PROTOCOLLO DI INTESA PER L' AREA DI GELA
Tra
Ministero dello Sviluppo Economico
Regione Siciliana
Comune di Gela
e
Eni S.p.A.
Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A.
Raffineria di Gela S.p.A.
Versalis S.p.A.
Syndial S.p.A.
e
Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL, UGL Chimici
CGIL, CISL, UIL, UGL Territoriali
Confindustria Centro Sicilia
Premesso che
Nel settore della raffinazione si è assistito negli ultimi anni a un progressivo, e ormai strutturale, peggioramento dello scenario sia in Italia che in Europa, acuito dalla riduzione dei consumi petroliferi (in Italia -30% rispetto al 2006) come conseguenza della crisi economica e della crescente efficienza energetica.
Quanto sopra rappresentato comporta anche per Eni la necessità di ridurre la propria capacità di raffinazione in Italia e all'estero. La sola raffineria di Gela, di proprietà di Raffineria Di Gela S.p.A. (nel seguito "RAGE"), società interamente controllata da Eni, ha prodotto dall'anno 2009 perdite per oltre 2 miliardi di euro.
Si rende pertanto necessario rivedere il modello industriale del sito di Gela, avviando un piano di riconversione dell'intera area, che possa mantenerne la vocazione produttiva e industriale e favorire il reimpiego dei lavoratori interessati che dispongono di un patrimonio di professionalità e competenze che potrà agevolare il processo di riconversione e innovazione industriale. Tale processo avrà altresì l'effetto di incentivare l'utilizzo delle aree industriali infrastrutturate che verranno progressivamente liberate, da mettere al servizio di attività produttive per il territorio.
In tale contesto Eni ha predisposto un programma di sviluppo industriale delle proprie attività (nel seguito "Programma di Sviluppo Eni") che prevede complessivamente investimenti fino a 2,2 miliardi di euro.
- Le parti firmatarie del presente Protocollo di Intesa (nel seguito "Protocollo") convengono sull'obiettivo di promuovere e favorire la realizzazione di iniziative industriali volte a garantire un futuro economicamente sostenibile alle attività industriali sul territorio ovvero a promuoverne di nuove, garantendo livelli occupazionali coerenti con il processo di riconversione e creando i presupposti per una duratura ripresa delle attività economiche nell'area di Gela e anche valorizzando i contributi delle attività imprenditoriali oggi presenti nell'ambito dell'indotto.
Il territorio siciliano presenta un potenziale di sviluppo del settore della ricerca e produzione di idrocarburi, attività nella quale Eni è presente anche attraverso la propria controllata Eni Mediterranea Idrocarburi
S.p.A. (nel seguito "EniMed").
Il razionale utilizzo delle risorse del sottosuolo - in coerenza con quanto stabilito nel Protocollo di Intesa sottoscritto in data 4 giugno 2014, e approvato con DGR n. 145 del 17 giugno 2014, tra Regione Siciliana, Assomineraria, EniMed, Edison Idrocarburi Sicilia S.r.l. e Irminio S.r.l. (nel seguito "Protocollo Assomineraria") - potrebbe contribuire al miglioramento delle finanze pubbliche sia centrali che locali, attraverso un aumento significativo delle entrate fiscali e degli introiti derivanti dalle royalties sulla produzione aggiuntiva di idrocarburi.
Gli investimenti previsti per la parte upstream sono necessari per mantenere gli attuali livelli occupazionali di EniMed e per permettere lo sviluppo di nuove aree con l'effetto, tra gli altri, di consentire l'aumento degli organici dedicati tramite la riqualificazione di personale RAGE.
La realizzazione del Programma di Sviluppo Eni nella sua complessità consentirà di raggiungere gli obiettivi contemplati nel presente Protocollo, con l'ulteriore benefico effetto di ridurre l'impatto ambientale delle attività, nel rispetto dei più elevati standard internazionali di qualità e di destinare progressivamente agli usi consentiti le aree di Gela non più utilizzate per attività industriali o collegate.
Nel contesto della ridefinizione della presenza di Eni sul territorio regionale, la Regione Siciliana e Eni intendono altresì definire: (i) gli interventi e gli iter autorizzativi necessari per concludere i processi di riqualificazione ambientale in atto nel sito di Gela, ivi compreso quello relativo all'area di proprietà di ISAF S.p.A.; (ii) l'assetto di gestione delle acque del territorio gelese attraverso la soluzione delle questioni pendenti in merito alle forniture di utilities e di servizi finora prestati da Eni stessa e da RAGE alla Regione Siciliana per la gestione degli impianti di dissalazione delle acque di proprietà di quest'ultima, nonché in merito alla restituzione alla Regione Siciliana delle strutture tuttora nella disponibilità di RAGE; (iii) la rinuncia alla concessione di derivazione dei "deflussi del Bacino imbrifero del fiume Dirillo" assentita all'allora ANIC S.p.A. (oggi RAGE) con decreto del Ministero per le Finanze di concerto con il Ministero per i lavori pubblici del 22 novembre 1961 n. 6147 per un periodo di "anni 70 successivi e continui decorrenti dal 30 marzo 1961" per gli usi industriali del complesso aziendale di sua proprietà a Gela.
