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Categoria: Prassi amministrativa
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Presidenza del Consiglio dei Ministri
DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE GIOVANILI E IL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE


Circolare del 15 aprile 2021 recante indicazioni per l’avvio in servizio e l’impiego degli operatori volontari del servizio civile universale in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

La presente Circolare fornisce indicazioni per l’avvio in servizio e l’impiego degli operatori volontari del servizio civile universale, selezionati a seguito del Bando pubblicato il 21 dicembre 2020, in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Premessa
Nell’ultimo anno il sistema del servizio civile, istituzioni, enti e operatori volontari, nel fronteggiare gli effetti dell’emergenza pandemica ha prima studiato e successivamente adottato e attuato una serie di misure che potessero consentire, dopo le sospensioni del marzo 2020, la riattivazione dei progetti di servizio civile. Tali misure sono state ispirate al principio di flessibilità, con riferimento alle procedure e alle modalità operative degli enti per riattivare o avviare i progetti, e al principio di massima sicurezza, in relazione all’impiego degli operatori volontari. I suddetti strumenti hanno consentito di dare gradualità e proporzionalità agli interventi posti in essere in funzione della specificità dello scenario emergenziale che si andava configurando.
In particolare, era previsto che si potesse riattivare (o avviare) i progetti secondo procedura ordinaria oppure con procedura rimodulata (ossia con obiettivi e/o attività diversi da quanto previsto dal progetto) e secondo modalità di svolgimento del servizio “sul campo”, “da remoto” o “mista”, intendendo per “mista” una combinazione tra le due. In tal modo, da una sospensione generalizzata che coinvolgeva, al 31 marzo 2020, quasi il 90% degli operatori volontari, si è passati già al 16 aprile 2020 ad una riattivazione per l’80% dei volontari, dei quali il 55% con procedura ordinaria e circa il 40% in modalità “sul campo”. Nel corso dei mesi, nel rispetto delle norme di precauzione e sicurezza, il sistema ha gradualmente mitigato gli effetti dell’emergenza sul servizio civile, “recuperando” una stabilità operativa evidenziata dal fatto che al 15 febbraio 2021 il 99% dei volontari risultava essere in servizio. Tra questi l’80% impegnato in progetti riattivati, o avviati, con procedura ordinaria e il 62% in modalità “sul campo”.
Ad oggi, il contesto determinato dall’evoluzione della pandemia, seppure ancora drammatico con riferimento al numero di morti e di pazienti ricoverati, così come agli effetti socio-economici prodotti dall’emergenza, si configura, tuttavia, meno complesso per quanto attiene la possibilità di avviare i progetti secondo gli obiettivi e le attività originariamente previsti, chiaramente nel rispetto del principio di precauzione per la riduzione del rischio.
Pertanto, la presente Circolare conferma la possibilità di utilizzo di alcuni strumenti flessibili per semplificare la realizzazione di alcuni adempimenti e garantire la sicurezza degli operatori volontari (è il caso, ad esempio, della formazione a distanza), ma nel contempo invita gli enti ad avviare i propri progetti nel rispetto degli obiettivi e delle attività previsti, così da rispondere alle aspettative originarie dei giovani e alle esigenze individuate per i territori.
Laddove ciò non fosse possibile nell’immediato, viene chiesto agli enti di prevedere un avvio posticipato dei progetti, secondo il calendario di date riportate nel paragrafo 12. Ciò anche in virtù del fatto che, al momento, non sono autorizzate interruzioni temporanee con successive riattivazioni dei progetti e tale eventualità verrà presa in considerazione solo laddove, in futuro, se ne dovesse ravvisare la reale necessità; in tal caso verranno emanate specifiche indicazioni con apposita Circolare.
La finalità ultima è, dunque, quella di consentire, nel rispetto delle disposizioni del Governo e in linea con i principi di precauzione e cautela che il contesto impone, la piena attivazione dei programmi di intervento e dei relativi progetti, continuando ad assicurare, con responsabilità e consapevolezza, così come fatto dall’inizio della situazione epidemiologica, il contributo quotidiano a favore dei territori e delle comunità, rispondendo al proprio mandato di difesa non armata e non violenta della Patria.
Il Dipartimento continuerà a monitorare la situazione emergenziale in atto e, laddove, lo scenario dovesse evolvere verso condizioni differenti, provvederà a fornire ulteriori indicazioni al riguardo.

