XIX Legislatura

Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati
  Audizione del procuratore della Repubblica di Latina, Giuseppe De Falco

 

Resoconto stenografico

Seduta n. 20 di Mercoledì 25 settembre 2024
 


INDICE

Sulla pubblicità dei lavori:
Gribaudo Chiara, Presidente
Audizione del procuratore della Repubblica di Latina, Giuseppe De Falco:
Gribaudo Chiara, Presidente
De Falco Giuseppe, Procuratore della Repubblica di Latina
Marra Marina, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina 
Gribaudo Chiara, Presidente
Coppo Marcello (FDI)
Gribaudo Chiara, Presidente
Soumahoro Aboubakar (Misto)
Gribaudo Chiara, Presidente
De Falco Giuseppe, Procuratore della Repubblica di Latina
Gribaudo Chiara, Presidente
De Falco Giuseppe, Procuratore della Repubblica di Latina
Gribaudo Chiara, Presidente
De Falco Giuseppe, Procuratore della Repubblica di Latina
Gribaudo Chiara, Presidente
(I lavori proseguono in seduta segreta, indi riprendono in seduta pubblica).
Gribaudo Chiara, Presidente
De Falco Giuseppe, Procuratore della Repubblica di Latina
Marra Marina, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina
De Falco Giuseppe, Procuratore della Repubblica di Latina
Marra Marina, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina 
Gribaudo Chiara, Presidente
De Falco Giuseppe, Procuratore della Repubblica di Latina
Marra Marina, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina
De Falco Giuseppe, Procuratore della Repubblica di Latina
Marra Marina, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina
Gribaudo Chiara, Presidente
Marra Marina, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina
De Falco Giuseppe, Procuratore della Repubblica di Latina
Gribaudo Chiara, Presidente
Marra Marina, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina
Gribaudo Chiara, Presidente
Marra Marina, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina
De Falco Giuseppe, Procuratore della Repubblica di Latina
Marra Marina, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina
Gribaudo Chiara, Presidente
Maerna Novo Umberto (FDI) 
Soumahoro Aboubakar (Misto)
Gribaudo Chiara, Presidente
De Falco Giuseppe, Procuratore della Repubblica di Latina
Gribaudo Chiara, Presidente
 

Testo del resoconto stenografico

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE
CHIARA GRIBAUDO
 

La seduta comincia alle 15.05

Sulla pubblicità dei lavori.

PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi dell'articolo 13, comma 4, del Regolamento della Commissione, la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata mediante l'attivazione del sistema audiovisivo a circuito chiuso e la trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati.

Audizione del procuratore della Repubblica di Latina, Giuseppe De Falco.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del procuratore della Repubblica di Latina, Giuseppe De Falco, che saluto e ringrazio, in materia di caporalato nella provincia di Latina, anche in relazione all'incidente, poi dimostratosi mortale, occorso al bracciante di origine indiana Satnam Singh.
Il procuratore è accompagnato dalla dottoressa Marina Marra, sostituto procuratore della Repubblica di Latina, titolare della relativa indagine.
Ricordo che la seduta si svolge nelle forme dell'audizione libera ed è aperta alla partecipazione da remoto degli auditi e dei componenti della Commissione d'inchiesta che non fossero presenti. I lavori potranno proseguire in forma segreta a richiesta dell'audito o dei colleghi. In tal caso, ovviamente, non sarà più consentita la partecipazione da remoto e verrà interrotta la trasmissione via streaming sulla web-tv.
Ringraziandovi naturalmente per la presenza vi darei la parola a partire dal procuratore Giuseppe De Falco.
