XIX Legislatura
Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati
Resoconto stenografico
Seduta n. 35 di Mercoledì 22 luglio 2026
Bozza non corretta
INDICE
Sulla pubblicità dei lavori:
Gribaudo Chiara, Presidente
Atti pervenuti alla segreteria della Commissione:
Gribaudo Chiara, Presidente
Comunicazioni della Presidente:
Gribaudo Chiara, Presidente
Audizione, in videoconferenza, di rappresentanti del Comitato Italiano per l'UNICEF:
Gribaudo Chiara, Presidente
Baldassare Laura, Responsabile Advocacy Istituzionale del Comitato italiano per l'UNICEF (intervento in video conferenza)
Gribaudo Chiara, Presidente
Della Porta Domenico, Coordinatore Osservatorio UNICEF (intervento in video conferenza)
Gribaudo Chiara, Presidente
Della Porta Domenico, Coordinatore Osservatorio UNICEF (intervento in video conferenza)
Gribaudo Chiara, Presidente
Baldassare Laura, Responsabile Advocacy Istituzionale del Comitato italiano per l'UNICEF (intervento in video conferenza)
Gribaudo Chiara, Presidente
Della Porta Domenico, Coordinatore Osservatorio UNICEF (intervento in video conferenza)
Gribaudo Chiara, Presidente
Testo del resoconto stenografico
PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE
CHIARA GRIBAUDO
La seduta comincia alle 8.50.
Sulla pubblicità dei lavori.
PRESIDENTE. Comunico che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante l'attivazione del sistema audiovisivo a circuito chiuso, nonché via streaming sulla web-tv della Camera.
Atti pervenuti alla segreteria della Commissione.
PRESIDENTE. Comunico che su richiesta della Commissione, nell'ambito del filone di inchiesta sul caporalato in agricoltura, è pervenuta documentazione da parte delle Prefetture di Cosenza e Salerno, necessaria allo svolgimento delle missioni che una delegazione della Commissione ha effettuato, in data 1 e 2 luglio 2026, rispettivamente ad Amendolara (CS) e nella Piana del Sele (SA).
In particolare:
nell'ambito della missione ad Amendolara, è pervenuta una relazione sintetica da parte della Prefettura di Cosenza, su richiesta della Commissione, con particolare evidenza sull'evento criminoso del 1° giugno 2026, nel quale quattro braccianti agricoli di origine pakistana sono stati rinvenuti, in un veicolo dato alle fiamme, morti carbonizzati, presso una stazione di servizio situata sulla strada statale 106, nel territorio del comune di Amendolara. La relazione contiene riferimenti anche in relazione al fenomeno del caporalato e all'incidenza nella Piana di Sibari, con dati statistici, le iniziative in favore dei braccianti agricoli e gli esiti delle attività di prevenzione e contrasto da parte delle Forze dell'ordine;
nell'ambito della missione nella Piana del Sele, la Prefettura di Salerno ha inoltrato documentazione predisposta dagli organi territoriali preposti, a vario titolo, alla sicurezza e salute sul lavoro.
Nel corso delle audizioni tenutesi presso la Prefettura di Salerno, è stata ulteriormente acquisita, da parte della delegazione parlamentare, documentazione rilasciata dai rappresentanti delle Forze dell'ordine, ASL, Ispettorato Territoriale del Lavoro e organizzazioni sindacali concernente le attività svolte nell'ambito della lotta al caporalato in agricoltura.
Inoltre, da parte della direzione provinciale di Cosenza dell'INPS è pervenuta una relazione sulla rete del lavoro agricolo di qualità (RELAQ) e sulle attività ispettive nel settore agricolo della provincia di Cosenza.
La richiamata documentazione è stata assunta al protocollo ed è disponibile presso l'Archivio della Commissione.
Non avendo ricevuto alcuna specifica indicazione, sia nel corso delle stesse missioni fuori sede, tenuto conto che i temi in questione sono stati liberamente trattati, sia nella documentazione pervenuta a mezzo e-mail dalle due prefetture, dove non era presente nessun richiamo alla riservatezza dei documenti inviati, propongo di assegnare il regime di classificazione LIBERO.
