XIX Legislatura
Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati
Audizione di Enrico Peola, Amministratore delegato CLF
Resoconto stenografico
Seduta n. 8 di Mercoledì 8 novembre 2023
Bozza non corretta
INDICE
Sulla pubblicità dei lavori:
Gribaudo Chiara, Presidente
Audizione di Enrico Peola, Amministratore delegato CLF:
Gribaudo Chiara, Presidente
Peola Enrico, Amministratore delegato CLF
Gribaudo Chiara, Presidente
Bellomo Davide (LEGA)
Gribaudo Chiara, Presidente
Soumahoro Aboubakar (Misto)
Gribaudo Chiara, Presidente
Peola Enrico, Amministratore delegato CLF
Gribaudo Chiara, Presidente
Soumahoro Aboubakar (Misto)
Gribaudo Chiara, Presidente
Peola Enrico, Amministratore delegato CLF
Gribaudo Chiara, Presidente
Comunicazioni del Presidente:
Gribaudo Chiara, Presidente
Testo del resoconto stenografico
PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE
CHIARA GRIBAUDO
La seduta comincia alle 8.50
Sulla pubblicità dei lavori.
PRESIDENTE. Buongiorno. Comunico che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante l'attivazione del sistema audiovisivo a circuito chiuso, nonché via streaming sulla web-tv della Camera.
Audizione di Enrico Peola, Amministratore delegato CLF.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del dottor Enrico Peola, amministratore delegato di Costruzioni Linee Ferroviarie CLF Spa, che saluto e ringrazio.
Ricordo che la seduta odierna si svolge nelle forme dell'audizione libera ed è aperta alla partecipazione da remoto degli auditi e dei componenti della Commissione d'inchiesta che non fossero presenti. I lavori potranno proseguire in forma segreta a richiesta dell'audito o dei colleghi. In tal caso, ovviamente, non sarà più consentita la partecipazione da remoto e verrà interrotta la trasmissione via streaming sulla web-tv.
L'audizione odierna riguarderà, in linea generale, l'organizzazione aziendale di CLF e la definizione ed applicazione delle misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori. Essa viene svolta naturalmente a seguito del tragico incidente sul lavoro della stazione di Brandizzo nel quale, come sapete, nella notte del 31 agosto hanno perso la vita cinque operai e rappresenta uno strumento importante di lavoro per la nostra Commissione che può dare il suo contributo nell'accertare dinamiche e cause del terribile evento, anche allo scopo di formulare proposte ed indicazioni utili a garantire le necessarie e fondamentali misure di sicurezza del settore ed evitare che incidenti di tale gravità possano di nuovo accadere in futuro.
Ringrazio nuovamente il dottor Peola, gli do quindi la parola per lo svolgimento della sua relazione.
ENRICO PEOLA, Amministratore delegato CLF. Buongiorno presidente, buongiorno a tutti presenti o collegati.
Io sono Enrico Peola, sono l'amministratore di CLF (Costruzioni Linee Ferroviarie). La nostra azienda bolognese è storica essendo nata nel 1945 – quindi a valle della seconda guerra mondiale, nella fase della ricostruzione – e si è sempre occupata di manutenzione e costruzione di linee ferroviarie, poi tranviarie e metropolitane sia in Italia che all'estero.
Oggi CLF fa parte di un gruppo olandese, gruppo Strukton, che è leader a livello europeo nel settore delle infrastrutture ferroviarie. In Italia occupiamo circa 700 lavoratori diretti, di cui 550 circa sono operai, poi c'è la parte amministrativa, tecnica e dirigenziale. Dalla sua fondazione, come cooperativa nel 1945, alla sua trasformazione nel 1998 in Spa e poi fino ad oggi, CLF ha sempre avuto nel proprio DNA l'attenzione alla persona intesa nel senso più ampio, che include l'attenzione alla sicurezza del lavoro e che si alimenta con l'attenzione per la qualità delle condizioni di lavoro e con la crescita professionale del proprio personale.
