Tipologia: Protocollo Relazioni Industriali
Data firma: 17 luglio 2012
Parti: Enel e Filctem, Flaei, Uilcem
Settori: Chimici-Elettrici, Enel
Fonte: filctemcgil.it


Protocollo Relazioni Industriali Enel Modello Relazioni Industriali Italia

Roma, 17 luglio 2012, tra Enel spa […], e la Filctem […], la Flaei […], la Uilcem […]

Premesso che
- Lo scenario economico internazionale, in particolare quello europeo, è stato ed è caratterizzato da una persistente incertezza economica e finanziaria e da un perdurante fase di stagnazione della domanda energetica con prospettive di lenta ripresa nel medio periodo. In questo contesto si evidenziano apprezzabili differenze dei principali fattori di sviluppo socio-economico tra i Paesi con mercati maturi ed i Paesi delle cosiddette economie emergenti.
- Nei Paesi europei con alti tassi di industrializzazione e bassi livelli di crescita quali Italia e Spagna, la domanda di energia continua ad essere relativamente bassa anche in prospettiva. Ciò determina, in concomitanza con le problematiche legate alla sicurezza delle forniture di energia primaria, la generale presenza di sovracapacità produttiva e con la fluttuazione dei costi dei combustibili, un consistente aumento della pressione competitiva.
- I livelli di sviluppo dei Paesi con economie emergenti in cui il Gruppo è presente risultano apprezzabili anche nel medio-lungo periodo e mostrano un trend in crescita dei livelli quali-quantitativi di produzione, distribuzione e servizi di energia finalizzati a consentire lo sviluppo socio economico.
Nell’ambito di questo quadro di riferimento il Gruppo Enel, che rappresenta una delle realtà più importanti del settore energetico a livello internazionale con circa 76.000 dipendenti presenti in 23 Paesi, di cui circa 36.000 in Italia ha da tempo intrapreso un percorso di trasformazione in “One Company". In questa prospettiva esso continua a lavorare per valorizzare i tratti distintivi delle culture in cui è presente; standardizzare e omogeneizzare sistemi e processi a livello globale; valorizzare le situazioni di mercato dei Paesi ad economia emergente in cui è presente; mantenere la leadership nei mercati tradizionali; promuovere una cultura partecipativa del lavoro improntata al rispetto dei diritti umani, della sicurezza ed alla valorizzazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti.
- In particolare in Italia risulta importante in tempi brevi attuare un programma di efficientamento e revisione dei processi; migliorare l’operatività delle funzioni aziendali; ridurre i costi di funzionamento; fornire un supporto sempre più rapido ed efficiente alle attività operative; dotare il business della sempre più necessaria flessibilità gestionale, nel rispetto degli accordi vigenti.
- A questo fine e con l’obiettivo di migliorare i principali fattori di produttività e competitività, il livello ed il clima di Relazioni Industriali presenti nei vari paesi rappresentano una solida base per il raggiungimento degli obiettivi aziendali.
Considerato che
- In Italia, Enel e le Organizzazioni Sindacali Nazionali del Settore Elettrico intendono ribadire l'importanza del dialogo e di un clima costruttivo di relazioni sindacali partecipative finalizzate a fronteggiare la crisi del mercato e il relativo inasprimento della competitività;
- la situazione di mercato necessita dell’individuazione di modalità efficaci di “regia” del modello relazionale, attraverso regole chiare, condivise e di immediata praticabilità che, in un clima di reciproca affidabilità, possano sviluppare un dialogo costruttivo e facilitare il raggiungimento di intese finalizzate alla realizzazione della strategia aziendale, riconoscendo e valorizzando il fattore lavoro;
- è essenziale definire un sistema di relazioni sindacali e contrattuali regolato e, quindi, in grado di dare certezze non solo riguardo ai soggetti, ai livelli, ai tempi ed ai contenuti della contrattazione collettiva, che rappresenta un “valore” nei termini indicati dall’Accordo Interconfederale 28 giugno 2011 ma anche sull’affidabilità, l'esigibilità ed il rispetto delle regole stabilite dalle Parti;
- è interesse comune delle Parti la valorizzazione del ruolo delle sedi di bilateralità, complementare alla negoziazione, e della razionalizzazione del rapporto fra livello nazionale e periferico di interlocuzione, in un equilibrio compatibile con le esigenze di flessibilità, snellezza e tempestività richieste dal mutato contesto in cui opera l’Azienda e, in particolare, dalla congiuntura economica nazionale e dalla sua proiezione internazionale, nonché con l'esigenza della condivisione nel governo dei processi, con particolare attenzione ai riflessi sui dipendenti;
- le Parti intendono valorizzare i punti di forza del sistema relazionale Enel-Organizzazioni Sindacali con la definizione di un nuovo Modello di Relazioni Industriali per l’Italia che tenga anche conto delle innovazioni previste dall’Accordo Interconfederale del 28 giugno 2011. Accordo che vede nella contrattazione collettiva un “volano" importante per raggiungere risultati funzionali alle imprese, ai lavoratori ed allo sviluppo qualificato dell'occupazione, favorendo- produttività, flessibilità e competitività tali da rafforzare il sistema produttivo complessivo;
tutto quanto sopra premesso
Le Parti - Enel ed Organizzazioni sindacali Filctem, Flaei ed Uilcem sottoscrittrici del presente accordo in quanto maggiormente rappresentative nel settore elettrico - definiscono con il presente accordo l'aggiornamento del Protocollo di Relazioni Industriali del 1° dicembre 2003, in termini di maggiore efficacia ed essenzialità di impianto.
La sintesi concettuale del nuovo Modello relazionale esprime il rinnovato impulso che le Parti intendono dare ai temi del dialogo e del confronto preventivo quali strumenti di concertazione per una comune azione intesa a gestire la complessità del mercato dell'energia e le relative situazioni di opportunità/criticità presenti nei principali processi di funzionamento aziendali.
In un contesto così caratterizzato si pongono le condizioni, nel rispetto dei reciproci ruoli e responsabilità, per una linea di condotta aziendale che vada oltre i tradizionali temi della definizione negoziata della “regolamentazione” del rapporto di lavoro e un ruolo prospettico del sindacato anche in termini di verifica sui temi della gestione del rapporto di lavoro in chiave ampia e moderna; ciò con particolare riferimento al monitoraggio delle professionalità presenti in Azienda e all’implementazione del nuovo sistema di Classificazione, in una logica di verifica complessiva del rapporto mansioni/inquadramenti (cfr. III° norma finale di attuazione).
In relazione a quanto espresso in premessa, il nuovo sistema di Relazioni Industriali per l’Italia si articola negli aspetti di seguito indicati:
- condizioni e finalità del sistema;
- forme dell'interlocuzione sindacale;
- livelli dell’interlocuzione sindacale;
- struttura e modalità operative di funzionamento;
- bilateralità.