Nell'ambito della realizzazione delle attività oggetto del presente Protocollo, Eni e le sue controllate intendono contribuire alla creazione di condizioni di contesto favorevoli per il mantenimento e lo sviluppo del sistema occupazionale siciliano attraverso l'utilizzo, per quanto possibile, di imprese e di manodopera locali nel rispetto, inter a!ia, del "Protocollo di Legalità" sottoscritto il 23 maggio 2011 (nel seguito "Protocollo di Legalità")e del Protocollo di Intesa del 10 luglio 2007 valutando altresì la possibilità' di richiedere alle imprese l'ottenimento dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dell'attribuzione. del "rating di legalità" introdotto dall'articolo 5-ter del Decreto Legge 24 gennaio 2012, n. 1.
Le Amministrazioni firmatarie del presente Protocollo intendono, per quanto di rispettiva competenza, far sì che vengano rigorosamente rispettati i tempi di espletamento dei procedimenti amministrativi necessari alla realizzazione del Programma di Sviluppo Eni previsti dalle norme vigenti, sì da assicurare la certezza dei tempi di esecuzione degli investimenti prospettati da Eni, anche in considerazione dell'importanza economica dei medesimi.
- In data 3 novembre 2014 è stato sottoscritto a Gela un "Verbale di Incontro" tra Eni, RAGE, EniMed, Syndial S.p.A. e le Rappresentanze Sindacali Unitarie congiuntamente alle Segreterie Territoriali da CGIL FILCTEM, CISL FEMCA e UIL UILTEC che ha dato seguito, a livello territoriale, a quanto previsto dal "Verbale di Incontro" sottoscritto il giorno 21 ottobre 2014 presso il Ministero dello Sviluppo Economico dal Ministero stesso, dalla Regione Siciliana, dal Comune di Gela, da Eni S.p.A. da Confindustria Sicilia e da CGIL FILCTEM, CISL FEMCA, UIL UILTEC e UGL Chimici,
le parti firmatarie convengono quanto segue:
Articolo 1
(Recepimento delle premesse e degli allegati)
Le premesse e gli allegati formano parte integrante e sostanziale del presente Protocollo che supera ogni altra intesa tra le varie parti firmatarie relativa agli argomenti in esso trattati, fatti salvi protocolli, accordi o verbali espressamente citati nel presente Protocollo.
Articolo 2
(Obiettivi del Protocollo)
Le parti firmatarie identificano e riconoscono i seguenti come principali obiettivi del Protocollo:
- sviluppare nuove attività basate su tecnologie innovative nell'ambito Green valorizzando i punti di forza di carattere industriale presenti nel territorio di Gela e puntando sulla vocazione manifatturiera dell'area e sulla professionalità delle risorse presenti nel sito;
- avviare nuove attività di esplorazione e produzione di idrocarburi sul territorio della Regione Siciliana e nell'offshore ad esso adiacente, nonché sviluppare e valorizzare le potenzialità dei campi già in esercizio, offshore e onshore;
- garantire l'occupazione in coerenza con il processo di riconversione dell'area industriale di Gela e favorire anche lo sviluppo di ulteriori imprese locali operanti nel settore dell'energia, della Green Chemistry o in settori diversificati in coerenza con gli obiettivi del presente Protocollo;
- intraprendere ogni utile iniziativa di collaborazione e semplificazione dei procedimenti amministrativi volta ad assicurare che nello svolgimento degli iter autorizzativi relativi alle attività del Programma di Sviluppo Eni vengano rispettati i tempi procedurali minimi dettati dalle norme legislative e regolamentari in materia.
Articolo 3
(Programma di Sviluppo Eni)
La crisi degli ultimi anni ha modificato radicalmente alcuni business in cui Eni opera, in particolare nel settore della raffinazione e della petrolchimica, determinando l'esigenza di individuare delle alternative che superino tali criticità. Relativamente al sito di Gela, nonostante le numerose azioni di riorganizzazione e ottimizzazione effettuate nell'ultimo quinquennio, l'ulteriore peggioramento delle condizioni del contesto economico impongono una revisione della strategia industriale riguardante il sito. L'obiettivo di Eni è quello di dare vita ad un nuovo sistema produttivo in grado di affrontare le sfide di un mercato competitivo ed in continua evoluzione.
Il Programma di Sviluppo Eni determinerà per il territorio una nuova fase di industrializzazione attraverso la realizzazione di investimenti in diversi settori di attività che consentirà, nella sua interezza, di consolidare la vocazione manifatturiera dell'area, utilizzando il know how delle risorse presenti sul sito.
Il Programma di Sviluppo Eni si svolgerà principalmente lungo le seguenti direttrici:
- lo sviluppo della produzione industriale di prodotti sostenibili partendo da cariche rinnovabili (Piattaforma Green);
- la realizzazione di centri di competenza in materia di safety;
- una politica organica di sviluppo delle attività upstream fortemente focalizzata sulla valorizzazione della risorsa gas.
Il Programma di Sviluppo Eni viene di seguito descritto nelle sue componenti principali che valgono a titolo indicativo, ma che verranno meglio definite con lo sviluppo dei programmi di dettaglio relativi a ciascun intervento tenuto conto delle autorizzazioni di legge. Il programma si articolerà nelle seguenti aree di intervento:
3.1 Green Refinery.
La domanda di biocarburanti in Italia è prevista in aumento, trainata da obblighi normativi che prevedono una quota sempre maggiore di componenti bio nei carburanti tradizionali. Eni, attraverso la valorizzazione degli impianti esistenti e di tecnologie proprietarie, consentirà di convertire materie prime non convenzionali (olio di palma) in prodotti finiti ad alto valore aggiunto. Al riguardo, il progetto di conversione della raffineria di Gela in Green Refinery avrà una capacità di lavorazione di olio vegetale di circa 750 kt/anno con entrata in esercizio nel primo semestre del 2017. La conversione utilizzerà la tecnologia proprietaria ecofining, sviluppata e brevettata da Eni, consentirà la produzione di green diesel, biocarburante migliore rispetto a quello tradizionale in termini di sostenibilità ambientale sarà in grado di processare anche materie prime di seconda generazione e sarà autonoma nella produzione di utilities.
