Tipologia: Accordo integrativo provinciale
Data firma: 29 dicembre 2022
Validità: 01.01.2023 - 31.12.2024
Parti: Ance, Legacoop e Fillea-Cgil, Filca-Cisl, Feneal-Uil
Settori: Edilizia, Edili ed affini, Industria-Cooperative, Terni
Fonte: fenealuil.it


Sommario:

 

Premessa
Le costruzioni nell’economia nazionale e in Umbria
Enti Bilaterali
RLST
Vestiario
Ape
Parte economica
Mensa
EVR
Malattia

 

Trasferta
Indennità lavori in galleria
Indennità lavori alta montagna
Reperibilità
Decorrenza e durata
Una tantum
Allegati
- Accordo sindacale di consegna del vestiario da lavoro (modulo)
- Rapporto di consultazione aziendale (modulo)


Accordo integrativo provinciale del settore delle costruzioni così come previsto dall'art. 38 del CCNL edilizia - industria e cooperative

In data 29 dicembre 2022, in Temi, presso la Cassa Edile di mutualità e assistenza della provincia di Temi, Via Adriano Garofoli n.15, tra Ance Terni […], Legacoop Produzione e Servizi Umbria […], e Fillea-Cgil Umbria […], Filca-Cisl Umbria […], Feneal-Uil Umbria […]

Premesso che
- le OO.SS. territoriali dei lavoratori hanno fatto pervenire alle Organizzazioni datoriali la piattaforma per il rinnovo del Contratto Integrativo a livello Regionale;
- la suddetta piattaforma, durante i numerosi incontri a livello regionale tra le parti, è stata oggetto di approfondito e costruttivo confronto;
- nel corso dei già menzionati incontri si è convenuto sulla necessità di procedere alla definizione di accordi territoriali provinciali che, nell’ottica di una armonizzazione dell’intero sistema - prevista e auspicata dai precedenti accordi quadro regionali e integrativi provinciali - omogeneizzino le prestazioni contrattuali, il sistema contributivo, la disciplina delle premialità per le imprese e delle prestazioni per gli operai nelle due province di Perugia e Temi;
- è volontà delle parti, con la stipula del presente accordo, dare attuazione a tale scelta condivisa.
Tutto ciò premesso, viene stipulato il presente contratto per la provincia di Terni, integrativo del contratto collettivo nazionale di lavoro edilizia - industria e cooperative da valere nella Provincia di Terni per le imprese edili e affini che svolgono le lavorazioni elencate nel suddetto contratto nazionale e per i lavoratori da esse dipendenti, siano tali lavorazioni eseguite in proprio o per conto di enti pubblici o di terzi privati.

