Regione Veneto
Deliberazione della Giunta Regionale 5 marzo 2025, n. 204
Approvazione del Piano Strategico 2025-2027 per la Tutela della Salute e della Sicurezza sul Lavoro.
B.U.R. 11 marzo 2025, n. 34

 

Note per la trasparenza
Con il presente provvedimento si intende procedere all’approvazione del “Piano Strategico 2025-2027 per la Tutela della Salute e della Sicurezza sul Lavoro” quale documento programmatorio e strumento per la pianificazione, condiviso con gli enti della pubblica amministrazione e le parti sociali coinvolti, per il monitoraggio e la valutazione degli interventi necessari al consolidamento e al miglioramento delle attività di livello regionale a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Il presente provvedimento non comporta spesa per il bilancio regionale.

 

L'Assessore Manuela Lanzarin riferisce quanto segue.
Nell’ambito dell’attività di programmazione delle iniziative a tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, la Regione del Veneto, nel 2018, per far fronte all’incremento di infortuni sul lavoro con esito mortale registrato nel corso del primo semestre, ha inteso realizzare uno specifico piano triennale di intervento straordinario per rafforzare l’azione di contrasto agli infortuni sul lavoro, con particolare riferimento agli infortuni gravi e con esito mortale. Il primo “Piano Strategico 2018-2020 per il consolidamento e il miglioramento delle attività a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”, approvato con DGR n. 1055 del 17 luglio 2018, è stato definito con la partecipazione degli enti della pubblica amministrazione e le parti sociali rappresentati nel "Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro" di cui all’art. 7 del D.Lgs. n. 81/2008, la cui composizione è definita nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 dicembre 2007.
La Regione del Veneto ha istituito il suddetto Comitato Regionale di Coordinamento con DGR n. 4182 del 30 dicembre 2008.
Il Piano Strategico ha rappresentato un importante strumento per la pianificazione, il monitoraggio e la valutazione dell’efficacia delle principali azioni di livello regionale a tutela della salute e della sicurezza dei Lavoratori e, pertanto, è divenuto il modello regionale di riferimento per la programmazione delle attività in tale ambito. A seguito della positiva esperienza del triennio 2018-2020 nonchè alla luce dell'esperienza pandemica che ha reso ancora più evidente il ruolo fondamentale della tutela della salute e sicurezza sul lavoro per la protezione del singolo e della collettività, è stato adottato, sempre attraverso il necessario confronto con gli enti della pubblica amministrazione e le parti sociali coinvolti, il “Nuovo Piano strategico 2021-2023 per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro”, approvato con DGR n. 145 del 15 febbraio 2022.
La redazione di entrambi i Piani si è ispirata a due principi fondamentali: in primis, la tutela della salute negli ambienti di lavoro contribuisce in modo determinante a sostenere la ripresa economica; in secondo luogo, la Pubblica Amministrazione deve migliorare la propria attività di controllo e semplificazione della normativa, affiancando all’attività di repressione - importante ma non esclusiva - l’attività di assistenza. Tali principi sono stati tradotti in 4 linee strategiche di indirizzo: 1. Tutela della salute e ripresa economica; 2. Aumento e miglioramento nella gestione delle risorse; 3. Evoluzione del controllo negli ambienti di lavoro; 4. Condivisione delle migliori esperienze.
In considerazione di alcuni ritardi legati alla Pandemia da Sars-CoV-2, il sopra citato “Nuovo Piano strategico 2021-2023 per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro” ha visto il protrarsi delle attività fino all’anno 2024. Ciò premesso, in continuità con le modalità partecipate di programmazione e con le linee strategiche alla base dei precedenti Piani, a partire dal 2023 e durante l'intero anno 2024, è stato avviato il percorso per la redazione del “Piano Strategico 2025-2027 per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro”, comunque in continuità con il Piano precedente, sempre ricercando il confronto e l’impegno congiunto di Enti della Pubblica Amministrazione e Parti Sociali.
Il nuovo Piano Strategico 2025-2027 che si propone all’approvazione della Giunta quale Allegato A al presente provvedimento di cui costituisce parte integrante e sostanziale, ha visto nella sua stesura il contributo di molteplici attori che hanno partecipato ai lavori del "Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro" ai sensi del DPCM 21 dicembre 2007 e della DGR n. 4182/2008, in un percorso virtuoso di confronto e condivisione dei contenuti che ha consentito l’emergere delle diverse sensibilità ed esigenze di tutti i partecipanti.
Nello specifico, oltre alle strutture regionali di riferimento (Area Sanità e Sociale – Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria e Area Politiche Economiche, Capitale Umano e Programmazione Comunitaria - Direzione Formazione e Istruzione e Direzione Lavoro), hanno contribuito i seguenti enti, associazioni e parti sociali come individuati nella citata DGR n. 4182/2008: Associazione nazionale comuni italiani (ANCI), Agenzia Regionale per l'ambiente del veneto (ARPAV), Istituto nazionale infortuni sul lavoro (INAIL), Ispettorato nazionale del lavoro (INL), Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), Unione province italiane (UPI),Corpo nazionale dei vigli del fuoco (VVF), Associazione nazionale costruttori edili (ANCE), Associazione piccole e medie imprese-industria (APINDUSTRIA), Confederazione autonoma sindacati artigiani (CASARTIGIANI), Confederazione generale italiana del lavoro (CGIL), Confederazione italiana agricoltori (CIA), Confederazione italiana sindacati dei lavoratori (CISL), Confederazione nazionale artigianato e piccola impresa (CNA), Confederazione nazionale dei coltivatori diretti (COLDIRETTI), Confederazione nazionale dell'agricoltura (CONFAGRICOLTURA), Confederazione nazionale della piccola e media industria privata (CONFAPI), Confederazione nazionale dell'artigianato (CONFARTIGIANATO), Confederazione nazionale del commercio (CONFCOMMERCIO), Confederazione nazionale delle cooperative (CONFCOOPERATIVE), Confederazione italiana esercenti delle attività commerciali, turistiche e dei servizi (CONFESERCENTI), Confederazione dell'industria manifatturiera italiana e dell'impresa privata (CONFIMI), Confederazione generale dell'industria italiana (CONFINDUSTRIA), Confederazione italiana liberi professionisti (CONFPROFESSIONI), Lega nazionale cooperative e mutue (LEGACOOP) e Unione italiana del lavoro (UIL).
In particolare, il confronto si è svolto con incontri avvenuti nelle seguenti date: 20 settembre 2023, 20 dicembre 2023, 20 marzo 2024, 19 giugno 2024, 18 settembre 2024 e 11 dicembre 2024. I soggetti coinvolti hanno contribuito alla redazione del Piano Strategico 2025-2027 con proposte, contributi e integrazioni che sono state attentamente tenute in considerazione nella stesura definitiva del documento.
In sostanziale continuità con i precedenti Piani Strategici 2018-2020 e 2021-2023, il perseguimento dell'obiettivo generale di rafforzare il contrasto di infortuni sul lavoro (soprattutto gravi e mortali) e di malattie professionali si sviluppa nel nuovo Piano Strategico 2025-2027 attraverso le seguenti aree di intervento:
Risorse
Controllo e assistenza
Conoscenza
Omogeneità
Formazione
Semplificazione
Organizzazione
Comunicazione e Informazione
Equità

