Tipologia: Verbale di incontro
Data firma: 12 maggio 2020
Parti: Eni e Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil
Settori: Chimici, Eni
Fonte: filctemcgil.it


Verbale di incontro

In data 12 maggio 2020 si sono incontrati, in videoconferenza, Eni spa, anche in rappresentanza delle sue società controllate e le Segreterie Generali e Nazionali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, assistite dai componenti dell’organismo paritetico HSE Nazionale, per il decimo incontro del “Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo” costituito in data 19 marzo 2020 e previsto dal “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid- 19 negli ambienti di lavoro” del 14 marzo 2020.
L’incontro è stato prevalentemente incentrato sulle misure previste per la cd. “Fase 2”, relativa ad un parziale e progressivo ripristino delle normali condizioni di svolgimento della prestazione lavorativa, alla luce del nuovo Protocollo del 24 aprile e del DPCM del 26 aprile 2020.
L’azienda ha riferito, rispetto alle disposizioni programmate di incremento degli accessi del personale nelle sedi direzionali che hanno avuto un andamento complessivamente regolare e senza particolari criticità. Nello specifico, sono state finora interessate le sedi romane di piazzale Mattei e di via Ribotta, dove hanno avuto accesso, rispettivamente, circa 60 e 70 dipendenti. Tali valori si attestano sotto al 10% della forza lavoro complessiva normalmente operante presso le due sedi. Le misure previste a tutela della salute dei dipendenti (misurazione temperatura all’ingresso, bande adesive posizionate sul pavimento e in prossimità degli ascensori, utilizzo scaglionato degli ascensori stessi, divieto di riunioni in presenza, fornitura di mascherine chirurgiche, gestione della mensa funzionale al mantenimento del distanziamento sociale, etc.) si sono rivelate finora rispettate dagli interessati e adeguate.
Per quanto riguarda la sede di San Donato Milanese, l’intenzione dell’azienda è quella di procedere, a partire da lunedì 18/05, con un analogo piano di incremento degli accessi, coerente con le misure a tutela della popolazione lavorativa. In particolare il piano riguarderà inizialmente il 5° Palazzo Uffici e secondariamente, anche in linea temporale, il 1° Palazzo Uffici; la popolazione interessata inizialmente sarà sempre inferiore al 10% del totale della forza lavoro, analogamente alle sedi di Roma. Per quanto riguarda le altre sedi uffici, solamente Genova sarà impattata da un parziale rientro, legato alla necessità di una presenza diretta per alcuni dipendenti operanti nell’ambito delle attività logistiche.
L’Azienda ha assicurato che, relativamente ad un eventuale ulteriore incremento degli accessi nelle sedi uffici, verrà comunque sempre rispettato il limite massimo del 30% della forza lavoro, al fine di garantire sempre la tutela del distanziamento sociale.
Infine, saranno implementate anche opportune misure di prevenzione, soprattutto nella fase di gestione del rapporto con i terzi, per una parte della popolazione commerciale che potrà riprendere la normale conduzione delle attività lavorative. 
Dopo un’approfondita discussione, le Parti hanno convenuto che, rispetto alla possibilità di utilizzo di test sierologici con scopo diagnostico circa l’avvenuto contagio da COVID-19, le evidenze relative all’esaustività e predittività del test stesso non risultano ad oggi sufficienti per sostenerne l’implementazione in ambito aziendale. Infatti, un risultato negativo indica che la persona non è entrata in contatto con il Coronavirus, ma potrebbe anche essere stata infettata molto recentemente e non aver ancora sviluppato la risposta immunitaria, oppure è stata infettata ma il titolo di anticorpi che ha sviluppato è, al momento dell’effettuazione dell’analisi, al di sotto del livello di rilevazione del test. Di converso, un risultato positivo non fornisce al momento indicazioni rispetto all’avvenuta conclusione dell’infezione, ma solo, come detto, allo sviluppo di una risposta anticorpale da parte del soggetto. Per le ragioni elencate, al fine di individuare adeguate azioni di risposta alla positività al contagio, sarebbe indispensabile integrare l’analisi sierologica con i test molecolari (tamponi), che però ad oggi non sono effettuabili ai soggetti asintomatici. Per i motivi citati, al momento si è deciso quindi di non includere il test sierologico nel novero degli strumenti a disposizione della Società per la verifica dello stato di salute dei lavoratori, sebbene sussista, a fronte di nuove e comprovate evidenze medico-scientifiche e relative linee guida delle autorità competenti, la disponibilità aziendale a rivedere tale risoluzione.
Infine, laddove si verifichino casi ripetuti e conclamati di positività al Covid-19 l’azienda d'intesa con i Comitati, in funzione dell'evoluzione normativa delle Autorità Sanitarie e delle specificità regionali relativamente alla possibilità di poter effettuare test sierologici presso strutture sanitarie autorizzate, si riserva di valutare la possibilità di usufruire di tali servizi sulla base anche dei tempi effettivi di accesso ai test e soprattutto ai successivi eventuali tamponi di controllo.
Si allega al presente verbale la circolare del Ministero della Salute rivolta alle Autorità sanitarie, datata 9 maggio 2020, in cui le considerazioni sopra citate sono ulteriormente riprese ed ampliate.
Infine, le Parti hanno convenuto, nei prossimi incontri del Comitato, di fornire un aggiornamento dettagliato con un focus specifico sulle attività Upstream rispetto alla gestione in ambito internazionale dell’emergenza Covid e delle procedure messe in atto nei diversi paesi di presenza.
Il presente verbale è stato condiviso e sottoscritto dalle parti in remoto.