Le costruzioni nell’economia nazionale e in Umbria
Il presente accordo si colloca in una situazione congiunturale estremamente complessa e incerta quanto agli scenari futuri.
Dopo un decennio di crisi profonda, durante il quale si sono perse 160.000 imprese di costruzioni (tremila solo in Umbria) e 600.000 posti di lavoro a livello nazionale, tra il 2018 ed il 2019 si sono intravisti alcuni primi concreti segnali di ripresa.
Lo testimoniavano, in particolare, i dati del comparto pubblico, con un incremento del numero dei bandi di gara pubblicati nel 2019 ed il valore economico degli appalti, ma anche il numero degli occupati che tornava a salire, con un + 5,3% rispetto all’anno precedente, nonché, da ultimo, il mercato immobiliare residenziale che evidenziava segnali positivi, con un numero di abitazioni in aumento del 6,2% rispetto al 2018.
Si trattava, appunto, di timidi segnali positivi per le costruzioni, certamente non sufficienti per garantire lo sviluppo che serviva in quel momento per rialzarsi dalla crisi più devastante che si fosse mai verificata dal secondo dopoguerra, ma che, comunque, avevano ingenerato un clima di ritrovata fiducia che lasciava ben sperare.
Lo scoppio della pandemia da Covid-19 e le forti limitazioni che ne sono derivate hanno causato una contrazione dell’attività economica senza precedenti e, ovviamente, hanno creato i presupposti per una ripresa del settore molto più difficoltosa e incerta.
La pandemia ha condizionato, sia il mercato immobiliare residenziale dove il numero di abitazioni compravendute nel 2020 ha avuto una flessione del -5%, sia il comparto delle opere pubbliche, nel quale i bandi di gara per lavori pubblicati nella regione hanno visto una contrazione del -22,3% rispetto all’anno precedente.
L’introduzione degli incentivi legati al Superbonus 110%, a metà del 2020, ha consentito una nuova ripresa del settore sin dalla fine dello stesso anno.
Il 2021 ha visto una dinamica positiva di tutti i principali indicatori settoriali, confermando una ripresa delle costruzioni già in atto, ma interrotta dalla pandemia, trainata prevalentemente dal comparto della riqualificazione abitativa il cui incremento ha superato il 20%.
A fine dello stesso anno il Superbonus consentiva il raggiungimento di risultati particolarmente positivi, confermando il trend-di accelerazione evidenziatosi già a partire dai mesi estivi.
In Italia, a quel momento, si registravano 95.718 cantieri legati a tale misura per 16,2 mld di euro, mentre in Umbria gli interventi agevolati ammontavano a 1.586 per un importo complessivo di 278 milioni di euro.
Per il settore delle costruzioni, che in Umbria a fine 2021 rappresentava, in termini di investimenti, il 10,1% del PIL regionale ed, in termini di occupazione, il 25,9% degli addetti nell’industria, il 2021 è stato, quindi, un anno dai contorni certamente positivi.
Dati Ance evidenziano per l’Umbria un aumento degli investimenti in costruzioni nel 2021 del +16,7% in termini reali rispetto all’anno precedente, mentre, per ciò che concerne l’occupazione, i dati elaborati dalla CNCE, certificano un aumento del +31,6% del numero di ore lavorate e del +16,1% del numero dei lavoratori iscritti rispetto sempre all’anno precedente.
Un impulso importante in tal senso è venuto anche da una significativa svolta sul fronte della ricostruzione post sisma, entrata in una fase cruciale nonostante un quadro normativo e procedurale rimasto ancora di difficile lettura e comprensione.
Dall’inizio della ricostruzione al 31 luglio scorso sono pervenute all’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria 3.757 richieste per la concessione di contributo, di cui 2.883 per danno lieve e 874 relative a danni gravi al patrimonio edilizio abitativo e produttivo.
Ammontano a 2.402 le istanze accolte presso l’USR dei Comuni di Cascia, Norcia e Spoleto. Al 30 giugno scorso, inoltre, risultano 1.113 i cantieri conclusi, 1.072 dei quali per la riparazione dei danni lievi.
Per gli interventi pubblici, si registrano 290 opere attualmente finanziate in Umbria, per 441 milioni di euro; mentre restano da finanziare altri 367 progetti fra istituti scolastici, strade, edifici pubblici e altro, per oltre 463 milioni di euro.
Dai report di Ance nazionale emerge, nei primi mesi del 2022, un consolidamento dei fondamentali economici a comprova dell’auspicata ripartenza.
Per quanto riguarda l’edilizia residenziale si stima un aumento del 4,5% relativamente alle nuove costruzioni, e del 22% per ciò che concerne il recupero abitativo. Anche per il comparto delle opere pubbliche si evidenzia una crescita del 4% rispetto all’anno precedente, seppur rivista al ribasso rispetto alle previsioni di inizio anno.