Si sottolinea come, rispetto ai precedenti Piani Strategici 2018-2020 e 2021-2023, sia stata introdotta una nuova area dedicata specificatamente all’equità, anche in linea con l’importanza che il Piano Nazionale e Regionale della Prevenzione 2020-2025 (approvato con DGR n. 1858 del 29 dicembre 2021) attribuisce a tale ambito. Per ogni area di intervento, il Piano Strategico 2025-2027, così come i precedenti, prevede le rispettive azioni di dettaglio, individuando altresì il cronoprogramma degli interventi.
Analogamente ai precedenti Piani, il Piano Strategico 2025-2027 prevede che il monitoraggio periodico degli interventi, anche al fine dell’eventuale rimodulazione delle scadenze previste venga condotto con cadenza trimestrale da parte del già citato Comitato. Inoltre al termine dello sviluppo triennale del Piano, il Comitato affettuerà la valutazione degli esiti dello stesso.
Si sottolinea che il Piano Strategico 2025-2027, il quale costituisce il principale documento di riferimento per la programmazione regionale, si articola e si inserisce, condividendone i principi ispiratori e le linee strategiche, in un quadro più ampio di documenti di programmazione comunitari, nazionali e regionali, quali:
l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’Organizzazione delle Nazioni Unite;
il Quadro Strategico in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro 2021-2027 dell’Unione Europea;
il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 e il rispettivo Piano Regionale della Prevenzione 2020 - 2025 approvato con DGR n. 1858/2021.
Infine, per garantire la continuità della programmazione regionale in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, si propone che il Piano Strategico che si intende approvare con il presente provvedimento rimanga efficace anche oltre il termine previsto del 2027, fino all'approvazione del successivo nuovo Piano.
Si propone di autorizzare il Direttore della Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria ad apportare al “Piano Strategico 2025 - 2027 per la Tutela della Salute e della Sicurezza sul Lavoro” le modifiche non sostanziali che dovessero essere necessarie nell'interesse dell'Amministrazione regionale.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta regionale il seguente provvedimento.
 

LA GIUNTA REGIONALE

UDITO il relatore, il quale dà atto che la struttura competente ha attestato, con i visti rilasciati a corredo del presente atto, l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale, e che successivamente alla definizione di detta istruttoria non sono pervenute osservazioni in grado di pregiudicare l'approvazione del presente atto;
VISTO il D. Lgs. n. 81 del 09.04.2008 ss.mm.ii.;
VISTE la DGR n. 1055 del 17.07.2018 e la DGR n. 145 del 15.02.2022;
VISTA la DGR n. 1858 del 29.12.2021;
VISTA la DGR n. 911 del 06.08.2024;
VISTO l'art. 2, comma 2 della Legge regionale n. 54 del 31.12.2012.
 

delibera

di approvare le premesse quale parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;
di prendere atto dell'attività di concertazione finalizzata alla predisposizione del “Piano Strategico 2025 - 2027 per la Tutela della Salute e della Sicurezza sul Lavoro” e svolta con le parti sociali nell'ambito del Comitato Regionale di Coordinamento di cui all'art. 7 del D.Lgs. n. 81/2008 ed istituito con DGR n. 4182/2008;
di approvare il “Piano Strategico 2025 - 2027 per la Tutela della Salute e della Sicurezza sul Lavoro”, quale Allegato A al presente provvedimento, di cui costituisce parte integrante e sostanziale;
di disporre che, al fine di garantire la continuità della programmazione regionale in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, il Piano Strategico di cui al punto 2 avrà efficacia anche oltre il termine previsto del 2027, fino all'approvazione del successivo nuovo Piano;
di autorizzare il Direttore della Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria ad apportare al “Piano Strategico 2025 - 2027 per la Tutela della Salute e della Sicurezza sul Lavoro” di cui al punto 3, modifiche non sostanziali che dovessero essere necessarie nell'interesse dell'Amministrazione regionale;
di dare atto che il presente provvedimento non comporta spesa a carico del Bilancio regionale;
di incaricare la Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare, Veterinaria dell’esecuzione del presente provvedimento;
di pubblicare il presente atto nel Bollettino ufficiale della Regione.

Allegato A

Piano Strategico 2025-2027 per la tutela della Salute e della Sicurezza sul Lavoro


Introduzione

A partire dal 2018, la Regione del Veneto ha introdotto una nuova modalità di lavoro fondata sulla partecipazione attiva, nella programmazione delle attività, non solo dei componenti del Comitato Regionale di Coordinamento (come previsto dalla normativa nazionale), ma di tutti gli Enti e le Parti Sociali di livello regionale, per raggiungere la maggiore efficacia e capillarità possibile.
Ciò ha portato all'approvazione, grazie al contributo di tutti i partecipanti, di specifici documenti di programmazione triennale, i cosiddetti “Piani Strategici”, frutto dell’impegno congiunto di Pubblica Amministrazione e Parti Sociali.
Alla base dei Piani, c’è il concetto che la tutela della salute negli ambienti di lavoro contribuisce in modo determinante a sostenere la ripresa economica e che la Pubblica Amministrazione deve migliorare la propria attività di controllo e semplificazione della normativa, affiancando all’attività di repressione, importante ma non esclusiva, l’attività di assistenza.
Ad oggi, sono stati avviati 2 Piani Strategici.
♦ “Piano strategico 2018-2020 per il consolidamento e il miglioramento delle attività a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori”
♦ “Nuovo Piano strategico 2021-2023 per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro”
Il “Nuovo Piano Strategico 2021-2023 per la tutela della salute e sicurezza sul lavoro”, in considerazione di alcuni ritardi legati alla Pandemia da Sars-CoV-2, ha visto il protrarsi delle attività fino all’anno 2024, durante il quale sono comunque iniziati i lavori di programmazione e stesura del Piano Strategico successivo.
Alla luce di ciò, il presente documento intende illustrare il “Piano Strategico per la tutela della Salute e della Sicurezza sul Lavoro” per il triennio 2025-2027, in continuità con i precedenti.