La CLF è dotata di un sistema di gestione integrato conforme alle principali normative internazionali attualmente in vigore. L'attuazione e il miglioramento continuo del suddetto sistema di gestione ha permesso attualmente a CLF di essere in possesso del sistema di gestione per la qualità, del sistema di gestione ambientale, del sistema per la sicurezza, del sistema per la responsabilità sociale d'impresa. A ciò si aggiungono la gestione per la prevenzione della corruzione, la gestione delle risorse umane (diversità/inclusione) e, da ultimo, le linee guida per il sistema della gestione per la parità di genere, al fine di prevedere l'adozione di specifici KPI da inserire nelle politiche di parità di genere dell'organizzazione.
A tale situazione si è giunti attraverso un processo di crescita iniziato nel 1999, anno in cui abbiamo ottenuto la prima certificazione per la qualità. Dopodiché, nel 2013, la società ha registrato un ampiameto con il sistema di gestione per la sicurezza – prima con le norme internazionali poi modificate con le UNI EN –, questo solo per dare evidenza dell'attenzione. Nel 2018 abbiamo ottenuto la certificazione per la prevenzione della corruzione e la conformità del sistema di gestione SA 8.000. Le suddette certificazioni permettono alla CLF di dare evidenza del costante impegno volto ad una gestione etica e responsabile delle imprese e di confermare l'attenzione della CLF agli stakeholders e alle mutevoli condizioni del contorno che caratterizzano il contesto in cui opera.
Per quanto concerne l'SA 8.000, la stessa è focalizzata sul trattamento dei lavoratori, in particolare vi è un focus sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e ciò rappresenta il mezzo per andare alla ricerca di miglioramenti, sia delle condizioni lavorative in senso ampio sia ovviamente per quanto attiene alla specifica per la sicurezza. Nel 2020 abbiamo fatto il passaggio alle nuove norme che hanno superato le norme inglesi a vantaggio dell'ISO.
Nel 2022 abbiamo ottenuto la certificazione di riferimento UNI/PdR 125 in conformità alla norma rispettivamente per la gestione della parità di genere e della diversità e l'inclusione: con tali certificazioni abbiamo rafforzato il nostro impegno. Per quanto concerne questa certificazione tengo a precisare che CLF è stata una delle prime 50 aziende in Italia, nonché la prima di settore specifico a ricercare e ottenere la certificazione per la parità e l'inclusione. Da ultimo, proprio quest'anno, è stato tutto accreditato tramite accreditamento SAS.
La società è iscritta al sistema di qualificazione delle imprese ed armamento ferroviarie di Rete Ferroviaria Italiana, che viene utilizzata per selezionare le imprese appaltatrici abilitate alla realizzazione di interventi all'armamento ferroviario. La procedura di ammissione al suddetto sistema di qualificazione prevede in primo luogo la verifica del possesso dei requisiti di ordine generale, in termini societari e quant'altro, anche economici e finanziari delle imprese. Inoltre, in funzione delle specifiche categorie – ci sono varie categorie, non solo l'armamento, ma anche altre lavorazioni che RFI appalta –, si sono stabiliti ulteriori criteri che si possono riassumere in quattro cardini.
Primo cardine personale qualificato in organico, secondo cardine mezzi d'opera e attrezzature, criteri di valutazione dei lavori e organizzazione aziendale. Per quel che concerne il personale qualificato in organico viene richiesta la presenza di un numero idoneo di lavoratori in possesso di abilitazioni professionali (chiamiamoli patentini) rilasciati dalla stessa RFI dopo che vi è stata una verifica dell'idoneità fisica e tecnica del personale soggetto ad esame. Dette abilitazioni riguardano le capacità, sia per quanto attiene agli aspetti prettamente tecnici sia per tutto quello che è relativo al mondo e alla normativa di sicurezza ferroviaria.