1. Contesto di applicazione
L’attuale quadro dei programmi e progetti di servizio civile universale prevede che nei prossimi mesi vengano avviati in servizio oltre 55.000 operatori volontari.
Per quanto detto in premessa, è necessario che gli enti valutino, per ciascuno dei propri progetti, la sussistenza delle condizioni organizzative e di sicurezza funzionali all’avvio in servizio degli operatori volontari e, qualora non fossero immediatamente sufficienti, decidere il posticipo della data di avvio. I programmi e i relativi progetti devono essere avviati secondo quanto originariamente previsto e, solo laddove non fossero presenti, oppure non prevedibili a breve, le necessarie condizioni, essere rimodulati in una prima fase transitoria, per poi rientrare, appena possibile, in procedura ordinaria di realizzazione.
Con riferimento alle tempistiche, l’ente individua la prima data utile tra quelle in programma riportate al paragrafo 12 della presente Circolare, che corrisponderà alla data di avvio in servizio degli operatori volontari. In proposito si rammenta che il Dipartimento ha prorogato il termine per la trasmissione delle graduatorie provvisorie relative al citato Bando alle ore 24:00 del 1° giugno 2021.

2. Procedure di avvio dei programmi d’intervento e dei relativi progetti
L’avvio dei programmi di intervento, articolati in progetti, deve di norma avvenire secondo la procedura ordinaria, ossia mantenendo gli obiettivi e le attività originariamente previsti, con l’individuazione della data utile affinché ciò avvenga nelle necessarie condizioni organizzative e di sicurezza.
Nell’ottica di favorire la realizzazione ordinaria dei progetti è consentito - contrariamente a quanto disposto dall’Avviso agli enti del 23 dicembre 2019 per la presentazione dei programmi di intervento per l’anno 2020 - un avvio differenziato dei progetti afferenti ad un singolo programma. Tale opzione deve essere considerata residuale e scelta solo laddove non ci siano le oggettive condizioni per mantenere la stessa tempistica per tutti i progetti di un unico programma.
Nei casi eccezionali per i quali non sia possibile avviare ordinariamente il programma e i relativi progetti, né nell’immediato né nel prossimo futuro, può essere adottata una procedura rimodulata. Un singolo progetto può essere, pertanto, rimodulato e convertito, in parte o in toto, in nuove attività, che possono, temporaneamente e/o parzialmente, rispondere anche ad obiettivi diversi, come quelle indicati in Allegato 1 alla presente Circolare.
La procedura di avvio deve essere la medesima con riferimento a tutte le sedi di uno stesso progetto, e a tutti i progetti afferenti ad uno stesso programma. Laddove, in casi eccezionali, non ce ne fossero le condizioni, si può prevedere la rimodulazione anche di un solo progetto e, all’interno di un progetto, solo di alcune sedi.
La comunicazione delle rimodulazioni di obiettivi e/o attività deve avvenire tempestivamente, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni riportate al paragrafo 11 della presente Circolare.
Gli enti che optano per un’attivazione con procedura rimodulata devono favorire, nel rispetto della sostenibilità organizzativa e della sicurezza degli operatori volontari, appena se ne verificheranno le condizioni, ovvero quando sarà cessata l’esigenza, il rientro all’ordinarietà dei progetti, modificando tempestivamente e opportunamente i dati sulla piattaforma Helios.
La presente Circolare, in linea generale, non prevede che si possano stipulare accordi di gemellaggio tra l’ente attuatore del progetto e un diverso ente ospitante, in quanto, come detto, si deve tendere a realizzare programmi e progetti secondo le originarie previsioni.
Tuttavia, se in particolari situazioni e in specifici e puntuali contesti, si dovesse ritenere comunque imprescindibile la stipula di accordi di gemellaggio quale unica opportunità per avviare il progetto, l’ente attuatore ne comunica l’esigenza al Dipartimento all’e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., che ne valuterà la fattibilità e l’opportunità in raccordo con l’ente richiedente.