Questa ripresa rischia, tuttavia, di essere bruscamente interrotta da una drammatica crisi di liquidità determinata in generale dal caro energia, dal caro materiali e, per quanto
concerne specificatamente l’enorme partita del Superbonus, dal blocco delle cessioni dei crediti fiscali.
Già a partire dalla fine del 2020 è iniziato uno stravolgimento delle condizioni economiche del mercato determinato da un eccezionale aumento del costo dei materiali, primi tra tutti l’acciaio, il rame, i laterizi e il calcestruzzo.
Con l’inizio del conflitto russo-ucraino, la situazione si è ulteriormente aggravata, tanto che attualmente il costo e la reperibilità delle materie prime è totalmente fuori controllo.
Le misure di compensazione introdotte dal Governo per contrastare tali eventi sono risultate assolutamente insufficienti ed inadeguate nel 2021, mentre sicuramente più apprezzabili appaiono essere quelle del più recente “decreto Aiuti” sull’utilizzo dei prezzari aggiornati.
Nonostante le misure introdotte, le imprese - tranne pochissimi casi - non hanno ancora ricevuto il pagamento dei corrispettivi ad esse spettanti, con il concreto rischio che molti contratti in corso di esecuzione non possano essere portati a termine, e che i nuovi cantieri non possano essere nemmeno avviati.
Per ciò che concerne il Superbonus 110%, le norme che nei mesi scorsi sono state introdotte per limitare la cessione dei bonus fiscali anche per le iniziative in corso, hanno finito per bloccare tutte le operazioni, comprese quelle legittime e prive di qualsiasi profilo patologico, soffocando un mercato volto alla riqualificazione urbana che si avviava alla ripresa anche grazie agli incentivi.
Con il decreto “Aiuti-bis" si è cercato di porre un rimedio a tale situazione ma, allo stato attuale, poco o niente sta accadendo sul fronte della riattivazione del mercato dei crediti.
Resta, comunque, il grande interrogativo, legato al futuro dell’edilizia residenziale a fronte di bonus che, seppur con un “décalage”, andranno probabilmente esaurendosi tra qualche anno, in assenza di politiche mirate in materia di rigenerazione urbana e a fronte di impegni stringenti di natura comunitaria sulla riduzione del consumo del suolo.
Allo stesso modo preoccupante appare, in prospettiva, il ridimensionamento del 3,3% degli investimenti fissi lordi della Pubblica Amministrazione, confermato dalla nota di aggiornamento al DEF e dell’1% degli investimenti dei Comuni nel terzo trimestre del 2022.
Ci si avvia, quindi, nonostante una innegabile ripresa del settore negli ultimi due anni, ad un futuro di breve - medio periodo non privo dr incognite e di timori per la reale tenuta e il consolidamento del trend positivo, tanto che l’Osservatorio Congiunturale di Ottobre di Ance nazionale prevede per il 2023 una riduzione del 5,7% degli investimenti in costruzioni.
In questo scenario incerto le parti sociali sono consapevoli che lo sviluppo del settore delle costruzioni è legato anche a politiche industriali che siano in grado di intercettare nuovi bisogni e costruire nuove opportunità occupazionali.
Il programma Next Generation Ue è uno straordinario volano di fiducia e potrebbe avere un impatto significativo sul territorio umbro ed in particolare nel settore delle costruzioni, visto che il 67% degli stanziamenti è rivolto proprio a questo comparto.
In questa prospettiva di ripresa, ancorché segnata da un’instabilità legata agli scenari politici ed economici europei, le parti ritengono che il consolidamento della stessa ed una sua auspicata crescita si possano rafforzare anche in un’ottica di coesione sociale.
Sia l’edilizia infrastrutturale che quella legata al recupero, all’efficientamento energetico e sismico e alla riduzione delle barriere architettoniche, saranno fortemente interessate dal programma PNRR Umbro, con presumibili importanti ricadute in termini di nuove imprese e di opportunità occupazionali.
Il tema della rigenerazione urbana delle città e dei territori, che coinvolge la riqualificazione delle strutture pubbliche, in particolare quelle sanitarie, ma anche gli spazi destinati alle abitazioni pubbliche, all'istruzione, al welfare e alla socialità sono altresì aspetti da considerare come strategici per favorire un modello di nuovo sviluppo.
Gli scenari che si prospettano, quindi, rappresentano una sfida per tutto il mondo del lavoro edile.
In questo contesto le imprese umbre, nell’ambito del sistema bilaterale, possono puntare ad obiettivi ambiziosi quali la riqualificazione e l'investimento in ricerca e innovazione, favorendo anche la creazione di nuove competenze nel settore operaio.
Il settore dopo anni di crisi oggi si trova di fronte ad una fase di espansione, per affrontare la quale sono necessari interventi complessi e coordinati che coinvolgano tutte le parti in causa, non ultime le istituzioni.