Poi si passa alla parte di mezzi d'opera dove RFI verifica il possesso da parte dell'impresa dei macchinari e delle attrezzature necessarie a dimostrare l'effettiva capacità tecnica per l'esecuzione dei lavori. Anche i macchinari vengono visionati da un'apposita commissione tecnica di RFI che ne verifica l'idoneità e l'operatività.
Per quanto riguarda i criteri di valutazione dei lavori, sempre nello stesso sistema, viene verificato che l'impresa disponga di un'esperienza pregressa nell'esecuzione di lavori similari. In ultimo, vengono richieste alcune certificazioni obbligatorie e anche altre non obbligatorie. Il sistema non è un sistema statico, nel senso che è monitorato e verificato di continuo da parte del committente tramite vari strumenti. Quindi, per poter eseguire i lavori nel settore dell'armamento – così come per altre specializzazioni, non solo ed esclusivamente per l'armamento –, ovviamente nell'ambito di appalti di manutenzione assegnati da RFI (non dove c'è la SOA), occorre obbligatoriamente essere in possesso dell'iscrizione al suddetto sistema di qualificazione, con conseguente obbligo di possesso di tutti i requisiti che sopra elencavo.
Tale obbligo però non riguarda esclusivamente l'appaltatore, ma si applica anche agli eventuali subappaltatori, sempre nell'ambito dei contratti RFI. Non è possibile quindi subappaltare lavorazioni a terzi che non siano stati preventivamente qualificati da RFI ed iscritti nel sistema di qualificazione per le imprese di armamento.
Tengo pertanto a evidenziare che l'utilizzo delle imprese subappaltatrici nell'ambito dei nostri lavori si differenzia notevolmente rispetto ad altri settori. Il subappaltatore di lavori ferroviari è sempre un'impresa munita della suddetta iscrizione di qualificazione RFI, pertanto un'impresa in possesso dei requisiti, ovviamente verificati, del personale specializzato e ovviamente dei macchinari che sono investimenti particolarmente importanti.
Tengo inoltre a segnalare che il subappalto è molto limitato nel nostro settore. Ho portato un esempio numerico, giusto per farvi capire meglio e a titolo esemplificativo. Il principale contratto di manutenzione triennale, che abbiamo acquisito nel 2021 e che riguarda i compartimenti RFI di Torino, Genova, Bologna e Firenze (accordo quadro 944 del 2021), aveva un valore iniziale di 500 milioni di euro e la percentuale dei lavori subappaltati (il dato è aggiornato al 31 agosto 2023) è pari al 9,65 per cento. Ricordo che la normativa precedente prevedeva il 30, poi elevata al 50 per cento. Quindi, siamo lontanissimi dall'utilizzo di subappalto in modo massiccio e questo lo dimostra anche il nostro organico composto principalmente da operai.
In merito a quanto accaduto a Brandizzo, ovviamente, devo ricordare che sulla dinamica ci sono le indagini in corso della magistratura, alla quale abbiamo fornito e forniremo ovviamente tutta la nostra collaborazione. Per tale ragione alcuni aspetti di dettaglio sono oggetto di accertamenti. Posso sicuramente dire che Si.Gi.Fer. è un'azienda che collaborava con il nostro gruppo da quasi trent'anni. Detta impresa era regolarmente qualificata da RFI, era iscritta al sistema di qualificazione per interventi e pertanto possedeva tutti i requisiti che vi ho elencato prima. In forza di tale qualificazione Si.Gi.Fer era ovviamente iscritta nel nostro albo fornitori in quanto azienda a cui poter affidare lavori di manutenzione.