Principali documenti strategici di riferimento

Unione Europea: Quadro strategico in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro 2021-2027 - Sicurezza e salute sul lavoro in un mondo del lavoro in evoluzione
Anticipare e gestire i cambiamenti nel nuovo mondo del lavoro determinati dalle transizioni verde, digitale e demografica
migliorare la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali

migliorare la preparazione in caso di potenziali crisi sanitarie future
Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 (Intesa tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, Rep. Atti n. 127/CSR del 6 agosto 2020) e, quale documento attuativo regionale, Piano Regionale della Prevenzione 2020-2025 approvato con DGR 1858 del 29 dicembre 2021:
Macro-Obiettivo 1 - Malattie croniche non trasmissibili
♦ PP3: “Luoghi di lavoro che promuovono salute”. Il Programma agisce su fattori non tradizionalmente associati al rischio lavorativo, con un approccio orientato al modello di Comprehensive Workplace Health-Total Worker Health. Esso, utilizzando la leva della Responsabilità Sociale d’Impresa, mira a rendere il luogo di lavoro un ambiente “favorevole alla salute”; propone un percorso strutturato che coinvolge le figure aziendali strategiche (RSPP, Medico Competente, RLS, Rappresentanze Sindacali, Risorse Umane, ecc.) ed i lavoratori stessi, nonché il Datore di lavoro, per mettere in atto pratiche raccomandate in tema di comportamenti preventivi/salutari, in particolare negli ambiti di Alimentazione, Tabagismo, Attività Fisica, Alcol e Dipendenze.
Macro-Obiettivo 4 - Infortuni e incidenti sul lavoro, malattie professionali
♦ PP6: “Piano Mirato di Prevenzione”. Il Piano Mirato di Prevenzione è un nuovo modello di intervento attivo che rappresenta l'evoluzione del controllo aziendale mediante processi di prevenzione volti al miglioramento delle misure generali di tutela e non alla sola verifica dell’applicazione della norma. I Comitati di Coordinamento, regionale e provinciali, ai sensi dell’articolo 7 del d.lgs 81/2008, costituiscono il principale contesto di pianificazione, confronto e monitoraggio degli interventi, coinvolgendo in modo proattivo i datori di lavoro, le figure della prevenzione e le associazioni di categoria. L’azione dei Servizi SPISAL si orienta verso il supporto/assistenza al mondo del lavoro, al fine di raggiungere anche e soprattutto le piccole e medie imprese, che costituiscono gran parte del tessuto produttivo veneto.
♦ PP7: “Prevenzione in edilizia ed agricoltura”. Il Programma prevede un percorso strutturato, con riferimento ai gruppi di lavoro istituiti presso il Gruppo Tecnico Interregionale SSL, in collaborazione con INAIL e con Ispettorato nazionale del Lavoro (INL) coinvolgendo le figure strategiche della sicurezza per conto della committenza (committenti, responsabili dei lavori, professionisti, CSP/CSE), quelle aziendali (RSPP, Medico Competente, RLS, Rappresentanze Sindacali, ecc.), i lavoratori stessi oltre che il Datore di lavoro, al fine di mettere in atto azioni efficaci e sostenibili basate su evidenze di efficacia e/o Buone Pratiche validate, in tema di prevenzione degli infortuni nei cantieri edili e nel settore agricolo ed emersione delle malattie professionali nei lavoratori dei relativi comparti.
♦ PP8: “Prevenzione del rischio cancerogeno professionale, delle patologie professionali dell’apparato muscolo-scheletrico e del rischio stress correlato al lavoro”. Le attuali evidenze confermano la necessità di focalizzare l’attenzione su tali tre aree di rischio particolarmente significative, ma allo stesso tempo fortemente sottostimate. In particolare gli sforzi andranno indirizzati all’emersione delle patologie di origine professionale, all’applicazione del modello di prevenzione/vigilanza/assistenza tipico del piano mirato di prevenzione, all’implementazione dei sistemi di raccolta e condivisione delle banche dati già previste dal d.lgs. 81/2008 e s.m.i.
La durata temporale del vigente Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 e il prossimo avvio del nuovo Piano Nazionale della Prevenzione, potrebbero comportare una rimodulazione delle attività del presente Piano Strategico 2025-2027 in funzione delle eventuali nuove indicazioni di livello nazionale.
 