Per poter realizzare quanto sopra si procederà alla modifica degli impianti di desolforazione gasoli e flussanti, ad interventi di logistica per la ricezione del palm oil e la spedizione del biocarburante, alla modifica ed adeguamento di serbatoi, all'adeguamento degli impianti Frazionamento aria e Texaco; le utilities vapore ed energia saranno garantite da una caldaia alimentata a fue/ gas o a metano. All'attività della Green Refinery sarà associato un moderno polo logistico (Hub) per la spedizione dei greggi di produzione locale e dei prodotti green. L'Hub logistico contemplerà una serie di facilities esistenti per lo stoccaggio dei grezzi provenienti, via tubo o autobotte, dai locali pozzi di estrazione Enimed e per la loro esitazione via mare verso unità di lavorazioni est<::rne (attracchi pontile, serbatoi, pipe way, pensiline di ricezione) considerando in via prioritaria le raffinerie siciliane in funzione della loro capacità produttiva. Contemplerà anche strutture già presenti (serbatoi/sfere/pipeline) necessarie al nuovo assetto green che prevede l'importazione via mare di olio di palma ed esitazione dei prodotti ottenuti, attraverso le infrastrutture del porto industriale già esistente.
Il progetto, per la prima fase, prevede le seguenti tempistiche:
1) completamento della fattibilità Ecofining da parte del licenziatario (entro il 2014);
2) completamento del "basic design study" e relativo "Feed" (Ecofining ed ancillari) (entro maggio 2015);
3) completamento dell"'ingegneria di dettaglio" (entro settembre 2015);
4) completamento della fase di realizzazione e avviamento (entro primo semestre 2017).
La fase autorizzativa inizierà a valle dell'attività di cui al punto 1 ed avrà una durata presumibile di 6 - 8 mesi.
La seconda fase del progetto prevede la realizzazione di:
- un nuovo impianto Steam Reforming per la produzione di idrogeno;
- un impianto di purificazione dell'olio di palma grezzo.
L'importo complessivo degli investimenti è pari a 220 milioni di euro. Il crono-programma degli interventi è riportato nell'Allegato 1).
L'attività di Green Refinery e Hub logistico impiegheranno a regime n. 400 risorse che rimarranno a ruolo di RAGE. Inoltre rimarranno a ruolo di RAGE n. 110 risorse che oggi prestano, e presteranno, la loro attività lavorativa presso altri siti del settore downstream. Nella fase transitoria oltre a presidiare le attività in esercizio (logistica, utilities e servizi) parte delle risorse potranno essere coinvolte nelle attività del progetto o in altre attività operative di Eni.
Al fine di favorire l'attuazione del predetto programma ed il conseguimento degli obiettivi che si prefigge, viene confermata la fermata definitiva delle linee tradizionali con le relative bonifiche, cecature e scarico catalizzatori con la finalità di mettere in conservazione gli impianti. Inoltre, si procederà a parziale riutilizzo degli asset esistenti finalizzati all'attuazione di quanto previsto dal progetto Green Refinery.
3.2 Upstream.
Il Programma prevede l'avvio di nuove attività di esplorazione e produzione di idrocarburi sul territorio della Regione Siciliana e nell'offshore ad esso adiacente, la valorizzazione delle potenzialità dei campi già in esercizio, offshore e onshore, la finalizzazione delle attività di bonifica con un impatto positivo in termini ambientali e una serie di manutenzioni ordinarie e straordinarie sia sulle facilities che sui pozzi in produzione.
Per dette attività - che sono e continueranno ad essere svolte da Eni, direttamente o attraverso EniMed o altri soggetti giuridici di nuova costituzione, aventi la sede legale nel territorio della Regione Siciliana, con l'utilizzo delle best practices operative e delle eccellenze tecnologiche ed ambientali di settore - Eni prevede investimenti per circa 1.800 milioni di euro con un incremento della produzione media annua di circa 700 MSmc di gas e 1,2 Mbbl di olio nei prossimi 10 anni, con valori di picco di 26.000-30.000 boepd.
Inoltre, è previsto un impatto positivo in termini ambientali con la finalizzazione delle attività di bonifica e una serie di manutenzioni ordinarie e straordinarie sia sulle facilities che sui pozzi in produzione.
Nell'Allegato 2) viene riportato il crono-programma degli interventi che, in sintesi, consistono nello sviluppo dei seguenti progetti per i quali si prevede l'impiego di 3 impianti di perforazione a terra ed uno a mare per i prossimi tre anni e che genereranno nuove opportunità per il territorio nel rispetto delle normative ambientali.
A) Attività Offshore
I giacimenti di gas metano oggetto delle iniziative sono Argo e Cassiopea e sono localizzati nel Canale di Sicilia a circa 30 km dalla costa e sono distanti fra loro circa 7 km. Sono previste le seguenti attività:
• la perforazione in una prima fase di 2 nuovi pozzi di produzione e la riapertura di 2 pozzi esistenti;
• la realizzazione e la installazione di una nuova piattaforma di trattamento e compressione che verrà collocata a fianco della piattaforma esistente Prezioso;
• l'installazione di linee di trasporto verso terra del gas.