C’è la necessità, quindi, di inaugurare una rinnovata stagione di politiche industriali che siano in grado di intercettare i nuovi bisogni che stanno emergendo e, su di essi, costruire un diverso modello di impresa e nuove opportunità/occupazionali.
In questo momento congiunturale, in cui è estremamente difficoltoso il reperimento della manodopera nel settore edile, è altresì necessario un ancor più stretto coordinamento tra enti bilaterali, parti sociali e istituzioni al fine di avviare mirati percorsi professionalizzanti per l’edilizia.
Il modello umbro di ricostruzione post sisma 1997, preso ad esempio per efficienza nella spesa, qualità, livello di legalità e sicurezza grazie anche all'ideazione e messa in campo del DURC congruità, fortemente voluto dalle parti sociali, può rappresentare ancora un punto di riferimento essenziale.
Parimenti potrà costituire un supporto determinante il tavolo delle Costruzioni, istituito dalla Regione dell’Umbria, a patto che lo stesso - così come auspicano le parti sociali - venga riunito regolarmente e consultato sistematicamente ogni qualvolta si affrontino problematiche inerenti il settore delle costruzioni.
Il presente contratto integrativo vuole inoltre essere presidio di regolarità, legalità e sicurezza e a tal fine impegna le parti sociali a promuovere azioni in tal senso.
Il cambiamento dei processi produttivi, l’imponente innovazione tecnologica e digitale e le novità derivanti dall’introduzione di nuovi materiali, impongono un’approfondita riflessione sul cambio di paradigma industriale, tecnologico, produttivo e, non ultimo, anche culturale rispetto al quale il settore delle costruzioni, in tutte le sue componenti, non può ritenersi estraneo.
Le parti sociali hanno da sempre dimostrato sensibilità e attenzione a tutti i fenomeni che interessano il settore edile e si trovano oggi a condividere prospettive economiche e sociali che il contratto provinciale dovrà portare ai lavoratori ma anche alle imprese avendo cura di salvaguardare nel tempo condizioni di stabilità anche occupazionali.
Nel rispetto della propria autonomia e delle rispettive responsabilità, convengono sulla necessità di assumere iniziative per favorire lo sviluppo del settore al fine di garantire la massima occupazione in un contesto di miglioramento dell'attività produttiva, della qualità del lavoro in edilizia e del rispetto delle regole.
Le stesse parti ritengono necessario operare attraverso corrette relazioni sindacali per conferire maggiore qualità al settore, con riferimento alle condizioni di lavoro e alle iniziative volte a contrastare le forme di concorrenza sleale per le imprese. 
L’edilizia non può e non deve rappresentare la scelta residuale del mondo del lavoro né per i lavoratori né per coloro che decideranno di fare impresa.
Si conviene a questo fine sull'esigenza di sensibilizzare la pubblica amministrazione per l'adozione di provvedimenti intesi a diffondere la cultura della legalità, della sicurezza e del rispetto dei diritti dei lavoratori e delle imprese.
Si condivide conseguentemente la necessità di agire costantemente contro i diffusi fenomeni dell'illegalità e di sleale concorrenza, di contrastare con ogni forma legittima l’utilizzo del lavoro irregolare, ritenendo indispensabile l'applicazione alla manodopera impiegata del contratto collettivo nazionale dell'edilizia.
Si condivide altresì di salvaguardare la regolarità contributiva e avviare la contrattazione per definire clausole sociali attraverso percorsi di sperimentazione.
Le parti, inoltre, consapevoli che il settore edile è tra quelli più colpiti dalla carenza di personale, si impegnano a intraprendere le migliori pratiche tese all'inserimento nel settore di nuove risorse umane con l'impegno reciproco di raggiungere risultati misurabili.
Le parti ritengono che la contrattazione integrativa costituisca un fondamentale strumento per definire politiche di valorizzazione di tutti i soggetti operanti nel settore, per individuare processi inclusivi di stabilizzazione e di protezione sociale della manodopera coinvolta da varie forme di precariato.
A tal fine le parti ritengono utile e strategico impegnarsi nella costituzione di un comitato tecnico - scientifico a livello regionale.
Tale comitato sarà composto e coordinato dalle parti sociali di entrambe le province e integrato da personalità di riconosciuta esperienza professionale e formativa nel settore delle costruzioni, a cui il tavolo regionale delle parti sociali potrà commissionare l’elaborazione di studi e proposte.
Il comitato avrà solo funzione consultiva e propositiva, e la sua attività sarà disciplinata da apposito regolamento da approvare entro 90 gg dalla stipula del presente contratto.

