XIX Legislatura

Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati
 Audizione di Spagano Salvatore, Ricercatore di politica economica presso il Dipartimento di economia e impresa dell'Università di Catania
Resoconto stenografico

Seduta n. 25 di Martedì 11 febbraio 2025
 


INDICE

Sulla pubblicità dei lavori:
Marrocco Patrizia, Presidente
Audizione di Spagano Salvatore, Ricercatore di politica economica presso il Dipartimento di economia e impresa dell'Università di Catania
Marrocco Patrizia, Presidente
Spagano Salvatore, Ricercatore politica economica presso Dipartimento di economia e impresa dell'Università di Catania
Marrocco Patrizia, Presidente
Iacono Giovanna (PD-IDP)
Marrocco Patrizia, Presidente
Spagano Salvatore, Ricercatore politica economica presso Dipartimento di economia e impresa dell'Università di Catania
Marrocco Patrizia, Presidente
Spagano Salvatore, Ricercatore politica economica presso Dipartimento di economia e impresa dell'Università di Catania
Marrocco Patrizia, Presidente
 

Testo del resoconto stenografico

PRESIDENZA DELLA VICEPRESIDENTE
PATRIZIA MARROCCO
 

La seduta comincia alle 12.10

Sulla pubblicità dei lavori.

PRESIDENTE. Comunico che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante l'attivazione del sistema audiovisivo a circuito chiuso, nonché via streaming sulla web-tv della Camera.

Audizione di Spagano Salvatore, Ricercatore di politica economica presso il Dipartimento di economia e impresa dell'Università di Catania.
 