B) Attività esplorativa
Sarà avviata una nuova fase esplorativa al fine di effettuare nuove scoperte di giacimenti che assicurerebbero continuità produttiva dei siti esistenti per almeno i prossimi 10-15 anni.
L'attività pianificata consiste nella realizzazione di 4 campagne di acquisizione dei dati necessari per una definizione della struttura del giacimento da investigare e nella potenziale perforazione di 4 pozzi a mare e 3 pozzi a terra.
C) Ottimizzazione produzione campi maturi
Verrà attuato un piano per la valorizzazione del potenziale residuo dei campi attraverso la ripresa di pozzi esistenti in zone con mineralizzazioni residue dei giacimenti e la manutenzione straordinaria dei pozzi ed impianti già in esercizio.
Il Programma delle nuove attività nella Regione Siciliana e nell'offshore ad esso adiacente e la valorizzazione delle potenzialità dei campi già in esercizio e le esigenze del business upstream a livello globale, comporteranno un passaggio di n. 382 risorse dirette che passeranno a ruolo EniMed a Gela. Di tali risorse, n. 100 saranno utilizzate per progetti EniMed in Sicilia, n. 20 nel Centro di Competenza di Gela e n. 262 per attività worldwide.
L'art. 3 del Protocollo Assomineraria prevede, tra gli impegni specifici della Regione Siciliana, l'impegno a "Intraprendere ogni utile iniziativa di collaborazione e semplificazione amministrativa volta ad assicurare che nello svolgimento degli iter autorizzativi relativi alle attività, così come verranno definite dal Comitato Paritetico, vengano rispettati i tempi procedurali dettati dalle norme vigenti" e a "ripristinare e mantenere, nel rispetto delle prerogative legislative e della volontà del Parlamento Siciliano, con particolare riferimento alle royalty, un contesto normativo stabile, in linea con le vigenti norme statali, tale da assicurare un ragionevole riferimento che permetta alle imprese del settore di programmare e portare a termine i Piani Industriali".
Fatto salvo quanto ulteriormente previsto dal successivo articolo 5 del presente Protocollo, detto impegno di cui all'art. 3 del Protocollo Assomineraria viene qui integralmente confermato dalla Regione Siciliana, che si impegna pertanto a dare piena e immediata attuazione agli impegni assunti nello stesso, visti anche i vantaggi economici conseguenti all'incremento delle produzioni. Tale impegno viene assunto, per quanto di rispettiva competenza, anche dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalle altre parti firmatarie del presente Protocollo, in relazione all'autorizzazione delle attività upstream comprese nel Programma di Sviluppo Eni, per alcune delle quali sono già stati avviati relativi iter autorizzativi.
3.3 Progetto guayule.
Nuove iniziative nel settore della chimica da fonti rinnovabili costituiscono una grande opportunità per l'area di Gela, garantendo livelli di innovazione che si possono tradurre in un volano per la crescita del sistema produttivo locale sia in campo industriale che agricolo.
Eni, attraverso la sua controllata Versalis S.p.A. (di seguito "Versalis"), ha avviato negli ultimi anni lo sviluppo di piattaforme green per la produzione di prodotti chimici bio.
La Regione Siciliana offre ottime opportunità per i suoi aspetti climatici allo sviluppo di filiere agricole integrabili con impianti di trasformazione (bioraffinerie) per la produzione di bio-prodotti.
In tale contesto Eni si impegna a realizzare, attraverso Versalis, uno studio di fattibilità per la realizzazione di un progetto per la produzione di lattici naturali partendo da prodotti naturali ( guayule) con il relativo sviluppo della filiera agricola. In particolare lo studio verterà su questi punti:
• realizzazione di una filiera agricola coinvolgendo la Regione Siciliana, anche attraverso l'ESA, che potrebbe portare alla coltivazione di circa 5000 ettari a guayule;
• valutazione dell'impianto di produzione di lattici naturali della capacità di 5Kton/anno da realizzarsi all'interno del sito della Raffineria di Gela anche per cogliere le sinergie derivanti dalle molteplici infrastrutture presenti nell'area;
• definizione dei fabbisogni in termini di facilities e utilities.
Le potenziali ricadute occupazionali, a regime, sono stimate in circa nuove 100 unità dirette, con riflessi positivi anche sullo sviluppo della filiera agricola.
3.4 Centro di Competenza.
Da sempre Eni pone la massima attenzione alle tematiche della sicurezza sul lavoro, raggiungendo livelli di performance che la pongono tra i migliori del settore. Al fine di proseguire sempre e comunque nel processo di miglioramento in questo campo, Eni realizzerà a Gela un centro di competenza denominato "Safety Competence Center" (nel seguito "SCC") per la gestione di un pool interno di figure professionali che, opportunamente formate, diventeranno dei veri e propri esperti della sicurezza, che potranno essere utilizzati per il coordinamento e la supervisione della sicurezza in attività e siti industriali Eni nel mondo. Il SCC assicurerà la crescita e il mantenimento del know how specialistico del pool, fornirà indirizzo e coordinamento e assicurerà il raggiungimento e il mantenimento di un livello qualitativo uniforme per tutte le attività e allineato ai massimi standard. Le risorse verranno selezionate dagli organici di RAGE, che dispone di un numero significativo di risorse tecniche che hanno maturato una importante esperienza operativa su impianti complessi e che pertanto sono i migliori candidati per entrare a far parte di questo pool di esperti. Tali risorse, dopo un adeguato periodo di formazione specifica, verranno chiamate a ricoprire le diverse posizioni previste (sorvegliante, responsabile lavori, direttore responsabile, coordinatore in fase di progettazione, coordinatore in fase esecutiva e supervisore), in funzione delle competenze e esperienze maturate.
