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Categoria: Normativa regionale
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Deliberazione n. 814 del 06 giugno 2011.
Rinnovo del protocollo d’intesa tra Regione Marche e INAIL in materia di igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro.
(B.U.R. 24 giugno 2011, n. 53)

LA GIUNTA REGIONALE

omissis

DELIBERA

- di rinnovare e integrare il Protocollo d’Intesa tra la Regione Marche e l’INAIL in materia di igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro, approvato con DGR 377 del 17.03.2008, secondo lo schema di cui all’allegato A che costituisce parte integrante e sostanziale della presente deliberazione.
- di autorizzare il Presidente della Regione o persona da lui delegata alla stipula dello schema sopraindicato con il Direttore Regionale dell’INAIL, apportando all’atto della sottoscrizione eventuali modifiche non sostanziali che si dovessero rendere necessarie.


Allegato A

4° PROTOCOLLO DI INTESA TRA LA REGIONE MARCHE E L'INAIL IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

TRA

La REGIONE MARCHE, con sede legale in Ancona, Via Gentile da Fabriano, 9, codice fiscale n. 80008630420, rappresentata dal Presidente della Giunta Regionale Dott. Gian Mario Spacca, nato a Fabriano (AN), il 16.02.1953,, autorizzato alla stipula del presente atto con Delibera della Giunta Regionale n…. del …

E

L'I.N.A.I.L. - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro della regione Marche - con sede legale in Ancona, in via Piave n. 25, codice fiscale n. 01165400589 rappresentato dal Direttore Regionale Reggente Dott. Carlo D'Amato, nato a Maiori (SA), il 15.05.1943

PREMESSO

• che dal 2001 ad oggi sono stati siglati dall'INAIL Marche e dalla Regione Marche n. 3 protocolli di intesa, il primo in data 11.10.2001 della durata di due anni, il secondo in data 05.11.2004 della durata di tre anni, il terzo il 24.04.2008 della durata di tre anni.

RILEVATO

• che l'applicazione di detti protocolli ha permesso la realizzazione di significative iniziative e progetti che sono risultati utili per la crescita del "Sistema regionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro", contribuendo, in parte, alla nota riduzione degli infortuni sul lavoro che si è verificata nel territorio della Regione Marche nell'ultimo decennio;

• che, al fine di sviluppare questo complessivo sistema regionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro, a detti protocolli sono stati collegati ulteriori atti e convenzioni siglate dall'INAIL Marche e dalla Regione Marche, con gli altri soggetti istituzionali e intermedi interessati alla problematica prevenzionistica quali le associazioni datoriali, sindacali e della bilateralità, le Università, l'Ufficio Scolastico Regionale, la Direzione Regionale del Lavoro, creando un sistema integrato di rapporti e relazioni che nel tempo si sono consolidati in un "unicum" strutturato e sinergicamente organizzato, che fa diretto riferimento al Comitato Regionale di Coordinamento nella materia della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro di cui all'art. 7 del D.Lgs. 81 del 09.04.2008 e al DPCM 21.12.2007, aggiornato nella sua funzione e nella sua composizione mediante DGR 875 del 30.06.2008 e successivi Decreti del Dirigente Servizio Salute n. 115/08, n. 24/11;

• che il D.L. n. 78/2010, convertito con modificazioni dalla L. n. 122/2010 ha incorporato all'interno dell'INAIL le competenze dell'ISPSEL e dell'IPSEMA, creando di fatto un polo nazionale che ha tra i suoi compiti principali lo sviluppo ulteriore di attività di prevenzione e promozione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro , in sinergia con gli Enti Regione, le Direzioni Regionali del Lavoro, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco del Ministero dell'Interno, le Parti sociali, ecc.;

• che, quindi, nell'attuale contesto legislativo l'esperienza di collaborazione sin qui condotta nelle Marche, assume una maggior valenza istituzionale e necessita di essere continuata e consolidata al fine di migliorare la efficacia della programmazione coordinata anche con gli altri soggetti del sistema regionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro;