Enti Bilaterali
In questo quadro gli enti bilaterali assumono una rilevanza strategica, sia per le funzioni contrattuali loro attribuite, ma anche per i compiti di pubblico servizio che la legge gli affida in modo progressivamente più ampio.
Per tali motivi le parti, con la sottoscrizione del presente contratto provinciale integrativo del CCNL, intendono valorizzare il sistema bilaterale strutturato in un’ottica inclusiva composto dalla Cassa Edile di Terni e dal TESEF riconoscendone il ruolo centrale ed esclusivo per il raggiungimento degli obiettivi posti dal sistema delle relazioni industriali e si impegnano a non intraprendere attività ed iniziative che ne possano compromettere o limitare le funzioni, quali la creazione di nuovi Enti Bilaterali o di sportelli degli stessi nel territorio della Regione Umbria.
Nello spirito di quanto già previsto dai precedenti accordi integrativi verrà proseguita l’azione di razionalizzazione e di contenimento dei costi di gestione ricercando forme di integrazione volte all’efficientamento dei servizi e delle prestazioni.
Le parti si impegnano, attraverso gli Enti Bilaterali, alla diffusione di buone prassi al fine di accrescere la cultura della sicurezza, la prevenzione di fenomeni infortunistici e delle malattie professionali.
Particolarmente importante sarà la possibilità di disporre delle risorse del Fondo territoriale per la qualificazione del settore formazione e incremento delle competenze professionali dei lavoratori previsto dal CCNL del 3 marzo 2022 e istituito presso la Cassa Edile di Terni che verrà alimentato con aliquota contributiva pari allo 0,20%. Tale aliquota A sarà destinata esclusivamente al finanziamento della formazione professionalizzante prevista dal catalogo formativo nazionale e alla premialità per le imprese che ne fruiscono nonché alla premialità per le imprese che denuncino in cassa edile operai inquadrati al primo livello in forza da oltre 18 mesi pari o inferiore ad un terzo del totale dei dipendenti in y organico.