L'attività del SCC rappresenta un operazione di insourcing strategico di attività oggi svolte da terzi e impiegherà a regime n. 180 risorse che saranno individuate tra il personale oggi a ruolo di RAGE e sarà passato in diversi steps a ruolo Eni. Il progetto che verrà reso operativo da subito prevede una prima fase formativa, curata da Eni Corporate University, a cui seguirà la fase operativa nei diversi siti in cui sono presenti le diverse attività di Eni.
3.5 Risanamento Ambientale.
Le parti confermano la volontà di considerare prioritari i temi della salute, della sicurezza e della tutela dell'ambiente e di cogliere tutte le opportunità offerte dall'evoluzione tecnologica e culturale in materia. Nell'ambito del Programma, Eni e le sue controllate presenti nel sito di Gela, provvederanno alle attività di risanamento ambientale di impianti e aree che dovessero progressivamente rivelarsi non funzionali alle attività previste nei paragrafi 3.1 e 3.2 che precedono.
Inoltre, come da autorizzazione del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è prevista la bonifica del sito di proprietà di ISAF S.p.A., società in liquidazione partecipata al 52% da Syndial S.p.A. (controllata di Eni, nel seguito "Syndial") e al 48% dall'Ente Minerario Siciliano. Con riferimento al ripristino ambientale di detto sito, entro tre mesi dalla sottoscrizione del presente Protocollo, Syndial, la Regione Siciliana, il Comune di Gela e gli ulteriori soggetti coinvolti sottoscriveranno un protocollo ad hoc, i cui elementi essenziali sono indicati nell'Allegato 3), che regoli in dettaglio i profili autorizzativi degli interventi di demolizione degli impianti e di bonifica che Syndial dovrà eseguire, nonché i relativi e rispettivi impegni delle parti.
Verrà presentato un ulteriore piano particolareggiato sugli interventi di bonifica per il sito.
L'attività di risanamento ambientale impiegherà a regime n. 30 risorse, che saranno utilizzate da Syndial sia nelle attività di cui ai paragrafi 3.1 e
3.2 che nelle attività ambientali previste in altri siti Eni. Per tali attività di risanamento ambientale, che avranno anche un significativo impatto sull'indotto locale, Eni prevede investimenti complessivi pari a 200 milioni di euro.
3.6 Progetto GNL/CNG
Inoltre Eni predisporrà uno studio di fattibilità con l'obbietivo direalizzazione a Gela una base logistica per la distribuzione di "GNL/CNG" da utilizzare come carburante e/o combustibile. Il gas naturale è una valida alternativa ai carburanti tradizionali per un sistema di mobilità e trasporto sostenibile. Per questo motivo, l'Unione Europea promuove lo sviluppo delle necessarie infrastrutture per abilitarne l'impiego nel medio periodo. L'Italia ha una consolidata leadership nell'uso del gas naturale compresso, ma l'utilizzo del GNL come carburante alternativo, nonostante l'elevato potenziale, è ancora agli esordi.
La strategia di Eni nei trasporti mira a favorire lo sviluppo dei carburanti alternativi acquisendo posizioni di leadership. Eni è un operatore di riferimento in Italia nella mobilità sostenibile e sta investendo sia nella produzione di carburanti (i.e. biocarburanti), sia con iniziative finalizzate all'innovazione nelle modalità d'uso dei veicoli. Per quanto riguarda il GNL, nell'ambito del programma europeo LNG Blue Corridors, Eni sta valutando investimenti funzionali alla creazione di una supply chain nazionale.
In tale contesto eni si impegna a realizzare uno studio di fattibilità per la realizzazione di un polo logistico di GNL/CNG a Gela. In particolare lo studio verterà su questi punti:
• valutazione delle potenzialità del mercato GNL in termini di sviluppo futuro (trasporto pesante terrestre e trasporto marina)
• valutazione delle opportunità di distribuzione di GNC caricato a Gela per rifornire altre aree del Mediterraneo non metanizzate
• tipo di assets necessari da installare all'interno del sito della Raffineria di Gela anche per cogliere le potenziali sinergie con gli assets di logistica e delle infrastrutture portuali esistenti.
3.7 Ulteriori iniziative
Anche a seguito del completamento delle attività di cui al precedente articolo 3.5, Eni e le sue controllate potranno progressivamente mettere
le proprie aree e facilities a disposizione di soggetti terzi che intendano concretamente realizzare nel sito progetti compatibili con gli obiettivi del presente Protocollo, a condizioni da definire contrattualmente di volta in volta con i soggetti interessati. In particolare, la realizzazione di nuove infrastrutture, idonee alla filiera produttiva che si intende realizzare, potrebbero contribuire alla ripresa economica del territorio favorendo il ricorso alle imprese e al personale dell'indotto, oltre alla gestione delle apparecchiature degli impianti utilizzando il personale dell'indotto attraverso l'impiego dei fondi FEG per la loro riqualificazione
A mero titolo esemplificativo e non esaustivo, possono intendersi come progetti di terzi compatibili con gli obiettivi del presente Protocollo e con la tipologia di aree e di facilities di proprietà di Eni o delle sue controllate a Gela:
A) progetti che prevedano la realizzazione di impianti con tecnologie avanzate nell'ambito green o dei biocarburanti, con tecnologie consolidate a livello internazionale;
B) progetti per lo sviluppo della logistica di terra e per i trattamenti ambientali in loco.
