XIX Legislatura

Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati

Resoconto stenografico

Seduta n. 34 di Mercoledì 27 maggio 2026
Bozza non corretta
 

INDICE

Sulla pubblicità dei lavori:
Gribaudo Chiara, Presidente
Audizione, in videoconferenza, di rappresentanti della ASL e della CGIL di Verona:
Gribaudo Chiara, Presidente
Dolci Stefania, dirigente della ASL di Verona (intervento in videoconferenza)
Gribaudo Chiara, Presidente
Dolci Stefania, dirigente della ASL di Verona (intervento in videoconferenza)
Gribaudo Chiara, Presidente
Dolci Stefania, dirigente della ASL di Verona (intervento in videoconferenza)
Gribaudo Chiara, Presidente
Dolci Stefania, dirigente della ASL di Verona (intervento in videoconferenza)
Gribaudo Chiara, Presidente
Barzotti Valentina (M5S)
Gribaudo Chiara, Presidente
Dolci Stefania, dirigente della ASL di Verona (intervento in videoconferenza)
Gribaudo Chiara, Presidente
Poles Alessandro, segretario generale FILT CGIL di Verona (intervento in videoconferenza)
Gribaudo Chiara, Presidente
Barzotti Valentina (M5S)
Gribaudo Chiara, Presidente
Poles Alessandro, segretario generale FILT CGIL di Verona (intervento in videoconferenza)
Gribaudo Chiara, Presidente
Barzotti Valentina (M5S)
Gribaudo Chiara, Presidente
 

Testo del resoconto stenografico

PRESIDENZA DELLA PRESIDENTE
CHIARA GRIBAUDO


La seduta comincia alle 9.30.

Sulla pubblicità dei lavori.

PRESIDENTE. Comunico che la pubblicità dei lavori della seduta odierna sarà assicurata anche mediante l'attivazione del sistema audiovisivo a circuito chiuso, nonché via streaming sulla web-tv della Camera dei deputati.

Audizione, in videoconferenza, di rappresentanti della ASL e della CGIL di Verona.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione, in videoconferenza, di rappresentanti della ASL e della CGIL di Verona, che saluto e ringrazio, in relazione alle vicende della TEAM srl di Verona.
Interverranno Stefania Dolci, dirigente della ASL di Verona, e Alessandro Poles, segretario generale della FILT-CGIL di Verona.
Ricordo che la seduta si svolge nelle forme dell'audizione libera ed è aperta alla partecipazione da remoto dei componenti della Commissione di inchiesta che non fossero presenti.
Avverto, inoltre, gli auditi che, poiché l'audizione si svolgerà in videoconferenza, non sarà possibile sottoporla al regime di segretezza, in quanto tale regime implicherebbe la sospensione di tutti i collegamenti da remoto, oltre che della trasmissione diretta sulla web-tv della Camera dei deputati. Pertanto, qualora gli auditi dovessero ritenere opportuno di essere ascoltati in seduta segreta, come del resto abbiamo fatto su questo caso, l'audizione dovrà essere necessariamente rinviata ad altra seduta.
Ringraziando nuovamente, cedo la parola alla dottoressa Stefania Dolci, dirigente della ASL di Verona.

STEFANIA DOLCI, dirigente della ASL di Verona (intervento in videoconferenza). Grazie, presidente.
Vi ringrazio per l'opportunità di riferire in merito all'intervento attivato presso il sito in cui opera la ditta TEAM, nel comune di Castagnaro, per conto della ...

PRESIDENTE. È sparita, dottoressa Dolci, abbiamo problemi di connessione.

STEFANIA DOLCI, dirigente della ASL di Verona (intervento in videoconferenza). Riprendo?

PRESIDENTE. Sì, grazie. Se vuole può togliere il video, tanto l'abbiamo vista e sappiamo che è lei. Magari senza video la connessione funziona meglio, se ritiene.