GIUSEPPE DE FALCO, Procuratore della Repubblica di Latina. Va da subito detta una cosa importante, che successivamente al giugno 2024, cioè successivamente all'episodio triste, funesto, che ha colpito il lavoratore Satnam Singh, si è proporzionalmente incrementato il numero di procedimenti iscritti. Per dare un dato concreto, dal 1° luglio 2023 al 30 giugno 2024 – questo è il periodo temporale che viene tenuto in considerazione con riferimento alle relazioni per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, quindi, quando ci sarà a gennaio l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2025 il Presidente della Corte d'appello e il Procuratore generale esporranno i dati che gli uffici del territorio e del distretto comunicano con riferimento a questo arco temporale, 1° luglio-30 giugno – ci sono state sette iscrizioni a modello 21, sette procedimenti per caporalato.
Dal 30 giugno ad oggi, quindi dopo il decesso e la vicenda Satnam, ce ne sono stati otto. È evidente che questo fatto, questa terribile vicenda ha comunque stimolato innanzitutto alcuni lavoratori. Tra questi otto abbiamo infatti tre denunce che provengono da lavoratori e una quarta del sindacato. Questo è particolarmente importante perché, come dicevo, la non rispondenza del dato numerico dei procedimenti alla reale entità del fenomeno è, a mio giudizio, per quello che ho potuto riscontrare, ma non credo sia difficile convenire su questo, è data da più fattori, primo dei quali è l'estrema ritrosia da parte dei lavoratori sfruttati a denunciare le situazioni di cui sono vittime.
Si tratta in gran parte di lavoratori che stanno nel nostro territorio privi del permesso di soggiorno, quindi in situazione di irregolarità e che provengono per gran parte dall'Asia centrale. Noi diciamo indiani, ma possono essere pachistani, del Bangladesh oltre che dell'India.
Va subito detto che la dimensione complessiva criminale del fenomeno è rilevante. Proprio con riferimento alle modalità di ingresso in Italia di questi lavoratori, impiegati per lo più nel settore dell'agricoltura, perché gli italiani non vogliono lavorare in quel settore, perché è faticosissimo, la dimensione criminale del fenomeno si apprezza anche con riferimento ai procedimenti relativi a una serie di reati che sono connessi all'ingresso irregolare in Italia di questi soggetti.
Parlo, per esempio, della necessità di far figurare contratti di lavoro fittizi, di far figurare rapporti locativi fittizi, perché chiaramente chi vuole munirsi del permesso di soggiorno deve dimostrare una situazione che sia di regolarità.
Abbiamo procedimenti che riguardano anche questo tipo di reati (truffa, falso, sostituzione di persona). Il fenomeno, quindi, ha anche un suo portato collegato. Chiaramente, questi lavoratori che si trovano in situazione di irregolarità non hanno interesse né convenienza a denunciare perché praticamente verrebbero allo scoperto e quindi subiscono condizioni di sfruttamento riconducibili, va visto caso per caso, alla figura del caporalato, rispetto alla quale sono davvero inermi, anche lavoratori con il permesso di soggiorno, magari regolarmente assunti, che possono versare in condizioni di sfruttamento se non altro con riferimento al tema dell'adozione delle misure di sicurezza sul lavoro e al tema del rapporto di lavoro (retribuzione, compensi per lavoro straordinario, ferie, eccetera). Anche loro, trovandosi in una situazione di inferiorità patologica – nel rapporto di lavoro c'è sempre la parte datoriale che in qualche modo è in una situazione di sovraordinazione rispetto al lavoratore, ma qui stiamo parlando di una situazione patologica di inferiorità – non hanno neppure loro interesse a denunciare, cioè subiscono condizioni lavorative non regolari pur di non perdere il rapporto di lavoro.
A questo si aggiunge la estrema difficoltà, per carenza di uomini e mezzi, di operare su vasta scala ispezioni di carattere amministrativo, quindi prima e a prescindere dall'acquisizione delle notizie di reato, che possano portare a scoprire situazioni che poi possono e devono essere investigate ulteriormente.
C'è questo dato importante della non corrispondenza del numero dei procedimenti penali iscritti alla effettiva entità del fenomeno. Il fatto che questo triste episodio abbia recentemente stimolato nuove denunce è un fatto di per sé positivo, anche se, certo, sarebbe stato meglio non dover attendere questa tragica morte.