Comunicazioni della Presidente.
PRESIDENTE. Comunico alla Commissione le audizioni in programma prima della pausa estiva.
Comunico che, sulle problematiche relative alle vittime per l'amianto, si svolgeranno mercoledì 29 luglio, alle ore 9, l'audizione di rappresentanti dell'INAIL, e giovedì 30 luglio, alle ore 15, l'audizione dei rappresentanti di Fincantieri.
Audizione, in videoconferenza, di rappresentanti del Comitato Italiano per l'UNICEF.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione di rappresentanti del Comitato Italiano per l'UNICEF, che saluto e ringrazio, anche per il lavoro davvero prezioso che svolgono e che ascolteremo anche stamattina. Era nostro dovere come Commissione sentirli proprio perché prevenire danni alla salute e, in generale, approfondire il fenomeno del lavoro minorile è un tema, io credo, molto importante per la nostra Commissione.
Interverranno Laura Baldassare, Responsabile Advocacy Istituzionale del Comitato italiano per l'UNICEF, e Domenico Della Porta, Coordinatore Osservatorio UNICEF per la prevenzione dei danni alla salute da lavoro minorile.
Ricordo che la seduta si svolge nelle forme dell'audizione libera ed è aperta alla partecipazione da remoto dei componenti della Commissione di inchiesta che non fossero presenti.
Avverto, inoltre, gli auditi che, poiché l'audizione si svolgerà in videoconferenza, non sarà possibile sottoporla al regime di segretezza, in quanto tale regime implicherebbe la sospensione di tutti i collegamenti da remoto, oltre che della trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati. Pertanto, qualora gli auditi dovessero ritenere opportuno di essere ascoltati in seduta segreta, l'audizione dovrà essere necessariamente rinviata ad altra seduta.
Ringraziando nuovamente, cedo la parola a Laura Baldassare, Responsabile Advocacy Istituzionale del Comitato italiano per l'UNICEF.
LAURA BALDASSARE, Responsabile Advocacy Istituzionale del Comitato italiano per l'UNICEF (intervento in video conferenza). Signora presidente, la ringraziamo a nome dell'UNICEF e anche del nostro presidente Nicola Graziano. Grazie a tutti i commissari per questa attenzione su un tema per noi cruciale. Come sappiamo, il tema del lavoro minorile, in particolare dello sfruttamento del lavoro minorile, riguarda tantissime dimensioni e ha a che fare anche con la lotta contro la povertà, la promozione dell'istruzione di qualità, la salute, anche all'interno della costruzione di una società che dia maggiori opportunità a tutte e a tutti.
Noi agiamo in un contesto internazionale che muove dalla Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Questo per ricordare fin dall'inizio che ci muoviamo in un contesto fortemente radicato sui diritti umani. Questa Convenzione è stata ratificata dall'Italia – è la Convenzione sui diritti umani più ratificata al mondo – e ha delle parti proprio espressamente dedicate al contrasto allo sfruttamento economico e ai lavori più pericolosi. Dico questo perché, nel solco del lavoro che noi facciamo in collaborazione con le realtà istituzionali anche in Italia, noi abbiamo trovato una dimensione che negli anni non era molto studiata e analizzata e sulla quale non vi erano evidenze e le informazioni erano molto frammentarie che è, invece, la dimensione del lavoro minorile legale e regolare. Su questo abbiamo prestato la nostra attenzione perché abbiamo un quadro normativo, a livello nazionale, europeo e internazionale, che negli anni – vi anticipo che vi manderemo una memoria con i dettagli di tutto questo – ha cercato di tutelare gli adolescenti e le adolescenti che lavorano. Dai dati di cui parleremo tra poco vediamo che tutto questo anche in Italia non è sufficiente per garantire la loro sicurezza.
Innanzitutto, abbiamo delle indicazioni chiare per l'Italia anche dal Comitato ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, che è il comitato che monitora la situazione di attuazione della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e rivolge periodicamente delle raccomandazioni ai Paesi. Lo dico perché – è anche nel dibattito politico italiano – il Comitato ONU, in termini di livelli essenziali delle prestazioni in ambito scolastico, sociale e anche sanitario, ci aiuta ad avere questo approccio che tenga insieme le diverse dimensioni che sono importanti per lo sviluppo dei bambini e degli adolescenti.