Le norme del settore emanate da RFI – che disciplinano l'attività di manutenzione –, come penso abbiate già avuto modo di comprendere, rappresentano un quadro normativo completo e complesso che prevede procedure estremamente rigide per l'esecuzione del lavoro. In particolare, dette norme – e questo è il caso di specie – prevedono tra l'altro «il divieto assoluto di operare sui binari in assenza di ottenimento di una specifica autorizzazione scritta che avviene tramite uno scambio di moduli in cantiere. Con tali moduli il responsabile di RFI certifica l'avvenuta interruzione del traffico sulla linea e ne consegna la disponibilità.» Quindi, prima di iniziare i lavori, viene certificata l'assenza assoluta di traffico per un tempo prestabilito. Il capo cantiere deve obbligatoriamente essere in possesso di un patentino che si chiama ARM DITTE attraverso cui si certifica la formazione e il superamento di esami, oltre che aspetti relativi all'idoneità fisica per svolgere la mansione.
La manutenzione dell'armamento ferroviario, l'attenzione alla crescita professionale e, di conseguenza, alla sicurezza dei lavoratori durante i lavori rappresentano chiaramente attività fondanti per la sicurezza del traffico ferroviario; tutto questo, da sempre, è il cardine della nostra organizzazione e anche del nostro settore.
Il nostro gruppo resta impegnato sul fronte della crescita professionale, ma al contempo è impegnato a ricercare qualcos'altro che posso riassumere nella parola «consapevolezza»; cerco di declinare un po' meglio questo concetto. Siamo e sono fortemente convinto che oggi il regime è basato su regole, imposizioni e quant'altro che sono necessari, indispensabili e da monitorare. Sto parlando delle nostre verifiche e delle verifiche degli enti e del committente. Anche la formazione professionale rappresenta un qualcosa che è necessario monitorare, preservare e integrare. Purtroppo, però, è necessario rendersi conto che vi è il rischio di non raggiungere i risultati auspicati sino a quando non si arriverà all'ottenimento di una cultura generale dei lavoratori dipendenti data anche dall'implementazione di tutte le migliori tecniche e di tutte le nuove tecnologie che ci possono essere. Ma l'elemento fondante è il riuscire attraverso un'opera quotidiana e continua a trasferire la cultura che sta dentro le norme e le specifiche tecniche, nella convinzione e nella consapevolezza del lavoratore. Senza questo ritengo che i rischi continueranno a sussistere perché le regole possono essere infrante. Un livello culturale maggiore rappresenta il passaggio che ci permetterebbe di rendere reali le regole. Infatti, quando c'è una regola, c'è sempre pronto ad infrangerla: puoi introdurre tutti i controlli che vuoi, ma il rischio c'è sempre. Quello che ti permette di non infrangere la regola (in senso generale, non sto parlando, ovviamente, del particolare) è la consapevolezza e la cultura che appartiene al soggetto.
Come spesso diciamo durante le attività di formazione, il primo baluardo della sicurezza per i lavoratori sono i lavoratori stessi nel momento in cui hanno acquisito consapevolezza. Tale consapevolezza va sicuramente indotta tramite formazione, ispezioni e regole, si tratta di una battaglia che va portata avanti. I vari sistemi che prima ho elencato in modo un po' rapido vanno tutti in quella direzione, si tratta in primis di cultura aziendale che poi però deve arrivare a valle.
Vi ringrazio e spero che il mio intervento sia stato di qualche utilità.
PRESIDENTE. Grazie, dottor Peola. Se vorrà consegnarci la sua memoria le saremmo sicuramente grati. Prego collega Bellomo.
DAVIDE BELLOMO. Credo che voi siate una società che ha il CdA, c'è qualcuno del CdA, del consiglio di amministrazione? Volevo sapere se qualche membro del consiglio di amministrazione ha la delega alla sicurezza. Siete in possesso di tutte le certificazioni? Chi sono i soggetti che hanno certificato? Avete avuto audit in relazione al rispetto di tutte le certificazioni? Chi è il vostro RSPP? Avete un modello 231? Qual è l'organismo di vigilanza e da chi è composto?