I procedimenti una volta iscritti vengono nel nostro territorio istruiti mediante indagini nelle quali cerchiamo di far operare sinergicamente tutte le varie forze di Polizia giudiziaria, le quali mostrano grande impegno a questo fenomeno, e quindi di far operare congiuntamente alle forze tradizionali di Polizia giudiziaria (Carabinieri, Polizia, Guardia di finanza), che hanno ovviamente esperienza in una metodica investigativa che potremmo dire tradizionale, anche forze di Polizia giudiziaria specializzate, come la ASL, specializzate in materia di sicurezza del lavoro, e la Direzione provinciale del lavoro ex Ispettorato che ha competenza specifica per quanto attiene la regolamentazione in tema di rapporto di lavoro e aspetti previdenziali.
Rimango a disposizione per le domande che mi vorrete fare. Io non mi addentro nell'illustrazione di quelle che potrebbero essere le cause che sono sociologiche ed economiche del fenomeno. Credo che al di là del fatto evidente di una situazione di grave difficoltà dei lavoratori, che quindi subiscono a loro danno queste modalità di prestazione lavorativa, ci sono poi dati di ordine economico, come quelli relativi evidentemente al fatto che il minor costo dell'impiego della forza lavoro poi dà la possibilità di maggiori profitti. Non compete a me a fare questo tipo di valutazione.
MARINA MARRA, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina. Io posso aggiungere qualcosa che compete al procedimento a me assegnato. Io sono da poco in forze nella Procura di Latina, per cui posso riferire sulla base di quello che ho trattato da qui a giugno. Tra i procedimenti più rilevanti sicuramente vi è quello relativo al decesso di Satnam Singh, che ha interessato, sotto il profilo investigativo, la Procura da qualche tempo a questa parte.
In relazione a questo procedimento, come anticipava il procuratore in generale, nello specifico sono emersi anche dei fatti astrattamente riconducibili al reato di caporalato di cui all'articolo 603-bis. Stiamo approfondendo, stiamo ponendo in essere accertamenti al fine di verificare questa ipotesi.
Sono ancora in corso le indagini in relazione a questi profili. Rilevo, come anticipava il procuratore, che questo drammatico avvenimento ha avuto il pregio, se così possiamo dire, di fare emergere queste situazioni e non solo di far sì che i lavoratori che si trovano in questa situazione di totale occultamento rispetto al tessuto sociale, per ovvie ragioni, sono lavoratori che non hanno il permesso di soggiorno, che si trovano in condizioni di invisibilità, potremmo dire, rispetto alla società, rispetto al tessuto sociale e lavorativo, che hanno denunciato proprio in relazione a questo procedimento. Infatti, abbiamo due denunce in relazione proprio all'azienda condotta dall'indagato in questione. Questa è la parte virtuosa rispetto a quanto è avvenuto.
PRESIDENTE. Grazie.
Do la parola ai colleghi che intendono intervenire per porre quesiti o formulare osservazioni.
MARCELLO COPPO. Devo fare una domanda in generale, ma solo per capire il fenomeno specifico.
Il caporale era già conosciuto prima da queste persone che arrivano sul posto? C'è un'organizzazione che chiama queste persone a lavorare lì e poi le sposta magari anche ad altre parti?
Abbiamo sentito, quando siamo andati sul posto, che ci sono persone che fanno quasi le stagioni della raccolta. Per carità, in Puglia si raccoglie quasi tutto l'anno, però è ovvio che per far arrivare le persone ci vuole anche un'organizzazione. Queste organizzazioni sono legate alla familiarità, alla nazionalità delle persone che arrivano, quindi addirittura c'è un collegamento transnazionale tra queste persone, una natura transnazionale di queste organizzazioni?
Il caporale ha una funzione nel trovare o far perdere il lavoro oppure è una organizzazione che dà dei «servizi» come il trasporto o altro tipo di assistenza, proprio nell'invisibilità?
Se io sono invisibile, del medico magari avrò bisogno perché ogni tanto non starò bene. Stringerò i denti, ma c'è ovviamente un punto in cui se devo partorire da qualche parte ovviamente devo andare, devo essere anche registrato. Vorrei sapere se questa organizzazione di servizi è stata verificata o ne avete avuto evidenza durante le vostre indagini.