RLST
Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è il soggetto che rappresenta direttamente i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro.
Nell'ambito del progetto generale della sicurezza sul lavoro, è obiettivo prioritario del rappresentante dei lavoratori verificare la corretta applicazione della normativa e l'effettiva prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro, come statuito dall'art. 50 del D.L.vo 81/08.
Il rappresentante territoriale dei lavoratori per la sicurezza opera con riferimento alle imprese edili nelle quali non sia stato nominato il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. Resta inteso che, qualora non si proceda all'elezione diretta del RLS, le funzioni sono esercitate dal RLST a prescindere dal numerò dei dipendenti in forza alle imprese.
Il RLST esercita le attribuzioni previste dal CCNL e dall'art. 50 del D.L.vo 81/08 con le garanzie e le facoltà ivi previste.
Ai sensi dello stesso articolo e di quanto previsto dal CCNL, il RLST non può svolgere attività sindacale, quindi, non può compiere attività di proselitismo e di propaganda, così come non può promuovere assemblee o proporre rivendicazioni, ferma restando la partecipazione, su richiesta dei lavoratori, alle assemblee riguardanti argomenti strettamente inerenti la salute, la sicurezza e l'ambiente di lavoro.
Agli oneri per la realizzazione del presente accordo si provvede mediante un sistema di contribuzione aggiuntiva, a carico delle imprese iscritte alla Cassa Edile di Terni con un'aliquota pari allo 0,10% della retribuzione imponibile per la Cassa Edile.
Sono esonerate dal versamento del contributo aggiuntivo di cui sopra le imprese nelle quali i lavoratori dipendenti abbiano proceduto all'elezione diretta del RLS, secondo le modalità previste dall'art. 47 del D.L.vo 81/08.
Laddove l'elezione avvenga successivamente all'entrata in vigore del presente accordo, la data dell'elezione del RLS aziendale deve essere preventivamente concordata con le OO.SS. dei lavoratori firmatari dello stesso, che avranno 20 giorni per organizzarla, altrimenti si prenderà a riferimento la proposta dell’azienda.
Per tutti i RLS eletti sia precedentemente che successivamente al presente accordo, al fine di ottenere l'esonero dal versamento del contributo, le imprese dovranno comunicare al TESEF e alla commissione dei RLST il nominativo del RLS, trasmettendo contestualmente copia del verbale di elezione e copia dell'attestato di formazione dello
stesso.
Il TESEF provvederà a comunicare formalmente alla Cassa Edile di Terni la regolarità della documentazione e il diritto all’esonero dal pagamento del contributo aggiuntivo a partire dal mese successivo a quello della suddetta comunicazione di nomina.
Per le imprese che non comunicheranno la nomina del RLS gli Enti Bilaterali procederanno alla nomina di ufficio del RLST dandone tempestivamente notizia alle stesse imprese ai lavoratori e alle Organizzazioni Sindacali.
La nomina del RSLT non sarà necessaria nel caso in cui l’impresa attesti la già avvenuta nomina di un RLST da parte del CESF di Perugia. 
Gli importi dovuti dalle imprese ai sensi del sesto capoverso del presente paragrafo sono riscossi tramite la Cassa Edile mediante MUT e conferiti nel fondo RLST della provincia di Terni costituito presso la Cassa stessa.
Il fondo verrà messo a disposizione della commissione RLST (formata da tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali e un rappresentante delle associazioni dei datori di lavoro) che ne definisce con apposito regolamento le modalità di gestione.
Il soggetto nominato RLST deve avere un'effettiva esperienza nel settore edile e/o in materia di sicurezza di almeno 24 mesi.
Il RLST viene designato dalle organizzazioni sindacali territoriali e la nomina è ratificata in apposite assemblee zonali.