STEFANIA DOLCI, dirigente della ASL di Verona (intervento in videoconferenza). La prima segnalazione è arrivata il 19 aprile 2023 da parte della USB: veniva riportato un problema riferito ai movimenti ripetuti degli arti superiori e problemi visivi, da parte dell'associazione sindacale, quindi, una presenza di rischio importante con ritenute insufficienti misure di prevenzione dal rischio da movimenti ripetuti. Si riferiva una segnalazione dei dipendenti della ditta TEAM Srl operanti presso la ditta Calzedonia.
A luglio è stato programmato un sopralluogo presso uno dei due siti, il sito di Vallese di Oppeano. Nei nostri sopralluoghi l'attenzione si è orientata a verificare, in particolare, l'attività di picking e quella di sorter, in cui viene effettuato l'imbustamento dei manufatti che vengono commercializzati. L'azienda Calzedonia produce e commercializza biancheria intima, per cui la TEAM effettua soprattutto attività di preparazione ordini, eccetera.
Questo lavoro viene fatto lungo corsie dove vi sono scaffalature in cui è depositata la merce, a più altezze, che vanno dai 50 ai 170 centimetri. La merce, ovviamente, ha un peso assolutamente irrisorio e l'ordine viene fatto attraverso un palmare, in cui vengono riportati i pezzi da prelevare e anche dove si trovano. Con questo palmare l'operatore, lungo queste linee, intercetta le scatole in cui è depositato questo materiale, lo preleva, fa una lettura con questo palmare del codice a barre e poi lo inserisce dentro una scatola, che scorre lungo una linea dotata di rulliere passive. Per cui, non abbiamo sollevamento pesi, ma prelievo con un arto e la lettura con il palmare di ogni prodotto inserito in questa confezione. Gli operatori percorrono queste linee effettuando questa attività.
Come organizzazione del lavoro, all'epoca i lavoratori potevano ruotare su tre tipologie di lavorazioni – tra cui l'attività di picking e quella e-commerce – sempre comportanti attività ripetitive.
Gli orari di lavoro – questa è stata un'indicazione complessissima che ci hanno fornito, anche in più momenti – potevano variare da un'ora e mezza al giorno fino ad arrivare a un massimo di nove ore per turno, a seconda dell'attività da svolgere. I dipendenti di TEAM ricevono l'ordine di presentarsi al lavoro, a seconda delle commesse che in quella giornata sono effettuate, e questa tipologia di organizzazione del lavoro dura tuttora. In quel frangente abbiamo chiesto la valutazione dei rischi da movimenti ripetuti degli arti superiori. Questo riguardava la sede di Vallese di Oppeano. Abbiamo raccolto anche i dati parametrici delle altezze delle scaffalature. Il documento che è arrivato, datato 2023, evidenziava per il sito di Vallese la presenza di un rischio lieve.
Il metodo utilizzato per la valutazione del rischio è il checklist OCRA (OCupational Repetitive Actions), che analizza i seguenti fattori: la frequenza delle azioni tecniche al minuto, l'impiego di forza, la postura assunta da tutte le articolazioni dell'arto superiore, i tempi di recupero, le ore lavorate e la verifica di fattori complementari, che possono essere le temperature e il lavoro di precisione. In questa tipologia di attività, però, non erano presenti fattori complementari.
Abbiamo chiesto l'organizzazione delle pause lavorative, che sono quelle definite dalla contrattazione collettiva, ma anche di riferirci sulle pause che coincidevano con la contrattazione collettiva e distribuite a seconda delle ore lavorate dagli addetti. Fino a quattro ore gli addetti non hanno pause prestabilite, ma solo pause fisiologiche riportate dall'azienda; oltre le quattro ore e mezza le pause stabilite sono di dieci minuti; per le attività che vanno dalle sette alle sette ore e mezza di lavoro le pause sono di quindici minuti; per attività che vanno dalle otto ore a più di otto ore le pause sono di quindici più quindici minuti. Questi sono i dati forniti in particolare nel secondo accesso ispettivo che abbiamo fatto in un'altra sede. Tornerò di nuovo alla cronistoria delle attività svolte.
Il rischio evidenziato nel documento fornito per la ditta TEAM era un rischio per il quale la sorveglianza sanitaria è consigliata, ma non obbligatoria. Abbiamo chiesto anche informazioni alla committente, che ci ha fornito una relazione dove la committente ha lavoratori che entrano nel ciclo di lavoro dei dipendenti della ditta TEAM e, quindi, anche addetti di Calzedonia effettuavano attività di picking. Il rischio ritenuto dall'azienda era un rischio – anche in quel caso – per il quale non vi era obbligo di sorveglianza sanitaria.
A settembre 2023 abbiamo una richiesta di incontro con il sindacato, in quanto, a fronte di quella segnalazione, avevamo risposto che avevamo effettuato un accertamento e concluso le attività. Il sindacato ci chiede un nuovo incontro, che organizziamo per il 27 settembre 2023, nel corso del quale viene riportata una stima da parte di uno dei componenti del sindacato il quale evidenziava, dai dati acquisiti dai lavoratori che avevano sentito, che il rischio era elevato e che lamentavano, in particolare, il problema della mancanza delle pause.