L'Organismo di Vigilanza da chi è composto? Avete un sistema di whistleblowing all'interno dell'azienda? Avete dei protocolli relativi al whistleblowing? Ai fini dei protocolli di sicurezza avete un archivio all'interno della vostra società in cui vengono registrati eventuali incidenti sui luoghi di lavoro?
PRESIDENTE. Se non vi sono altri colleghi che intendono rivolgere ai nostri ospiti altre domande ne porrò io alcune. Quali audit avete svolto sulle attività degli appaltatori? Sono stati previsti e svolti audit sul campo? I criteri di qualifica sono rimessi integralmente a RFI o voi stessi effettuate una vostra valutazione eventualmente con requisiti di maggiore tutela rispetto ad RFI? L'idoneità fisica viene valutata dal medico competente dell'azienda? Ci sono indicazioni di RFI, oppure vostre, riguardanti l'individuazione di specifici rischi da stress? Prego, collega Soumahoro.
ABOUBAKAR SOUMAHORO. Grazie presidente. Ringrazio il rappresentante di CLF per quanto ha esposto. Lei ci ha detto che la collaborazione con la Si.Gi.Fer dura da trent'anni. Come avvengono le scelte, sempre tramite appalti? Ci sono altre aziende che hanno concorso in questi anni assieme alla Si.Gi.Fer. per gli appalti?
In ambito di sicurezza sul lavoro o di prevenzione avete mai concluso con le organizzazioni sindacali degli accordi in tema di sicurezza e di prevenzione sui luoghi di lavoro?
PRESIDENTE. Prego dottor Peola, se vuole rispondere ai colleghi, grazie.
ENRICO PEOLA, Amministratore delegato CLF. Cerco di andare con ordine, sperando di non dimenticare niente. Sì, ovviamente abbiamo un CdA e nel CdA ci sono anch'io che sono il datore di lavoro. Dopodiché, ovviamente, c'è tutta una catena di deleghe per la sicurezza che parte dai capi area, dai capi commesse e così via che seguono un iter. Ciò, anche perché operando sul territorio nazionale, chiaramente il processo di delega su più persone deve essere a ragnatela.
Sì, abbiamo un modello 231, non so precisamente da quanti anni, ma sicuramente da molto tempo. L'organo di controllo del 231 è composto da membri esterni e da membri interni. C'è il nostro responsabile del sistema qualità e poi ci sono dei professionisti esterni. Saltando un attimo al tema del whistleblowing, si tratta di una novità normativa che entrerà in vigore a brevissimo e che stiamo implementando in questo periodo, comunque siamo già attrezzati per arrivare alla messa in opera del sistema. Le nostre certificazioni ormai provengono praticamente tutte da DNV, uno dei principali organismi di certificazione quanto meno a livello europeo.
Riguardo alle verifiche esterne ho detto prima, nel 2023 (quindi recentemente) abbiamo rivisto con DNV anche l'accreditamento di alcune cose e in quell'occasione siamo stati, e anche adesso saremo di nuovo oggetto di verifica non da parte di DNV, ma dall'ente certificatore di DNV. Quindi, ci usano per verificare l'operato di DNV nel rilascio delle nostre certificazioni.
Chiaramente, il sistema prevede un'analisi continua dei dati infortunistici sotto tanti aspetti: in termini di indice di gravità, in termini di durabilità e anche di età anagrafica degli infortunati. Oggi l'età anagrafica è un problema perché sta aumentando a causa della difficoltà di reperimento di nuovi ingressi. Il lavoro è sicuramente disagiato rispetto ad altri e non è molto affascinante, se non dal punto di vista retributivo.
Riguardo al whistleblowing abbiamo dato incarico a una società che se ne sta occupando, ma alcuni aspetti relativi alle varie problematiche li abbiamo già risolti, siamo in attesa che il tutto venga normato.