PRESIDENTE. Chiedo se ci sono altri colleghi che intendono intervenire. Nel frattempo mi unisco alle considerazioni del collega Coppo. Mi affianco alle considerazioni del collega, ma mi permetto di aggiungerne due. La prima, bene che ci siano maggiori denunce, però constato che il soggetto, il datore di lavoro di Satnam Singh era indagato per caporalato da cinque anni. Almeno questo noi abbiamo appreso da notizie di stampa ed è il motivo per cui vi abbiamo convocato, anche per ragionare insieme, perché ci sono anche delle norme che dicono che se ci sono degli elementi d'indagine importanti comunque la Procura può fare delle scelte di avanzamento di alcuni dossier rispetto ad altri. Quindi, la mia domanda va in questa direzione. Come è possibile, se la situazione era questa, visto che quello che è accaduto a questo lavoratore non è ascrivibile a un reato di caporalato, ma è un'altra cosa ben più grave, che sono passati cinque anni senza che ci sia stato un intervento?
ABOUBAKAR SOUMAHORO. Ringrazio il procuratore e i nostri auditi per il contributo prezioso in questo lavoro in merito al fenomeno del caporalato nel territorio dell'Agro Pontino.
Avrei alcune domande. Poiché il procuratore parlava di situazione patologica, dove vi sono anche delle difficoltà in relazione a carenze di mezzi per affrontare e contrastare questo fenomeno, cosa pensa il procuratore in merito allo strumento di un percorso di tutela, cioè di sottrazione delle persone vittime del fenomeno del caporalato e dello sfruttamento in agricoltura attraverso il riconoscimento di un titolo di soggiorno che sia all'interno di un percorso di formazione professionale, con la finalità di un inserimento lavorativo in un contesto di legalità?
La seconda domanda riguarda quanto esposto prima dal procuratore in merito ai procedimenti. La domanda è la seguente: negli ultimi cinque anni quanti procedimenti sono stati avviati in relazione al fenomeno legato al caporalato nel territorio in oggetto? E, di conseguenza, quanti di questi procedimenti sono giunti a sentenza definitiva?
Ringrazio davvero per il contributo prezioso portato fin qui ai nostri lavori.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Soumahoro.
Prego, dottor De Falco.
GIUSEPPE DE FALCO, Procuratore della Repubblica di Latina. Rispondo nell'ordine alle domande?
PRESIDENTE. Come crede, nessun problema.
GIUSEPPE DE FALCO, Procuratore della Repubblica di Latina. Mi verrebbe da rispondere subito alla sua, perché non è vero che Antonello Lovato è indagato da cinque anni. Io ho letto davvero molte inesattezze.
PRESIDENTE. Siamo qui per questo.
GIUSEPPE DE FALCO, Procuratore della Repubblica di Latina. Siccome c'è stata un'interrogazione parlamentare su questo da parte dell'onorevole Orlando, se voi ritenete io vorrei produrre ciò che ho prodotto, relazione e documentazione, in risposta a quell'interrogazione. Mi è stato richiesto dalla Procura generale della Corte d'appello. Antonello Lovato non è mai stato indagato per caporalato. Non posso dire se lo è stato per altri reati perché non lo so, ma certamente quello che ci interessa è il caporalato e al riguardo non è mai stato indagato.
Il procedimento pendente da cinque anni, per il quale ho fornito spiegazioni anche in ordine alle cause di questa pendenza, non riguarda Antonello Lovato, ma riguarda, tra gli altri, il padre che si chiama Renzo (la collega non è la titolare del procedimento) e riguarda altre aziende e tante altre persone, tra cui due caporali indiani (e poi mi riaggancio alla sua domanda).
Quindi, tra l'azienda nell'ambito della quale è avvenuto questo infortunio e poi omicidio e tra il titolare di quell'azienda e le aziende oggetto dell'altro procedimento e gli indagati nell'altro procedimento non v'è alcun legame, se non il fatto che uno degli indagati è il padre di Antonello.