3. Modalità di attuazione dei progetti
Le attività possono essere realizzate in due diverse modalità:
1. “sul campo”: le attività sono svolte presso la sede originaria di attuazione del progetto, ottemperando a quanto previsto dalle normative vigenti in termini di spostamenti e di distanziamento fisico, nonché dalle normative vigenti, nazionali e regionali, in merito alle misure di prevenzione, con particolare riferimento all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali;
2. “mista”: le attività sono svolte sia “sul campo” che “da remoto”. Ciò significa che, per uno stesso progetto, anche solo per una singola sede, l’operatore volontario adotta una combinazione delle due modalità, in funzione delle specifiche attività, e dei tempi di realizzazione, sulla base della valutazione dell’ente della funzionalità organizzativa e di sicurezza.
La comunicazione dell’eventuale scelta della modalità “mista” deve avvenire tempestivamente, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni riportate al paragrafo 11 della presente Circolare.
È nella responsabilità dell’ente assicurarsi che l’operatore volontario in servizio “sul campo” sia dotato dei dispositivi di protezione individuale adeguati all’esposizione al rischio.
Nel caso eccezionale in cui il Dipartimento autorizzi il ricorso al gemellaggio, sono rimesse all’ente le modalità con cui acquisire l’eventuale disponibilità di sede di altro ente. In particolare, se si tratta di sede di ente privato senza scopo di lucro non accreditato, l’ente si accerta dell’ottemperanza rispetto alle previsioni del d.lgs. 81/2008 e di tale accertamento ne risponde. A tal proposito, si rammenta che l’assicurazione stipulata dal Dipartimento a favore degli operatori volontari prevede la copertura assicurativa con riferimento al servizio e non ai luoghi dove viene prestato e pertanto la sede di svolgimento non pregiudica la sua applicabilità.
Nel rispetto del principio di flessibilità indispensabile per garantire l’avvio dei programmi e progetti è consentito all’ente - in via eccezionale ed in deroga alle disposizioni vigenti - di riarticolare l’orario di servizio previsto nel progetto originario rispettando, tuttavia, il totale del numero delle ore di impiego settimanali oppure il monte ore annuo, a seconda delle previsioni del progetto. L’ente, qualora il servizio non si svolga continuativamente presso la sede, può tracciarlo con una sorta di “foglio presenze” anche settimanale, registrate da remoto e in modo virtuale. Ogni eventuale inadempimento da parte dell’operatore volontario viene segnalato dall’ente al Dipartimento per l’opportuna verifica e l’eventuale adozione dei provvedimenti del caso. La sola rimodulazione dell’orario di servizio, senza variazioni delle attività progettuali, non implica una procedura di attivazione “rimodulata” e quindi non occorre che l’ente faccia alcuna comunicazione ai sensi del paragrafo 11 della presente Circolare.
Le attività di informazione alle comunità e al territorio previste nel programma, qualora contemplino eventi in presenza, potranno essere realizzate anche “da remoto”.

4. Attività di formazione generale e specifica e occasioni di incontro/confronto
Attività formative
Non sono previste allo stato attuale proroghe per i termini relativi all’erogazione delle attività di formazione rispetto alle tempistiche progettuali originarie e agli adempimenti connessi.
È autorizzata, invece, l’erogazione “a distanza” della formazione e, se si tratta di ore di formazione generale, tali ore potranno essere calcolate nel computo di quelle erogate con metodologia frontale, di cui alle disposizioni vigenti, anche ai fini della successiva rendicontazione attraverso il Modello F.
Tenuto conto che l’avvio dei progetti può avvenire, in una fase transitoria, anche attraverso la rimodulazione delle attività progettuali originarie, e che queste ultime possono altresì essere temporaneamente convertite in nuove attività, anche in raccordo con altri enti od istituzioni, sarà necessario prevedere uno o più moduli di formazione ad hoc, da erogare anche a distanza (FAD, videoconferenza, altri sistemi tecnologici), o comunque nel rispetto del distanziamento fisico, per fornire agli operatori volontari le conoscenze di base essenziali. In considerazione della finalità che ci si propone, tali moduli devono essere erogati prima dell'impiego degli operatori volontari nelle nuove attività.
Per tutte le attività formative - formazione generale e formazione specifica, compresi i moduli ad hoc aggiuntivi, inseriti a seguito di eventuale rimodulazione delle attività - è cura dell’ente predisporre un apposito registro contenente date e orari delle eventuali lezioni frontali, laddove ce ne fossero le condizioni di sicurezza, con le firme degli operatori volontari partecipanti e del formatore, ovvero, nel caso di formazione a distanza, appositi report di download e consultazione personalizzati o strumenti assimilati.
Si raccomanda particolare attenzione alla trattazione del modulo sulla valutazione dei rischi connessi all’impiego degli operatori volontari nelle attività, i quali dovranno, in particolare, ricevere corrette e dettagliate informazioni sui comportamenti da adottare e sui dispositivi di protezione individuale adeguati all’esposizione ai rischi, compreso quello connesso alla diffusione della pandemia.
Al riguardo si rappresenta che è da preferire, laddove le disposizioni governative, gli spazi e le condizioni lo consentano, l’erogazione della formazione specifica e dei moduli ad hoc in presenza per favorire l’apprendimento dei volontari, nel rispetto del necessario distanziamento e delle precauzioni del caso, anche attraverso lo svolgimento di lezioni all’aperto.
In linea generale, si evidenzia la necessità che gli enti ripristinino progressivamente le condizioni ordinarie di erogazione della formazione.