Condizioni e finalità del sistema
1) Tenuto conto della complessità del mercato energetico in Italia e della dimensione internazionale del Gruppo, che persegue obiettivi di business sostenibile assicurando un servizio di pubblica utilità nei vari Paesi in cui è presente, nonché dell’alto grado di rappresentatività delle Organizzazioni Sindacali di categoria e del ruolo che esse rivestono, le Parti confermano il reciproco interesse ad un sistema di Relazioni Industriali/Sindacali articolato sulle forme di interlocuzione di cui ai successivi punti 4 e 5 e finalizzato a favorire un processo continuo di dialogo e di informazione, sia al centro che sul territorio, attraverso una maggiore e consapevole partecipazione dei dipendenti alla vita dell’impresa.
2) I rapporti con le Organizzazioni Sindacali, pur nel reciproco riconoscimento dei ruoli e nel rispetto delle prerogative delle Parti, saranno finalizzati al conseguimento dei seguenti obiettivi:
- definire normative finalizzate alla realizzazione del migliore equilibrio tra obiettivi aziendali ed aspettative dei dipendenti, in termini di esigibilità degli accordi, chiarezza, semplicità applicativa e funzionalità;
- prevenire e gestire in modo razionale il conflitto individuale e collettivo, nel rispetto dei rispettivi ruoli e delle esigenze della clientela e della qualità del servizio;
- ricercare un adeguato livello di consenso nell’implementazione delle strategie aziendali e delle azioni di sviluppo e valorizzazione dei dipendenti, per una più proficua realizzazione delle stesse e secondo tempi e modalità compatibili con la necessaria rapidità dei processi decisionali e con l'efficacia del confronto preventivo.
3) Le Parti intendono perseguire gli obiettivi sopra detti attraverso comportamenti coerenti con il modello innovativo di contrattazione, confronto, consultazione, informazione e partecipazione, nel seguito dettagliatamente descritto, quale efficace strumento - in un'ottica di regole, valori ed obiettivi comuni - per il perseguimento di scelte e priorità sulle diverse tematiche il più possibile condivise.