Come faccio a chiedere la segretezza su un punto adesso? Vorrei dire una cosa...
PRESIDENTE. Può chiederla e noi sospendiamo.
(I lavori proseguono in seduta segreta, indi riprendono in seduta pubblica).
PRESIDENTE. Vedo i colleghi da remoto, però aspettiamo, facciamo un doppio check. Perfetto, è corretto.
Prego, procuratore.
GIUSEPPE DE FALCO, Procuratore della Repubblica di Latina. Il procedimento che pende riguarda numerose aziende e anche la figura di due caporali indiani. Mi riaggancio alla prima domanda. Ovviamente, la figura del caporale non sempre è individuabile nell'ambito delle indagini. Ci sono dei caporali che continuano a prestare la loro attività anche durante l'espletamento delle prestazioni lavorative, ma ci sono – come accennava anche lei – delle figure di soggetti, perlopiù di etnia indiana, che ovviamente sono il collegamento tra coloro che vengono dall'Asia nella prospettiva di trovare un lavoro e le aziende che hanno bisogno di assunzione. Questo è un fenomeno certo, ma non sempre agevolmente individuabile.
Noi abbiamo due segmenti di indagine, in generale, su questo fenomeno. Il primo è quello cui facevo cenno prima, cioè quello che riguarda tutte le attività illecite che sono a monte del caporalato: come arrivo in Italia, come mi procuro un permesso di soggiorno falsamente, sulla base di documenti falsi. Ci sono cittadini italiani che si trovano a essere inconsapevolmente – ma questo «inconsapevolmente» pure deve formare oggetto di investigazione – titolari di 10-15 contratti di locazione, che dicono di non saperne niente. In questo ambito ci sono soggetti di etnia indiana che hanno rapporti... Dovrei interrompermi di volta in volta sulla segretezza. Magari finisco.
La figura del caporale, che spesso è di etnia indiana, non sempre emerge, è difficile farla emergere nel momento in cui riusciamo a individuare un'azienda in cui ci sono lavoratori sfruttati, perché magari ha già svolto a monte la propria attività, però certamente esiste. L'indagine, di cui poi dirò ancora, che riguarda il padre di Lovato e altre persone, pendente da anni, coinvolge anche due soggetti indiani, che accusiamo di aver svolto il ruolo di caporali con riferimento a più aziende del nostro territorio.
Quindi, la figura del caporale è essenziale. Non sempre continua la propria opera nel momento in cui la prestazione di lavoro è iniziata, nel senso che a volte serve, come accennava lei, per esempio, per far trovare una situazione alloggiativa, che è precaria e rappresenta uno degli aspetti più gravi per la dignità della persona. Si vedono situazioni di alloggio che destano davvero allarme. A volte serve a farglielo trovare. A volte non è necessario, ci pensa il datore di lavoro. Però è una figura essenziale.
MARINA MARRA, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina. Posso fare una precisazione, procuratore, su questo?
GIUSEPPE DE FALCO, Procuratore della Repubblica di Latina. Per me, certo.
MARINA MARRA, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina. Proprio in riferimento a quello che ha detto poc'anzi il procuratore capo, non sono due categorie che vanno di pari passo. La norma punisce le condotte di intermediazione, come diceva il procuratore, di quei soggetti che si sono posti quali intermediari per far entrare in Italia, successivamente trovare una sistemazione, impiegare i lavoratori, piuttosto che situazioni di sfruttamento puro e semplice. Non è necessario per l'integrazione della norma che ci sia questa attività primaria di intermediazione. È sufficiente che vi sia uno sfruttamento, indipendentemente dall'origine.
Per quanto riguarda i procedimenti che sono oggetto di questa interlocuzione, come preannunciato dal procuratore, in uno sicuramente è emersa questa attività di intermediazione; nell'altro, ad esempio, non sono emerse ipotesi di questo tipo, fino adesso.
PRESIDENTE. Grazie.
Vuole aggiungere delle cose in segretezza? Risponda pure al collega Soumahoro e dopo passiamo alla parte segreta.