La Regione Siciliana, Eni e RAGE si impegnano infine a stipulare, entro sei mesi dalla sottoscrizione del presente Protocollo, un accordo ad hoc volto a ridefinire l'assetto di gestione delle acque del territorio gelese.
Articolo 4
(Impegni per la salvaguardia e lo sviluppo dell'occupazione)
4.1. Il Programma di Sviluppo Eni conferma la centralità del sito di Gela all'interno del sistema industriale di Eni dando l'opportunità di promuovere una crescita sostenibile attraverso lo sviluppo delle attività green, upstream e una nuova piattaforma innovativa da fonti rinnovabili. Strettamente coerente e funzionale con il programma è lo sviluppo di un concreto piano di gestione e riconversione delle risorse attualmente impiegate nella Raffineria di Gela, dalla fase di firma del presente accordo fino all'avvio progressivo delle nuove attività.
A tal riguardo, Eni s'impegna a:
- garantire livelli occupazionali coerenti con il Programma di Sviluppo Eni nell'area di Gela, procedendo all'utilizzo del personale attualmente impiegato nella Raffineria di Gela sia nelle iniziative del progetto (Green Rafinery, Hub logistico, upstream, progetto guayule, progetto GNL, centro di competenza, risanamento ambientale) legate al territorio di Gela e sia in funzione delle specifiche necessità di business anche in aree geografiche diverse da quelle di provenienza;
- avviare percorsi formativi di riqualificazione professionale del personale finalizzati ad accrescere e sviluppare le conoscenze dei processi produttivi in considerazione del programma di riconversione industriale e delle altre attività previste nel Programma di Sviluppo Eni; la realizzazione del programma avverrà attraverso il coinvolgimento di Eni Corporate University.
- Avviare ulteriori collaborazioni con le università siciliane per attivare Master e stage su tematiche inerenti la green economy da realizzare nel territorio gelese
4.2. Il contesto di riferimento in cui, nel corso degli anni, ha operato la Raffineria di Gela, si è caratterizzato anche per l'apporto fondamentale delle aziende dell'indotto operanti nel sito industriale; al riguardo, le società Eni, EniMed, RAGE e Syndial, nell'ambito delle attività di approvvigionamento di beni, lavori e servizi funzionali alla realizzazione degli investimenti previsti nel presente Protocollo, s'impegnano:
A) fermo restando quanto previsto in premessa, a continuare a garantire la scrupolosa applicazione del Protocollo di Legalità;
B) ad adottare, per quanto consentito dal Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163, ove applicabile, e dalle procedure aziendali di Eni, modalità di approvvigionamento finalizzate a massimizzare la partecipazione alle gare delle aziende locali che abbiano superato il processo di qualifica Eni e a valorizzare il contributo dell'indotto locale;
C) a qualificare tutte le aziende locali che ne facciano richiesta e che operano nei settori interessati dal Programma di Sviluppo Eni, previa verifica del possesso dei requisiti richiesti dalle procedure di qualifica Eni e dalla normativa di riferimento.
D) a rendere pubblicamente accessibili, su richiesta delle parti firmatarie, l'elenco dei lavori, dei servizi e delle forniture oggetto di ·procedimenti di selezione competitiva/comparativa, la descrizione delle prestazioni e i requisiti richiesti ai concorrenti;
E) a mantenere ed aggiornare periodicamente l'elenco dei fornitori qualificati, con possibilità di accesso al processo d'iscrizione tramite apposita piattaforma dedicata sul proprio sito istituzionale (portale autocandidature);
F) ad appaltare - ove possibile, economicamente conveniente e compatibile con la normativa applicabile e con le strategie e le scelte delle varie attività del Programma di Sviluppo Eni - in lotti funzionali atti a facilitare l'accesso delle imprese qualificate operanti sul territorio;
G) a prescrivere nei documenti di gara per l'assegnazione di appalti di lavori e/o servizi e nei relativi contratti che l'appaltatore abbia una sede, anche secondaria, entro i confini regionali, in modo da migliorare i tempi di risposta e confronto con il committente, qualora ciò sia conforme alla normativa applicabile e quando l'inserimento di tale requisito sia giustificabile sotto il profilo tecnico-logistico;
H) a prevedere che il pagamento del corrispettivo dei contratti di appalto sia subordinato alla previa dimostrazione da parte dell'appaltatore dell'avvenuto versamento di quanto previsto a titolo di trattamenti retributivi, contributi previdenziali, contributi assicurativi obbligatori, nonché all'esecuzione e al versamento delle ritenute fiscali relativamente al proprio personale e, in caso di subappalto, al personale dei subappaltatori, mediante la produzione d'idonea documentazione, fatte salve comunque le verifiche obbligatorie circa l'esecuzione degli adempimenti, previsti dalla normativa vigente.
Tutto quanto sopra, in linea con le normative applicabili e in osservanza delle procedure aziendali di Eni che si ispirano a principi di correttezza, trasparenza e non discriminazione e alla ricerca delle migliori condizioni di mercato e delle best practices del settore.
