Tipologia: CRL
Data firma: 18 marzo 2004
Parti: Associazione spedizionieri, corrieri e trasportatori e Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti
Settori: Trasporti, Logistica, Spedizioni ecc., Liguria

Sommario:

 

Premessa
Relazioni Industriali
Applicazione legge n. 53/2000 e L. n. 125/1991
Riduzione orario di lavoro
Erogazione "Una Tantum"

 

Quantificazione del premio di produzione per gli anni 2004 e 2005
Limiti ambito applicativo
Durata dell'accordo
Clausola di salvaguardia


Contratto regionale per i lavoratori dipendenti da imprese di spedizione e autotrasporto merci della regione Liguria Contratto unico delle imprese della logistica, trasporto e spedizione merci

Il 18 marzo 2004, tra: l'Associazione spedizionieri, corrieri e trasportatori e la Filt-Cgil, la Fit-Cisl, la Uiltrasporti, si è stipulato il Contratto Regionale di Lavoro per i dipendenti da imprese di spedizione, autotrasporto merci e logistica della regione Liguria.

Premessa
Il presente accordo, richiamandosi allo spirito del Protocollo sulla politica dei redditi e dell'occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno del sistema produttivo, sottoscritto il 23 luglio 1993, realizza la contrattazione di secondo livello, in sede territoriale, così come previsto dall'art. 47 CCNL.
Senza soluzione di continuità, il presente accordo intende rinnovare, innovandolo, l'accordo integrativo regionale del 17 maggio 1990 con decorrenza 1° giugno 1990. Le parti, con la sottoscrizione del presente accordo, si pongono l'obiettivo di costituire e consolidare un più avanzato ed organico quadro di regole, anche attraverso una maggiore bilateralità nei rapporti fra le parti, dando particolare attenzione alle condizioni di lavoro, nonché agli assetti dell'organizzazione del lavoro e della professionalità.
Il presente accordo viene stipulato nella consapevolezza e con la volontà di garantire la migliore efficienza dei servizi di spedizione e trasporto merci nonché la piena tutela e valorizzazione del lavoro e della professionalità presenti nel settore.
Nella redazione del presente accordo le parti hanno tenuto conto delle profonde trasformazioni avvenute nel settore in questione, legate in particolare all'internazionalizzazione dei traffici nonché la situazione di crisi che ha colpito il settore e che investe, tuttora, numerose realtà imprenditoriali. Così facendo si è dunque ritenuto di valutare tutte le occasioni di sviluppo e di collaborare nella realizzazione di tutte quelle condizioni che possano rendere concrete le possibilità di rilancio dell'intero settore.
La sottoscrizione del presente accordo vincola i contraenti al rispetto delle regole concordate sia da parte delle aziende associate che delle strutture sindacali territoriali.
Tale premessa costituisce parte integrante e sostanziale dell'odierna ipotesi di accordo ad ogni fine ed effetto di legge.

Relazioni Industriali
Le parti condividono la necessità di una riqualificazione e di un maggior sviluppo di efficaci relazioni sindacali che, fermi restando i distinti ruoli di ciascuna delle parti, consentano l'evoluzione del processo di qualificazione aziendale, in coerenza con le finalità di incremento di qualità ed efficienza dei servizi prestati, in una logica di crescita delle aziende e di positivi effetti sull'occupazione.
Le parti, al fine di favorire un migliore sistema di relazioni industriali si incontreranno periodicamente, di regola 1 volta all'anno, a richiesta di una delle parti, per esaminare congiuntamente le seguenti tematiche:
- programmi inerenti le prospettive del settore;
- i dati globali occupazionali riferiti ai settori e le informazioni-previsioni circa le ripercussioni sull'occupazione dei lavoratori subordinati;
- stato di applicazione della legge n. 626/1994. A tal fine le parti si impegnano a promuovere azioni atte a garantire la sicurezza sul posto di lavoro e a favorire quanto previsto dalle leggi circa l'elezione degli RLS;
- verifica circa la reale applicazione della legge n. 125/1991 promuovendo progetti finalizzati a realizzare nel settore uno sviluppo dell'occupazione femminile, nonché l'applicazione degli istituti regolamentati dalla legge 8 marzo 2000, n. 53 concernente "Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città".

Applicazione legge n. 53/2000 e L. n. 125/1991
Con riferimento a quanto contemplato, previsto e disciplinato dalla normativa di cui alle leggi n. 53/2000 e n. 125/1991 ed in particolare all'art. 9 della legge n. 53/2000 relativo alle "Misure a sostegno della flessibilità di orario", le parti sottoscriventi il presente accordo si attiveranno per favorire, nel quadro di un accesso delle imprese al Fondo per l'occupazione costituito con la legge 19 luglio 1993, n. 236 la realizzazione aziendale di progetti di flessibilità degli orari e della organizzazione del lavoro destinati alle lavoratrici madri o ai lavoratori padri ed anche programmi di formazione per il reinserimento dei lavoratori dopo il periodo di congedo.
Fermo restando quanto esposto nel comma precedente, si vuole porre attenzione in particolare all'art. 9 della legge n. 53/2000. Tale articolo prevede la concessione di contributi finanziari in favore di imprese che applichino accordi contrattuali che prevedono azioni positive per la flessibilità, volte a consentire a lavoratori e lavoratrici una conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Limiti ambito applicativo
Il presente accordo non trova applicazione presso tutte quelle aziende che hanno sottoscritto a livello aziendale un accordo di secondo livello.

Clausola di salvaguardia
Le parti confermano che il presente accordo è stato stipulato nello spirito del "Protocollo sulla politica dei redditi e dell'occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno del sistema produttivo" sottoscritto il 23 luglio 1993. Pertanto, qualora tale accordo dovesse in qualche sua parte essere superato o modificato dal CCNL, le parti si impegnano a rincontrarsi per un adeguamento del suo contenuto alla disciplina o alle direttive stabilite in sede nazionale.