Forme dell’interlocuzione sindacale
4) In relazione a quanto detto in precedenza, il nuovo sistema di Relazioni Industriali per l'Italia sarà incentrato e si articolerà sulle forme di interlocuzione di seguito descritte e sull’attivazione della bilateralità:
4.1. Contrattazione: consiste nella discussione dialettica tra Azienda ed Organizzazioni Sindacali, finalizzata al raggiungimento di accordi vincolanti che formalizzano il raggiunto equilibrio nella composizione di interessi dell’Azienda e della collettività dei dipendenti. Tali accordi esprimono la volontà di entrambe le Parti, ne coinvolgono la piena responsabilità e hanno forza vincolante per le stesse.
4.2. Confronto: consiste in uno scambio di informazioni e valutazioni tra le Parti in merito alle strategie aziendali, con particolare riferimento ai processi di ristrutturazione e che comportino rilevanti modifiche sull’organizzazione del lavoro ed abbiano rilevante impatto sulle condizioni di lavoro, sull’occupazione e sui rilevanti processi di insourcing-outsourcing. Il confronto è finalizzato alla ricerca di ogni possibile convergenza, nel rispetto delle esigenze di efficienza, competitività e qualità dei servizi gestiti, fatto salvo l’autonomo potere decisionale dell’Azienda. Esso sarà sviluppato sulla base di una documentazione informativa completa e snella, idonea comunque a consentire alle Organizzazioni Sindacali di poter esprimere la loro autonoma capacità propositiva e di valutazione. Alla documentazione conclusiva del confronto potranno essere allegate le eventuali osservazioni formulate dalle Organizzazioni Sindacali, prevedendo eventuali momenti di verifica.
4.3. Consultazione: consiste nell’acquisizione di pareri o indicazioni dalle Organizzazioni Sindacali su materie di carattere prevalentemente locale o che, comunque, non coinvolgono aspetti di carattere strategico o generale. La consultazione è finalizzata a ricercare possibili convergenze fra le Parti, fermo restando il potere decisionale dell'Azienda. La consultazione sarà sviluppata sulla base di una documentazione informativa adeguata e sintetica. Alla documentazione conclusiva della consultazione potranno essere allegate le eventuali osservazioni formulate dalle Organizzazioni Sindacali, prevedendo eventuali momenti di verifica.
4.4. Informazione: consiste nella comunicazione e trasmissione di dati in merito a progetti aziendali, da parte dell’Azienda alle Organizzazioni Sindacali firmatarie del presente accordo, in modo da consentire a queste ultime di prendere conoscenza della questione trattata e di esaminarla.
5) Bilateralità: consiste in un metodo relazionale strutturato attraverso cui le Parti gestiscono istituti e tematiche di comune interesse, definite in fase di contrattazione o indicate dalle Parti, operando congiuntamente nell’ambito di specifici organismi “paritetici”.

