archivio Statistico delle Imprese Attive);
- il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” sottoscritto dal Governo e dalle Parti sociali il 14 marzo 2020 e aggiornato il 24 aprile 2020 ha dettato linee guida per l'adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio nei luoghi di lavoro;
- successivamente la Direzione centrale salute, politiche sociali e disabilità con nota inviata alle parti sociali, ai dipartimenti di prevenzione e ai medici competenti n. 9310 del 12 aprile 2020 (aggiornato in data 30 aprile 2020) ha fornito ulteriori indicazioni per la pianificazione delle misure preventive al rientro al lavoro nelle attività non sanitarie;
- la tempistica e le modalità di progressiva riapertura delle attività economiche a seguito del superamento della prima fase emergenziale sono stabilite dal Governo nazionale con il recente Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020, tuttavia nella prospettiva dell'avvio di questa nuova fase si ritiene indispensabile procedere alla definizione di misure ed iniziative condivise a livello regionale che, in continuità con quanto previsto dal protocollo tra Governo e parti sociali, tengano conto della realtà economica e sociale del territorio e consentano di coniugare la ripresa delle attività produttive con l'imprescindibile necessità di assicurare ai lavoratori e ai cittadini in generale adeguati livelli di protezione, in una fase di persistenza del virus e di convivenza con lo stesso;
- è essenziale evitare aggregazioni sociali anche in relazione agli spostamenti per raggiungere il posto di lavoro e rientrare a casa (commuting), con particolare riferimento all'utilizzo del trasporto pubblico locale (TPL): per tale motivo andrebbero incentivate forme di trasporto verso il luogo di lavoro, declinate anche in forme innovative, tenendo conto delle indicazioni sul distanziamento sociale e sulle altre misure di protezione da attivare in fase di accesso e sui mezzi, favorendo in ogni caso il trasporto pubblico a chiamata o su prenotazione;
Rilevato che dai dati riferiti al territorio regionale emerge che:
- sotto il profilo epidemiologico la regione Friuli Venezia Giulia risulta tra le meno colpite del nord Italia, sia dal punto vista della diffusione di contagi sia da quello della mortalità da Covid-19; in particolare, il tasso di mortalità da Covid-19 ogni 100.000 abitanti è del 17,89 per il FVG, del 20 per il Veneto, del 51 per il Trentino Alto Adige, del 63,75 per l'Emilia Romagna, del 115,38 per la Lombardia, del 36,73 in media nazionale (dati aggiornati al 16 aprile 2020 - elaborazioni Osservatorio mercato del lavoro su dati ISS);
- l'impatto del lockdown sul PIL regionale è già molto intenso (si stima una contrazione per il FVG del 7,1%, più elevata della media nazionale, stimata al 6,5%) per una regione che è caratterizzata da una significativa propensione al commercio estero, e quanto più si protrae nel tempo il momento effettivo di ripartenza, seppur graduale, tanto più profonde e durature saranno le relative conseguenze socioeconomiche (elaborazioni dell'Ufficio statistica della Regione su stime previsionali Prometeia);
- i settori di attività economica sono tutti coinvolti direttamente o indirettamente dal lockdown per cui si auspicano modalità di ripartenza e sostegno differenti a partire dalle caratteristiche imprenditoriali, strategiche e produttive delle filiere;
- preso atto che la riduzione di assunzioni e occupati dipendenti è generalizzata sul territorio e sui settori (-46% di assunzioni nel mese di marzo 2020 rispetto a marzo 2019 in FVG, con una riduzione dello stock di occupati dipendenti stimata al -1,5%), i comparti relativamente più colpiti, nella domanda e nell'offerta di lavoro e che risultano relativamente più fragili in questa fase sono le filiere del turismo, ristorazione ed esercizi commerciali (-56,6%), dei servizi alla persona, dei trasporti, dell'agroalimentare e delle costruzioni (-45%), del mobile, anche perché caratterizzati da una maggior presenza di lavoro temporaneo, indipendente e di piccole imprese, nonché per una forte dipendenza dalla domanda interna e dai consumi delle famiglie (elaborazioni dell'Osservatorio regionale del mercato del lavoro su dati delle comunicazioni obbligatorie dei datori di lavoro);
- ci sono alcuni punti di forza delle caratteristiche del territorio del Friuli Venezia Giulia, nonché delle sue comprovate capacità di resilienza e rilancio, su cui far leva per la pianificazione ragionata e sicura della sua ripartenza socioeconomica; tra queste forse le principali in questo momento sono:
- la presenza di una struttura residenziale diffusa sul territorio, fattore che potrebbe facilitare il lavoro agile per alcune attività e lasciare libera la circolazione e la mobilità per le attività che è necessario fare in presenza;
- un tasso di contagio e di mortalità derivante dall'epidemia tra i più bassi in Italia, come in precedenza richiamato;
- la generalizzata osservanza da parte dei cittadini delle misure di protezione imposte dalla situazione di emergenza sanitaria;
- l'avvio del nuovo affidamento su bacino unico regionale del trasporto pubblico locale automobilistico e marittimo rende disponibili, nel contesto del riavvio delle attività produttive, nuovi strumenti e modalità operative nella realizzazione dei servizi di trasporto pubblico locale utili a supportare la mobilità dei lavoratori nelle origini/destinazioni di maggior rilievo evidenziate dalle analisi in possesso dell'Amministrazione, attivando azioni sperimentali da poter successivamente ampliare ad altri contesti;
Atteso che l'analisi dei dati regionali evidenzia l'esigenza di perseguire, nella fase di riavvio delle attività produttive, in particolare le seguenti priorità:
- dare particolare sostegno, in questa fase, allo sforzo compiuto dalle microimprese, piccole e medie imprese, che, a differenza di quelle più grandi dimensioni e anche per effetto del perdurante lockdown, dispongono di minor risorse di immediato utilizzo per l'adeguamento;
- concentrare l'attenzione su alcuni ambiti particolarmente delicati quali la filiera degli appalti e dei subappalti;
- attivare azioni sperimentali sul sistema del trasporto pubblico locale finalizzate a sostenere la mobilità dei lavoratori nei percorsi casa-lavoro, a partire dai poli produttivi e di servizi di maggiore rilievo;
- operare per assicurare la disponibilità di dispositivi di protezione individuale al sistema sanitario, assistenziale, produttivo e alla popolazione, secondo i requisiti rispettivamente previsti dalle regole applicabili ai singoli ambiti;
- favorire il confronto preventivo con le rappresentanze sindacali presenti nei luoghi di lavoro, e per le piccole imprese, con le rappresentanze territoriali, mediante il contributo di esperienza dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) e dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali (RLST), tenendo conto di ogni singola realtà produttiva e delle situazioni territoriali;
- prevedere il potenziamento straordinario delle infrastrutture digitali per accelerare il salto evolutivo digitale del manifatturiero e per favorire l'efficienza del lavoro a distanza e aumentare la produttività anche di quello in presenza;
Ritenuto che per coniugare, in questa fase di riavvio delle attività produttive, l'esigenza di assicurare adeguati livelli di sicurezza per tutta la popolazione, in particolare per quella in età da lavoro, con quella della tempestiva ripresa delle attività lavorative nei diversi settori economici sia necessario:
a) favorire la condivisione di percorsi concertati tra tutti i soggetti coinvolti (parti sociali, istituzioni, forze sociali ed economiche, strutture sanitarie, organismi tecnico scientifici, enti locali, istituzioni scolastiche) quale presupposto imprescindibile per una gestione efficace e sicura della ripartenza del mondo del lavoro;
b) ricercare, a tal fine, il confronto preventivo tra organizzazioni datoriali e rappresentanze sindacali unitarie aziendali e di livello territoriale sulle modalità di ripresa dell'attività lavorativa, tenendo conto della specificità di ogni singola realtà produttiva;
c) favorire l'effettiva implementazione in tutte le imprese regionali delle misure preventive previste dall'Accordo del 14 marzo-24 aprile 2020 e del DPCM 26 aprile 2020 assicurando l'efficace funzionamento del Comitato per l'applicazione e la verifica ivi previsto;
d) valorizzare l'attività degli organismi e delle figure previste dalla normativa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, con particolare riferimento ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di livello aziendale (RLS), territoriale (RLST), di sito e di sito produttivo (RLSSP), un tanto al fine di assicurare la conoscenza, la diffusione e l'applicazione delle misure di prevenzione anche nei contesti lavorativi di minori dimensioni o più frammentati;
e) favorire l'attivazione di una rete di supporto all'attività di progettazione e di applicazione delle misure precauzionali nell'ambito dei contesti lavorativi, soprattutto a favore delle microimprese, piccole e medio imprese, anche con il coinvolgimento dei rappresentanti delle aziende sanitarie;