Il sistema di qualificazione RFI si applica ai lavori di manutenzione di RFI perché non tutti i lavori d'armamento ferroviario sono di esclusiva competenza RFI. Ci possono essere lavori ferroviari non di RFI, ad esempio Ferrovie Nord Milano, con cui noi lavoriamo, non è RFI. Ha un quadro normativo molto mutuato da RFI ma, per esempio, non utilizza più il sistema di qualificazione. Quindi, gli appalti di Ferrovie Nord Milano sino a un po' di tempo fa richiedevano l'iscrizione all'albo di RFI come elemento qualificante, oggi chiedono la SOA che, chiaramente, rappresenta un livello più basso. I grandi general contractor, i gruppi di opere civili hanno tutti la SOA OS 29 illimitata, nessuna è iscritta nell'albo di RFI. Tutti hanno eseguito lavori d'armamento ferroviario, tendenzialmente tramite subappalto, perché noi abbiamo costruito la Milano-Bologna ed eravamo in subappalto. Il requisito, chiaramente, l'ha maturato anche il general contractor che stava sopra. Ad ogni modo, il general contractor non aveva sicuramente al suo interno le risorse necessarie, quindi subappaltava. Non solo Si.Gi.Fer. lavora con noi, il numero dei nostri subappaltatori iscritti all'albo di RFI penso si aggiri sui 4 o 5, non di più, ed è chiaro che sono rapporti di fidelizzazione, nel senso che è un rapporto continuo. Dopodiché, tendenzialmente, la scelta del subappaltatore è una scelta per aree. Si.Gi.Fer. è un'azienda piemontese ed è chiaro che, tendenzialmente, quando avevo bisogno in Piemonte era più facile chiamare Si.Gi.Fer. che non un'altra impresa che opera in Veneto, che ha la sede, gli operai e tutta l'organizzazione in Veneto, questo per ragioni prettamente logistiche e di convenienza gestionale da parte di tutti.
Il nostro albo prevede degli step e lo step maggiore è sicuramente avere la qualifica RFI, non può essere minore. Poi nell'ambito della valutazione che viene fatta annualmente sui fornitori si vanno ad analizzare le performance. Se un fornitore, un subappaltatore, durante l'anno ha generato problemi è chiaro che si monitora maggiormente; perché se oggi mi hai creato un problema vuol dire che domani me ne puoi creare un altro. Adesso non sto limitando l'argomento all'ambito sicurezza, lo sto facendo nel complesso del rapporto, ma i fornitori per l'armamento ferroviario sono un numero estremamente ristretto di aziende. Perché anche le aziende medie o medio piccole sono comunque aziende che hanno una struttura aziendale e in termini di investimenti che è abbastanza importante.
Quindi, la scelta dei subappaltatori, e spero di aver risposto all'ultima domanda, da parte nostra è sicuramente logistica. Oggi anche da un punto di vista di disponibilità, perché poi tutti abbiamo una capacità che ha un tetto. Disponibilità in termini di capacità. Voglio dire, a un certo punto non hai più la forza per fare tutto e quindi dici «no, io non ho non ho più spazio per aiutare, per venire in subappalto da te perché ho tutto impegnato e non posso fare altro».
Tornando alla valutazione fisica e quant'altro, sono due percorsi paralleli. Chiaramente il nostro protocollo sanitario, sovrinteso dal nostro medico competente, verifica l'aspetto sanitario in base ai rischi per i carichi, per il lavoro notturno, piuttosto che per lo stress correlato e quant'altro. RFI fa un'altra visita ulteriore per abilitare; io per esempio, anche se volessi, non riuscirei mai ad ottenere nessun patentino da RFI perché sono daltonico. Meno male che non ho fatto l'operaio altrimenti rimanevo operaio comune per tutta la vita. Se durante la vita di un lavoratore intervengono patologie che diventano incompatibili con il ruolo, gli viene revocato il patentino, quindi cessa di avere l'abilitazione per svolgere quella mansione nell'ambito della qualifica RFI. Quindi, son due livelli diversi: uno è quello sanitario aziendale e l'altro per alcuni aspetti più stringenti.