Livelli dell’interlocuzione sindacale
6) Avuto riguardo all’esigenza di distribuire facoltà di intervento e competenze in maniera equilibrata ed efficace, in relazione all’articolazione organizzativa e territoriale delle Società/Divisioni di Enel, sono previsti due livelli di interlocuzione, nella salvaguardia del principio di non ripetitività della trattazione delle stesse materie a più livelli:
6.1. Livello nazionale
- Segreterie Nazionali delle Organizzazioni Sindacali di categoria: la contrattazione aziendale e la definizione dei temi “strategici” delle Relazioni Industriali, quali individuati nei punti 8 e seguenti, da sviluppare nel rispetto delle specifiche forme di interlocuzione sindacale di cui ai precedenti punti 4 e 5.
- RSU: contrattazione aziendale con le modalità previste dal comma 1° dell’art. 6 CCNL, dalle Norme Finali di Attuazione in calce al presente accordo e secondo le previsioni di legge.
- In considerazione della complessità del Gruppo e, conseguentemente, dell’elevato numero di RSU e relativi componenti, viene costituito un apposito Coordinamento Nazionale delle RSU (articolato per gruppo/società/divisioni) per affrontare le materie di propria competenza e per affiancare le Segreterie Nazionali nei confronti con l’Azienda. Circa la costituzione di tale organismo, attualmente non presente in Azienda, si rinvia alle "Norme Finali di Attuazione" in calce al presente accordo.
6.2. Livello territoriale
- Segreterie regionali/territoriali delle Organizzazioni sindacali che assicureranno coerente continuità tra centro e periferia, efficace funzionamento della bilateralità e l’interlocuzione nelle forme previste dal punto 4 per quanto previsto dal CCNL.
- RSU cui è affidata l'interlocuzione rispetto alla singola unità produttiva nel rispetto degli ambiti definiti nello specifico accordo di regolamentazione di tale organismo.
Le Organizzazioni Sindacali e le RSU agiranno secondo le competenze ed i poteri di intervento rispettivamente previsti dalla Legge, dal Contratto collettivo nazionale di lavoro e dalla Contrattazione aziendale Enel, ivi compreso il presente accordo.
7) Per quanto riguarda l'Azienda, l'interlocuzione sindacale sarà gestita dalla Funzione Personale e Organizzazione che ne ha la responsabilità, sia al centro che in periferia, garantendo tempestività efficacia ed omogeneità dell’interlocuzione stessa.
Per problematiche di carattere non contrattuale/normativo, che attengono alle strategie aziendali (in particolare le ristrutturazioni), può essere previsto l’intervento di Responsabili di linea in relazione alle deleghe conferite per le specifiche problematiche da affrontare e tenuto conto dell’ambito organizzativo interessato.

Struttura e modalità operative di funzionamento
“Cabina di regia” delle relazioni industriali
8) Al fine di costruire un modello innovativo, caratterizzato da una visione di sintesi sugli aspetti salienti o "strategici” delle Relazioni Industriali - fondato sul dialogo sociale inteso quale ulteriore strumento di competitività - con il presente accordo viene costituita una "Cabina di regia" che si riunisce di norma ogni tre mesi ed è caratterizzata da modalità snelle di funzionamento. Essa è formata dai tre Segretari Generali delle Organizzazioni sindacali firmatarie del presente accordo, o da loro delegati con responsabilità sul settore elettrico, e dal Responsabile delle Relazioni Industriali e/o suoi delegati, nonché - a seconda delle materie e degli ambiti interessati - dai Responsabili del Personale e delle Relazioni Sindacali delle Divisioni/Società; essa potrà essere di volta in volta integrata da Responsabili/Esperti di area.
Nel caso di ristrutturazioni di notevole rilievo che investano in maniera determinante l’organizzazione del lavoro con impatti particolarmente significativi sulle condizioni di lavoro e sull’occupazione, potranno essere attuate, anche in modo preventivo, forme mirate di partecipazione sindacale, in modo che sia consentito un più incisivo ruolo per la tutela e la valorizzazione delle risorse umane.
In questi incontri, dovranno essere salvaguardate la riservatezza dei progetti, delle informazioni e dei dati comunicati ai sensi delle norme contrattuali, civili e penali e in particolare di quelle CONSOB.
9) Le Divisioni/Società interessate effettueranno con le Organizzazioni Sindacali Nazionali il confronto sulle strategie aziendali, con particolare riferimento ai processi di ristrutturazione, nei termini di cui al punto 4.2. (“confronto") del presente accordo.
A valle della fase di confronto nazionale, i progetti di efficientamento e/o le ristrutturazioni e/o le modifiche di portata generale dell'organizzazione del lavoro saranno consegnati al livello regionale con il coinvolgimento delle OO.SS. Territoriali/RSU per lo svolgimento della consultazione finalizzata all’implementazione dei progetti medesimi e per l’esame dei riflessi sul personale.
La discussione sarà sviluppata sulla base di una documentazione adeguata e sintetica ed avrà una durata complessivamente non superiore di norma a due mesi, compresa la fase sul territorio.
Per le modifiche organizzative di carattere prevalentemente locale o che non coinvolgono aspetti di carattere strategico o generale, la consultazione sarà effettuata direttamente con le OO.SS. territoriali/RSU.
10) Le Parti - agendo in qualità di Fonti Istitutive degli Istituti Sociali - definiscono altresì indirizzi ed orientamenti per l’ottimale gestione degli Istituti Sociali, operando quale cabina di regia in materia del Welfare aziendale, nel rispetto degli Statuti e degli organismi delle Associazioni.
11) Le Parti definiscono altresì opportuni indirizzi per dare impulso alla bilateralità, secondo quanto previsto al precedente punto 5, costituendo nel contempo sede di monitoraggio delle attività degli Organismi preposti alla sua implementazione (“Comitati") e, più in generale, all’andamento delle Relazioni Industriali in Azienda.
Segnatamente per quanto concerne la "bilateralità”, il monitoraggio riguarderà l’efficacia dei Comitati, intesa sia con riferimento alle attività di studio/promozione di iniziative/elaborazione di proposte e di indirizzi per gli argomenti di competenza, sia in relazione all’effettivo ottenimento di finanziamenti per progetti che presuppongono una concertazione negoziata. Il monitoraggio riguarderà in questo caso la concreta realizzazione dei progetti in rapporto ai finanziamenti ottenuti, anche allo scopo di valutare lo sviluppo delle capacità realizzative/gestionali dei Comitati preposti e le conseguenti possibili prospettive di evoluzione della loro configurazione.