f) tener conto, oltre che dei settori manifatturiero e di produzione di beni, anche delle specificità delle attività commerciali, artigianali e di servizi alla persona;
g) supportare il riavvio delle attività lavorative, a partire da quelle localizzate nei poli produttivi, assicurando la presenza di servizi per la mobilità nei percorsi casa-lavoro, declinati anche in forme innovative, a ivi compresi i servizi di TPL automobilistici, che per diffusione territoriale e flessibilità intrinseca possono svolgere tale ruolo;
h) supportare efficacemente la definizione ed attuazione delle misure di distanziamento sociale e di prevenzione al contagio a bordo dei servizi di TPL, a partire dalle sperimentazioni attivabili;
i) accompagnare gli sforzi per la graduale riapertura delle attività economiche con l'ulteriore promozione di misure di sicurezza sanitaria per la comunità regionale, in particolare mediante la riprogettazione e organizzazione delle postazioni di lavoro per mantenere la necessaria distanza interpersonale, il sostegno alla produzione e alla diffusione di presidi e mascherine conformi alle indicazioni fornite dalle autorità competenti e con l'adozione di misure che consentano di assicurare la compatibilità tra attività lavorative e cura dei figli minori, soprattutto quelli in età scolare o prescolare e dei conviventi non autosufficienti;
j) promuovere, in via sperimentale, l'ideazione di forme comunitarie di welfare aziendale in particolare nelle microimprese, piccole e medie imprese come elemento di forte coesione sociale anche per gestire una ripartenza consapevole;
Tutto ciò premesso, le Parti convengono quanto segue:
 

Art. 1
(Finalità)

1. In attuazione delle finalità istituzionali di ciascuna, le Parti, in vista del progressivo riavvio delle attività produttive a seguito dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, condividono il perseguimento dei seguenti obiettivi:
a) accelerare in sicurezza l'attuazione della cosiddetta “fase due” nella Regione Friuli Venezia Giulia coniugando l'esigenza di assicurare adeguati livelli di sicurezza per i lavoratori e la popolazione tutta con quella della tempestiva ripresa delle attività lavorative nei diversi settori economici;
b) promuovere la condivisione di percorsi concertati tra parti sociali e soggetti pubblici e privati interessati per la realizzazione di interventi sinergici, che favoriscano il riavvio delle attività produttive sostenendo, in via prioritaria ancorché non esclusiva, soprattutto le realtà produttive, professionali e artigianali individuali e di piccole e medie dimensioni e assicurando la corretta gestione delle risorse e delle informazioni.
2. Per il perseguimento di tali obiettivi, le Parti condividono un programma di contrasto e contenimento della diffusione del virus nella fase di ripresa dell'attività lavorativa che comprende la definizione di protocolli operativi condivisi da applicare nei luoghi di lavoro e di azioni di supporto alle aziende e ai lavoratori autonomi, comprendenti attività informative, di consulenza, di assistenza tecnica e di monitoraggio, realizzate anche attraverso l'acquisizione di evidenze scientifiche.
3. Di pari passo è necessario proseguire con il potenziamento già in atto del servizio sanitario regionale, con il prosieguo del lavoro già in atto su base ospedaliera e territoriale, per intervenire in caso di aumento di contagio, così come previsto dall'articolo 2, comma 11, del DCPM del 26 aprile 2020.
 

Art. 2
(Misure applicabili nei luoghi di lavoro)

1. In continuità con quanto previsto dalle linee guida definite nell'accordo Governo-parti sociali del 14 marzo aggiornato il 24 aprile 2020, dal DCPM del 26 aprile 2020 e dalle indicazioni della Direzione centrale salute del 12 aprile 2020, e fatto salvo il rispetto di ogni ulteriore indicazione o obbligo in materia anche con riguardo alla clientela o all'utenza, le Parti perseguono l'adozione nei luoghi di lavoro, nella fase di ripresa lavorativa, di protocolli operativi che prendano in considerazione almeno i seguenti aspetti e vengano dettagliati o integrati in funzione delle peculiarità ed esigenze dalle singole imprese, ferme restando le specificità previste al comma 2 per i settori del commercio, pubblici esercizi e dei servizi alla persona:
1. Organizzazione generale
a) Costituzione del “Comitato per l'applicazione e la verifica delle regole anti Covid-19” di cui al protocollo di regolamentazione del 14 marzo - 24 aprile 2020 assicurando la presenza del datore di lavoro o suo delegato, del responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), delle rappresentanze sindacali aziendale e del Medico Competente.
