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  • Appalto e Contratto d'opera
  • Committente
  • Coordinatore per la sicurezza
  • Datore di Lavoro
  • Infortunio sul Lavoro
 
Pa.Co. (assunto alle dipendenze dell'impresa "Er. S.r.l." da appena 3 giorni) stava lavorando sopra un solaio in legno ad un'altezza dal suolo di circa mt. 2,80, privo di qualsivoglia protezione contro la caduta verso il vuoto.
Ad un tratto, perdeva l'equilibrio e cadeva a terra rimanendo infilzato sul lato destro del torace in un tondino ferro del diametro di mm. 12 che spuntava da un'armatura (tondino che gli veniva successivamente estratto dal corpo nel corso di un delicato intervenuto chirurgico), così riportando le lesioni sopra descritte.

Responsabilità di
a) Ha.Va. (posizione stralciata R.G. 2420/09) come titolare dell'impresa artigiana "Er." appaltatrice dei lavori di ristrutturazione dello stabile di Avegno,
b) Pe.Eu. (posizione stralciata R.G. 2420/09) committente e
c) Re.Ma. di coordinatore per la progettazione e per l'esecuzione dei medesimi lavori.

Colpa consistita in negligenza, imprudenza, imperizia e in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (art. 4 lett. a) D.P.R. n. 547/55, 16 D.P.R. n. 164/56; artt. 4 comma 1 lett. A) 5 comma 1 lett. A), 6 comma 2 D.lvo 494/96;

Condanna di R.E.




REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

TRIBUNALE DI GENOVA

SEZIONE PENALE

ha pronunciato la seguente
 
SENTENZA

nel procedimento penale CONTRO:

Re.Ma., nato (omissis), elettivamente domiciliato presso lo studio dell'Avv. Ca.Ra. del Foro di La Spezia, difensore di fiducia.

Libero presente

Imputato

Del reato p. e p. dall'art. 590 commi 1, 2 e 3 c.p. perché, nelle rispettive qualità - Ha.Va. (posizione stralciata R.G. 2420/09) di titolare dell'impresa artigiana "Er." appaltatrice dei lavori di ristrutturazione dello stabile di Avegno, via (omissis), Pe.Eu. (posizione stralciata R.G. 2420/09) di committente e Re.Ma. di coordinatore per la progettazione e per l'esecuzione dei medesimi lavori cagionavano, per colpa, a Pa.Co., manovale edile dipendente dell'impresa "Er.", lesioni personali - consistite in ferita penetrante del torace e della base del collo, frattura D9 da colpo estraneo trapassante - dalle quali derivava una malattia di durata superiore a giorni 40 e un'incapacità ad attendere le ordinarie occupazioni per uguale periodo di tempo.
Colpa consistita in negligenza, imprudenza, imperizia e in violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (art. 4 lett. a) D.P.R. n. 547/55, 16 D.P.R. n. 164/56; artt. 4 comma 1 lett. A) 5 comma 1 lett. A), 6 comma 2 D.lvo 494/96); ed in particolare:

per l'Ha.

nell'avere omesso di dotare il solaio sul quale stavano lavorando i propri dipendenti ad oltre due metri di altezza dal suolo di idonee protezioni atte ad evitare la caduta dall'alto (art. 4 lett. a) D.P.R. n. 547/55, 16 D.P.R. n. 164/56);

per il Re.

nell'avere omesso di redigere il piano di sicurezza e di coordinamento e conseguentemente nell'avere omesso di verificare l'applicazione da parte delle imprese esecutrici delle disposizioni loro pertinenti contenute nel medesimo piano (che veniva redatto solamente in data (omissis)) e nell'avere comunque omesso di adottare le opportune azioni di controllo atte a verificare la presenza presso il cantiere sito in Avegno via (omissis) di Serro di idonee protezioni contro la caduta dall'alto degli addetti ai lavori art. 4 comma 1 lett. A) 5 comma 1 lett. A) D.lvo 494/96;
 
per il Pe.:

nel non avere verificato l'adempimento da parte del coordinatore per l'esecuzione degli obblighi di cui all' art. 4 comma 1 lett. A) 5 comma 1 lett. A) (6 comma 2 D.lvo 494/96).

In data (omissis) Pa.Co. (assunto alle dipendenze dell'impresa "Er. S.r.l." da appena 3 giorni) stava lavorando presso il cantiere edile sito in via (omissis) di Serro Località Testana sopra un solaio in legno ad un'altezza dal suolo di circa mt. 2,80, privo di qualsivoglia protezione contro la caduta verso il vuoto.
Ad un tratto, perdeva l'equilibrio e cadeva a terra rimanendo infilzato sul lato destro del torace in un tondino ferro del diametro di mm. 12 che spuntava da un'armatura (tondino che gli veniva successivamente estratto dal corpo nel corso di un delicato intervenuto chirurgico), così riportando le lesioni sopra descritte.

P.Q.M.

Il tribunale in composizione monocratica
Visto l'art. 444 c.p.p.
Su concorde richiesta della pena formulata dalle parti
Dispone
l'applicazione a Re.Ma., imputato del reato di cui all'art. 590, 1, 2,3 c.p., concesse le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate, della pena di mesi due di reclusione sostituita nella multa per Euro 3.000,00.

Così deciso in Genova il 13 luglio 2009.
Depositata in Cancelleria il 21 luglio 2009.