Bilateralità
12) È intendimento delle Parti sostenere la bilateralità, così come definita al precedente punto 5 quale metodo relazionale in grado di valorizzare la partecipazione. A tal fine le Parti intendono promuovere la costituzione paritetica di un sistema articolato e significativo di sedi bilaterali - come di seguito individuate - con competenze di carattere trasversale individuate dalle Parti per tutte le realtà del Gruppo operanti in Italia:
- Comitato Bilaterale Scenari Economici e Mercato dell'Energia
- Comitato Bilaterale sulla Formazione e l’Impiegabilità
- Comitato Bilaterale sulle Politiche di Sicurezza e tutela dell’Ambiente di lavoro
- Comitato Bilaterale Corporate Social Responsibility (CSR)
- Comitato Bilaterale per il Welfare aziendale
- Comitato Bilaterale Nazionale per le Pari Opportunità
- Comitato Bilaterale Nazionale per la Classificazione e la Conciliazione
- Comitati Bilaterali regionali/territoriali, quali possibili articolazioni dei Comitati nazionali indicati - in particolare per la sicurezza e per la classificazione/conciliazione - o quali strutture autonome per affrontare specifiche problematiche locali.
Il presente accordo stabilisce le Linee Guida per la costituzione, le responsabilità, le finalità, la composizione e le modalità di funzionamento dei Comitati sopra detti.


13) Comitato Bilaterale Scenari Economici e Mercato dell'Energia
Competenze
Il Comitato Scenari Economici e Mercato dell’Energia, per il quale si confermano le competenze previste per l’Osservatorio sulle Politiche Industriali, Ambientali e Occupazionali dall'accordo del 27 aprile 2009 tra Enel e Cgil Cisl Uil/Filctem Flaei Uilcem, effettua analisi e approfondimenti sui seguenti temi:
- scenari economici e mercato dell'energia;
- stato degli investimenti e sviluppo delle attività;
- dimensione europea ed internazionale del settore energetico;
- sicurezza delle fonti di approvvigionamento;
- posizione rispetto alla concorrenza anche con specifici indicatori di produttività, qualità ed efficienza;
- risultati economici;
- evoluzione del Gruppo e del perimetro delle attività;
- analisi degli investimenti e delle iniziative aziendali rivolte all’uso razionale dell’energia, al risparmio energetico ed alla sua promozione, allo sviluppo delle fonti rinnovabili;
- analisi dell'effetto delle politiche e delle azioni ambientali nell'Azienda, sulle economie, sulla competitività e sull'occupazione.
Articolazione territoriale
A seguito delle riunioni del Comitato Scenari Economici e Mercato dell’Energia, potranno essere effettuati a livello regionale/territoriale, su richiesta delle Parti, incontri tra le competenti Federazioni - unitamente ad un rappresentante delle rispettive Confederazioni - che avranno lo scopo di conseguire ogni possibile consenso e sinergia sui temi di interesse comune. In particolare, tali incontri saranno finalizzati:
- alla formulazione di proposte condivise dalle Parti sociali da sottoporre alle Istituzioni per agevolare la realizzazione dei progetti di sviluppo aziendali;
- alla definizione di accordi di “programmazione negoziata" - di cui ai Regolamenti UE - per l’ottenimento dei finanziamenti istituzionali su progetti dell’Enel e/o delle Organizzazioni Sindacali condivisi fra le Parti. 
Composizione
Il Comitato è composto da sei membri di nomina aziendale e da sei membri in rappresentanza delle Organizzazioni Sindacali firmatarie del presente accordo.
Attività
Il Comitato si riunirà, in via ordinaria, almeno due volte all’anno; la prima, dopo l’approvazione del bilancio consuntivo, e la seconda, per un aggiornamento, entro il 30 novembre, fatta salva la possibilità delle Parti di richiedere la convocazione del Comitato qualora si renda necessaria, con adeguata motivazione.