Sappiamo anche che, a livello internazionale – come UNICEF lavoriamo, chiaramente, molto in collaborazione anche con le altre organizzazioni internazionali –, c'è tutto un lavoro che viene realizzato insieme all'Organizzazione internazionale del lavoro, ma per l'Italia non avevamo dei dati. Ho ascoltato che audirete anche i rappresentanti dell'INAIL tra breve. Noi abbiamo avuto un grande riscontro dall'INAIL, che ha modificato il modo in cui raccoglie i dati e, quindi, finalmente, noi adesso abbiamo i dati sugli infortuni per i ragazzi e le ragazze tra 15 e 17 anni che lavorano in Italia. Questo è già stato un primo risultato, per cui nel 2022 abbiamo creato un Osservatorio UNICEF per la prevenzione dei danni alla salute da lavoro minorile e qui ringrazio il professor Domenico Della Porta che coordina l'Osservatorio.
Questo Osservatorio è basato su un lavoro che realizziamo insieme al laboratorio di sanità pubblica per l'analisi dei bisogni di salute delle comunità dell'Università degli Studi di Salerno. Tutta questa attività è nell'ambito della terza missione, quindi, è tutta un'attività che l'Università realizza pro bono. Penso che possa essere anche un esempio virtuoso della declinazione della terza missione dell'Università. Cosa facciamo con questo Osservatorio? Innanzitutto, abbiamo cercato di unire le forze e, quindi, di questo Osservatorio fanno parte anche altri soggetti, come l'Associazione italiana degli ospedali pediatrici e la Fondazione dei consulenti del lavoro, mentre L'INAIL ha espresso un proprio rappresentante.
È un luogo nel quale prima di tutto cerchiamo di lavorare sulle evidenze. Sappiamo che le politiche più efficaci sono quelle che si basano sulle evidenze e, quindi, ogni anno pubblichiamo un rapporto in occasione della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, che cade, come sapete, il 12 giugno. Quindi, quest'anno abbiamo pubblicato il quarto rapporto che fotografa la situazione italiana. In questo rapporto è stato analizzato il quinquennio dal 2020 al 2024, con alcuni dati già disponibili rispetto al 2025. Vediamo che cosa ci dicono questi dati. Anzitutto, il numero dei lavoratori minorenni nella fascia d'età 15-17 anni era crollato a 35.505 unità nel 2020, anche per effetto proprio dell'emergenza del COVID-19 e di tutte le restrizioni che ci sono state. Invece, poi vediamo che si è attestato a 81.683 occupati nel 2024, per raggiungere nel 2025 le 81.565 unità. Questi sono i dati sul numero dei minorenni che lavorano in Italia.
Il lavoro dell'Osservatorio è focalizzato in particolare proprio sulla sicurezza, e per questo una particolare attenzione viene data anche alle denunce di infortunio. Considerate che il tasso di denunce di infortunio per i lavoratori minorenni si è attestato al 22,79 per cento. Grazie alla professoressa Giuseppina Cersosimo dell'Università di Salerno, facciamo anche un'analisi di genere all'interno e, quindi, permane una marcata differenza di genere. Circa il 62-63 per cento delle denunce coinvolge i lavoratori maschi, mentre solo il 37-38 per cento le lavoratrici. Segnalo, purtroppo, la presenza anche di diciotto infortuni mortali nella fascia 15-17 anni, di cui tredici lavoratori maschi e cinque lavoratrici donne. Ci sono poi delle differenze anche sul piano territoriale e su questo nella memoria entreremo poi nel merito.