Tornando al testo unico e all'aspetto del rischio da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori, i tempi di recupero vanno individuati dal datore di lavoro in base al livello di rischio che emerge. La segnalazione è stata fatta per la sede di Castagnaro.
A ottobre 2023, dall'acquisizione di dati rispetto ai turni di lavoro, si evidenzia che in quell'azienda all'epoca avevamo un'organizzazione del lavoro che prevedeva attività giornaliere da 1,5 ore fino a otto ore. Questo è un dato fornito dalla ditta TEAM a seguito di una richiesta di documentazione che abbiamo fatto in occasione del sopralluogo e anche di successive integrazioni. In base alla documentazione che arrivava, alcuni dettagli e approfondimenti li abbiamo chiesti in corso d'opera. La valutazione del rischio fatta presso questa sede – documento del 2023 e successivo aggiornamento del 2024 – evidenziava un rischio medio, per il quale era obbligatoria la sorveglianza sanitaria, all'arto superiore destro, soprattutto negli addetti alle attività di picking, mentre un rischio rosso lieve, quindi dove la sorveglianza sanitaria è consigliata, all'arto superiore sinistro. I lavoratori, quindi, erano sottoposti a sorveglianza sanitaria.
Abbiamo raccolto anche dati rispetto alla turnazione di lavoro. Quella che emergeva più a rischio era la cosiddetta attività sorter, ossia di imbustamento delle confezioni. Ci siamo fatti comunicare la rotazione su questa postazione a più elevato rischio e le ore dedicate giornaliere degli addetti adibiti a questa attività: alcuni di questi operatori – non il 100 per cento dei lavoratori – ruota su tutte le postazioni, anche perché alcune attività richiedono una formazione particolare, come è emerso in occasione del sopralluogo.
Ci siamo fatti mandare nella giornata in cui avevamo effettuato il sopralluogo le turnazioni fatte su più attività. L'aspetto della turnazione su più postazioni di lavoro, pur richiedendo attività ripetitive, è tra le misure di prevenzione delle patologie da sovraccarico biomeccanico degli arti superiori.
Nel periodo 2023-2024 abbiamo verificato se fossero arrivate patologie professionali o di sospetta origine professionale dall'azienda, ma dalle denunce pervenuta non era emersa alcuna segnalazione in merito.
Un successivo sopralluogo è stato avviato nel 2025. L'ULSS 9 Scaligera di Verona ha istituito dal 2010 uno sportello di ascolto sul disagio lavorativo. A seguito dell'accesso e anche di una richiesta di incontro sempre da parte dell'associazione sindacale USB, sono stati incontrati per un colloquio lavoratori della TEAM, sempre operanti presso la sede di Castagnaro. A seguito di questo, sono state anche raccolte dichiarazioni per alcuni aspetti da parte, in particolare, di uno dei lavoratori ed è stato riprogrammato il sopralluogo ispettivo per analizzare il rischio da sovraccarico biomeccanico, per verificare se fossero cambiati nell'organizzazione dell'attività i carichi di lavoro per il personale, quindi, le attività svolte dai lavoratori adibiti a picking e sorting.
L'altro aspetto che abbiamo approfondito in maniera importante è stato anche il discorso dello stress lavoro-correlato: quindi, in base a quell'organizzazione del lavoro, quanto l'attività così organizzata, sentiti anche i lavoratori, poteva determinare la comparsa di problemi di salute legati alla sfera psichica. Abbiamo coinvolto l'attività dello sportello del disagio lavorativo per approfondire anche questo aspetto riferito dai lavoratori.
Torno indietro. Anche prima del sopralluogo, abbiamo incontrato i sindacati per orientare meglio l'intervento, visto che per entrare nel merito dell'organizzazione del lavoro in maniera così variabile, non solo nell'arco della giornata lavorativa, ma a livello settimanale piuttosto che mensile, era fondamentale anche il contributo dei lavoratori, in questo caso, anche dell'associazione sindacale, e abbiamo effettuato un incontro, su loro richiesta, nel corso del quale abbiamo acquisito ulteriori informazioni e aspetti segnalati.
A seguito di questo incontro svoltosi su loro richiesta, il sindacato ha formalizzato una richiesta di intervento presso la sede di Castagnaro. A novembre abbiamo effettuato un sopralluogo coinvolgendo varie professionalità del servizio, tenuto conto delle diverse problematiche segnalate. Abbiamo chiesto documentazione in occasione del sopralluogo non solo all'azienda TEAM, ma anche all'azienda committente. Tenuto conto che anche l'azienda committente aveva inserito in alcune attività manuali ripetitive i propri dipendenti, abbiamo fatto un accertamento approfondito anche sulla ditta committente.
In base alle valutazioni ...