14) Comitato Bilaterale sulla Formazione e l’impiegabilità
Competenze
Il Comitato sulla Formazione e l’Impiegabilità, per il quale si confermano le attribuzioni previste nell’accordo nazionale del 23 dicembre 2009, ha il ruolo di proposta, supporto e valutazione delle attività formative finanziate nel Gruppo in Italia, oltre che di raccordo con il livello interconfederale e di categoria. Tale Comitato formula proposte ed elabora progetti per lo sviluppo "congiunto" di iniziative formative, individuando gli strumenti bilaterali e le modalità più idonee rispetto ai dipendenti del Gruppo e alle varie realtà geografiche ed organizzative.
Il Comitato avrà i seguenti principali compiti:
- analizzare la pianificazione e l'andamento dei progetti di formazione in Italia nonché delle esigenze occupazionali al fine di accrescere le competenze e l’occupabilità dei dipendenti;
- proporre piani e progetti formativi alla luce dei fabbisogni con possibilità di accesso a finanziamenti internazionali, comunitari, regionali e/o fondi interprofessionali;
- individuare nuove tipologie di fabbisogni formativi anche con l’utilizzo o la realizzazione di studi e di ricerche mirate;
- “formazione mirata”, cioè finalizzata alla riqualificazione delle competenze/professionalità ed al reimpiego delle risorse per agevolare l'incontro tra domanda ed offerta di lavoro interna nell’ambito del Gruppo nei casi di mobilità collettiva infragruppo.
Composizione
Il Comitato è composto da sei membri di nomina aziendale e da sei membri in rappresentanza delle Organizzazioni sindacali firmatarie del presente accordo.
Attività
Il Comitato si riunirà di norma ogni tre mesi.

15) Comitato Bilaterale sulle Politiche di Sicurezza e tutela dell’Ambiente di lavoro
Competenze
Il Comitato costituisce la sede istituzionale, a livello di Gruppo Enel - Italia, per le tematiche attinenti alla salute e sicurezza dei lavoratori.
Il Comitato coordinerà l’attività degli Organismi Paritetici su Salute e Sicurezza a livello Divisionale ed elaborerà proposte condivise e progetti congiunti ed avrà quali compiti principali:
- analisi della pianificazione dei progetti in materia di Safety, i principali trend infortunistici, l’andamento delle iniziative di prevenzione in Italia;
- elaborazione e raccolta di "buone prassi” ai fini della prevenzione e della proposta di ipotesi di soluzioni organizzative o procedurali coerenti con le normative finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi ed il miglioramento delle condizioni di lavoro;
- proposte di attività di studio/ricerca tese a valorizzare esperienze in materia, individuando la possibilità di utilizzare finanziamenti internazionali, comunitari o nazionali disponibili;
- promozione di percorsi formativi sulle tematiche inerenti la salute e la sicurezza sul lavoro da destinare ai dipendenti del Gruppo e delle imprese appaltatrici con particolare riferimento alle figure di responsabili in materia di prevenzione aziendale.
Composizione
Il Comitato è composto da sei membri di nomina aziendale e da sei membri in rappresentanza delle Organizzazioni sindacali nazionali firmatarie del presente accordo. I comitati regionali saranno composti da tre membri di nomina aziendale e tre membri in rappresentanza delle Organizzazioni Sindacali firmatarie del presente accordo.
Attività
Il Comitato si riunirà di norma ogni tre mesi.