4.3. Le parti firmatarie del Protocollo si impegnano inoltre ad avviare, congiuntamente iniziative per sostenere le professionalità dell'indotto. In particolare:
A) i soggetti firmatari del Protocollo d'Intesa siglato in Prefettura di Caltanissetta il 27 luglio 2012 si impegnano a proseguire quanto ivi già previsto. e pertanto si intende che lo stesso dovrà essere integralmente attuato
B) Eni si impegna a inserire nei documenti di gara e nei contratti di approvvigionamento dell'obbligo per l'impresa affidataria uscente di comunicare alle Organizzazioni Sindacali di categoria e all'azienda subentrante, almeno 20 giorni prima della scadenza del contratto o della cessazione anticipata per qualunque causa dello stesso, l'elenco completo dei lavoratori in forza disponibili a seguito della cessazione dell'appalto, recante l'indicazione di anzianità, livelli e mansioni.
4.4 Allo scopo di favorire l'attuazione degli obiettivi del presente Protocollo, le parti pubbliche firmatarie del Protocollo stesso si impegnano, a porre in essere tutti gli strumenti di loro facoltà per consentire alle aziende dell'indotto l'attivazione di ammortizzatori sociali, qualora necessari, al fine di gestire eventuali problematiche occupazionali transitorie durante le varie fasi delle attività oggetto del presente Protocollo (Allegato 4). Entro la fine del corrente anno sarà attivato un apposito tavolo di confronto che vedrà presenti con le organizzazioni sindacali le istituzioni nazionali e regionali competenti in materia di lavoro alfine di individuare le più adeguate soluzione che garantiscano il sostegno al reddito di tutti i lavoratori nel periodo di transizione tra la cessazione degli attuali impianti e l'avvio dei nuovi.
Il Ministero dello Sviluppo Economico si impegna a verificare la possibilità che venga richiesta alle competenti istituzioni dell'UE l'esenzione dall'applicazione degli obblighi imposti dalla normativa europea in materia di appalti pubblici (direttiva 2004/17/UE e direttiva 2014/25/UE) per le attività connesse alla produzione di gas naturale, con l'obiettivo sia di ridurne i tempi di avvio che di favorire, nel rispetto delle leggi e regolamenti applicabili e delle procedure aziendali e dei requisiti di qualifica di Eni, la massimizzazione della partecipazione delle aziende locali alle gare per l'assegnazione dei relativi contratti.
4.5 Alfine di favorire la riconversione economica e produttiva del territorio, la regione siciliana si attiverà presso il MISE per il riconoscimento di"area di crisi complessa" per l'intera area gelese.
Articolo 5
(Impegni volti ad assicurare l'attuazione degli obiettivi del Protocollo)
Al fine di assicurare l'attuazione efficace e puntuale degli obiettivi del Protocollo le parti firmatarie, ciascuna per quanto di propria competenza, si attiveranno affinché:
- sia assicurato che gli iter istruttori relativi al rilascio delle autorizzazioni per la realizzazione del Programma di Sviluppo Eni e degli ulteriori interventi previsti nel Protocollo, vengano conclusi nei tempi minimi normativamente previsti e comunque entro un periodo massimo di tre mesi dalla presentazione delle relative istanze, garantendo la massima celerità anche degli iter istruttori delle fasi successive;
- sia consentito alle istituzioni, alle ditte interessate e alle organizzazioni sindacali di venire costantemente informati di eventuali ritardi negli iter istruttori sopra detti e delle relative motivazioni in modo da poter promuovere tutte le azioni necessarie per rimuovere i ritardi . Allo scopo Eni comunicherà tempestivamente le possibili conseguenze dei ritardi autorizzativi sia sul Programma di Sviluppo Eni sia sul connesso programma di riconversione del personale previsto nel presente Protocollo;
- a tal scopo il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Siciliana, per quanto di rispettiva competenza, s'impegnano, anche attraverso il tempestivo utilizzo dello strumento della Conferenza dei Servizi, a coordinare procedimenti amministrativi volti all'ottenimento dei vari provvedimenti di competenza anche delle altre amministrazioni centrali e locali competenti necessari per la realizzazione di quanto previsto nel Programma di Sviluppo Eni e degli ulteriori interventi previsti nel Protocollo, ivi espressamente inclusi procedimenti amministrativi volti all'ottenimento . dei provvedimenti di competenza del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare;
- sia attivamente esaminata la possibilità di accesso a tutti gli strumenti di programmazione e di incentivazione utilizzabili anche attraverso la individuazione di risorse nelle dotazioni finanziarie sia europee che nazionali e regionali. Tutto ciò nel presupposto che gli investimenti sono ritenuti coerenti e compatibili, sia a livello nazionale che locale, con i programmi di sviluppo regionali;
- allo scopo di garantire adeguati livelli di approfondimento, verrà avviato un percorso di costante confronto(anche su richiesta di una delle due parti) attraverso l'attivazione di una commissione tecnica, costituita da rappresentanti aziendali, dai segretari territoriali e da una delegazione delle RSU delle società coinvolte, finalizzato al monitoraggio e all'allineamento del previsto assetto organizzativo/gestionale del Programma di Sviluppo Eni.