Occasioni di incontro/confronto tra i giovani
Per il periodo di vigenza della presente Circolare, la realizzazione delle occasioni di incontro/confronto, previste nel programma di intervento e organizzate dagli enti attuatori con gli operatori volontari impegnanti nei singoli progetti del programma stesso, può subire modifiche rispetto alle originarie tempistiche e modalità.
Tali incontri potranno pertanto svolgersi “da remoto”, privilegiando strumenti in grado di garantire un buon livello d’interattività dei partecipanti, cercando tuttavia di mantenere invariato il più possibile quanto previsto nella scheda programma, con riferimento al numero degli eventi e al periodo di realizzazione rispetto alla durata di ciascun programma d’intervento.
La partecipazione alle occasioni di incontro/confronto viene registrata tramite appositi fogli firma dedicati agli eventi, ovvero digitalmente, attraverso appositi report di download e consultazione personalizzati o strumenti assimilati.

5. Attività di monitoraggio e valutazione
In considerazione della straordinarietà della situazione, le ordinarie attività di monitoraggio e valutazione condotte dall’ente, comprese le verifiche previste e i relativi strumenti utilizzati per la misurazione dei livelli di apprendimento raggiunti nell’ambito delle attività formative, possono essere rimodulate rispetto alle ordinarie tempistiche e modalità (attraverso ad esempio la compilazione di questionari da remoto e laddove possibile l’organizzazione di incontri in videoconferenza tra i soggetti interessati - prevalentemente OLP ed operatori volontari), avendo cura di raccogliere suggerimenti e feedback dagli operatori volontari rispetto alle modalità adottate per la prosecuzione delle attività di servizio civile.

6. Programmi e progetti all’estero
Le indicazioni fornite nella presente Circolare si applicano anche ai programmi con progetti all’estero. In particolare, tenuto conto della specificità di tali programmi e della complessità della situazione internazionale, sarà consentito che progetti afferenti allo stesso programma siano avviati, anche in questo caso, in date diverse. Inoltre, tenuto conto dell’esiguità del numero rispetto al totale, sarà cura del Dipartimento continuare a mantenere un costante raccordo con gli enti titolari dei suddetti progetti per individuare le soluzioni a eventuali puntuali criticità, nel rispetto dei principi e delle modalità generali qui riportate.
Con riferimento a tali programmi, si rappresenta la necessità che gli enti valutino con estrema attenzione la data di avvio dei relativi progetti in base agli specifici contesti dei Paesi e delle aree di destinazione, programmando per tempo le partenze per l’estero e dando tempestiva comunicazione al Dipartimento, anche in caso di eventuale improvviso rimpatrio, per le necessarie azioni conseguenti.
Si rammenta l’esigenza di aggiornare i Piani di sicurezza, per ciascun Paese/area, in funzione delle mutate situazioni di rischio e di darne opportuna informazione al Dipartimento e alle strutture diplomatiche in loco.
Anche per i programmi con progetti all’estero la comunicazione di eventuali rimodulazioni deve avvenire tempestivamente, attenendosi scrupolosamente alle indicazioni riportate al paragrafo 11 della presente Circolare.