Grazie.
GIUSEPPE DE FALCO, Procuratore della Repubblica di Latina. Io documento lasciandovi copia della relazione che ho fatto con riferimento a quell'interrogazione parlamentare.
In questo procedimento complesso, perché riguarda numerosi indagati, più di 10, e anche due figure di caporali...
MARINA MARRA, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina. 17.
GIUSEPPE DE FALCO, Procuratore della Repubblica di Latina. Il mio ufficio ha svolto indagini complesse, anche con attività di intercettazione, indagini terminate con un'informativa conclusiva corposa del Comando provinciale carabinieri di Latina e del Nucleo ispettorato del lavoro di Latina, proprio per questa sinergia di investigazione, terminata nel novembre 2021.
Nel marzo 2022 – il tempo tecnico di elaborarla – il mio ufficio ha formulato e depositato al GIP richiesta di misura cautelare (custodia in carcere o arresti domiciliari) di 11 persone e richiesta di sequestro di 5 aziende agricole, tra cui quella di Renzo Lovato, padre di Antonello, che però – lo ribadisco – non ha niente a che vedere con l'azienda in cui è avvenuto l'omicidio.
Spiace dirlo, ma questa richiesta (25 marzo 2022) non è stata evasa dal GIP titolare, la quale GIP titolare il 20 aprile 2023, cioè un anno dopo, è stata arrestata per corruzione. Purtroppo capita anche questo. Il procedimento è transitato a un altro GIP, il quale, nuovo assegnatario, ha fatto innanzitutto richiesta alla procura di ridepositare la richiesta di misura cautelare, perché – spiace dirlo, ma è così – la richiesta non si trovava.
Non voglio dilungarmi. Può succedere quando qualcuno viene arrestato. È un procedimento, quello che riguarda la collega arrestata, che ancora non è stato definito, però ha avuto ripercussioni anche sullo svolgimento del lavoro.
Ritrasmessa la misura cautelare al nuovo GIP, questi ha ritenuto che, essendo passato troppo tempo dalla data di commissione dei reati, ci fossero i gravi indizi, ma non ci fossero le esigenze cautelari. Il mio ufficio ha ritenuto – ritengo non sbagliando – che fosse inutile proporre appello, anche perché, come sapete, con l'appello si ha la discovery dei procedimenti. Quindi, è stato predisposto l'avviso di conclusione indagini. Per problemi relativi alle notifiche – succede anche questo – del 415-bis, le notifiche sono terminate a brevissimo. Il tempo, poi, per chiedere gli interrogatori e farli. Quindi, è di pronta definizione. Però non riguarda Antonello Lovato, non riguarda l'azienda di Antonello Lovato. Il mio ufficio nel marzo 2022 aveva presentato richiesta di misura cautelare per 11 persone, compresi i caporali, e richiesta di sequestro per 5 aziende.
Questo lo dico e lo scrivo perché mi corre l'obbligo di tutelare il mio ufficio.
Non mi soffermo, però il dato oggettivo che si è perso tempo c'è.
Detto questo, per quanto riguarda la domanda dell'onorevole Soumahoro, io ho un'opinione in questo senso, che non è solo un'opinione del procuratore, che può interessare, ma anche l'opinione del cittadino, che ovviamente interessa molto meno o non interessa. Il permesso di soggiorno per motivi di giustizia, attualmente previsto dalla nostra legislazione, è un permesso di soggiorno che ha durata limitata nel tempo. È sicuramente utile ed è stato dato, per esempio, alla compagna di Satnam Singh. Però, come giustamente veniva detto dall'onorevole Soumahoro, perché poi questo sia efficace sotto il profilo della tutela della persona che ne beneficia deve essere accompagnato da iniziative che valgano a tutelarlo concretamente, ovvero percorsi formativi e possibilità di impiego. Qui, però, apriamo degli scenari che non competono a me, come autorità giudiziaria. Ho le mie idee come cittadino, ma queste sono decisioni che spettano all'organo legislativo, all'organo politico, che cosa fare. È evidente che il solo permesso di soggiorno per motivi di giustizia per la sua durata temporanea, se non è accompagnato da qualcos'altro, non tutela la persona, perché a un certo punto questo si vede, comunque, di nuovo nudo sul territorio. Quindi, sicuramente sarebbe necessario fare qualcosa, ma qualcosa di impegnativo, perché si scontra con valutazioni di altra natura, rispetto a cui non entro nel merito.