CONSIDERATO CHE

• il DPCM 17.12.2007, in esecuzione dell'accordo del 1.08.2007 tra Stato e Conferenza dei Presidenti delle Regioni e Province autonome, avente ad oggetto: "Patto per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro", ha individuato, al punto 2.2.1, n. 3 prioritari campi di intervento:
1) il comparto delle costruzioni, da sviluppare sulla base delle indicazioni dello specifico piano nazionale di prevenzione approvato dal Comitato per l'indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ex art. 5 del D.Lgs 81/08, in data 21.09.2010;
2) il comparto agricolo - forestale, da sviluppare sulla base dello specifico piano Nazionale Prevenzione in Agricoltura approvato dalla Conferenza delle Regioni e P.A. nella seduta del 27.01.2010;
3) il rischio cancerogeno in relazione alla diffusione e gravità dello stesso;

• il D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. facendo confluire in un "unico testo" le molte normative di settore, ha individuato nuove attività di intervento prioritario soprattutto nel campo della informazione, formazione, assistenza, consulenza e promozione alla cultura della sicurezza;

• la U.E. ha stabilito un obiettivo di riduzione degli infortuni sul lavoro del 25% nel quinquennio 2007 - 2012 (v. direttiva comunitaria 06/02/2007);

• la delibera del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'INAIL n. 5 del 14.04.2010, nel ribadire la sopra richiamata riduzione degli infortuni del 25% per il periodo 2007 - 2012, impegna l'Istituto non solo ad avviare ogni iniziativa di prevenzione diretta a ridurre il fenomeno tecnopatico ma anche a far emergere tutte quelle malattie professionali ed sconosciute e scomparse;

• il Comitato di Coordinamento Regionale delle Marche, promuovendo il Convegno di Jesi del 27-28 settembre 2010, intitolato "Il lavoro e la salute nelle Marche: le possibili strategie per un intervento comune", ha inteso verificare i risultati ed aggiornare gli indirizzi contenuti della Delibera Consiliare n. 164/2005 sulla base delle attuali novità legislative, al fine di permettere una condivisa programmazione di medio termine delle azioni da sviluppare nel prossimo futuro da parte del complessivo "sistema regionale della prevenzione",

le parti firmatarie del presente atto, al fine di rendere sempre più efficace l'azione comune per il miglioramento della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sul territorio regionale

CONCORDANO QUANTO SEGUE

1. potenziare il "sistema informativo integrato prevenzione" già esistente, al fine di renderlo di supporto alla progettazione delle azioni prevenzionali regionali che saranno realizzate in applicazione del presente atto, ed in particolare per la definizione:
a. dei comparti lavorativi e delle tipologie di rischi verso i quali rivolgere le progettualità sulla base di emergenti criticità quantitative e/o qualitative degli indici infortunistici;
b. delle singole aziende che, negli anni, non hanno ridotto in modo significativo i loro indici infortunistici, rispetto a quanto mediamente accaduto nel comparto di appartenenza a livello regionale;
c. dei comparti lavorativi e delle tipologie di rischi verso i quali rivolgere le progettualità rivolte alla prevenzione delle malattie lavoro correlate, con particolare riferimento a quelle neoplastiche;

2. rafforzare il "Sistema regionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro",
a. favorendo il coinvolgimento anche di altre associazioni, enti ed ordini non ancora pienamente inseriti nel "sistema" stesso, quali ad es. ordini ed associazioni scientifiche e/o professionali con riferimento in particolare ai consulenti aziendali, medici competenti e medici di medicina generale;
b. favorendo la coerenza tra le iniziative e le progettualità che si sviluppano annualmente nei diversi "Tavoli regionali di coordinamento" (dell'artigianato, dell'agricoltura, dell'edilizia, ecc.), con la programmazione nazionale e regionale delle pubbliche amministrazioni ed i dati epidemiologici, con l'obiettivo di aumentare la quantità e qualità di azioni di prevenzione nei comparti e per i rischi maggiormente qualificanti per numero o gravità degli eventi; c. sostenendo la creazione di un network per lo sviluppo di singoli progetti per la prevenzione nei luoghi di lavoro tra la Regione Marche, l'INAIL e le strutture universitarie presenti nel territorio:
o Università Politecnica delle Marche:
- Facoltà di Medicina e Chirurgia (Clinica di Medicina del lavoro),
- Facoltà di Ingegneria (Dipartimento di Energetica),
- Facoltà di Economia (Centro Interdipartimentale per la Ricerca e l'integrazione Socio-sanitaria),
- Facoltà di Agraria (Dipartimento di Scienze Ambientali e delle Produzioni Vegetali);
o Università degli Studi di Urbino "Carlo Bò" - Facoltà di Giurisprudenza;
o Università degli Studi di Macerata - Facoltà di Scienze della Comunicazione;
o Università degli Studi di Camerino - Dipartimento di Medicina Sperimentale e Sanità Pubblica;
ciò al fine di migliorare l'efficacia delle attività di ricerca applicata sul campo promossa in collaborazione, rendendola coerente con le indicazioni di programmazione generale scaturite dall'analisi epidemiologica;