Un altro aspetto che prendiamo in considerazione sono gli studenti e le studentesse, perché sappiamo il loro coinvolgimento negli anni nell'alternanza scuola-lavoro. Nonostante ci sia stato – anche qui va ricordato e il rapporto lo evidenzia – un grande lavoro dell'INAIL anche nel rafforzare la stabilizzazione della copertura degli infortuni a tutto il personale coinvolto e anche chiaramente gli studenti e le studentesse stessa nel sistema nazionale di istruzione e formazione, nel 2025 abbiamo raggiunto 80.871 denunce di infortunio, con un incremento del 3,84 per cento rispetto all'anno precedente. In questo caso segnalo anche il dato degli infortuni in itinere, quindi, quelli che occorrono per recarsi sul posto di lavoro o nell'andare via. Anche qui, purtroppo, dobbiamo registrare otto infortuni con esito mortale nel 2025. Nel rapporto viene fatta una disaggregazione per regione che può essere molto interessante e che troverete nella memoria.
Nel lasciare la parola al professor Domenico Della Porta, che ringrazio, e qui dobbiamo ringraziare anche il professor Francesco De Caro e tutto il team che cura l'analisi statistica di questo rapporto, volevo soltanto portare alla vostra attenzione alcune raccomandazioni che noi formuliamo e che speriamo possano essere anche raccolte dalla Commissione, che è così importante si occupi anche di minorenni dal nostro punto di vista.
La prima raccomandazione è la necessità di consolidare la conoscenza del fenomeno. Presidente, noi abbiamo trovato una grandissima ignoranza anche tra gli addetti ai lavori su questo tema, come se il lavoro minorile regolare in Italia quasi non esistesse. C'è la necessità proprio di aumentare questa consapevolezza e avere dei dati che siano di fonte pubblica. Noi lavoriamo su dati INAIL, INPS e ISTAT, che possono essere accolti in modo permanente, rilasciati in modo regolare e che possono anche darci delle indicazioni sull'impatto delle nostre politiche. Poi, abbiamo la necessità di porre la prevenzione al centro delle politiche. Sappiamo che le politiche che riguardano i minorenni sono efficaci quando tengono insieme le tre dimensioni di prevenzione, contrasto e recupero. Su questo tema, in particolare, noi evidenziamo la necessità di misure efficaci di prevenzione.
Bisogna aumentare la formazione iniziale e in itinere. Questo aspetto ci appare particolarmente centrale così come forzare la cultura della sicurezza. In fondo, il lavoro minorile è anche la porta d'ingresso per i lavoratori e le lavoratrici che poi da adulti continueranno a operare. Abbiamo bisogno di valorizzare la supervisione qualificata, con competenze specifiche nella supervisione. Abbiamo bisogno di sviluppare una maggiore attenzione ai fattori organizzativi e psicosociali, anche rispettando il principio di non discriminazione. Penso ai minorenni stranieri che vengono impiegati, così come ai minorenni con disabilità.
Dobbiamo ragionare, come ci invita a fare anche il Comitato ONU, in modo integrato tra le diverse politiche del lavoro, quelle educative, sociali e sanitarie. Dobbiamo poi assicurare l'ascolto e la partecipazione di questi ragazzi e di queste ragazze che sono coinvolte. Per tutto questo ed anche per dare un contributo fattivo, abbiamo elaborato – e lascio su questo la parola al professor Domenico Della Porta – una proposta di documento di valutazione del rischio che sia a misura di minorenne, perché il messaggio che vogliamo lanciare – e lo ribadiamo anche in questa sede – è che i minorenni che lavorano non sono dei piccoli adulti, ma hanno bisogno di un'attenzione precipua.
Vi ringrazio per l'attenzione. Manderemo poi una memoria.
PRESIDENTE. Grazie a lei, dottoressa Baldassarre.
Cedo subito la parola al professor Della Porta, che ringrazio, anche perché collabora con la nostra Commissione, su altri argomenti prevalentemente, ma è interessante ovviamente continuare questo filone.
Se siete d'accordo, lo dico anche ai commissari, farei poi un giro di domande tutte insieme, successivamente all'intervento del professor Della Porta.
Mentre aspettiamo il professor Della Porta – ci sono problemi tecnici –, ne approfitterei per fare qualche considerazione e qualche domanda alla dottoressa Baldassarre, se non ci sono colleghi che vogliono intervenire. Visto lo studio a cui faceva riferimento, se ho capito bene, nel vostro Osservatorio riuscite anche a fare una comparazione ...