Per quanto riguarda il numero dei procedimenti per caporalato e come sono definiti, ho portato una illustrazione analitica, che vi depositerei, relativa all'indicazione dei procedimenti iscritti dal 2016. La norma è entrata in vigore nel 2011, ma per i primi quattro anni non vi sono state iscrizioni. Inoltre, per i diversi procedimenti qui menziono come sono stati definiti, vale a dire se con richiesta di archiviazione, con riunione o con sentenza. Vi produco anche le sentenze più significative che sono state emesse in materia di caporalato. Non tutte sono irrevocabili, però comunque sono atti sicuramente ostensibili. Ho prodotto la stessa documentazione, qui c'è solo l'aggiornamento fatto con riferimento alle ultime iscrizioni, anche alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, da cui sono stato audito a luglio scorso, a Latina.
Vorrei poi dire due cose in modo segretato.
MARINA MARRA, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina. Presidente, vorrei fare un'annotazione in relazione alla domanda dell'onorevole Soumahoro.
PRESIDENTE. Prego.
MARINA MARRA, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina. Un'annotazione al netto, come diceva il procuratore, delle osservazioni di natura politico-legislativa, che non ci competono.
Questa ottica di sanatoria è già presente nella norma, nell'articolo 603-bis, che in questo caso prevede una misura particolare, peculiare di sequestro e di confisca, che è quella del controllo giudiziario, che è assolutamente peculiare rispetto agli altri casi, ed è peculiare proprio in quanto prevede la nomina di un amministratore giudiziario che nel corso della sua attività, nominato dall'autorità giudiziaria, non solo deve rendere conto di quello che fa all'interno dell'azienda, ma deve sanare le posizioni dei lavoratori. Per cui, questa potrebbe essere un'opzione da tenere in considerazione a livello di politica legislativa, perché la norma già prevede, per le posizioni dei lavoratori, quest'ottica di sanatoria della posizione del lavoratore irregolare o che si trova in una posizione di sfruttamento o di vittima di caporalato.
Grazie.
GIUSEPPE DE FALCO, Procuratore della Repubblica di Latina. La situazione di irregolarità sul nostro territorio, però, va regolarizzata. Inoltre, c'è bisogno di assistenza, di tutela.
Io vedo qualche analogia con il tema, adesso purtroppo molto allarmante, della violenza di genere. Noi dobbiamo assistere le vittime. Quindi qui – sappiamo quante associazioni e iniziative ci sono – qualcosa di analogo, ma soltanto in termini generali, andrebbe fatto per questi lavoratori che sono vittime a tutti gli effetti.
Detto questo, chiederei di procedere in seduta segreta.
PRESIDENTE. Vorrei chiederle una cosa prima di arrivare alla parte segreta. Quanti dipendenti aveva al momento dell'accaduto il signor Lovato?
MARINA MARRA, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina. Il signor Lovato Antonello aveva soltanto due dipendenti dichiarati, quindi in posizione regolare.
PRESIDENTE. E le ditte del padre? Per curiosità.
MARINA MARRA, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina. Per le ditte del padre dovremmo controllare negli atti perché, lo ripeto, io ho investigato sull'azienda di Lovato Antonello.
GIUSEPPE DE FALCO, Procuratore della Repubblica di Latina. Quello è oggetto dell'altro procedimento.
MARINA MARRA, Sostituto Procuratore della Repubblica di Latina. Trovo il capo relativo intanto. Non so se, nel frattempo, presidente, vuole andare avanti.