3. perseguire il miglioramento della efficacia dei programmi di formazione:
a. mediante la sperimentazione di percorsi di monitoraggio e verifica della efficacia formativa condivisi con le parti sociali e l'università;
b. Iniziando la sperimentazione di formazione organizzata direttamente, qualitativamente condivisa dal sistema, valorizzando luoghi fisici di erogazione della stessa già esistenti (Università, Scuola di formazione regionale, punti di formazione già individuati presso ZZ.TT. ASUR);

4. Realizzare il piano di comunicazione regionale già ipotizzato nell'ambito del Comitato Regionale di Coordinamento nella materia della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro ex art. 7 D.Lgs 81/08 ed approfondito nel convegno di Jesi del settembre 2010, indirizzato verso tre obiettivi prioritari:
a. sviluppare le relazioni tra i partner del "sistema" (ed. "ascolto organizzato");
b. migliorare la informazione, il dialogo e la trasparenza nei rapporti con l'opinione pubblica, gli operatori ed i media (ed. comunicazione istituzionale);
c. informare i lavoratori, i rappresentanti dei lavoratori e le aziende sui rischi presenti nei singoli settori, utilizzando un linguaggio chiaro, semplice, efficace e diretto, (ed. "comunicazione del rischio");

5. sostenere progetti che prevedano la adozione di "Sistemi di gestione della sicurezza nei luoghi di lavoro" (S.G.S.L), in particolare nelle aziende artigiane e nella media e piccola impresa, anche verificando la possibilità da parte di INAIL di incentivare le aziende aderenti attraverso i propri sistemi assicurativi premiali, tenuto conto dell'importanza che l'art. 30 del D.Lgs 81/08 attribuisce a tale approccio metodologico aziendale verso la prevenzione;
6. Prevedere, sulla base dei dati esistenti, l'attivazione nel triennio di nuovi progetti, o il consolidamento/completamento di quelli già in atto, per la prevenzione nei seguenti comparti lavorativi o per i seguenti rischi:

a. COMPARTO AGRICOLTURA - SELVICOLTURA
Il Piano nazionale dell'agricoltura 2009 - 2011, il Piano regionale per la prevenzione in agricoltura e silvicoltura approvato nella Regione Marche con D.D. 27 SAP04 del 26.05.2010 e confermato come linea progettuale del Piano Regionale di Prevenzione 2010 - 2012 con DGR 1856/2010, la contenuta riduzione degli infortuni avvenuta in questo settore negli ultimi anni, la rilevanza produttiva che questo comparto ha per l'economia marchigiana, rendono necessario un impegno aggiuntivo che rinforzi in tempo breve la rete interistituzionale e renda maggiormente efficace quella con le parti sociali attraverso il coinvolgimento diretto sia dell'Assessorato alla Salute che dell'Assessorato all' Agricoltura.