7. Progetti con le misure relative ad un periodo di tutoraggio o ad un periodo di servizio in uno dei Paesi UE
La misura del tutoraggio può essere attuata utilizzando strumenti e tecnologie da remoto anche in deroga a quanto previsto dal progetto originario; parimenti può essere rimodulato il cronoprogramma inizialmente previsto. Per i progetti con un periodo di servizio in uno dei Paesi UE si applica quanto riportato nel paragrafo 6 della presente Circolare, con in aggiunta la massima flessibilità rispetto al cronoprogramma previsto per il periodo all’estero, anche introducendo una riduzione del periodo pianificato, se ciò risultasse necessario, ma dandone opportuna informazione al Dipartimento.

8. Coinvolgimento degli operatori volontari
È opportuno che l’ente, qualora decida, a causa del contesto emergenziale, di rimodulare gli obiettivi e/o le attività progettuali oppure la modalità di realizzazione del progetto da “sul campo” a “mista”, coinvolga attivamente gli operatori volontari per recepire idee e suggerimenti e risolvere eventuali criticità che fossero da loro manifestate e affinché gli stessi operatori volontari possano esprimere il proprio consenso alla rimodulazione. Una particolare attenzione deve essere dedicata, come di consueto, agli operatori volontari con disabilità per favorire la loro partecipazione alle attività rimodulate.
Dal punto di vista operativo, è necessario raccogliere preventivamente l’acquisizione formale del consenso degli operatori volontari, anche tramite e-mail di accettazione, e in ogni caso si tratta di procedura che resta agli atti dell’ente.
Gli operatori volontari devono continuare ad essere resi partecipi e aggiornati tempestivamente sulle successive decisioni dell’ente.
Con riferimento agli operatori volontari che a fronte di una rimodulazione decidessero di rinunciare a proseguire il servizio, si dovrà ricorrere all’interruzione di servizio come da vigenti disposizioni.

9. Comunicazione ai Comuni
In fase di avvio del programma d’intervento e dei progetti ad esso connessi si ritiene utile che, anche in un’ottica di sistema, l’ente informi l’amministrazione comunale competente: ciò al fine di condividere attività che si realizzano sui medesimi contesti territoriali e nella specifica opportunità di individuare, se necessario e in caso di progetti rimodulati, ulteriori attività da realizzare a supporto delle istituzioni nel particolare contesto emergenziale in atto.
A tal fine l’ente può fare riferimento agli uffici comunali di protezione civile o dei servizi sociali, oppure al Centro operativo comunale laddove costituito.

10. Status degli operatori volontari
Giorni di malattia straordinaria
All’operatore volontario che dovesse risultare positivo al coronavirus, il conseguente periodo di assenza, debitamente comprovato da certificazione medica, compreso l’eventuale ricovero ospedaliero, viene riconosciuto come ulteriore malattia straordinaria che si aggiunge al periodo di assenza per motivi di salute già riconosciuto.
Ai fini delle periodiche comunicazioni mensili, tali giornate sono indicate dall’ente d’impiego come giorni di servizio e non come giorni di assenza per malattia, per evitare che il sistema informatico Helios li conteggi come parte dei 15 giorni di malattia previsti dalle disposizioni vigenti.


Giorni di permesso straordinario
Come previsto a livello contrattuale, all’operatore volontario spettano 2 giorni aggiuntivi di permesso straordinario per sottoporsi alla vaccinazione anti COVID-19, di cui uno per la prima somministrazione e un altro per l’eventuale richiamo.
Inoltre gli operatori volontari, soggetti a misura di isolamento fiduciario e/o quarantena possono per tale periodo usufruire, dietro presentazione di idonea certificazione medica, fino a 30 giorni di permesso straordinario come esplicitamente richiamato nel contratto.
Infine, per facilitare l’attività di assistenza ai soggetti più vulnerabili nella complessa situazione di emergenza epidemiologica in atto, all’operatore volontario sono concessi fino a 3 giorni al mese di permesso straordinario, ai sensi dell’articolo 33, comma 3, della legge 104/1992, in caso di assistenza a persona con handicap in situazione di gravità.


Programmi e progetti all’estero
Ai 2 giorni di permesso straordinario per la vaccinazione anti COVID-19 si aggiungono gli ulteriori giorni connessi al viaggio necessario per raggiungere l’Italia e per tornare poi nel Paese di destinazione.
Nel caso di rimodulazione del progetto che prevede un periodo di permanenza in Italia, all’operatore volontario non viene corrisposta la cosiddetta “indennità estero”. Tale indennità verrà nuovamente corrisposta quando l’operatore volontario avrà raggiunto il Paese di destinazione.