Laddove, per le ridotte dimensioni aziendali o per altre ragioni, non risulti possibile la tempestiva costituzione di un “Comitato per l'applicazione e la verifica dell'osservanza delle regole anti Covid-19” deve essere favorita la costituzione, a seguito il confronto con le organizzazioni datoriali e le organizzazioni sindacali territoriali, di Organismi paritetici territoriali formati da componenti di estrazione datoriale e di estrazione sindacale che potranno assumere il ruolo di RLST che operano sul territorio e comunque con il loro coinvolgimento, a cui sia assicurata la partecipazione di uno o più specialisti in materia di prevenzione e protezione, di cui almeno uno individuato dall'Azienda sanitaria competente per territorio.
b) valutazione dei protocolli di regolamentazione per l'attuazione delle misure di prevenzione tenendo conto dei processi gestionali ed operativi e del contesto aziendale;
c) massima valorizzazione dei ruoli e degli strumenti previsti dalla normativa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
2. Adeguamento dell'organizzazione delle attività e dei processi di lavoro nel rispetto delle peculiarità imprenditoriali e produttive, con la finalità di ridurre i contatti interpersonali, ricordando che la distanza interpersonale di sicurezza rappresenta al momento la più efficace misura di prevenzione:
a) ricorso al lavoro agile per le categorie di lavoratori per cui la prestazione può essere svolta in tale modalità in ogni contesto in cui ciò sia possibile, prevedendo una particolare attenzione a favore delle seguenti categorie, come previsto anche dall'articolo 39 del decreto legge 18/2020: lavoratori dipendenti con disabilità o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità, lavoratori affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa, lavoratori immunodepressi e familiari conviventi di persone immunodepresse, lavoratori conviventi con figli minori, quanto meno fino alla ripresa della frequenza scolastica;
b) sospensione delle attività sussidiarie non strettamente indispensabili alla produzione, fino al ripristino delle condizioni di sicurezza;
c) distanziamento delle postazioni di lavoro e riduzione della mobilità interna in ambito aziendale;
d) contingentamento degli accessi alle aree comuni (ad esempio spogliatoi e mense)
e) adozione di piani di turnazione del personale e di misure volte a impedire assembramenti in fase di ingresso o di uscita dai turni di lavoro;
f) individuazione di procedure di accesso e contatto con i fornitori esterni e con le filiere degli appalti e subappalti che prevedano modalità, percorsi e tempistiche predefinite;
g) gestione di riunioni ed incontri prediligendo modalità di collegamento a distanza; in caso di stretta necessità adozione delle misure di distanziamento e di tutte le misure di cautela.
3. Misure di prevenzione igienico sanitarie così come previsto dai protocolli del 14 marzo e 24 aprile e dal DPCM del 26 aprile:
a) adozione di precauzioni igieniche da parte di tutte le persone presenti nei luoghi di lavoro;
b) disponibilità di soluzioni igienizzanti per il lavaggio delle mani adeguate per numero e dislocazione;
c) messa a disposizione di mascherine conformi alle indicazioni fornite dalle autorità competenti per il personale che per ragioni tecniche è oggettivamente impossibilitato a rispettare la distanza interpersonale di un metro;
d) presenza di cartellonistica informativa sulle opportune misure comportamentali ed igieniche;
e) sanificazione periodica e pulizia ed igienizzazione giornaliera degli ambienti e degli strumenti di lavoro;
f) altre eventuali misure ritenute idonee alla prevenzione del rischio di contagio individuate dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) sulla base del documento di valutazione dei rischi (DVR) o delle caratteristiche strutturali dell'azienda.
4. Gestione degli accessi nei luoghi di lavoro
a) individuazione e presidio costante degli accessi, con identificazione dei lavoratori e dei fornitori, anche mediante la somministrazione di questionari;
b) rilevazione della temperatura corporea in fase di accesso ai luoghi di lavoro e/o acquisizione di dichiarazione sostitutiva del lavoratore di assenza di sintomi suggestivi di COVID19.