DOMENICO DELLA PORTA, Coordinatore Osservatorio UNICEF (intervento in video conferenza). Ci siamo.
PRESIDENTE. Va bene. Le cedo la parola e poi farò le domande successivamente.
DOMENICO DELLA PORTA, Coordinatore Osservatorio UNICEF (intervento in video conferenza). Grazie, presidente, per questa opportunità che ha dato all'UNICEF, a cui noi siamo vicini e collaboriamo veramente con tanta passione e con tanto interesse, perché si tratta di un problema sicuramente che non va sottovalutato. Parliamo nel 2025 di circa 20 mila infortuni che si sono registrati proprio durante l'attività lavorativa legale. Significa quasi cinquanta infortuni al giorno.
Da un'analisi di queste denunce, il primo elemento che viene fuori è quello che riguarda la non attenta – lo sottolineo: non attenta – prevenzione. Succede che, purtroppo, il lavoratore minorenne si trova molto spesso, per non dire quasi sempre, a lavorare senza una formazione adeguata. Eppure l'ultima normativa, la n. 159 del 2025, parla dell'obbligo formativo addirittura non differibile da avviare nel momento in cui un lavoratore, in generale, quindi, anche il lavoratore minorenne, è stato assunto. Occorre, innanzitutto, richiamare l'attenzione dei datori di lavoro che assumono i lavoratori minorenni ad avviare immediatamente una formazione adeguata, commisurata alla preparazione del minorenne.
Un altro elemento che va sottoposto all'attenzione della Commissione è quello – come ha già anticipato l'amica dottoressa Baldassarre – di elaborare un documento della valutazione del rischio, noi diciamo, commisurato al lavoro del minorenne. Ci troviamo di fronte, presidente, a un adolescente che lavora legalmente e che non deve essere considerato un lavoratore in miniatura: è un organismo che sta crescendo, che si trasforma, che ha una capacità di valutare non sovrapponibile a quella del lavoratore adulto. La sua esperienza è ancora limitata, si trova di fronte a una pressione del contesto lavorativo che lo spinge ad accettare condizioni che un adulto saprebbe valutare meglio. Chi lo dice? Non lo abbiamo detto certamente noi. Lo ha detto la normativa fin dalla promulgazione del decreto legislativo n. 345 del 1999, con il quale viene adottata la direttiva UE n. 33 del 1994. Pensate, nel 1994, subito dopo la promulgazione del decreto legislativo n. 626 del 1994, dal quale è generato il decreto legislativo n. 81, così come la legge n. 104 e così via, il legislatore italiano già puntava l'attenzione sulla dimensione del documento della valutazione del rischio.
Nell'ultimo punto del decreto legislativo n. 345 del 1999 viene indicato proprio di elaborare un documento della valutazione commisurata alla conoscenza del lavoratore che viene assunto. Noi abbiamo proposto e abbiamo elaborato un documento della valutazione del rischio, che abbiamo anche presentato in occasione del quarto rapporto, commisurato al lavoratore minorenne.
Abbiamo proposto un modello per aiutare il datore di lavoro ad effettuare questa valutazione del rischio, prima preliminare, poi approfondita, poi attraverso una pianificazione ed un monitoraggio, portandolo per mano, perché comprendiamo che i datori di lavoro che assumono i lavoratori minorenni non sono datori di lavoro di grosse realtà industriali. Ci troviamo di fronte ad attività produttive artigianali, commerciali, dei servizi, quindi, di fronte a datori di lavoro che non hanno una platea di lavoratori come nelle grosse realtà. Quindi, c'è bisogno di aiutarli e di sostenerli.
Non è un caso che nel nostro osservatorio sono stati coinvolti anche i consulenti del lavoro, lo abbiamo fatto volutamente, e non altre organizzazioni. Innanzitutto, perché si tratta di un albo professionale e anche perché si tratta di professionisti che svolgono un'attività proprio di mediatori tra il datore di lavoro e l'istituzione, quindi, potrebbero pubblicizzare e veicolare questi documenti che sono stati proposti da noi.