Regione del Veneto: Piano Strategico 2018-2020 per il consolidamento e il miglioramento delle attività a tutela della salute e della sicurezza dei Lavoratori (DGR 1055/2018): in continuità col precedente Piano Strategico, si confermano le linee strategiche generali di seguito riportate, che definiscono la cornice degli interventi necessari, da realizzarsi integrando funzioni e responsabilità di tutti i soggetti attivi del sistema pubblico e privato della prevenzione, in un impegno congiunto tra Pubblica Amministrazione e Parti Sociali.
Tutela della salute e ripresa economica
La tutela della salute negli ambienti di lavoro contribuisce in modo determinante a sostenere la ripresa economica: a tal fine, il sistema regionale della prevenzione deve migliorare la propria attività di controllo e semplificazione della normativa, affiancando all’attività di repressione, importante ma non esclusiva, l’attività di assistenza.
Aumento e miglioramento nella gestione delle risorse
La riorganizzazione del Sistema Sanitario Regionale avviata con la legge regionale 19/2016 rappresenta un’occasione importante per la diffusione delle migliori esperienze condotte e per proporre una governance del sistema della prevenzione che contemperi esigenze di efficienza e razionalizzazione delle risorse con l’aggiornamento delle competenze in linea con i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza. In questo contesto, si ritiene strategico il sostegno delle professionalità presenti nei servizi SPISAL, per loro natura multidisciplinari, per poter essere adeguate alla crescente complessità dei processi di lavoro e delle dinamiche che determinano l’insorgere di infortuni e malattie professionali, afferenti a tematiche strutturali, di processo, organizzative, procedurali e comportamentali.
Evoluzione del controllo negli ambienti di lavoro
La Regione del Veneto ha avviato negli ultimi anni un percorso di condivisione degli obiettivi e delle attività di prevenzione del sistema degli SPISAL; tale percorso richiede tuttavia un ulteriore impegno per superare le disomogeneità ancora presenti nella gestione delle risorse e dei processi di lavoro. Si ritiene necessario valorizzare le attività di prevenzione effettuate dal sistema SPISAL (non solo vigilanza, ma anche assistenza), orientando l’esercizio dei compiti istituzionali al risultato di prevenzione e riducendo il peso degli adempimenti a prevalente valenza formale. Inoltre, assume una rilevanza strategica intensificare gli interventi rivolti a migliorare nelle Imprese la gestione del rischio, promuovendo modelli di organizzazione per la gestione della sicurezza sul lavoro. Infine, qualora nel corso delle attività di vigilanza si rilevi il rispetto della legge e non ricorrano le condizioni per provvedimenti sanzionatori, spesso emerge comunque la necessità di migliorare le condizioni di lavoro e/o la qualità della valutazione e gestione dei rischi; pertanto si ritiene utile, in un sistema produttivo avanzato e con alta sensibilità sui temi della prevenzione, stimolare i Servizi SPISAL a formulare indicazioni per il miglioramento, ricercando l’impegno volontario della parte aziendale e realizzare in un determinato tempo i miglioramenti proposti e la disponibilità a sottoporsi alla verifica di quanto attuato.
Condivisione delle migliori esperienze
Il miglioramento dei livelli di tutela della salute e della sicurezza dei Lavoratori si realizza anche attraverso la registrazione sistematica e la condivisione dei miglioramenti che le Imprese attuano negli ambienti di lavoro, di propria iniziativa o indotti dall’intervento del sistema SPISAL, raccogliendo soluzioni e buone prassi. Analogamente, si ritiene essenziale anche la diffusione a livello regionale delle migliori esperienze realizzate dai singoli ambiti locali.
 

Piano Oncologico Nazionale 2023 - 2027 (documento di pianificazione e indirizzo per la prevenzione e il contrasto del cancro) e, quale documento attuativo regionale, Approvazione del Programma quinquennale di definizione degli obiettivi regionali per l'attuazione del Piano Oncologico Nazionale (PON) 2023-2027 (DGR n. 273 del 21 marzo 2024):
Neoplasie Professionali
♦ Linea Strategica 7
“Attuazione di Piani Mirati di Prevenzione (PMP) per la gestione di rischi emergenti”. La gestione dei rischi cancerogeni emergenti può essere sostenuta anche attraverso la modalità del Piano Mirato di Prevenzione in un approccio completo che comprende il coinvolgimento di esperti del settore, parti sociali e autorità competenti per garantire la massima efficacia nelle misure preventive e protettive.
♦ Linea Strategica 8 “Promozione della conoscenza, nel mondo della scuola, dei principali cancerogeni professionali e dei rischi ad essi associati”. La diffusione di conoscenze sui cancerogeni professionali in ambito scolastico è essenziale per far maturare una consapevolezza di tali rischi nei futuri lavoratori. Destinare un percorso formativo a docenti e studenti in tema di cancerogeni, ha lo scopo di trasmettere informazioni importanti agli studenti, preparandoli a riconoscere i pericoli legati all'esposizione a tali sostanze nei luoghi di lavoro al fine di adottare comportamenti corretti e sicuri.
♦ Linea Strategica 9 “Perfezionamento delle attività di sorveglianza sanitaria degli ex-esposti ad amianto garantite dal Sistema Sanitario Regionale”. La Regione del Veneto garantisce la sorveglianza sanitaria dei soggetti con pregressa esposizione professionale ad amianto in accordo con i Livelli Essenziali di Assistenza. Si intende inoltre migliorare ulteriormente l’erogazione di tali prestazioni, individuando le modalità assistenziali più appropriate e favorendo l’accesso ai servizi in modo tempestivo.
Le azioni descritte nel presente Piano concorrono anche al raggiungimento di uno degli obiettivi definiti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile
Obiettivo 8 “Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti”
♦ Traguardo 8.8 “Proteggere il diritto al lavoro e promuovere un ambiente lavorativo sano e sicuro per tutti i lavoratori, inclusi gli immigrati, in particolare le donne, e i precari”
 