PRESIDENTE. Le devo chiedere di andare verso la conclusione, perché abbiamo troppo poco tempo. Mi scusi, le chiedo se può arrivare alla conclusione.

STEFANIA DOLCI, dirigente della ASL di Verona (intervento in videoconferenza). Arrivo alla conclusione.
A seguito di quello che è arrivato, con un incontro effettuato con le due aziende per chiarire bene i dati, l'organizzazione del lavoro, non esplicitata in maniera chiara, perché – ripeto – l'organizzazione è molto complessa da approfondire, in quanto coinvolge centinaia di lavoratori e due aziende che cooperano e collaborano, abbiamo effettuato un incontro a gennaio con le due aziende e chiesto ulteriore documentazione. Ad oggi, quello che ne è conseguito e l'attività di polizia giudiziaria che ne è seguita è coperta da segreto professionale. Al momento, siamo tenuti, come SPISAL, al segreto d'ufficio. Su quello che ne è seguito come atti di polizia giudiziaria in questo momento abbiamo il segreto d'ufficio. In questo momento, è ancora in corso, non è concluso, per cui siamo in attesa di fare le nostre verifiche rispetto a quanto effettuato nei confronti dell'azienda TEAM Srl.
Se ci sono domande o dubbi, resto a disposizione.

PRESIDENTE. Invito i colleghi commissari a intervenire per formulare quesiti, osservazioni o richieste di chiarimenti.
Ha chiesto di intervenire la collega Barzotti.

VALENTINA BARZOTTI (intervento in videoconferenza). Grazie, presidente.
Buongiorno a tutti e a tutte. Ringrazio la rappresentante della ASL per essere venuta in audizione su un tema così importante. Io ho varie domande di chiarimento rispetto alla posizione che avete portato oggi e alle informazioni che ci avete dato.
Innanzitutto, volevo capire come mai ci avete riferito che la sorveglianza sanitaria non fosse necessaria inizialmente per i lavoratori che facevano picking all'interno degli stabilimenti TEAM, perché mi risulta che poi lo è diventata. Che cosa è cambiato, dato che comunque nella sorveglianza sanitaria obbligatoria si parla di mansioni ripetitive e sovraccarichi? Comunque, dovrebbe rientrarci come in effetti poi dopo è rientrata.
Poi, volevo chiedere, per quanto riguarda le ispezioni nelle varie sedi, avete riferito di tre ispezioni, se non mi sbaglio. Chiedo se potete dirmi quante effettivamente ne avete fatte in questi anni e con quanto preavviso queste ispezioni sono state comunicate al datore di lavoro e al committente.
Per quanto riguarda l'orario di lavoro, avete detto che queste lavoratrici – anche a noi risulta questo – sono chiamate a lavoro a volte per un'ora, a volte per nove ore, però vorrei capire quanto tempo prima vengono chiamate, qual è la tempistica della loro reperibilità e qual è la tempistica delle loro pause.
Poi ho una domanda sul DVR (Documento di Valutazione dei Rischi). Mi risulta che all'esito delle vostre ispezioni sia stato richiesto l'aggiornamento del DVR dell'azienda TEAM. Mi potreste per favore dire quali sono le misure che in questo momento la ASL ha adottato per preservare la salute e la sicurezza dei lavoratori nelle more in cui questo DVR verrà effettivamente rielaborato?
Basta così in questo momento. Non mi viene in mente altro. Però, all'esito della vostra istruttoria – perché avete parlato per più di venti minuti di un'istruttoria – vorrei capire la conclusione di questa istruttoria e che cosa si intende fare urgentemente per la tutela dei lavoratori, perché mi pare di capire che l'azienda stia operando in violazione.
Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, collega Barzotti. Mi unisco alle sue considerazioni, nel senso che abbiamo bisogno ovviamente di capire poi come si sta concretizzando, naturalmente, al netto di quanto riguarda la segretezza. Infatti, eventualmente, sarà nostra cura sentire la procura, anche dopo l'audizione di oggi.
Volevo proprio chiedere se la richiesta di documentazione alla committenza è finalizzata, prevalentemente, a una ricostruzione organizzativa oppure se ci sono dei profili specifici rispetto alle valutazioni delle interferenze e poi anche se lei, voi, ritenete che la valutazione attuale dei rischi rappresenti adeguatamente le condizioni operative rilevate oppure se vi sono ambiti che richiedono eventuali integrazioni, naturalmente, per quello che può dire. Queste sono le mie domande.
Non vedo altri colleghi che hanno alzato la mano, quindi, se vuole può rispondere, poi procediamo con le altre audizioni.
Prego, dottoressa Dolci.