Abbiamo bisogno che la Commissione guardi con attenzione questo momento formativo del lavoratore minorenne che viene immesso nell'attività lavorativa, perché abbiamo visto che la maggior parte degli infortuni vengono registrati, non soltanto nelle attività lavorative svolte in modo legale (parlo degli 81 mila, il cui dato ci viene fornito gentilmente dall'INPS in modo velocissimo: già ad aprile riusciamo ad avere il dato dell'anno precedente), ma anche nelle scuole. Oggi abbiamo l'estensione dell'assicurazione INAIL a tutta la platea scolastica, circa 9 milioni. Gli infortuni che capitano nelle scuole, anche se non sono di grossa gravità, comunque, sono traumi, contusioni, distrazioni, fratture e così via, cioè infortuni che, con una idonea formazione e un idoneo intervento formativo, potrebbero essere eliminati e potrebbero essere superati. Per questo richiamiamo l'attenzione soprattutto sull'aspetto formativo e anche su quello preventivo, perché soltanto attraverso l'accompagnamento – dopo, ovviamente, l'assunzione del lavoratore minorenne in attività registrate dall'INPS, ma anche nelle scuole – si può avere, con la presenza di un tutor preparato negli interventi preventivi, la possibilità che il lavoratore minorenne non vada più incontro a questi infortuni.
Dobbiamo, poi, considerare – se ho ancora qualche minuto a disposizione – che di fronte a un lavoratore minorenne noi dovremmo fare anche una valutazione di tipo psicosociale, proprio per il fatto che il lavoratore minorenne non ha ancora maturato la propria capacità cognitiva ed emotiva. Bisognerebbe, quindi, sviluppare la valutazione relativa proprio all'aspetto psicosociale per dare elementi utili al datore di lavoro, quindi, per misurare quasi il livello di esperienza del lavoratore minorenne e modificare, eventualmente, se ce ne fosse la possibilità, anche l'organizzazione del lavoro. Investire, quindi, in una qualità della formazione, verificare che la formazione venga effettuata da soggetti competenti, come dice lo stesso decreto-legge n. 159 del 2025, che non sia una semplice attestazione di frequenza di un corso, e dimensionare il documento della valutazione del rischio evitando l'uso, soprattutto in attività non di grandi dimensioni, di modelli già predisposti di documento della valutazione del rischio. Occorre costruirlo, occorre proprio soffermarsi.
Non è un caso che nell'ultima pubblicazione, fatta da medici competenti con la loro società scientifica, addirittura di 154 pagine, sia stato sottolineato – nell'ultima pubblicazione, ripeto, che risale a un mesetto fa, proprio per sottolineare l'importanza di questa analisi commisurata al lavoratore minorenne – che occorre anche soffermarsi sulla visita preventiva e periodica con un'apposita procedura. Viene proprio evidenziata questa necessità da parte di chi si occupa di salvaguardare la salute del lavoratore minorenne.
PRESIDENTE. Vi ringrazio. Come avete detto anche voi, audiremo INAIL prossimamente. L'INAIL, naturalmente, lo sentiamo spesso, ma in effetti, vista l'audizione di oggi e vista anche l'elevata produzione documentale di INAIL, probabilmente, potremmo anche chiedere di fare un focus su questo tema, proprio per lavorare su quello che diceva lei, cioè promuovere strumenti di valutazione dei rischi condivisi che siano effettivamente più efficaci.
Faccio una serie di considerazioni e, nel frattempo, chiedo ai colleghi che se vogliono fare domande possono segnalarmelo.
Riparto da dove mi ero interrotta prima. La dottoressa Baldassare faceva riferimento a degli studi anche di genere all'interno del rapporto che hanno presentato. Volevo chiederle, a proposito, se avevate anche qui una suddivisione per genere, cioè di questi – se ho capito bene – 80 mila lavoratori e lavoratrici, ragazzi minorenni, quante ragazze e quanti ragazzi ci sono in termini percentuali e in quali settori. Poi ci manderete la memoria, ma vorrei sapere – anche in linea di massima – quali sono le regioni dove si concentra maggiormente questo lavoro.
Mi domando, inoltre, se lo strumento è il PCTO, quindi l'alternanza scuola-lavoro, e se anche su questo avete ulteriori elementi da darci dal punto di vista contrattualistico. Sono aspetti che mi interessava capire.