Approfondimento: nuovi criteri per l’utilizzo dei fondi derivanti da sanzioni

La Regione del Veneto, nel rispetto della normativa statale che prevede che i fondi derivanti dal pagamento delle sanzioni conseguenti a violazioni della normativa siano destinati a finanziare iniziative di prevenzione negli ambienti di lavoro, ha inteso definire nuovi criteri e indirizzi per l’utilizzo delle risorse, valorizzando tale meccanismo virtuoso.
Infatti, in applicazione della normativa statale, con Legge Regionale (LR) 23 novembre 2012, n. 43 era stato modificato l'art. 8 della Legge regionale 16 agosto 2007, n. 23 “Disposizioni di riordino e semplificazione normativa, collegato alla legge finanziaria 2006 in materia di sociale, sanità e prevenzione”, inerente lo sviluppo e miglioramento, tra l’altro, delle attività dei servizi di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro (SPISAL) dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende ULSS, attraverso l’introduzione dei nuovi commi 1 e 1bis.
In particolare, l’art. 8, co. 1bis aveva sancito il criterio di riparto delle risorse presenti nel menzionato capitolo regionale, alla luce del quale queste ultime venivano erogate con periodicità annuale a favore delle Aziende ULSS, in proporzione all’ammontare delle sanzioni applicate dai rispettivi SPISAL, con le seguenti modalità:
- un terzo da destinarsi alla realizzazione di progetti formativi in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
- un terzo per garantire il raggiungimento dei livelli essenziali e assistenziali previsti dalla normativa vigente in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;
- un terzo da destinarsi alla realizzazione di progetti di sostegno alle imprese e ai lavoratori in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, in conformità alle linee di indirizzo del Comitato regionale di coordinamento di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 81/2008.
Partendo da tale criterio di riparto, la Giunta regionale del Veneto inoltre, con DGR 14 maggio 2015, n. 750 e successivamente con DGR 27 gennaio 2016, n. 56 aveva ulteriormente specificato i criteri per l’attribuzione alle Aziende ULSS degli importi introitati e confluiti nel capitolo regionale, incaricando la Fondazione Scuola di Sanità Pubblica - SSP della realizzazione di progetti formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro a favore degli operatori.
La rigida ripartizione degli introiti definita dai criteri di cui alla LR n. 23/2007 (modificata dalla LR n. 43/2012), come specificati dai provvedimenti regionali sopra citati, tuttavia, non aveva portato sempre ad un ottimale ed efficiente impiego delle risorse disponibili, tanto da indurre il Legislatore regionale, con LR 24 gennaio 2020, n.1, a modificare tali modalità di riparto, per rispondere alle esigenze di seguito sintetizzate:
- agevolare la realizzazione di iniziative a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, sia di livello regionale che locale;
- centralizzare la gestione amministrativa - contabile delle somme introitate per il tramite di Azienda Zero - Azienda per il governo della sanità della Regione del Veneto, secondo le indicazioni programmatorie e i criteri annualmente definiti dalla Giunta regionale;
- valorizzare il ruolo del Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, istituito ai sensi dell’art. 7 del d.lgs. 81/2008, rappresentativo di Enti e Parti Sociali;
- ripartire le somme introitate sulla base della distribuzione dei rischi lavorativi e delle specifiche esigenze di ciascun territorio e non più in proporzione all’ammontare delle sanzioni applicate dai rispettivi SPISAL.
È importante sottolineare che nel complesso percorso di approvazione di tale nuova disciplina, è stato determinante il confronto con le Parti Sociali, avvenuto nell’ambito del “Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro”.
La Giunta Regionale, in data 6 agosto 2024, ha approvato la DGR 911 avente ad oggetto “Revisione dei criteri di riparto dei fondi derivanti dalla riscossione delle sanzioni pecuniarie in tema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro". LR n. 23/2007, come modificata dalla LR n. 1/2020”.
I nuovi criteri di riparto proposti presentano i seguenti elementi di novità:
1. incremento dei finanziamenti a sostegno dei Livelli Essenziali di Assistenza (sorveglianza, prevenzione e tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro) e dei progetti di formazione, nonché a supporto di progetti di sostegno ad imprese, enti e lavoratori, definiti dai rispettivi Comitati Provinciali di Coordinamento;
2. individuazione di strumenti volti a riconoscere, anche a livello economico, il ruolo degli operatori SPISAL, stante la complessità delle funzioni attribuite e le responsabilità connesse all’assunzione di decisioni complesse nel campo della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, in particolare nell’ambito di indagini giudiziarie finalizzate alla ricerca di profili di responsabilità nel caso di malattie professionali e infortuni sul lavoro, anche alla luce di un contesto di progressiva perdita delle risorse professionali e di depauperamento delle dotazioni organiche;
3. individuazione di un finanziamento destinato al coordinamento e al sostegno di iniziative centralizzate di livello regionale, per supportare la realizzazione di iniziative in materia di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro di livello regionale;
4. individuazione di un finanziamento destinato al supporto di attività di formazione, prevenzione e promozione in materia di salute e sicurezza sul lavoro da realizzare nel sistema educativo (scuole di ogni ordine e grado), a supporto delle attività gestite annualmente dal SiRVeSS - Sistema di Riferimento Veneto per la Salute e sicurezza nelle Scuole.
 

Analisi di Contesto: imprese, lavoratori, infortuni, malattie professionali

Nella Regione del Veneto sono attualmente occupati 2.225.751 lavoratori, di cui 1.251.880 uomini e 973.871 donne (fonte: Regione del Veneto - anno 2023). Il tasso di occupazione è 75,7 (età 20-64 aa). In Veneto sono stati denunciati 1.921.454 infortuni sul lavoro nel periodo 2010-2022 (di cui 84.547 nel 2022), poco meno della metà sono infortuni riconosciuti in occasione di lavoro.
Riguardo l’andamento temporale degli infortuni denunciati, riconosciuti, riconosciuti non in itinere e gli infortuni riconosciuti in occasione di lavoro nel periodo 2010-2022, si osserva un considerevole aumento delle denunce nell’ultimo anno.
Nel 2022 gli infortuni dovuti al Covid-19 rappresentano ancora una quota rilevante (soprattutto nella prima parte dell’anno per il diffondersi della variante Omicron), mentre gli altri, pur in crescita rispetto al 2020 caratterizzato dalla chiusura delle attività produttive durante il lockdown, si mantengono ad un livello più basso rispetto al periodo pre-pandemico.
Gli infortuni in occasione di lavoro nel periodo pre-pandemia coinvolgevano nel 75% dei casi soggetti di sesso maschile; con la comparsa degli infortuni dovuti al Covid-19 negli ultimi 3 anni questa percentuale si è abbassata al 60% circa. Complessivamente l’età media è di 43,4 anni (45,2 per le femmine, 42,5 per i maschi). Due infortuni su dieci si riferiscono a lavoratori nati all’estero: di questi il 17,7% è nato in Romania, il 12,8% in Marocco, l’8,4% in Albania e il 7,2% in Moldavia.
Per quanto riguarda la gravità dell’infortunio, classificata in base alla durata della prognosi temporanea e alle conseguenze permanenti/mortali, è caratterizzata nel 2022 dal 9% di infortuni invalidanti/mortali, dal 18% di infortuni gravi T40 e dal 21% di infortuni gravi T30.
 

Malattie Professionali
Nella Regione del Veneto, il numero di denunce di malattie professionali ha subito un considerevole incremento dal 2012 al 2015, assestandosi poi fino al 2019 attorno alle 3.400 denunce l’anno. Nel 2020 si è registrato un decremento del -17% rispetto al 2019, a causa dell’emergenza pandemica, mentre l’anno 2021 si è caratterizzato per il notevole aumento delle denunce rispetto al 2020 (+28%). I dati relativi alle malattie professionali insorte nel 2022 sono da considerarsi ancora provvisori e quindi, al momento, sottostimati. La proporzione di malattie professionali riconosciute supera il 50% a partire dall’anno 2016. Riguardo la distribuzione delle denunce per tipologia, il 71% di esse riguarda patologie muscoloscheletriche, nel 12% sindrome del tunnel carpale e nel 7% ipoacusia da rumore (7%).
Riguardo poi i tumori professionali riconosciuti dall’INAIL, la metà di essi è rappresentata da mesoteliomi che come noto sono oggetto di rilevazione da parte del registro regionale dedicato. Attualmente nel registro sono inclusi 3.131 mesoteliomi diagnosticati nel periodo 1987-2022; dall’analisi della documentazione raccolta, è stata attribuita un’esposizione lavorativa ad amianto in quasi due terzi dei casi (46,6% certa, 4,9% probabile e 11,7% possibile).
 