STEFANIA DOLCI, dirigente della ASL di Verona (intervento in videoconferenza). Per quanto riguarda la prima domanda, la sorveglianza sanitaria viene regolamentata dall'articolo 41 del decreto n. 81 a fronte di una valutazione dei rischi specifici.
La valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico è regolamentata dall'articolo 168 del decreto n. 81 e prevede nell'allegato 33 (allegato a questo articolo) la valutazione tenendo conto di norme tecniche e in esso si fa riferimento alla norma ISO 11228. Non è un obbligo da parte del datore di lavoro adottare quella metodologia o adottarne altre. L'azienda ha adottato proprio la norma tecnica riferita all'allegato 33, dove, a seconda del livello di rischio emerso, prevede l'obbligo o meno, che diventa tassativo, della sorveglianza sanitaria.
Il livello di rischio emerso dalla azienda nel primo intervento era un rischio in fascia rosso lieve, comunque al di sotto di un punteggio di checklist OCRA di 14. Pertanto, secondo quella norma tecnica, per quella metodologia adottata dall'azienda – ripeto, non vi è l'obbligo da parte del datore di lavoro di utilizzare quella metodologia – la sorveglianza sanitaria è consigliata.
In ogni caso, abbiamo constatato che questa era effettuata. Per cui, la scelta di sottoporre a sorveglianza sanitaria in quel caso è stata demandata ai datori di lavoro sugli esiti della valutazione del rischio. Questo è un aspetto che va precisato.
Le ispezioni eseguite sono state fatte su due siti. La prima, come dicevo, presso un sito che non è stato oggetto del secondo esposto, ma non avendo specificato nel primo esposto arrivato ad aprile 2023, l'associazione sindacale parlava dell'attività svolta da TEAM presso la committente, senza che fosse stato specificato il sito. Per cui, noi siamo andati nella sede principale e abbiamo fatto questo primo intervento.
A seguito della comunicazione all'associazione sindacale che avevamo concluso l'intervento, tenuto conto che la problematica l'hanno rilevata loro, come evidenziato poi nell'incontro effettuato il 12 settembre del 2023, è emerso che il problema riguardava i lavoratori di Castagnaro. A quel punto, è stato programmato il sopralluogo della sede di Castagnaro.
Negli interventi di vigilanza non avvisiamo assolutamente i datori di lavoro. Gli interventi di vigilanza non prevedono tra le procedure di trasparenza del nostro servizio assolutamente che venga avvisato il datore di lavoro.
Passerei alla terza domanda sul discorso dell'organizzazione delle chiamate dei lavoratori. Sul fatto che un lavoratore venga chiamato a lavorare una giornata, un'ora oppure di più, questo riguarda l'aspetto contrattuale. L'ente di competenza che eventualmente può entrare nel merito su questa modalità è l'Ispettorato territoriale del lavoro.
Quali sono le misure adottate dalla ASL? Come dicevo, al momento le misure adottate sono coperte dal segreto d'ufficio.

PRESIDENTE. Grazie. Non so se la collega Barzotti vuole intervenire o, eventualmente, ragionare di una seduta segreta. Ricordo che tra poco abbiamo l'Aula.
Do ora la parola ad Alessandro Poles, Segretario generale FILT CGIL di Verona, chiedendogli la cortesia di contenere il suo intervento in cinque o sei minuti, altrimenti facciamo fatica e non riusciamo a stare nei tempi della Commissione.