Sul tema delle neuroscienze ce l'aveva raccontato – magari il professor Della Porta lo ricorderà – Marco Ferro, in occasione dell'edizione degli Stati generali. Il cervello dei ragazzi ha un funzionamento molto diverso da quello degli adulti, come ricordava anche lei, professor Della Porta.
In base alla vostra esperienza, vorrei chiedervi se c'è adeguata conoscenza di queste tematiche nei luoghi di lavoro e tra gli addetti al lavoro e quali eventuali iniziative si potrebbero sviluppare per migliorare questo aspetto. Al di là delle implicazioni normative – e se avete un suggerimento dal punto di vista normativo sono qui a chiedervi anche questo – visto che è un fenomeno particolarmente delicato, i dati che ci avete trasmesso su questi infortuni sono davvero molto alti: avete parlato – se non ho segnato male – di 18 infortuni mortali. Volevo capire se, peraltro, l'anno di riferimento (immagino) fosse il 2025, però anche questo lo chiedo per chiarezza. Anche su questo – sempre in un'analisi più circoscritta –, se riuscite a dirci soprattutto quali sono i settori in cui ci sono questi incidenti mortali.
Avete parlato degli infortuni in itinere, come questi minorenni sono trasportati, in autobus, in macchina o con altri? Esiste un fenomeno, che magari a me non è chiaro, legato al movimento di questi minorenni che si spostano per lavorare?
Queste sono alcune prime considerazioni. Vi ringrazio.
LAURA BALDASSARE, Responsabile Advocacy Istituzionale del Comitato italiano per l'UNICEF (intervento in video conferenza). Grazie, presidente, con le sue domande ci aiuta a entrare maggiormente nel dettaglio, grazie per questa attenzione.
Iniziamo da qui, ma abbiamo preso appunti, quindi nella memoria affronteremo tutti questi aspetti. Parto dal dato regionale. Facciamo un ragionamento sull'accuratezza dei dati disponibili, anche grazie a queste collaborazioni, che il professor Della Porta ricordava, con INPS e con INAIL. Abbiamo dati disaggregati per regione, quindi, su questo nella memoria possiamo entrare nel merito.
Noi siamo presenti, come UNICEF, con dei volontari e dei comitati in ogni regione d'Italia, quindi, è un lavoro che realizziamo e portiamo avanti anche a livello regionale, nel proporre azioni che siano efficaci. Abbiamo la possibilità di entrare nel merito sia della disaggregazione regionale sia rispetto alle attività nelle quali sono coinvolti, come ricordava il professore Della Porta: artigiani, commercianti, agricoltori autonomi. C'è, poi, questa differenza tra dipendenti, esclusi operai agricoli e domestici, come anche c'è il tema dei voucher. Nelle tabelle che abbiamo a disposizione e che inseriremo nella memoria possiamo entrare nel dettaglio di tutto questo.
Le analisi di genere siamo riusciti ad averle: vengono riportate quelle per gli infortuni, ma alcuni dati mancano. Su questo, magari, possiamo anche formulare delle proposte, vista la nostra collaborazione anche con INAIL, su come rafforzare l'attenzione al genere, ma sarebbe molto interessante anche avere il tema della cittadinanza italiana o non e le persone con background migratorio coinvolte. Così come il tema dei minorenni con disabilità: è un'evoluzione – ve lo anticipiamo – sulla quale stiamo lavorando per avere dati più accurati nel prossimo rapporto. Rispetto al dato sugli infortuni mortali, riguarda il periodo 2020-2024 quello che veniva citato, e anche su questo entreremo nel dettaglio.
Lascio la parola al professor Della Porta, con il quale entreremo nella parte delle modifiche. Noi pensiamo che la Commissione, vista l'attenzione dedicata al tema delle condizioni di lavoro in questa legislatura, possa avere un ruolo, proprio perché potremmo fare la differenza e utilizzare questo ingresso prima della maggiore età nel mondo del lavoro per lavorare in modo più efficace sulla prevenzione. Questo è il passaggio fondamentale che potremmo fare insieme, sul quale vi diamo la massima collaborazione.