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione, in merito all'incidente di Casteldaccia, di Salvatore Spagano, ricercatore di politica economica presso il Dipartimento di economia e impresa dell'Università di Catania, e di Alessia Candito, giornalista de La Repubblica.
Ricordo che la seduta si svolge nelle forme dell'audizione libera ed è aperta alla partecipazione da remoto dei componenti della Commissione d'inchiesta che non fossero presenti. I lavori potranno proseguire in forma segreta a richiesta dell'audito o dei colleghi attraverso una successiva convocazione in presenza.
Ringrazio nuovamente gli auditi e raccomando loro di non superare i quindici minuti.
Cedo la parola, pertanto, a Salvatore Spagano, ricercatore di politica economica presso il Dipartimento di economia e impresa dell'Università di Catania.
SALVATORE SPAGANO, Ricercatore politica economica presso Dipartimento di economia e impresa dell'Università di Catania. Buongiorno a tutti. Vi ringrazio per questa occasione.
Mi sono sempre occupato di economia delle istituzioni, cioè di come le regole influenzano gli output economici e di come l'analisi economica può aiutare la scrittura e l'applicazione delle regole.
La vicenda di Casteldaccia da un punto di vista istituzionale di economia delle istituzioni purtroppo ripropone temi già noti. Mi soffermo su due temi soltanto, ferma restando la disponibilità a rispondere ad eventuali richieste di approfondimento.
Io non entro nel merito né della vicenda né in quello giuridico perché non mi compete, ma ciò che salta all'occhio è per prima cosa la dimensione dell'impresa appaltatrice. È noto, infatti, che al ridursi delle dimensioni di una impresa cresce la propensione, direi quasi la spinta, ad abbandonare alcuni target di sicurezza nello specifico, ma, in generale, di professionalità. Questo è dovuto alla questione reputazionale, perché una grande impresa, che abbia un appalto o un subappalto poco importa, tiene talmente alla propria reputazione da non poter correre il rischio di incorrere in sanzioni che ne diminuiscano la fama e la reputazione.
Questa è la prima considerazione da fare, sulla quale poi si può entrare anche più nel merito. Per quanto riguarda il secondo problema, anch'esso estremamente noto e ben trattato dalla teoria economica, ci troviamo di fronte ad un tema di asimmetria informativa, in particolare di quel tipo di asimmetria informativa che con sgradevole termine in italiano si traduce come «azzardo morale»; rende meglio l'inglese moral hazard, che indica la situazione nella quale io che devo concludere un contratto con un qualunque soggetto mi trovo nell'impossibilità, dopo aver concluso detto contratto – e questo è il caso del contratto di appalto e a maggior ragione di quello di subappalto – di conoscere esattamente quali saranno le norme alle quali concretamente, in questo caso la ditta, ma fosse anche un ente o un singolo individuo, poco importa, si atterrà.
Questo determina quello che noi chiamiamo un «disallineamento di funzioni». L'interesse della ditta appaltante è quello di essere in regola con tutto ciò che la normativa prevede, mentre l'interesse della ditta appaltatrice potrebbe essere quello, invece, di minimizzare i costi, in questo caso minimizzare i costi di sicurezza.
Nella vicenda, che mi è dato conoscere da ciò che è stato reso pubblico, ci troviamo contemporaneamente di fronte ad una asimmetria informativa e ad un rischio esponenziale di abbandonare le norme sulla sicurezza sul lavoro, che cresce in maniera esponenziale man mano che cresce la catena di subappalto. In questo il concetto di dimensione è fondamentale. Se per il piccolo lavoro io mi affido ad una ditta più piccola di me, lo stesso rischio reputazionale che io avverto non è trasmesso direttamente all'altra. Questo è il quadro generale.
Nel caso specifico mi sembra di poter dire che entrambi questi problemi hanno rilevato. Bisognerebbe assicurare l'allineamento di funzioni tra ditta appaltante e appaltatrice, nel senso che entrambe dovrebbero avere gli stessi incentivi, cosa che evidentemente non accade in generale e purtroppo in questo caso se ne è avuta prova.
La seconda questione è, ripeto, quella della asimmetria informativa: più si va avanti nella catena del subappalto più il rischio cresce. Ecco che da un canto il regolatore, ma dall'altro anche il decisore politico, o il decisore tecnico in questo caso, dovrà prendere atto del rischio crescente al diminuire della dimensione e alla crescita della catena del subappalto.
Questo è quanto posso dire in via introduttiva sulla vicenda. Resto a disposizione per eventuali approfondimenti.
PRESIDENTE. Do la parola ai colleghi che intendono intervenire per porre quesiti o formulare osservazioni.
GIOVANNA IACONO. Ringrazio il professore Spagano per la sua relazione introduttiva, che ci fornisce degli elementi secondo me abbastanza importanti. Io ho poco da approfondire perché è stato abbastanza chiaro e ha, secondo me, toccato due punti fondamentali. Lo dico perché noi già siamo nel corso della terza audizione e già qualche elemento è emerso durante le passate audizioni che abbiamo fatto sul caso specifico che appare, dal mio punto di vista, quantomeno anomalo.
Mi riferisco a quello che già lei ha segnalato. Credo che le cose possano essere collegate tra di loro. Mi riferisco al fatto che la parcellizzazione possa in qualche modo aumentare i rischi dal punto di vista della sicurezza. Entriamo nel merito delle cose relative al sistema di appalto e subappalto. Perché nel caso specifico sono connesse? Perché, quantomeno dal mio punto di vista è molto anomalo che questa piccola ditta, che è risultata perdente nella gara d'appalto, successivamente riceve l'incarico per diversi lavori in subappalto.
Non so cosa poteva accadere se fosse successo altro, però pare abbastanza chiaro che anche in questo caso, trattandosi di una ditta di dimensioni piccole, avendo avuto affidato questo lavoro da AMAP che prima lo dà in appalto e poi questa piccola ditta lo riceve in subappalto, chiaramente, dal punto di vista della sicurezza sono venuti meno probabilmente una serie di elementi che già ci siamo detti e le cose che lei nella sua introduzione ha fatto già emergere.