Aree di intervento

1. RISORSE
2. CONTROLLO E ASSISTENZA
3. CONOSCENZA
4. OMOGENEITÀ
5. FORMAZIONE
6. SEMPLIFICAZIONE
7. ORGANIZZAZIONE
8. COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE
9. EQUITÀ
 

Principali interventi

1. RISORSE
1.1. Assegnazione dei fondi derivanti dalle sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro
Descrizione

Stanziamento dei fondi derivanti dalle sanzioni, nel rispetto della disciplina nazionale e regionale (D.lgs. 81/2008; LR 23/2007, come modificata dalla LR 1/2020; DGR 911/2024), per sostenere le attività di prevenzione negli ambienti di lavoro.
Finanziamenti attualmente a disposizione € 16.334.744,26.
Indicatore
Approvazione degli atti di assegnazione ai beneficiari previsti dei fondi derivanti dalle sanzioni introitate per il tramite dei Servizi Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro.
OBIETTIVO: ANNUALE (entro il 31.12 di ogni anno)

1.2. Indizione di bandi regionali per progetti per la salute e sicurezza dei lavoratori
Descrizione

Al fine di sostenere progetti di livello regionale, per innalzare ulteriormente i livelli di salute e sicurezza sul lavoro, si intende strutturare la metodologia dei bandi per l’assegnazione di finanziamenti ad imprese e associazioni, secondo gli indirizzi del Comitato Regionale di Coordinamento, incaricando Azienda Zero della loro gestione amministrativa accentrata.
Tale modalità consente di coniugare efficacia ed efficienza per il pieno utilizzo delle somme derivanti dalle sanzioni per la sicurezza sul lavoro.
Indicatore
Indizione dei bandi di assegnazione dei fondi regionali secondo gli indirizzi prodotti dal Comitato Regionale di Coordinamento.
OBIETTIVO: entro il 31.12.2025

1.3. Monitoraggio dell’utilizzo dei finanziamenti stanziati
Descrizione

Si intende monitorare l’effettivo utilizzo dei fondi derivanti dalle sanzioni, nel rispetto della disciplina nazionale e regionale (D.lgs. 81/2008; LR 23/2007, come modificata dalla LR 1/2020; DGR 911/2024), anche al fine di una eventuale revisione dei criteri di ripartizione dei fondi come previsto dalla normativa regionale.
Indicatore
Produzione di un report annuale delle attività svolte dalle Aziende ULSS e dagli altri beneficiari, al fine di monitorare l’effettiva spesa dei fondi assegnati.
OBIETTIVO: ANNUALE (entro il 31.03 di ogni anno)

1.4. Potenziamento degli organici dei Servizi SPISAL
Descrizione

Proseguire il percorso per l’assunzione di nuovo personale a tempo indeterminato, assicurando in ogni caso l’impegno all’incremento minimo del 10% del personale in servizio al 31.12.2023.
Indicatore
Produzione di un report annuale sull’andamento del personale in servizio e dei bandi di concorso per l’assunzione di personale.
OBIETTIVO: ANNUALE (entro il 30.06 di ogni anno)

2. CONTROLLO E ASSISTENZA
2.1. Programmazione delle attività di controllo
Descrizione

In attesa della piena operatività del SINP - Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione negli ambienti di lavoro, si rende necessario, anche alla luce del Decreto Legge del 21 ottobre 2021, n.146 convertito in Legge 17 dicembre 2021, n. 215, concordare nell’ambito dell’ufficio operativo del Comitato Regionale di Coordinamento la programmazione preliminare delle attività tra gli Enti preposti al controllo (in particolare SPISAL, Ispettorato Nazionale del Lavoro e Vigili del Fuoco), al fine di uniformare il più possibile l’approccio preventivo ed ispettivo, evitare il sovrapporsi delle verifiche in tema di salute e sicurezza sul lavoro e contrasto del lavoro irregolare, incrementare la copertura e la presenza sul territorio, nonché migliorare l’utilizzo delle risorse umane.
Indicatore:
Stesura di un documento programmatorio preliminare che tenga conto degli obiettivi regionali nonché degli accordi provinciali di controllo e vigilanza integrata/coordinata e congiunta tra SPISAL, Ispettorato Nazionale del Lavoro e Vigili del Fuoco.
OBIETTIVO: ANNUALE (entro il 30.11 di ogni anno)

2.2. Prosecuzione della metodologia del Piano Mirato di Prevenzione
Descrizione

Il Piano Mirato di Prevenzione (PMP) è un modello di intervento attivo che si basa sull'attuazione di un processo preventivo per supportare/assistere il mondo del lavoro e facilitare le aziende a valutare e gestire correttamente tutti i rischi.
Si rende necessario, al termine di 2 anni di avvio di tale metodologia caratterizzati da un forte coordinamento regionale, che tale modalità di controllo e assistenza alle imprese diventi parte integrante dell’attività degli SPISAL, rappresentando una delle modalità ordinarie per valutare autonomamente l’effettuazione di un intervento di prevenzione, anche in specifiche situazioni di rischio emergente, quali a titolo esemplificativo: agenti cancerogeni/altre sostanze chimiche con effetti a lungo termine (es. silice, polveri di legno/cuoio, etc), ergonomici, agenti fisici (es. stress termico), rischi infortunistici, etc.
Fondamentale per la riuscita di tale attività sarà il coinvolgimento di tutte le parti sociali nell’ambito dei Comitati Provinciali di Coordinamento (CPC).
Indicatore
Produzione di un report annuale relativo alle attività svolte nell’ambito dei PMP avviati a livello locale (almeno 1 PMP per ULSS) ad integrazione dei PMP di livello regionale, con particolare evidenza delle singole fasi caratterizzanti tale metodologia (incontri CPC, produzione strumenti, seminari di presentazione alle imprese, invio dei questionari, restituzione e valutazione delle risposte, attività di controllo, produzione report finale).
OBIETTIVO: ANNUALE (entro il 28.02 di ogni anno)