16) Comitato Bilaterale Corporate Social Responsibility (CSR)
Competenze
Nel quadro dei principi e delle modalità attuative del “Protocollo sulla Responsabilità d’Impresa in Enel”, firmato il 27 aprile 2009 tra Enel e Cgil Cisl Uil/Filctem Flaei Uilcem, il Comitato si riunirà nel mese successivo alla pubblicazione del Bilancio di Sostenibilità; durante l’incontro saranno oggetto di approfondimento:
- le linee portanti del Bilancio di Sostenibilità Enel, comprensive degli aspetti economico- finanziari e di tutela ambientale;
- il Piano di Sostenibilità, con focus sulle Linee-Guida Comuni per il quinquennio;
- proposte di azioni e programmi di CSR, anche alla luce del Codice Etico, con particolare riguardo alla Sicurezza e Salute dei Lavoratori, Formazione, Pari Opportunità e gestione della diversity, in stretto coordinamento con i rispettivi Comitati;
- evoluzioni della strategia globale del Gruppo in tema ambientale.
Su questi temi, il Comitato formulerà osservazioni e proposte, con la possibilità di scegliere alcune iniziative da sostenere congiuntamente.

17) Comitato Bilaterale per il Welfare aziendale
Competenze
In linea con gli indirizzi e gli orientamenti definiti dalle Parti in qualità di Fonti Istitutive, secondo quanto previsto al precedente punto 10, il Comitato elabora proposte per l’ottimale gestione degli Istituti Fisde, Fopen e Arca, nel rispetto delle norme di legge degli Statuti e degli organismi delle suddette Associazioni, in funzione del loro rafforzamento e sviluppo.
L'Unità People Care si coordinerà con il Comitato per le iniziative a favore dei dipendenti del Gruppo.
Composizione
Il Comitato è composto da sei membri di nomina aziendale e da sei membri in rappresentanza delle Organizzazioni sindacali nazionali firmatarie del presente accordo.
Attività
Il Comitato si riunirà di norma ogni tre mesi.


18) Comitato Bilaterale Nazionale per le Pari Opportunità
Competenze
Nella consapevolezza dell’importanza del principio fondamentale di pari opportunità e non discriminazione, Enel intende valorizzare la tradizione aziendale di bilateralità sul tema attribuendo al Comitato Nazionale per le Pari Opportunità i principali compiti di seguito
descritti:
- analizzare e condividere le iniziative ed i progetti attuati o pianificati nel Gruppo in tema di pari opportunità, non discriminazione e azioni positive a favore del work-life-balance;
- promuovere iniziative di studio e di ricerca sulla situazione del lavoro femminile in Azienda e gli opportuni percorsi formativi, individuando ed utilizzando i vari canali di finanziamento (europei, nazionali, regionali);
- promuovere azioni finalizzate ad individuare iniziative dirette a rimuovere eventuali situazioni di ostacolo soggettivo ed oggettivo dei percorsi professionali per evitare che sia compromessa l'effettività delle pari opportunità, ampliandone l’ambito verso il concetto esteso di Diversity Management.
Composizione
Il Comitato è composto da sei membri di nomina aziendale e da sei membri in rappresentanza delle Organizzazioni sindacali nazionali firmatarie del presente accordo.
Attività
Il Comitato si riunirà di norma ogni tre mesi.

19) Comitato Nazionale Bilaterale per la Classificazione e per la Conciliazione
Competenze
Al Comitato Nazionale sono affidati lo studio e l'elaborazione di proposte a supporto delle Parti in materia di classificazione, nella cornice di riferimento della contrattazione di settore.
Al suddetto Comitato è altresì affidata la responsabilità della conciliazione in caso di controversie individuali e plurime, nonché l'interpretazione degli accordi sindacali aziendali, secondo quanto previsto dall’art. 57, comma 2 del CCNL per il settore elettrico e dalle disposizioni normative in materia di conciliazione, di cui alla legge 4 novembre 2010 n. 183. La procedura contenente le modalità operative per l’effettuazione della conciliazione delle controversie e/o l’interpretazione degli accordi sarà definita con separato accordo sindacale entro tre mesi dalla sottoscrizione del presente Protocollo.
Articolazione territoriale
Per quanto riguarda gli aspetti relativi alla conciliazione in caso di controversie individuali e plurime, saranno previsti a livello regionale analoghi organismi, quali articolazioni del suddetto Comitato Nazionale, al fine di affrontare specifiche controversie locali.
Composizione
Il Comitato è composto da sei membri di nomina aziendale e da sei membri in rappresentanza delle Organizzazioni sindacali nazionali firmatarie del presente accordo. Gli organismi a livello regionale saranno composti da tre membri di nomina aziendale e tre membri in rappresentanza delle Organizzazioni firmatarie del presente accordo.
Attività
Il Comitato si riunirà di norma ogni tre mesi.