Tamponi e test sierologici
Con riferimento al servizio presso scuole, residenze per anziani o strutture analoghe per le quali è richiesta da un’Autorità pubblica/sanitaria l’effettuazione di tamponi o test sierologici prima del servizio, o nel caso di rilevazione di possibili contagi, è necessario che l’operatore volontario ed il suo Ente di servizio civile di riferimento si raccordino con la struttura di impiego per conoscere la specifica procedura da adottare nell'ambito del Servizio sanitario nazionale. Qualora fosse necessario sostenere delle spese per l’effettuazione di test o tamponi, in quanto il volontario non fosse ritenuto assimilabile al personale operante presso la sede, l'Ente provvederà ad anticiparle e poi a rendicontare al Dipartimento mediante giustificativi di spesa affinché le spese stesse possano essere rimborsate.
Situazioni eccezionali che riguardano gli operatori volontari e che non rientrano in nessuno dei casi sopra elencati, preventivamente verificate dagli enti, saranno opportunamente valutate ed affrontate dal Dipartimento con gli enti stessi.

11. Comunicazione al Dipartimento
Per tutti i programmi e relativi progetti da avviare con procedura rimodulata oppure con procedura ordinaria ma in modalità “mista” (inclusi quelli all’estero), gli enti, una volta inviate le graduatorie secondo le usuali procedure, devono utilizzare la funzionalità aggiornata del sistema informatico Helios, che sarà resa operativa il prossimo 26 aprile 2021, inserendo i dati richiesti e indicando la data scelta tra quelle proposte nel paragrafo 12 della presente Circolare. Il relativo Manuale d’uso aggiornato sarà disponibile sullo stesso sistema nel menù “Utilità - Manuali utenti” e nella sezione del sito del Servizio civile universale “Sistema Unico SC - Manuali”.
In particolare, gli enti possono esportare il file csv relativo alle sedi di propria competenza, aggiornarne i dati, indicando la data di “avvio servizio”, e caricare il file compilato nel sistema.
Gli enti possono scegliere un’attività tra quelle previste nell’Allegato 1 alla presente Circolare, indicando il corrispondente codice attività. Se la scelta è multipla va indicata solo l’attività prevalente.
Una volta completata la procedura informatica, rimane l’obbligo per ciascun ente di inviare una e-mail al Dipartimento, all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., avendo cura di indicare nell’oggetto della e-mail il proprio “codice ente” seguito da “rimodulazione programma”.
In caso di problemi tecnici di inserimento dati, si prega di fare un’opportuna segnalazione scrivendo una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Si evidenzia che le eventuali modifiche al progetto riferite alle attività di formazione e alle occasioni di incontro/confronto, secondo quanto previsto al par. 4, e alle attività di monitoraggio e valutazione, secondo quanto previsto al par. 5, non rappresentano rimodulazioni da comunicare al Dipartimento ai sensi del presente paragrafo.
Infine, le eventuali richieste di interruzioni di servizio da parte degli operatori volontari che non intendono proseguire nel progetto cui sono assegnati che viene rimodulato, o in altre attività messe a loro disposizione attraverso gemellaggio con altro ente, devono essere comunicate dall’ente al Dipartimento con le ordinarie modalità di trasmissione e preferibilmente in modalità cumulativa.

12. Prossimi avvii in servizio e subentri degli operatori volontari
Le date fissate per gli avvii in servizio degli operatori volontari sono le seguenti:
- 30 aprile 2021
- 25 maggio 2021
- 24 giugno 2021
- 15 luglio 2021
- 10 agosto 2021
- 16 settembre 2021

Le date fissate per i subentri degli operatori volontari sono le seguenti:
- 6 maggio 2021
- 26 maggio 2021
- 3 giugno 2021
- 17 giugno 2021
- 1 luglio 2021
- 14 luglio 2021
- 29 luglio 2021
- 12 agosto 2021
- 26 agosto 2021
- 9 settembre 2021
- 23 settembre 2021
- 7 ottobre 2021
- 21 ottobre 2021
- 4 novembre 2021
- 18 novembre 2021
- 2 dicembre 2021
- 14 dicembre 2021.
Le modalità di trasmissione della documentazione relativa sono quelle consuete.