Dello svolgimento delle assemblee, nonché degli esiti delle stesse, viene redatto apposito verbale. Copia del verbale di assemblea deve essere trasmessa, a cura delle organizzazioni sindacali, alle associazioni datoriali firmatarie del presente accordo.
La durata dell'incarico è triennale e ogni nuovo incarico deve essere conferito sulla base dei requisiti e secondo le modalità previste dalla presente disposizione.
Il RLST decade dall'incarico per qualsiasi violazione del presente accordo.
In particolare, decade dall'incarico qualora faccia un uso non strettamente connesso alla sua funzione o in violazione del segreto industriale di notizie o di documenti che abbia ricevuto nello svolgimento del proprio incarico, ovvero abusi della propria posizione per ottenere vantaggi per sé o per altri. Inoltre, il RLST decade dall'incarico qualora venga rinviato a giudizio durante il triennio di nomina per motivi connessi all'incarico stesso.
Prima dell'inizio della propria attività il RLST deve ricevere la formazione obbligatoria prevista dall'art.48, comma 7, del D.L.vo 81/08 e dal CCNL per un minimo di numero 120 ore. Successivamente il RLST deve ricevere un aggiornamento della formazione di almeno 8 ore annue.
La formazione nei limiti sopra indicati è impartita dal TESEF.
Lo svolgimento dell'attività del RSLT è disciplinato dal presente accordo, dal contratto collettivo nazionale di lavoro delle associazioni firmataria e dai rispettivi allegati, nonché dalla legislazione e dai regolamenti territoriali.
Il RLST deve segnalare preventivamente all'impresa interessata le visite che intende effettuare negli ambienti di lavoro. Il diritto all'accesso ai luoghi di lavoro è esercitato nel rispetto delle esigenze produttive, con le limitazioni previste dalla legge e dal regolamento territoriale per l'attività dei RLST.
Tutti i RLST devono essere muniti di tesserino di riconoscimento da esibirsi prima dell'accesso ai cantieri e devono essere altresì dotati di tutti i mezzi personali di protezione previsti dalla legge.
Delle visite aziendali e degli altri interventi di consultazione viene redatto un resoconto su apposito modulo in duplice copia, conforme a quello previsto dal CCNL del 18 luglio 2018, una delle quali viene contestualmente consegnata alle imprese.
Al fine di raccordare l'attività dei RLST con quelle dei tecnici del TESEF è prevista una riunione mensile tra i RLST e i rappresentanti del TESEF e della Cassa Edile di Terni.
Degli esiti dell'esercizio delle funzioni dei RLST viene redatta una relazione trimestrale da inoltrarsi al TESEF contenente gli elementi più significativi delle visite effettuate. Per lo svolgimento delle funzioni i RLST possono usufruire di un locale presso le sedi degli enti.
Ogni divergenza sorta tra il RLST e l'impresa sull'applicazione dei diritti di rappresentanza, informazione e formazione previsti dalle normative vigenti nonché eventuali irregolarità riscontrate in materia di salute e sicurezza in ambiente di lavoro, che non siano componibili tra le parti stesse, sono verbalizzate e, prima di qualsiasi ulteriore azione, devono essere sottoposte al Consiglio di Amministrazione del TESEF, in qualità di organo di prima istanza in merito a controversie, che deve esprimere il proprio parere di norma entro tre giorni ovvero entro 10 giorni nei casi particolarmente complessi.
Le parti convengono sulla necessità di verificare, entro un anno dalla stipula del presente contratto, lo stato di attuazione del regolamento attualmente vigente a livello territoriale in merito alla disciplina di tale figura alla luce delle previsioni del presente accordo e di rafforzare l'attività della Commissione appositamente istituita per la regolamentazione e il monitoraggio dell’attività del RLST, anche al fine di valutare l'opportunità di allineare le contribuzioni tra le due province di Perugia e Terni.