2.3. Sportelli di assistenza
Descrizione

Ad ulteriore valorizzazione delle attività effettuate dagli SPISAL a beneficio delle imprese e degli enti con particolare riguardo alle figure della prevenzione (es. Datore di Lavoro, RSPP, MC, RLS/RLST, CSE/CSP), si intende valorizzare le attività di assistenza già garantite in materia di salute e sicurezza sul lavoro da personale tecnico e sanitario, a partire da un monitoraggio delle attività attualmente realizzate, con l’obiettivo di definire, anche attraverso il coinvolgimento di uno specifico gruppo di lavoro, un modello organizzativo omogeneo sull’intero territorio regionale.
Indicatore
Definizione di un modello organizzativo omogeneo di sportello di assistenza e relative modalità di accesso.
OBIETTIVO: entro il 30.06.2027

3. CONOSCENZA
3.1. Progettazione di un nuovo report periodico per il monitoraggio degli infortuni sul lavoro con esito mortale e grave
Descrizione

Il report periodico mensile per il monitoraggio dell’andamento degli infortuni sul lavoro con esito mortale verrà esteso, con cadenza trimestrale, anche al monitoraggio degli infortuni con esito grave. Inoltre, una volta l’anno, i dati così raccolti saranno posti a confronto con i dati INAIL (Open Data).
Indicatore
Produzione, con il supporto di Azienda Zero, di un bollettino periodico relativo agli infortuni mortali e gravi occorsi nella Regione del Veneto.
OBIETTIVO: PERIODICO

3.2. Implementazione e ulteriore sviluppo del gestionale SIPRAL - Sistema Informativo Prevenzione Regionale Ambienti di Lavoro
Descrizione

In collaborazione con Azienda Zero, sta proseguendo l’implementazione dell’applicativo SIPRAL, finalizzato a migliorare la programmazione delle attività, garantire la buona amministrazione delle risorse e accrescere l’efficacia degli interventi (sia a livello regionale, sia a livello locale).
Si intende ora implementare ulteriormente il cruscotto di monitoraggio e favorire la corretta e tempestiva registrazione delle attività svolte dai Servizi SPISAL.
Indicatore
Produzione del Rapporto annuale delle attività svolte dai Servizi SPISAL derivanti dal cruscotto di monitoraggio da presentare al Comitato Regionale di Coordinamento.
OBIETTIVO: ANNUALE (entro il 30.06 di ogni anno)

3.3. Analisi dei rischi associati a sostanze con effetti a lungo termine
Descrizione

Avvio di ulteriori approfondimenti specifici finalizzati alla conoscenza e alla caratterizzazione del rischio professionale associato all’utilizzo in ambito lavorativo di sostanze cancerogene e altre sostanze chimiche con effetti a lungo termine (es. PFAS).
Indicatore
Documento tecnico informativo sui rischi potenziali associati a sostanze con effetti a lungo termine
OBIETTIVO: entro il 30.06.2027

4. OMOGENEITÀ
4.1. Prosecuzione del Sistema per la valutazione delle performance degli SPISAL
Descrizione

Ad integrazione degli attuali sistemi di valutazione delle performance attivi a livello nazionale (es. Sistema di valutazione della performance dei sistemi sanitari regionali del Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna), prosecuzione del percorso del Sistema di indicatori per valutare performance e qualità degli interventi attuati dagli SPISAL.
Indicatore
Formalizzazione del Sistema di valutazione delle performance e della qualità delle prestazioni effettuate dagli SPISAL.
OBIETTIVO: entro il 30.10.2025

4.2. Produzione di procedure operative quali standard regionali di riferimento
Descrizione

In ottica di un progressivo miglioramento e al fine di aumentare l’omogeneità delle attività di prevenzione, vigilanza e assistenza degli interventi effettuati dagli SPISAL, si intende produrre procedure operative di livello regionale relative alle principali aree di intervento in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Indicatore
Approvazione di almeno 3 procedure regionali con funzione di standard di riferimento per i servizi SPISAL.
OBIETTIVO: entro il 30.06.2026

4.3. Avvio del sistema di audit regionale
Descrizione

In prosecuzione dell’attività descritta al punto 4.2, si intende avviare un sistema di audit regionale per verificare la qualità e l’efficacia degli interventi effettuati e l’adesione alle procedure regionali da parte degli SPISAL, anche al fine di aumentare l’omogeneità delle attività di prevenzione, vigilanza e assistenza.
Indicatore
Istituzione di una commissione tecnica regionale, espressione della Regione del Veneto e degli SPISAL, e individuazione delle sue modalità operative.
OBIETTIVO: entro il 31.12.2027

5. FORMAZIONE
5.1. Prosecuzione del Piano Formativo regionale Tutela Salute e Sicurezza sul lavoro
Descrizione

Il Piano Formativo è destinato principalmente al personale SPISAL, al personale di altri Enti che concorrono alla tutela della salute e della sicurezza dei Lavoratori nonché a soggetti attivi del sistema aziendale della sicurezza (es. Datori di Lavoro, RSPP, RLS e Medici Competenti) e alle loro associazioni. Inoltre, il Piano Formativo è esteso anche agli operatori di altri servizi del Dipartimento di Prevenzione che collaborano in attività di natura trasversale a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
Indicatore
Produzione annuale del Piano Formativo regionale.
OBIETTIVO: ANNUALE (entro il 31.12 di ogni anno)

5.2. Avvio della formazione periodica in merito al ruolo dell’UPG
Descrizione

Organizzazione del Corso di formazione regionale periodico, in collaborazione con la Fondazione Scuola di Sanità Pubblica, in merito al ruolo dell’Ufficiale di Polizia Giudiziaria destinato al personale SPISAL, con particolare attenzione al personale di nuova assunzione/assegnazione, al fine di fornire conoscenze e competenze di base necessarie allo svolgimento delle funzioni di UPG nei luoghi di lavoro.
Indicatore
Formare il 100% del personale tecnico e medico neo-assunto (nell’anno precedente).
OBIETTIVO: ANNUALE (entro il 31.12 di ogni anno

5.3. Revisione del percorso abilitativo regionale per gli addetti alla bonifica amianto
Descrizione

Coerentemente con gli indirizzi del Piano Nazionale e Regionale della Prevenzione 2020-2025, si rende necessario aggiornare contenuti e modalità organizzative del percorso abilitativo regionale per gli addetti all’attività di bonifica e smaltimento amianto. I contenuti e le modalità organizzative saranno oggetto di approfondimento in sede di Comitato Regionale di Coordinamento, a partire dagli esiti del lavoro dello specifico Gruppo tematico regionale, al fine di dare avvio all’iter di approvazione.
Indicatore
Approvazione della DGR relativa al nuovo percorso di formazione.
OBIETTIVO: entro il 30.12.2025