13. Disposizioni finali
La presente Circolare è adottata sulla base del D.M. 6 aprile 2021 che ammette la deroga ad alcune disposizioni in materia di servizio civile di cui al D.M. 22 novembre 2017, al d.P.C.M. 14 gennaio 2019 e alla Circolare del Capo del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale del 9 dicembre 2019, al fine di consentire la rimodulazione delle attività progettuali e degli obiettivi, nonché l’attuazione di misure di sicurezza, e contribuire alla gestione dell’emergenza, riducendo altresì le probabilità di trasmissione del contagio da COVID-19. Lo stesso decreto ministeriale rinvia ad una o più Circolari del Capo del Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale la disciplina dei connessi aspetti organizzativi e operativi. Di conseguenza la presente Circolare incide sulla richiamata normativa secondaria e quindi su alcune clausole contenute nei contratti di servizio civile sottoscritti tra il Dipartimento e gli operatori volontari; incide inoltre su alcuni elementi dei programmi e progetti di servizio civile universale approvati e finanziati, di cui ai decreti del Capo del Dipartimento nn. 881 e 917, rispettivamente, dell’11 e del 18 dicembre 2020, e n. 18 del 13 gennaio 2021.
La presente Circolare produce effetti a far data dal 15 aprile 2021 fino al termine dello stato di emergenza epidemiologica COVID-19.

Roma, 15 aprile 2021
 

IL CAPO DEL DIPARTIMENTO
cons. Marco De Giorgi


ALLEGATO 1: schema possibili attività
 

Codice

Macro

attività

Alcuni esempi azioni specifiche

Al

Supporto al SSN (ASL e medici di base)

contatti con chi è già stato preso in carico (persone in isolamento domiciliare) o comunque categorie fragili

contatti/informazioni utili ai cittadini

supporto organizzativo al piano vaccinale

A2

Supporto ai comuni

contatti con i cittadini per raccolta di esigenze e bisogni, in particolare per verifica situazione categorie fragili

supporto a URP e centri operativi comunali ad esempio per diffondere informazioni utili e buone pratiche attraverso chiamate ai cittadini

A3

Sostegno agli anziani e ai soggetti fragili

contatti telefonici con anziani o comunque soggetti fragili per assicurare ascolto, conforto, compagnia, ecc.

A4

Assistenza sociale

attivazione/gestione di servizi

on line e realizzazione di video tutorial per attività dedicate a ragazzi, anziani e disabili

A5

Supporto al sistema scolastico

sostegno per l'utilizzo di piattaforme e/o realizzazione delle lezioni virtuali

attività per gli studenti di doposcuola o supporto allo studio, anche per aiutare le famiglie maggiormente in difficoltà o non attrezzate

A6

Sostegno agli stranieri

attivazione/gestione di servizi

on line e realizzazione di video tutorial per diffondere informazioni sull'emergenza

A7

Alfabetizzazione digitale

attività dedicate a fare formazione sul tema a diverse categorie di soggetti

A8

Attività di comunicazione istituzionale

ideazione e realizzazione o aggiornamento di strumenti di comunicazione e informazione per i comuni o gli enti: pagine di social media, radio, siti web, sportelli informativi

A9

Realizzazione di progetti educativi o culturali

attività da remoto per condividere e/o facilitare l’accesso a biblioteche, musei, luoghi di cultura e tradizione locale, gruppi lettura, Università della Terza età, ecc.

A12

Welfare

leggero

disbrigo piccole faccende per persone anziane o bisognose: spesa, acquisto farmaci, contatti con i medici di base, pagamento bollette, consegne a domicilio di diversi beni, libri, giornali, pasti preparati, servizio di

dogsitter, ecc..

A13

Supporto all'attività di solidarietà alimentare

rapporto con i nuclei beneficiari, distribuzione dei beni alimentari o dei buoni spesa

A14

Altro

Indicare l’attività individuata con le relative azioni specifiche


Le attività possono essere svolte in modalità “sul campo” o “mista” (cioè in parte “sul campo” in parte “da remoto”). In ogni caso devono essere rispettate le regole di precauzione (distanziamento sociale) e devono essere ridotti al minimo gli spostamenti degli operatori volontari.