ALESSANDRO POLES, segretario generale FILT CGIL di Verona (intervento in videoconferenza). Proverò a essere rapido.
Sostanzialmente, la TEAM è una azienda con cui noi abbiamo rapporti sindacali da diverso tempo. Entriamo nei vari siti di nel 2021 quando ci viene comunicato un cambio d'appalto e il gruppo Nival fa transitare tutti i lavoratori dalla cooperativa Sinco in TEAM che, invece, è una Srl.
Nel contempo, si cambia il contratto e si passa da un contratto multiservizi, applicato dalla cooperativa, ad un contratto merci e logistica che, ovviamente, è diverso rispetto a quello del multiservizi ed è più tutelante, più remunerativo, eccetera.
Noi entriamo in contatto con l'azienda all'incirca a dicembre del 2021. In quel momento, i rapporti non erano sereni e anche perché i momenti del cambio di appalto sono quelli un po' più complicati per i lavoratori e intervengono anche le Forze dell'ordine. Comunque, dopo riusciamo a trovare una quadra rispetto a questo cambio d'appalto, tutelando sostanzialmente i posti di lavoro a tutte le lavoratrici e facendo questo transito, cercando un po' di sistemare quelli che erano i livelli salariali e retributivi del personale.
Ci tengo a sottolineare che le lavoratrici stanno in quel sito anche da quindici o vent'anni, quindi non c'è un turnover così complicato. Tra le altre cose, quelle che sono iscritte con noi ci hanno partecipato dei problemi che riguardavano soprattutto la turnazione e, ovviamente, quello che poteva essere il carico di lavoro. Proprio per questo, siamo andati a cercare di fare un accordo, che poi alla fine è arrivato con l'azienda TEAM.
Premetto anche che noi non abbiamo rapporti con la committenza. Ovviamente, i rapporti con le committenze per chi fa il nostro lavoro non sono obbligatori. Sarebbero un aiuto rispetto a quelle che possono essere le trattative e le risoluzioni delle problematiche dei lavoratori, però al momento noi ci rapportiamo e ci interfacciamo solamente con TEAM.
Nel 2024, mi sembra, concludiamo un accordo di secondo livello per i siti di Castagnaro e di Vallese di Oppeano in cui cerchiamo di andare a sistemare le problematiche inerenti al lavoro. Scorrendo un po' l'accordo concluso, la cosa che subito abbiamo cercato di fare è di evitare i livelli di ingresso al livello più basso, il 6J, dove, comunque, il CCNL nazionale dava l'opportunità all'azienda di inquadrare le lavoratrici a quel livello nel momento dell'ingresso. Invece, le abbiamo fatte passare direttamente al sesto livello. Sull'orario di lavoro cerchiamo di dare una sistemata all'alternanza del lavoro rispetto alla mattina e al pomeriggio. Dovete capire che in quel sito si fanno lavori legati all'e-commerce, quindi al click che noi facciamo sulle varie piattaforme online e quegli ordini vanno evasi immediatamente.
Inoltre, Calzedonia è organizzata nei punti vendita per fare in modo che non ci sia un magazzino. Pertanto, tutto il resto della merce ha un'evasione che deve essere pressoché immediata. Hanno un'alternanza degli ordini che è abbastanza complicata da gestire rispetto alla turnistica. Oltre a questo, ovviamente, sono soggetti a stagionalità e ci sono momenti di picco dei lavori in cui le lavoratrici sono chiamate a lavorare anche fino a nove ore e dei momenti di flesso in cui lavorano, invece, molto poco. Che cosa facciamo come sindacato? Facciamo un accordo rispetto all'alternanza almeno dei turni mattina e pomeriggio, che fino a quel momento non c'era. Perciò, alle lavoratrici che hanno il turno la settimana precedente, quindi, il venerdì della settimana precedente viene pubblicato e dato alle lavoratrici il turno della settimana successiva e fino a quel giorno non sapevano assolutamente quale fosse il loro turno. Poteva essere che magari avevano l'idea di lavorare la mattina e, invece, lavoravano il pomeriggio.
Con l'accordo è stata stabilita l'alternanza e, quindi, fanno una settimana di mattina e una settimana di pomeriggio per tutto l'anno, per 52 settimane. Rispetto a questo, magari, ci possono essere delle variazioni d'orario, di ingresso o di uscita, ma almeno sanno in quale momento della giornata rispetto al mattino o al pomeriggio, lavorano per tutto l'anno.
Visto che questo è un impianto che lavora sette giorni su sette, h24, cerchiamo di collegare i turni della mattina con il riposo che, a questo punto, diventa di sabato, la turnistica del pomeriggio con il riposo della domenica, così sanno il giorno in cui fanno il riposo anche per le 52 settimane dell'anno.
Stabiliamo gli orari, i flessi soprattutto legati ai periodi di stagionalità. Quindi, stabiliamo quali mesi dell'anno hanno un periodo di picco e di flesso. Ciò che rimaneva a quel punto da stabilizzare era lo stipendio, perché, come potete immaginare, se una lavoratrice lavora due ore probabilmente avrà dei riscontri rispetto allo stipendio diversi che nel caso in cui lavori le nove ore giornaliere.
Istituiamo, utilizzando un accordo contrattuale, una banca ore. Quindi, nei momenti di alta stagione in cui sono chiamate a fare straordinario accumulano delle ore in questa sorta di banca ore che poi vengono utilizzate per saturare l'orario di lavoro nei momenti in cui c'è il flesso, quindi, in cui il lavoro diventa meno importante.
Sostanzialmente, poi viene data la possibilità di fare della mobilità tra i siti di Vallese e Castagnaro, tutta su base volontaria, che viene oltretutto retribuita alle lavoratrici che danno la disponibilità per spostarsi da una parte all'altra. Questo è quello che abbiamo provato a fare.
Ci tengo a sottolineare che è sempre molto complicato per l'azienda in appalto portare avanti un lavoro che dalla committenza è così altalenante. C'è da sottolineare anche che Castagnaro è un paese profondamente depresso, in cui non c'è nessun altro tipo di lavoro se non quello legato al sito di Calzedonia. Nonostante a venti minuti da quel sito ci sia un altro sito che, però, è molto più importante sulla provincia di Rovigo, a San Bellino, che è Amazon, le lavoratrici sono profondamente legate a quella tipologia di lavoro.
Quello che non capisco, rispetto al lavoro che è stato fatto dagli autonomi, è perché c'è tutto questo accanimento rispetto a una realtà imprenditoriale italiana che se costretta poi, arrivati a un certo punto, a internalizzare le lavoratrici, potrebbe anche decidere di portare tutta la produzione fuori dal territorio italiano in Paesi in cui il costo del lavoro è molto più basso, rischiando di fare un danno grandissimo per queste famiglie che sono legate al sito di Castagnaro.
Invece, queste realtà autonome non si interessano affatto di quella che è, invece, la situazione di Amazon. Noi abbiamo fatto due anni fa uno sciopero di diversi giorni lì davanti perché venivano licenziate 150 persone. Lì dentro ci sono braccialetti elettronici che controllano la produttività e, soprattutto, l'utilizzo dell'intelligenza artificiale inizia a diventare così importante da creare e generare preoccupazione per quello che sarà il lavoro futuro. Mi concentrerei di più su realtà e su multinazionali che secondo me fanno danni ben più gravi al mondo del lavoro, che non realtà imprenditoriali un po' più piccole, le quali con noi è stato fatto un buon lavoro per cercare di sistemare orario di lavoro, retribuzione e quant'altro e anche il passaggio dal multiservizi al merci e logistica ha significato un aumento di stipendio abbastanza importante, quasi 400 euro in più ai lavoratori al mese.
I passi che abbiamo fatto sindacalmente, noi come confederali insieme all'azienda, sono passi di un certo tipo cercando di trovare un equilibrio, non creando disequilibrio con scelte che conseguono che possono essere ben più gravi.
Spero di essere stato nei cinque minuti.