b. COMPARTO DELLE COSTRUZIONI EDILI
Nonostante la evidente riduzione degli infortuni totali, in parte dovuta anche al calo occupazionale, permane preoccupante l'andamento infortunistico relativo agli eventi gravi e mortali che segnalano solo lievi riduzioni; il comparto è altresì una delle principali fonti di patologie professionali riconosciute dall'INAIL. Il piano nazionale per la prevenzione nel comparto, approvato nella regione Marche come linea progettuale del Piano Regionale della Prevenzione 2010-2012 mediante DGR 1856/2010, ha come obiettivo principale la riduzione degli infortuni mortali e gravi determinati dalle principali cause (cadute dall'alto, da tetti non portanti, e seppellimento) In aggiunta, come peculiarità regionale, proseguirà l'impegno, attraverso l'attività del "tavolo tecnico" già operante presso l'INAIL, per contribuire alla realizzazione in sicurezza delle "Grandi Opere Infrastrutturali" mediante il sostegno a specifici programmi di prevenzione, ai quali si aggiungono specifiche iniziative per il contenimento di infortuni gravi e mortali durante la realizzazione di attività nuove legate alla produzione di energie alternative, in cui si evidenzia un aumentato rischio di caduta da coperture non portanti.

c. COMPARTO DEI TRASPORTI ED INFORTUNI STRADALI
Circa il 50% degli infortuni sul lavoro con esito mortale colpiscono il lavoratore mentre si trova sulla "strada", intesa sia come ambiente di lavoro o come tragitto verso il lavoro (infortuni in itinere). Per tale ragione lo sviluppo di programmi "di sistema" per il contenimento di tale tipologia di infortuni è considerato uno degli obiettivi principali da perseguire, con la consapevolezza che, nello specifico caso, è necessario interagire con le istituzioni che hanno la primaria competenza di azione, quali la Polizia stradale, le Prefetture, le Polizie municipali, l'istituzione scolastica.

d. COMPARTO DEL COMMERCIO E GRANDE DISTRIBUZIONE
Pur non essendo un comparto tra quelli a maggio rischio, negli ultimi anni la riduzione di infortuni è stata molto più modesta che nei comparti manifatturieri; oltre a ciò è uno dei pochi comparti in cui non sono ancora operativi protocolli d'intesa con i rappresentanti delle parti sociali o della bilateralità.

e. CONTROLLO DEL RISCHIO DI NEOPLASIE PROFESSIONALI
• Neoplasie da amianto: Le stime epidemiologiche segnalano che i prossimi anni saranno quelli in cui si registrerà il maggior numero di nuovi casi di neoplasie riconducibili alle pregresse esposizioni ad amianto. La Regione Marche ha intrapreso negli anni precedenti iniziative di monitoraggio, istituendo il C.O.R. presso la Università degli Studi di Camerino e sostenendo alcune sperimentazioni sulla sorveglianza sanitaria/counseling di ex esposti. L'INAIL è altresì coinvolto nelle problematiche connesse all'amianto sotto i profili dell'identificazione della documentazione necessaria al riconoscimento dei benefici previdenziali a carico degli enti a ciò preposti, della gestione assicurativa delle malattie professionali, dell'attività prevenzionale, in particolare per i lavoratori che effettuano la rimozione dell'amianto, della gestione dell'erogazione delle prestazioni di cui al fondo istituito dalla legge n. 244/2007, art. 1 c. 241. Per tali motivi si ritiene necessario avviare un articolato progetto condiviso, che porti a regime le precedenti esperienze realizzate.
• Altre neoplasie: in assenza di un piano nazionale per la riduzione del rischio cancerogeno, pur previsto come terzo piano di prevenzione nazionale dal "Patto per la salute nei luoghi di lavoro", dal convegno di Jesi del Settembre 2010, è emersa la condivisione, da parte del "sistema regionale" di avviare un piano regionale specifico la cui approvazione è prevista entro il 31.12.2011.

f. CONTROLLO DEL RISCHIO DI ALTRE PATOLOGIE PROFESSIONALI
Nel corso del triennio si prevede di portare a regime il piano di prevenzione delle patologie da movimentazione manuale dei carichi e movimenti ripetitivi degli arti superiori avviato con il precedente protocollo d'intesa ma non ancora concluso in tutte le sue parti.

Ancona,

IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
Dott. Gian Mario Spacca
IL DIRETTORE REGIONALE I.N.A.I.L
Dott. Carlo D'Amato


Il protocollo è stato siglato in data 17 ottobre 2011