Speriamo che questa audizione possa essere l'inizio di una collaborazione più costante, perché questo potrebbe fare la grande differenza rispetto al tema della sicurezza sui posti di lavoro. Se noi considerassimo in questo periodo per questi ragazzi e queste ragazze questa fase di inserimento nel mondo del lavoro come opportunità per intervenire sul tema della sicurezza. Questo è il grande cambio che dovremmo realizzare nel nostro Paese.
PRESIDENTE. Certo. La ringrazio e colgo con piacere questo spirito. Penso sia davvero importante, noi ci proviamo con i nostri limitati mezzi.
Con gli Stati generali abbiamo voluto coinvolgere dallo scorso anno proprio i ragazzi che sono già in una fase di formazione avanzata, anche per inserire elementi diversi, mi permetto anche di dire, affianco alla conoscenza delle istituzioni. E questo è il motivo per cui li portiamo qui e vogliamo fargli vivere loro un'esperienza di conoscenza che, altrimenti, quando si arriva in quel percorso – dobbiamo dircelo, per la settorialità che spesso si è costruita nell'istruzione –, rischiano di non avere questo pezzo, che credo sia funzionale ad avere consapevolezza, in termini di diritti e in termini, dunque, anche di prevenzione e di attenzione, in un percorso della loro vita che inizia e che deve essere accompagnato almeno con le precondizioni di conoscenza che devono essere date a tutte e tutti.
Prego, professor Della Porta.
DOMENICO DELLA PORTA, Coordinatore Osservatorio UNICEF (intervento in video conferenza). Vorrei segnalare, come, presidente, lei ha richiesto, che dal punto di vista della distribuzione regionale delle denunce abbiamo al primo posto la Lombardia (però subito farò una precisazione), al secondo il Veneto, al terzo l'Emilia-Romagna, al quarto il Piemonte e al quinto posto il Trentino-Alto Adige.
Questo però – faccio subito la precisazione – non significa che in queste cinque regioni ci siano stati più infortuni sul lavoro rispetto alle rimanenti regioni. Abbiamo verificato che in queste cinque realtà regionali c'è una maggiore attenzione al monitoraggio e alla denuncia di questi eventi. Molto spesso questi eventi, proprio perché gli infortuni sono di bassa entità, come dicevo poco fa – perché o si ha un infortunio di bassa entità tra i lavoratori minorenni oppure possiamo avere un infortunio mortale, però ci sono stati quei 18 casi in quattro anni –, questi infortuni di bassa entità non vengono denunciati. Capita, quindi, in moltissime regioni di avere un basso numero di denunce di infortuni.
C'è bisogno di una maggiore sensibilità di tutti i datori di lavoro, che ovviamente fanno ricorso ai lavoratori minorenni, a denunciare anche infortuni banali o infortuni non gravi, perché attraverso queste denunce e queste segnalazioni – tanto ci troviamo di fronte a persone che hanno un'assicurazione, una copertura assicurativa – si può intervenire. Per questo parlavo dell'esigenza di investire nella qualità della formazione, presidente, e di valorizzare obbligatoriamente, quando si va ad assumere un lavoratore minorenne, una supervisione qualificata, quasi a richiedere obbligatoriamente al datore di lavoro di accompagnare, almeno nel primo mese o nei primi due mesi, questo lavoratore, che fino a quel momento non ha lavorato o non ha mai svolto un impegno in una organizzazione lavorativa, proprio per consentire una sua inclusione non distratta, ma verificando gli aspetti su cui c'è bisogno di portarlo per mano.
PRESIDENTE. La ringrazio. A questo punto aspettiamo la memoria.
Ragioniamo – il professor Della Porta già lo sa ed è perennemente invitato, ma lo dico anche alla dottoressa Baldassare – in vista degli Stati generali, che ci saranno tra il 20 e il 22 ottobre, dove sicuramente sarà importante avere la vostra presenza.
Non essendovi richieste di intervento e ringraziando gli auditi dichiaro conclusa l'audizione.
La seduta termina alle 9.35.
fonte: camera.it