Articolo 6
(Altri impegni connessi all'attuazione del Programma di Sviluppo Eni)
6.1. In aggiunta agli impegni già assunti nel presente Protocollo, Eni, a fronte della realizzazione delle attività comprese nel Programma di Sviluppo Eni, intende fornire attraverso le proprie controllate operanti sul territorio regionale il proprio contributo alla Regione Siciliana e al Comune di Gela per la realizzazione di interventi per lo sviluppo sostenibile nel settore delle energie rinnovabili e di riqualificazione urbana e culturale della città di Gela, nell'ambito di quanto previsto dall'art. 8, comma 1, della L. R. 3 luglio 2000 n. 14 e della normativa applicabile in materia di misure di compensazione e riequilibrio ambientale.
6.2. Eni si impegna pertanto a fornire, direttamente o attraverso proprie società controllate, il proprio contributo economico per un valore complessivo massimo pari a 32 milioni euro per interventi di cui al precedente paragrafo 6.1 (nel seguito "Interventi"), da realizzarsi dalla Regione Siciliana o del Comune di Gela, quali:
• la riqualificazione della portualità del territorio;
• l'allestimento di uno spazio espositivo all'interno del Museo Regionale "Eschilo" di Gela, destinato a ospitare il reperto archeologico di nave del IV secolo A.C. o altre attività culturali destinate alla valorizzazione del patrimonio artistico della città;
• la riqualificazione urbana di alcune piazze e strade della città;
• la realizzazione di un impianto fotovoltaico fino a 10 MW di potenza installata;
• la realizzazione di strutture idonee a favorire l'aggregazione giovanile;
• l'ulteriore sostegno al "progetto Salute" già in essere nel territorio di Gela;
ovvero altri Interventi concordemente individuati dalle parti.
Le modalità di erogazione del contributo economico verranno definite in appositi accordi attuativi tra Eni, la Regione Siciliana e il Comune di Gela da stipularsi, contestualmente tra loro, entro 60 giorni dalla sottoscrizione del presente Protocollo. Tali accordi attuativi, nel rispetto dei principi e regole interne di Eni, dovranno prevedere, tra l'altro:
• la preliminare adozione da parte della Regione Siciliana e/o del Comune di Gela di tutte le delibere necessarie per la realizzazione dell'Intervento e per l'acquisizione e l'utilizzo delle somme;
• la garanzia da parte del soggetto pubblico realizzatore (Regione Siciliana o Comune di Gela) di aver selezionato l'Intervento e la relativa ubicazione a seguito di una valutazione basata sull'ottimizzazione dei benefici dell'opera rispetto alle comunità locali coinvolte;
• l'impegno del soggetto pubblico realizzatore a selezionare le eventuali ditte appaltatrici per la realizzazione dell'Intervento nel rispetto delle leggi e regolamenti applicabili e a garantire il rispetto delle leggi antimafia e anti-corruzione nella fase esecutiva;
• l'impegno di Eni a corrispondere su un capitolo di spesa vincolato alla realizzazione del singolo Intervento preventivamente indicato dal soggetto pubblico realizzatore, l'importo finanziato in tranche, legate allo stato di avanzamento delle attività di realizzazione dell'Intervento stesso conformemente alla progettazione esecutiva, come certificato dal medesimo soggetto pubblico realizzatore, nonché allo stato di avanzamento delle attività comprese nel Programma di Sviluppo Eni.
Articolo 7
(Tavolo di Coordinamento)
Il Ministero dello Sviluppo Economico, d'intesa con le Amministrazioni centrali e locali interessate, istituisce un Tavolo di Coordinamento, da convocare con cadenza trimestrale, la prima volta entro il mese di gennaio del 2015.
Il Tavolo, cui parteciperà un rappresentante per ognuno dei soggetti firmatari del presente Protocollo, ha lo scopo di:
- garantire il coordinamento complessivo degli interventi previsti nel Protocollo;
- assicurare un costante monitoraggio della realizzazione degli impegni assunti, inclusa la valutazione del rispetto dei tempi di rilascio dei provvedimenti autorizzativi e di realizzazione degli interventi;
- esperire, ove vengano accertati ritardi, le azioni utili alla rapida esecuzione degli impegni assunti.
Il Tavolo di Coordinamento si riunisce in via ordinaria a Roma presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, su richiesta avanzata da ciascuno dei soggetti sottoscrittori del presente Protocollo.
Articolo 8
(Condotta etica)
8.1. Le parti firmatarie dichiarano e garantiscono che, con riferimento alla negoziazione, stipula ed esecuzione del presente Protocollo, non hanno violato né violeranno la normativa antimafia e le Leggi Anti-Corruzione applicabili (per tali intendendosi, (i) la Legge 190/2012; (ii) le disposizioni anti-corruzione contenute nel Codice Penale Italiano e nelle altre leggi nazionali applicabili, ivi incluso il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, (iii) il Foreign Corrupt Practices Act, (iv) lo UK Bribery Act 2010, e (v)i trattati internazionali anti-corruzione quali la Convenzione dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico sulla lotta alla corruzione dei pubblici ufficiali stranieri nelle operazioni economiche internazionali e la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione).
8.2. Gli ulteriori accordi attuativi del presente Protocollo conterranno clausole di condotta etica delle parti, con specifiche assunzioni di obbligazioni di rispetto delle Leggi Anti-Corruzione e adeguati rimedi in caso di violazione delle stesse da parte di alcuna delle parti firmatarie di detti accordi.
Letto, approvato e sottoscritto
Roma lì 6 novembre 2014
ALLEGATI:
Allegato 1) - Progetto Green Refinery + Hub;
Allegato 2)- Crono-programma progetti upstream;
Allegato 3) - Bozza protocollo per area ISAF;
Allegato 4) - Piano impegno indotto.
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