5. Gestione del personale
a) adozione di attività di formazione/informazione del personale, valorizzando la formazione a distanza (FAD), finalizzate alla corretta ed efficace applicazione delle disposizioni organizzative e gestionali volte al lavorare in sicurezza ed in modo efficace nel contesto emergenziale;
b) valutazione congiunta del Medico Competente, laddove previsto, e del Servizio di prevenzione e protezione aziendale delle postazioni di lavoro occupabili dalle persone con fragilità (disabilità, immunodepressione, patologie croniche); laddove non presente il Medico Competente, il lavoratore seguirà le indicazioni fornite dal medico di medicina generale;
c) attenzione alle necessità di conciliazione delle esigenze di lavoro e di cura familiare, favorendo l'applicazione di modalità lavorative flessibili e il ricorso agli altri strumenti a ciò finalizzati;
d) prosecuzione dell'utilizzo, nella fase di progressiva riattivazione dell'attività lavorativa, degli ammortizzatori sociali per i lavoratori le cui prestazioni non siano pienamente esigibili, consentendo, su base volontaria, la fruizione di ferie e permessi maturati;
e) valutazione della possibilità di attivare ulteriori coperture assicurative contro i rischi da Covid-19 a favore di tutte le maestranze.
6. Gestione delle emergenze e tutela dei lavoratori
a) adozione di procedure per la gestione di casi sintomatici e potenzialmente positivi;
b) tutela, in accordo con le linee guida della Società italiana di Medicina del Lavoro, dei lavoratori affetti da patologie che aumentano la vulnerabilità nei confronti delle infezioni virali.
2. Per le imprese operanti nei settori del commercio, del terziario e dei pubblici esercizi, nonché per quelle operanti nel settore dei servizi alla persona, si condivide - in coerenza con quanto previsto dal DPCM del 26 aprile e dalle ordinanze contingibili ed urgenti del Presidente della Regione - la raccomandazione che nella fase di ripresa dell'attività lavorativa vengano osservate le seguenti misure minime di prevenzione, che potranno essere declinate anche successivamente, con riferimento alle singole tipologie di attività:
a) igienizzazione degli ambienti, in funzione dell'orario di lavoro;
b) mantenimento nelle varie fasi di svolgimento delle attività del distanziamento sociale;
c) utilizzo di mascherine e guanti monouso da parte del personale;
d) per le imprese operanti nel settore dei servizi alla persona, utilizzo di materiale monouso e sterilizzazione degli strumenti di lavoro utilizzati.
 

Art. 3
(Interventi a supporto della ripresa lavorativa)

1. Allo scopo di supportare le imprese nella fase di ripresa dell'attività lavorativa, le Parti condividono la promozione delle seguenti azioni:
a) costituzione di Organismi paritetici territoriali: allo scopo di supportare l'applicazione delle disposizioni di cui al protocollo del 14 marzo 2020 e del presente protocollo, è favorita la costituzione sul territorio regionale di Organismi paritetici territoriali che operano presso le sedi delle associazioni datoriali e/o dei consorzi industriali della Regione.
Ciascun Organismo paritetico territoriale è costituito da rappresentanti dai datori di lavoro e delle organizzazioni sindacali, i quali potranno assumere il ruolo di rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali (RLST); i RLST verranno comunque coinvolti nell'Organismo paritetico territoriale. L'Organismo è integrato altresì da uno o più esperti in materia di prevenzione e protezione, di cui uno individuato dall'Azienda sanitaria competente per territorio.
Gli Organismi paritetici territoriali:
- supportano le microimprese, piccole e medie imprese, prive di rappresentanza, nell'attuazione delle misure previste nell'accordo Governo-parti sociali del 14 marzo 2020 e dagli altri protocolli tecnici e precauzionali;
- offrono supporto per l'analisi di problematiche operative rilevate dalle imprese;
- favoriscono la diffusione di buone prassi, anche tramite il supporto ad azioni formative specifiche finalizzate alla massima diffusione all'interno delle aziende dei Protocolli dalle stesse adottate, promuovendo quindi la cultura della sicurezza.