PRESIDENTE. La ringrazio, anche per la chiarezza. Credo sia stato utile ascoltare anche questo passaggio.
Invito i colleghi commissari ad intervenire per formulare quesiti, osservazioni o richieste di chiarimenti.
Prego, collega Barzotti.

VALENTINA BARZOTTI (intervento in videoconferenza). Grazie, presidente.
Per quanto riguarda l'audizione di CGIL, mi sento di rassicurare sul fatto che quello che stiamo facendo in Commissione non è certamente un accanimento nei confronti di una realtà aziendale. Semplicemente, noi siamo costituiti per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori. Nel momento in cui c'è una segnalazione, come potrebbe essere una qualunque segnalazione, che ci sono dei rischi muscolo-scheletrici che non sono stati correttamente valutati e che necessitano di aggiornamento del DVR, io penso che sia nostra responsabilità sollevare il caso e analizzarlo.
Non si tratta in questo caso di una questione tra sindacati, che vi pregherei di lasciare fuori da questa Commissione, ma di una questione riguardante il DVR e i rischi muscolo-scheletrici. Io sono contenta che lei abbia chiarito tutti gli aspetti relativi alla flessibilità del lavoro, che peraltro avevo chiesto nell'audizione precedente della ASL. Mi è stato detto – faccio riferimento alla risposta – che sono questioni inerenti all'organizzazione del lavoro, però è la stessa ASL che ha messo sul piatto della discussione questa questione sulla flessibilità e, quindi, giustamente, si va un po' più ad approfondire il perimetro.
In ogni caso, rispetto a questa audizione di CGIL non ho sentito nulla su questo discorso del rischio muscolo-scheletrico legato all'attività di picking. Rimarrei su questo e, visto che avete fatto dei grandi passi avanti, come avete ben illustrato, sulla flessibilità e sull'orario di lavoro, e avete chiarito diversi aspetti, vi chiederei di chiarirli anche rispetto a questo discorso della valutazione della salute e della sicurezza dei lavoratori nei termini muscolo-scheletrici e riguardo alle pause.
Per quanto riguarda, invece, l'audizione di prima, della ASL, dato che siamo una Commissione d'inchiesta e abbiamo necessità di conoscere gli esiti della loro istruttoria e naturalmente come si è perfezionato il provvedimento di prescrizione, se c'è un provvedimento di prescrizione, chiederei un'audizione segreta per approfondire anche tutti questi aspetti. Grazie.
Ho un'ultima domanda da fare a CGIL. Alla luce dell'organizzazione dei turni e della flessibilità, vorrei capire se ritenete che i tempi di recupero siano adeguati rispetto ai livelli di ripetitività delle attività, sempre legate alla questione muscolo-scheletrica.