Vestiario
Tutti i lavoratori impiegati nei cantieri edili sono dotati, oltre che di scarpe antinfortunistiche e dei DPI specifici previsti dal D.L.vo 81/2008 per le mansioni cui sono addetti, di adeguato vestiario di lavoro, intendendosi per tale la dotazione annuale standard - fatti salvi i contratti di fornitura in essere - come specificatamente dettagliata nella tabella di seguito riportata:

Fornitura triennale

 

 

 

 

 

 

 

Kit stradali

 

 

 

Gilet multitasche h.v

 

 

 

Panatalone estivo h.v.

 

 

 

Pile invernale hv

 

 

 

Pantalone invernale h.v.

 

 

 

Giaccone invernale 3° anno

 

 

 

 

 

 

 

Kit edile base

 

 

 

Jeans

 

 

 

T-shirt grigia

 

 

 

Pantalone canvas grigio

 

 

 

Pile grigio

 

 

 

Giaccone invernale 3° anno

 

 

 

 

 

 

 

Kit imbianchino

 

 

 

Pantalone bianco

 

 

 

T-shirt bianca

 

 

 

Pantalone bianco

 

 

 

Pile blu

 

 

 

Giaccone invernale 3° anno

 

 

 


Gli oneri per l’acquisto degli indumenti da lavoro fanno capo alla Cassa Edile di Terni che provvede direttamente mediante una prestazione particolare agli operai iscritti ed in possesso dei requisiti previsti dal regolamento assistenze, attraverso una contribuzione aggiuntiva, a carico delle imprese iscritte, o, comunque, tenute ad iscriversi alla stessa Cassa Edile, che non abbiano provveduto alla consegna del vestiario in questione.
Le stesse, a partire dall'entrata in vigore del presente accordo, devono contribuire con un'aliquota pari allo 0,15% da applicare sugli elementi della retribuzione utili per il calcolo delle aliquote contributive da versare alla Cassa Edile di Terni.
Gli importi versati dalle imprese, ai sensi della presente disposizione, sono riscossi tramite la Cassa Edile mediante MUT e conferiti in apposito Fondo costituito presso la stessa Cassa, le cui entrate e uscite risulteranno come partite di una gestione separata.
Sono esonerate dal versamento del contributo di cui sopra le imprese che abbiano consegnato ai lavoratori dipendenti gli indumenti da lavoro come verificato dai rappresentanti dei lavoratori e certificato tramite apposito accordo sindacale (vedi modello allegato).
Il suddetto accordo dovrà essere trasmesso alla Cassa Edile di Temi entro il 15 novembre di ogni anno. A partire dal mese successivo a quello in cui l'impresa trasmette l'accordo, l'aliquota dello 0,15% verrà sospesa per un periodo di 12 mesi.
Successivamente il contributo verrà ripristinato fino alla consegna di un nuovo accordo che dovrà comunque avvenire sempre entro il 15 novembre di ogni anno.
Per il primo anno di applicazione del presente contratto, al fine dell’esonero del contributo, il suddetto accordo dovrà essere trasmesso alla Cassa Edile di Temi entro 30 giorni dalla stipula dello stesso integrativo.
Qualora l’aliquota dello 0,15% dovesse risultare insufficiente per l’erogazione della prestazione, le eventuali eccedenze verranno assicurate attingendo alle riserve della Cassa Edile.

Indennità lavori in galleria
Al personale addetto alla costruzione di gallerie di sezione particolarmente ristretta o con fronte di avanzamento distante oltre 1 Km (1.000 m), verrà corrisposta, per tutte le ore effettivamente prestate oltre tale distanza e in aggiunta alle indennità così come ^ individuate al Gruppo B dell’art.20 del vigente CCNL, un’ulteriore indennità del 20%.

Indennità lavori alta montagna
Con riferimento all’art.23 del CCNL l’indennità per i lavori eseguiti in alta montagna, intendendosi per tali quelli eseguiti oltre i 1000 m. sul livello del mare, è fissata nel 5% da calcolarsi sulla paga base di fatto, sull’indennità di contingenza, sull’elemento economico territoriale e sull’indennità di settore.

Reperibilità
Per reperibilità si intende la richiesta con la quale l’azienda, per iscritto, chiede al dipendente di voler essere a disposizione dell’azienda fuori dal suo normale orario di lavoro per poter tornare tempestivamente allo stesso, fatto salvo quanto previsto dal D.Lvo 66/2003.
Qualora siano istituiti turni di reperibilità, ai lavoratori cui sarà richiesta, è riconosciuta un’indennità […]

Decorrenza e durata
Il presente contratto integrativo provinciale, valido per tutto il territorio della provincia di Terni, avrà decorrenza dal 1° gennaio 2023 fino al 31 dicembre 2024.
Per quanto non previsto e disciplinato dal presente accordo integrativo provinciale valgono le norme del contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti edili e affini del settore industria del 3 marzo 2022 nonché le norme contenute nei precedenti accordi contrattuali provinciali non espressamente modificate.
Con accordo separato da sottoscrivere entro 60 giorni dalla stipula del presente contratto verranno definite modalità e criteri per l’erogazione delle prestazioni agli operai e della premialità alle imprese. Nelle more di tale definizione continueranno a trovare applicazione le disposizioni dell’ultimo regolamento assistenze e dell’accordo sulla premialità.