Se ci sono elementi in più da poter approfondire insieme, mi piacerebbe averli da lei.
PRESIDENTE. Do la parola al nostro ospite per la replica.
SALVATORE SPAGANO, Ricercatore politica economica presso Dipartimento di economia e impresa dell'Università di Catania. Ha detto bene, purtroppo. Io ho presentato due tematiche, due tipi di problematiche separatamente, ma è evidente che se queste due vicende si uniscono, quindi se la dimensione si riduce e cresce la lunghezza della catena di subappalto, purtroppo non si sommano, ma si moltiplicano i rischi, quindi crescono in maniera esponenziale.
Io non sono in grado di dire alcunché sulla specifica circostanza, peraltro certamente curiosa, di una ditta che riceve in subappalto un lavoro per il quale non era risultata vincente. Su questo non ho elementi per pronunciarmi. Una cosa, però, è certa. Nel momento in cui si sommano questi rischi, che tecnicamente sono rischi contrattuali, nella teoria dei contratti, dal punto di vista economico e non dal punto di vista giuridico, quello che accade è che io contraente entro certi limiti non sono cosciente, non sono consapevole di quanto sarà fedele o infedele all'uno o all'altro elemento del regolamento contrattuale la controparte. Non lo posso sapere. Questo di per sé è un rischio.
Quindi, l'ente pubblico dà un appalto e non è sicuro della fedeltà del comportamento del contraente, e questo non lo è mai. Se il contraente cede nuovamente in subappalto la realizzazione dell'opera, è evidente che io ente pubblico subisco un rischio molto più grande, che l'ultimo anello della catena del subappalto non sia fedele alla norma generale alla quale io mi sono dovuto attenere.
Se a questo aggiungiamo che la dimensione via via si riduce in una lunga catena di subappalto – in questo caso si è ridotto non so quanto perché non conosco il numero di passaggi, immagino sia stato soltanto uno, ma si è comunque ridotto significativamente – che cosa accade, dall'altro canto? Cresce l'incentivo dell'impresa – specie se piccola, specie se in subappalto – a ignorare quelle regole, qualunque tipo di regola. In questo caso parliamo di quella del lavoro, ma teoricamente io ho l'obbligo di dire «qualunque tipo di regola», per la semplice ragione che più piccola è un'impresa più il costo è marginale. Quindi, il costo variabile, il costo della realizzazione della singola opera cresce, per cui si riduce l'incentivo a sopportare quel costo, per non rischiare di non avere margine nella remunerazione.
Se mi è consentito vorrei fare un paragone. È lo stesso problema che esiste tra il concetto generale di evasione fiscale e il concetto della cosiddetta «evasione di sopravvivenza». È chiaro che l'evasore fiscale che sottrae importanti somme all'erario è la grande impresa, la quale, però, incorrerebbe in un grosso rischio reputazionale se dovesse essere sanzionata. Quindi, ha un incentivo a rispettare quella norma, sebbene ci sia un incentivo a non rispettarla perché questo aumenta il profitto. D'altro canto, se parliamo di una piccola impresa, così come nella questione dell'appalto e anche nella questione della fedeltà fiscale, quello che viene fuori è che l'impresa che fa un'evasione di sopravvivenza, cioè senza la quale evasione non rientra nei costi, ha un solo incentivo: quello a violare la regola. Questo è direttamente relazionato alla dimensione dell'impresa.
Ecco il motivo per cui nello scendere nella catena del subappalto a imprese più piccole corrispondono incentivi maggiori a ignorare qualsivoglia tipo di norma, in questo caso disgraziatamente la più importante, ossia quella sulla sicurezza sul lavoro.
PRESIDENTE. Grazie, dottor Spagano.
Chiedo se ci sono altri colleghi che vogliono intervenire.
Ringrazio il dottor Salvatore Spagano per la sua attenta e precisa analisi su questa vicenda. Sicuramente sarà un lavoro prezioso che rimarrà agli atti per la nostra Commissione.
La ringrazio, la saluto e le auguro una buona giornata.
SALVATORE SPAGANO, Ricercatore politica economica presso Dipartimento di economia e impresa dell'Università di Catania. Grazie a lei, presidente, e a tutti i presenti per l'opportunità.
Buon lavoro.
PRESIDENTE. Grazie a lei ancora.
Adesso avremmo dovuto audire la dottoressa Alessia Candito, giornalista di la Repubblica, che ha avuto un imprevisto lavorativo, quindi non può essere qui con noi oggi. Purtroppo l'abbiamo saputo all'ultimo momento. Sicuramente la riconvocheremo successivamente.
Dichiaro chiusa l'audizione.
In relazione al filone d'inchiesta sulla strage dei lavoratori avvenuta a Casteldaccia il 6 maggio 2024, comunico che in data 14 gennaio 2025 l'AMAP Spa, Azienda municipalizzata acquedotto di Palermo, ha trasmesso via e-mail apposita documentazione afferente ai contratti di appalto e subappalto sottoscritti per l'esecuzione dei lavori di pronto intervento e manutenzione ordinaria e programmata nelle fognature della provincia di Palermo.
Propongo di assegnare alla suddetta documentazione il regime di classificazione libera, in quanto non classificata dal soggetto originatore.
I sopra citati documenti, acquisiti su richiesta della Commissione in formato digitale, sono stati assunti al protocollo della Commissione e sono disponibili presso l'archivio della Commissione.
Con riguardo all'ultimazione delle audizioni riguardanti l'incidente di Casteldaccia, si comunica che gli uffici hanno intrapreso contatti con il procuratore di Termini Imerese, dottor Ambrogio Cartosio. Si è appreso che le indagini sull'incidente sono ancora in corso e si è deciso di posticipare di qualche mese l'audizione, quando si potranno avere risultanze e notizie più precise.
Dichiaro chiusa l'audizione e auguro una buona giornata a tutti i colleghi collegati.
 

La seduta termina alle 12.25.


fonte: Camera dei Deputati