PRESIDENTE. Grazie per quest'ultima domanda. Io avrei chiesto nello specifico proprio questo passaggio. Raccolgo anche la sua richiesta di audizione segreta. Naturalmente, facciamo anche le valutazioni con gli uffici e concordo con lei nel senso che ci tengo a chiarire che nella nostra Commissione, come è normale che sia e come ricordava la collega Barzotti, è nostro dovere approfondire ogni segnalazione che arriva dai lavoratori con il nostro metodo. Ascoltiamo, naturalmente, tutte le parti e le istanze che ci arrivano in questo caso specifico. Questo è il nostro metodo di lavoro, confrontarci con gli altri.
Do la parola al nostro ospite per rispondere alle domande.

ALESSANDRO POLES, segretario generale FILT CGIL di Verona (intervento in videoconferenza). Chiedo scusa se ho lasciato trasparire una accusa nei confronti della Commissione. Mi riferivo semplicemente all'attività del sindacato autonomo, USB in questo caso, non assolutamente alla vostra. Era semplicemente un voler sottolineare quello che stanno facendo.
Rispetto alle domande che mi sono state fatte, le pause io credo che siano perfettamente in linea con quelle che sono le previsioni contrattuali, quindi i dieci minuti, i quindici minuti e la mezz'ora previsti per tipologia di part-time o full-time sono perfettamente in linea con quelle che sono le previsioni contrattuali, che sono state concordate anche con il sindacato. Su questo io non ritengo che ci siano grosse problematiche, perché, ripeto, siamo in linea.
In merito alle lamentele rispetto alla tipologia di lavoro, vorrei sottolineare che in questo tipo di magazzino vengono trattati tutti articoli che non generano una pesantezza del lavoro in termini muscolo-scheletrici talmente alta da potersi paragonare anche a tutto il resto di quello che si fa nel mondo della logistica. Pensate, per esempio, a quello che succede in AIA dove gli operatori tirano su tacchini da 20 chili e qui, invece, parliamo di costumi, mutande, sostanzialmente, articoli di intimo. Tra le altre cose, il palmare che utilizzano non ha un peso grandissimo, saranno 300-400 grammi di palmare. Ovviamente, le operazioni ripetute possono generare dei problemi a lungo andare, ma credo che rispetto al mondo della logistica siamo perfettamente in linea. Anzi, forse siamo più bassi rispetto a quelle che possono essere le conseguenze da altre parti. Tra le altre cose, non ci è stato segnalato nessun problema dalle nostre iscritte. Abbiamo provato nel tempo ad aprire alcuni percorsi rispetto al riconoscimento di malattie professionali che, tra le altre cose, non hanno avuto nemmeno un buon esito. Rispetto a questo continuiamo il monitoraggio, però non siamo allarmati dalla tipologia specifica di attività, perché vediamo attività che sono ben più pesanti in tanti altri siti, soprattutto nel territorio veronese.
Spero di aver risposto a tutto. Se mi sono dimenticato qualcosa, ditemelo.

PRESIDENTE. Non so se la collega Barzotti vuole intervenire.

VALENTINA BARZOTTI (intervento in videoconferenza). No, grazie, presidente.

PRESIDENTE. Vi ringrazio per l'audizione. Ci tengo a far presente soprattutto alla dottoressa Dolci, a maggior ragione rispetto alle richieste della collega Barzotti, e lo dico anche al rappresentante della CGIL, anche se, naturalmente, le posizioni sono leggermente diverse, che noi raccogliamo anche le memorie e la documentazione di quello che è accaduto.
Sulla richiesta avanzata dalla collega Barzotti, su cui ci sarà una valutazione in sede di Ufficio di presidenza, mi sembra più che ragionevole. Lo dico solo a lei, dottoressa Dolci, è abbastanza usuale per la nostra Commissione dove con la segretezza abbiamo affrontato alcuni casi peraltro molto diversi, drammatici, purtroppo, e anche con conseguenze mortali. Vorrei rassicurarla anche sotto questo punto di vista.
Noi ci tenevamo oggi ad accelerare il processo di approfondimento su questo argomento, ma forse è opportuno organizzarci anche rispetto alle vostre tempistiche per un eventuale passaggio con una audizione in presenza e, quindi, secretata.
Vi ringrazio per il contributo e vi auguro buon lavoro.
Dichiaro conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 10.20.


fonte: camera.it