b) attivazione di un progetto di screening pilota: in collaborazione con organismi scientifici regionali (in particolare Università degli Studi di Trieste, Sissa e Swg) verrà condotto un progetto di screening pilota su un campione di lavoratori rappresentativo a livello regionale, per verificare, attraverso indagini cliniche e demoscopiche, le varie tipologie di possibile esposizione al virus con l'obiettivo di stimare e testare, con modelli matematici predittivi, le misure di prevenzione necessarie per arginare nuovi eventuali focolai. Il progetto, i cui costi saranno a carico dell'Amministrazione regionale, vedrà la partecipazione dei lavoratori su base esclusivamente volontaria ed i relativi esiti non avranno alcuna ripercussione sulle relative imprese di appartenenza. Vista l'importanza dello stesso sul tessuto socio - economico regionale i lavoratori apparterranno sia al comparto privato che a quello pubblico;
c) informazione: organizzazione di interventi informativi a distanza sulle misure di contenimento del virus, destinati in particolare a datori di lavoro, rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS-RLST) e responsabili dei servizi di prevenzione e protezione (RSPP) e riferiti particolarmente ai settori economici più delicati; attività di prima informazione telefonica e via mail, relativamente ai punti di riferimento per le aziende per l'attuazione dei protocolli per la ripartenza, nonché relativamente alle misure di supporto alle imprese, anche attraverso sportelli delle associazioni di categoria;
d) supporto ai datori di lavoro, in accordo con le autorità sanitarie regionali, nella pianificazione di test sierologici di screening o di altre misure eventualmente disponibili in futuro per l'individuazione dei soggetti portatori asintomatici/con infezione in incubazione;
e) ulteriore investimento sulla promozione del "lavoro agile”, inteso anche quale strumento per ridurre la mobilità dei lavoratori e decongestionare l'utilizzo dei mezzi di trasporto;
f) avvio di una ricognizione dei fabbisogni stimati dei presidi necessari per il sistema produttivo, nonché delle concrete possibilità di approvvigionamento, delle criticità in essere, delle progettualità emerse per possibili riconversioni di attività in modo da concordare ed attuare azioni efficaci per agevolare l'approvvigionamento necessario al complessivo sistema regionale, anche tramite il supporto a progetti di riconversione, compresa l'individuazione di percorsi per la validazione tecnica dei nuovi progetti di produzione, azioni di informazione e coordinamento tra le centrali di acquisto, l'attivazione di specifiche azioni per il reperimento e la consegna dei materiali necessari;
 

Art. 4
(Sistema della mobilità)

1. Le Parti, ritenuto necessario definire il contesto di accesso al sistema del trasporto pubblico locale (TPL) tenuto conto delle indicazioni governative sul distanziamento sociale, del DPCM del 26 aprile 2020, delle linee guida emanate dal Ministero dei trasporti, nonché delle indicazioni definite nella cabina di regia tra le parti sociali e l'Assessorato regionale ai trasporti istituita con l'Ordinanza del Presidente della Regione n. 2/PC del 13 marzo 2020, si impegnano ad attivare i necessari approfondimenti di carattere sanitario finalizzati ad individuare le misure di prevenzione da adottare a bordo dei servizi di TPL, a partire dal numero di persone massimo trasportabile per mezzo.
2. Le Parti, tenuto conto di quanto previsto dal Protocollo tra Governo e Parti sociali del 24 aprile 2020 in tema di “commuting”, concordano di definire ed attivare progressivamente le seguenti azioni sperimentali sui servizi di trasporto pubblico locale utilizzati dai lavoratori del comparto produttivo industriale e dei servizi sia pubblico che privato e dei principali servizi nei percorsi casa-lavoro, estendibili via via ai vari contesti territoriali e ad altre categorie di utilizzatori:
a) definizione e realizzazione, in collaborazione con i gestori dei servizi TPL, di servizi automobilistici di TPL sperimentali flessibili, anche a chiamata, su percorsi definiti, con prenotazione obbligatoria tramite specifico call center o app, sui percorsi casa- lavoro riferiti ai poli produttivi;
b) definizione ed attivazione di servizi automobilistici point to point, anche sulla base di specifici accordi con le Aziende;
c) sperimentazione del servizio di prenotazione per servizi automobilistici di TPL di linea;
d) monitoraggio continuo del numero degli utilizzatori e dei presenti a bordo dei servizi sperimentali tramite utilizzo dei sistemi contapasseggeri e di altre tecnologie di monitoraggio degli accessi;
e) pubblicizzazione dei servizi sperimentali e assistenza ai viaggiatori finalizzati ad accompagnare efficacemente la loro attivazione;
f) individuazione dei presidi sanitari da posizionare bordo autobus, sulla base dei risultati delle azioni di approfondimento sanitario di cui al comma 1.
3. Le Parti concordano di avviare una valutazione su azioni di sostegno alla mobilità ciclabile nei percorsi casa-lavoro finalizzati a ridurre l'impatto dell'emergenza Covid-19 sul sistema della mobilità automobilistica, a partire da quella privata.
 

                        IL PRESIDENTE

                IL SEGRETARIO GENERALE