Norme finali di attuazione
I) RSU/Coordinamento Nazionale RSU
La completa ed integrale applicazione del presente Modello, in particolare per quanto riguarda l’assetto delle RSU, avverrà a valle della stipula dell'apposito accordo per il rinnovo di quelle attuali e sulla scorta delle regole applicative da Filctem-Flaei-Uilcem.
Le Parti convengono di individuare alcune linee-guida che saranno successivamente concretizzate, fermo restando ovviamente ogni approfondimento/determinazione che potrà scaturire nell’ambito dello specifico negoziato sul tema.
In particolare, per quanto riguarda l’ambito delle RSU - fatta eccezione per le Unità di Business della Divisione Generazione e Energy Management - le Parti intendono definire un ambito delle RSU che tenga conto dei livelli di responsabilità attribuiti alle strutture aziendali in materia di interlocuzione sindacale (cfr. punto 6) nonché della complessità e dell’ampiezza delle unità produttive.
Nello stesso negoziato saranno altresì definite le modalità applicative in ambito Enel del verbale di accordo interconfederale del 28/6/2011 e, in questo contesto, la costituzione (ruolo/composizione/modalità di funzionamento) dei Coordinamenti Nazionali e regionali RSU sulla base delle regole applicative da Filctem-Flaei-Uilcem.

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In attesa della stipula del nuovo accordo in tema di RSU, il Modello di Relazioni Industriali delineato con il presente accordo - che per ogni altro aspetto troverà immediata e completa applicazione - sarà gestito con riferimento alle RSU attualmente esistenti ed al relativo assetto.

II) Bilateralità
Per disciplinare in maniera uniforme il funzionamento dei Comitati previsti dal punto 12 e seguenti al presente verbale verrà concordato entro un mese dalla sottoscrizione un “Regolamento di funzionamento”, redatto secondo linee-guida uniformi, che ciascun Comitato, all’atto dell'insediamento, provvederà ad adattare per tener conto delle proprie esigenze di funzionamento.
Al fine di garantire la migliore funzionalità in tempi brevi dei Comitati bilaterali neo costituiti, i componenti potranno essere destinatari di specifici interventi formativi avvalendosi delle esperienze maturate sia in campo datoriale che sindacale e dei finanziamenti disponibili.
Entro un mese dalla sottoscrizione del presente accordo, le Parti comunicheranno i nominativi dei componenti dei suddetti Comitati, sia di parte aziendale che sindacale.

III) Monitoraggio professionalità
Con riferimento al monitoraggio delle professionalità, attualmente effettuato nel contesto degli incontri semestrali di cui al verbale 18 febbraio 1998, la situazione rimane al momento confermata; il tema sarà ripreso alla luce di quanto emergerà a livello di settore/azienda in attuazione dell’impegno contrattuale circa la definizione del ruolo e delle competenze del Sindacato/RSU nell’ambito della revisione del sistema classificatorio in termini tali di rappresentare più efficacemente il rapporto mansioni/inquadramenti coerente con le trasformazioni e l’evoluzione delle professionalità operanti nelle aziende elettriche.

Dichiarazione a verbale
1. Circa i temi della “democrazia economica" e della “partecipazione", le Parti, anche tenuto conto delle indicazioni al riguardo contenute nella Legge 28 giugno 2012, n. 92 (“Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita" art. 4, commi 62 - 63), dichiarano la propria disponibilità ad affrontare il problema della concreta applicazione in Azienda, tenuto conto di quanto verrà definito nei previsti decreti legislativi di attuazione.
2. Con riferimento alle richieste avanzate in materia di istituti di carattere sindacale/agibilità sindacali, si conferma la disponibilità ad affrontare la tematica evidenziata entro settembre 2012 nel contesto di una complessiva rivisitazione della materia ivi compresa quella dei trattamenti dei lavoratori impegnati in attività sindacale a tempo pieno.
3. Le Parti si impegnano a realizzare secondo la tempistica indicata, e comunque entro settembre 2012, gli adempimenti previsti nel presente accordo in modo che esso trovi sollecitamente compiuta attuazione.

Letto, confermato e sottoscritto.