Se a un mio operaio viene il diabete non è che posso dire «ciao non ti voglio più», RFI nel momento in cui un operaio sviluppa il diabete e non può più rivestire il ruolo di locomotorista gli toglie il patentino e io non lo posso più adibire a fare il locomotorista, lo dovrò impiegare in altre mansioni che non prevedano l'uso di mezzi.
Noi verifichiamo le condizioni fisiche e psicofisiche del lavoratore. Infatti, per alcuni il lavoro notturno diventa complicato perché è sotto stress, quindi viene sconsigliato di adibirlo a lavorazioni in turni notturni, anche se oggi la maggioranza delle prestazioni viene svolta in intervalli notturni.
Nel 1945 è nata la prima cooperativa di Reggio Emilia che poi si è fusa con quella di Modena, che poi si è fusa con quella di Bologna. Io ho ancora dei colleghi che sono nati cooperatori e poi sono passati nella Spa. Le relazioni sindacali, il confronto sindacale riguardano aspetti economici, di sicurezza, di qualità e di contesto lavorativo.
PRESIDENTE. C'era il collega Soumahoro che aveva chiesto di intervenire. Prego collega Soumahoro.
ABOUBAKAR SOUMAHORO. Volevo sapere qualcosa in più riguardo agli accordi sulla prevenzione. Riguardo poi alle verifiche effettuate, cosa è emerso nel corso di questi anni?
PRESIDENTE. Grazie collega. Mi aggiungo anch'io un po' sulla stessa scia. Nel senso che svolgendo voi stessi delle attività sul campo, avete avuto segnalazioni o mancati eventi incidentali che vi abbiano in qualche modo fatto sospettare un mancato rispetto dei divieti di lavoro in assenza di autorizzazione?
ENRICO PEOLA, Amministratore delegato CLF. Quando mi riferivo alle contrattazioni sindacali mi riferivo alla dialettica sindacale, che è una dialettica aziendale. Ho conosciuto i sindacati di Si.Gi.Fer. all'atto dell'accordo per il distacco. Prima, anche se le sigle erano le stesse, non ho mai avuto confronti. Si.Gi.Fer. non è una nostra azienda, è un nostro fornitore, quindi avrà avuto la sua contrattazione sindacale a se stante, di cui chiaramente non ho né titolo né notizie da poter condividere. Quest'azienda lavorava con noi da trent'anni, l'evento di Brandizzo ha scioccato non solo la stampa, ma tutto il settore. È stato un evento drammatico e scioccante per tutti gli addetti ai lavori, oltre che per l'opinione pubblica; gli addetti ai lavori l'hanno vissuta in maniera ancora più forte rispetto all'opinione pubblica. In trent'anni non ho memoria di nessun infortunio grave (se non di poco conto), quindi non c'era alcun segnale di pericolosità da disattenzione lavorativa.
PRESIDENTE. Ringrazio il dottor Peola. Grazie per l'audizione che dichiaro conclusa se non ci sono altri interventi dei colleghi. La ringrazio ancora per la disponibilità.
Comunicazioni della Presidente.
PRESIDENTE. Comunica che, in merito alla nomina dell'ufficiale di collegamento, facendo seguito a quanto deliberato dell'Ufficio di Presidenza del 3 ottobre scorso, il Ministro della Difesa, con lettera del 2 novembre, ha autorizzato il Tenente Colonnello Luca Stegagnini, in atto Capo Ufficio del Comando dei Carabinieri per la Tutela del Lavoro in Roma, a collaborare a tempo parziale con la Commissione, ai sensi dell'articolo 7, comma 3, della delibera istituiva.
Ricordo che il tenente colonnello entrerà nell'esercizio delle sue funzioni una volta concluso il prescritto iter procedurale.
La seduta termina alle 14.55.
fonte: Camera dei Deputati