PRESIDENTE. Chiedo solo ai colleghi Soumahoro e Maerna, visto che sono collegati da remoto, se hanno altre domande da porre, dal momento che il procuratore ha chiesto la segretezza per il prossimo intervento, per cui tra poco dovremmo staccare il collegamento. Quindi, colleghi, vi chiedo se avete ancora delle richieste da fare.
NOVO UMBERTO MAERNA. Non nel mio caso, presidente.
ABOUBAKAR SOUMAHORO. Grazie, presidente. Vorrei solo ringraziare per le risposte e per quanto esposto. La domanda è in relazione a uno strumento capace di andare oltre quello che c'è attualmente nel nostro ordinamento, vale a dire il permesso di soggiorno per giustizia. La necessità di uno strumento o di un intervento legislativo era anche alla luce del mio passato, mai passato, in merito al contrasto al caporalato nell'ambito del lavoro agricolo.
Mi sono reso conto, anche in sinergia con il lavoro sia a livello di prefettura che a livello ministeriale, della necessità di uno strumento che possa accompagnare la persona in questo caso in termini di formazione e, quindi, di reimpiego all'interno del tessuto lavorativo, in un contesto di legalità.
Era solo per ringraziare per le risposte date dal procuratore e dal sostituto procuratore. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, collega Soumahoro. Mi aggiungo ai ringraziamenti.
Ascoltandola, procuratore, pensavo anche a un altro punto su cui mi piacerebbe sentire la sua opinione, anche se esula dalla sua materia. Sarebbe interessante immaginare dal punto di vista normativo una protezione di chi fa le denunce. Le chiedo se anche su questo ha voglia di esprimersi.
C'è indubbiamente anche questo elemento, a maggior ragione se si è un cittadino straniero e si ha una serie di altre barriere, culturali, linguistiche e quant'altro, che rischia di arrivare postumo a un incidente e, quindi, a una protezione speciale, come nel caso della compagna di Satnam Singh, alla quale è stato riconosciuto un permesso di soggiorno, in questo caso mi pare ovvio, e meno male, ma c'è un elemento di protezione che dovrebbe essere forse a monte a difesa del lavoratore, che dovrebbe essere in sinergia con il vostro lavoro.
GIUSEPPE DE FALCO, Procuratore della Repubblica di Latina. Sicuramente. Però, il tema è delicato. Io, per esempio, non so, perché non mi compete, come andrà a finire la presenza in Italia della compagna di Satnam Singh. Che cosa ne sarà? Questo permesso di soggiorno per motivi di giustizia certo c'è, ma noi l'abbiamo ascoltata in incidente probatorio e non sarà più necessario audirla, per cui poi che cosa succederà? È un tema delicato.
Nel nostro Paese siamo abituati a dover ragionare in termini di forme di tutela per coloro che denunciano o per fenomeni più ampi si dissociano da certi fenomeni criminali. Si può pensare a qualcosa che possa muoversi in un'ottica di questo tipo, ma non compete a me. Dico, però, che in ogni caso anche in questo settore bisogna essere molto cauti e stare attenti, perché si potrebbe correre il rischio di un profluvio di denunce, che ovviamente andrebbero molto attenzionate. Quindi, è veramente materia del legislatore.
Certamente a qualcosa si deve pensare per garantire una maggiore tutela, una tutela più stabile. Ma qui ci scontriamo con temi complessi. Sono forze lavoro, migliaia e migliaia, che vengono nel nostro Paese. Sappiamo bene che è il tema principale della nostra società attuale.
PRESIDENTE. La ringrazio, saluto i colleghi e passiamo in audizione segreta.
(I lavori proseguono in seduta segreta, indi riprendono in seduta pubblica).
PRESIDENTE. Concludo l'audizione solo ricordando che naturalmente gli intervenuti, che ringrazio ancora per la disponibilità, per le relazioni e per l'interlocuzione, ci forniranno la documentazione non solo degli interventi e anche, naturalmente, per la parte segreta a disposizione della Commissione. Nel ringraziarvi ancora, dichiaro conclusa l'audizione. Buona giornata.

La seduta termina alle 16.


fonte: Camera dei Deputati