6. SEMPLIFICAZIONE
6.1. Avvio del nuovo Portale per la trasmissione delle relazioni annuali amianto
Descrizione

È stato avviato, in collaborazione con Direzione ICT e Agenda Digitale di Regione del Veneto, un percorso per la realizzazione del portale destinato alla trasmissione alla Regione del Veneto, ai sensi dell’art.9 L. 27 marzo 1992, delle relazioni prodotte annualmente dalle imprese addette allo smaltimento o alla bonifica dei materiali contenenti amianto.
Indicatore:
Attivazione del Portale.
OBIETTIVO: entro il 31.01.2025

6.2. Promozione del sistema per il pagamento telematico delle sanzioni
Descrizione

In ottica di semplificazione, si intende favorire il ricorso al pagamento telematico delle sanzioni elevate dai Servizi SPISAL mediante sistema MyPay. In particolare, i Servizi SPISAL informeranno le imprese su tale modalità di pagamento, e ne promuoveranno l’utilizzo.
Indicatore
Rilevazione del progressivo incremento percentuale della quota pagata mediante l’utilizzo del sistema MyPay sul totale degli introiti delle sanzioni comminate dai Servizi SPISAL.
OBIETTIVO: ANNUALE (entro il 31.05 di ogni anno)

7. ORGANIZZAZIONE
7.1. Pianificazione e monitoraggio dell’attività dei Gruppi tematici regionali
Descrizione

Si rende necessario, trascorsi 2 anni dalla riorganizzazione dei Gruppi tematici regionali, migliorare le modalità operative tramite le attività di programmazione preliminare delle attività e il monitoraggio finale degli esiti, anche al fine di informare periodicamente il Comitato Regionale di Coordinamento, secondo le previsioni del DDR n. 2 del 07.08.2024.
Indicatore
Presentazione al Comitato Regionale di Coordinamento di un programma preliminare di attività per l’anno successivo e della relazione annuale delle attività svolte da ciascun Gruppo tematico regionale, secondo il modello definito a livello regionale.
OBIETTIVO: ANNUALE (entro il 31.12 di ogni anno, documento programmatorio; entro il 31.03 di ogni anno, relazione annuale delle attività)

8. COMUNICAZIONE E INFORMAZIONE
8.1. Prosecuzione della campagna di comunicazione regionale
Descrizione

La campagna di comunicazione regionale, coerentemente con l’avvio avvenuto nel 2023, verrà rinnovata mediante una seconda fase che prevede il forte coinvolgimento del Comitato Regionale di Coordinamento, con la costituzione di un gruppo tecnico ristretto costituito da un rappresentante della Regione del Veneto, uno dei Servizi SPISAL, un rappresentante delle altre Istituzioni (INAIL, INPS, INL, Vigili del Fuoco, etc.) nonché un rappresentante delle associazioni sindacali e di quelle datoriali.
Per lo sviluppo della campagna vi sarà il supporto amministrativo di Azienda Zero.
Indicatore
Presentazione di almeno una iniziativa di comunicazione in occasione della settimana europea della sicurezza e salute sul lavoro.
OBIETTIVO: ANNUALE (in occasione della settimana europea della sicurezza e salute sul lavoro)

8.2. Produzione di materiale sulla gestione dei principali rischi lavorativi
Descrizione

In tema di assistenza e supporto a Imprese e Lavoratori, si intende proseguire nella realizzazione di materiale informativo relativo ai principali rischi professionali e alle loro corrette modalità di gestione, da divulgare a livello regionale e locale mediante i canali di comunicazione esistenti.
Indicatore
Approvazione di almeno 3 documenti regionali destinati a imprese, enti, figure della prevenzione e lavoratori.
OBIETTIVO: ANNUALE (entro il 31.12 di ogni anno)

9. EQUITÀ
9.1. Miglioramento della sorveglianza sanitaria degli ex-esposti a cancerogeni
Descrizione

In Regione del Veneto, la sorveglianza sanitaria dei soggetti con pregressa esposizione professionale a cancerogeni (es. amianto, radon, CVM, etc.) è già garantita, in accordo con i Livelli Essenziali di Assistenza. Si intende migliorare ulteriormente l’erogazione di tali prestazioni, individuando le modalità assistenziali più appropriate e favorendo l’accesso ai servizi in modo tempestivo.
Indicatore
Produzione, in collaborazione con Azienda Zero, di un rapporto annuale delle attività di sorveglianza sanitaria per gli ex-esposti a cancerogeni effettuate dagli SPISAL.
OBIETTIVO: ANNUALE (entro il 31.05 di ogni anno

9.2. Avvio del Programma di Promozione della Salute nei Luoghi di Lavoro
Descrizione

Il Piano Nazionale e Regionale della Prevenzione promuove la salute e il benessere nei Luoghi di Lavoro tra i suoi principali obiettivi. Si intende rilanciare e sostenere il Programma di Promozione della Salute nella Regione Veneto attraverso la sottoscrizione di uno specifico Protocollo da parte dei soggetti interessati nell’ambito del Comitato Regionale di Coordinamento.
Indicatore
Sottoscrizione del Protocollo per la Promozione della Salute nei Luoghi di Lavoro.
OBIETTIVO: Entro il 30.09.2025

9.3. Avvio del percorso per la revisione della Legge Regionale 8/2010
Descrizione

A circa 15 anni di distanza dall’approvazione della LR 8/2010, si rende necessaria la revisione dei suoi contenuti e delle modalità organizzative per la prevenzione e contrasto dei fenomeni di mobbing e per la tutela della salute psico-sociale della persona nel proprio ambiente di lavoro, anche in considerazione del mutato assetto delle strutture del Servizio Sanitario Regionale.
Indicatore
Revisione della Legge Regionale.
OBIETTIVO: entro il 30.07.2026
 

Monitoraggio

Il monitoraggio periodico dell’avanzamento delle azioni previste dal Piano Strategico 2025-2027 avverrà con cadenza trimestrale e in particolare in occasione delle riunioni del Comitato Regionale di Coordinamento. La U.O. Prevenzione Sanità-Pubblica illustrerà l’andamento delle diverse azioni anche con riguardo alle scadenze previste e, se del caso, saranno valutate eventuali rimodulazioni.
Parallelamente, saranno individuate, sempre nell’ambito del citato Comitato, le modalità per effettuare, al termine dello sviluppo del Piano Strategico, una valutazione dell’impatto delle azioni concluse in termini di livelli di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.