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12 Gli 8 "punti" contestati dalla Procura della Repubblica.
Secondo le contestazioni della Procura della Repubblica, i vertici ed i dirigenti THYSSEN KRUPP AST avrebbero dovuto valutare il "rischio'' incendio nello stabilimento di Torino, sulle linee di ricottura e decapaggio, sulla linea 5, nella zona di entrata di quest'ultima e, quindi, prevedere ed apprestare le idonee misure tecniche per ridurre tale rischio, anche stimolati, guidati e pressati dai seguenti "fatti e documenti", verificatisi a partire dal giugno 2006 (come da contestazione temporale relativa al reato sub A); ma la cui rilevanza si estende, come emerge dai capi di imputazione, anche alle altre contestazioni, con riguardo all'elemento soggettivo.
È dovere della Corte accertare se tale assunto sia o meno fondato; durante il processo si è dedicato ampio spazio e discussione a questi "punti": la Corte cercherà qui di riassumere secondo il consueto criterio della rilevanza ai fini della decisione e rimandando ai documenti ed alle complete trascrizioni delle deposizioni testimoniali; si deve però premettere, affinché non si generino equivoci considerata - anche per questi punti - la vastità della materia, la mole dei documenti, l'inevitabile sfaccettatura ed il diverso punto di vista che ogni teste apporta, che l'obbligo - in capo ai vertici ed ai dirigenti di THYSSEN KRUPP AST - di valutare il rischio incendio anche in quella zona della Linea 5, di prevedere le misure per eliminare e, in subordine, ridurre tale rischio, prevedendo le indispensabili misure e, in particolare, un impianto di rilevazione e spegnimento automatico, deriva - direttamente - dal dovere generale di tutela, dalla normativa in materia di sicurezza sul lavoro, dalla normativa in materia antincendio, necessariamente integrata dalle norme tecniche già indicate; non deriva direttamente dalle "raccomandazioni" da parte delle compagnie di assicurazione (v. subito infra), né dalle indicazioni del Working Group Stainless (v. subito infra).
Per questo motivo si sono sopra utilizzati i termini "stimolati", "guidati" e "pressati": la constatazione, come si vedrà subito infra, è che, proprio a partire dal giugno 2006 (è del 22 l'incendio della linea di ricottura e decapaggio nello stabilimento TK NIROSTA a Krefeld, con distruzione completa della linea), il tema della "sicurezza antincendio" ("fire prevention"), soprattutto sulle linee di trattamento come la linea 5, fosse divenuto, a livello di "gruppo" STAINLESS, una vera e propria "priorità" ed "emergenza", all'ordine del giorno sotto vari aspetti e, principalmente - ma non solo - quello del danno economico che i frequenti incendi avevano comportato e potevano comportare al "gruppo" STAINLESS, del quale la ACCIAI SPECIALI TERNI era indubbiamente parte integrante.
I vertici e la dirigenza italiani, invece, hanno dimostrato - nei fatti - un'assoluta refrattarietà ad "occuparsi'' di tale questione, in particolare per lo stabilimento di Torino (v. infra: testimoniata, per esempio, dai "ritardi" nei progetti concreti, dalla "rappresentanza", per lo stabilimento di Torino, di DE., neppure sostituito, nel "sottogruppo" dedicato alle linee di trattamento), non solo in quanto rivolta verso l'obiettivo - sempre e comunque per loro doveroso, in quanto imposto dalla legge - della sicurezza dei dipendenti (e nonostante i precisi "input" da parte della capo gruppo anche in questa direzione), ma verso l'obiettivo della "conservazione dei beni" - in particolare nello stabilimento di Torino (v. quanto esposto sopra sull'interesse che aveva in particolare ES. a conservare tali impianti); unico obiettivo, quest'ultimo, in cui si muovevano ed a cui erano finalizzate le compagnie di assicurazione, come vedremo infra. Così manifestando, i vertici ed i dirigenti aziendali, non solo la più volte qui accertata e ricordata superficialità e negligenza in materia di sicurezza antinfortunistica, ma una complessiva miopia progettuale di chi, a fronte di un allarme preciso e documentato, quale quello proveniente dalla STAINLESS (v. infra) sceglie di continuare ad agire - ovvero a non intraprendere alcuna azione, a non prevedere né installare alcuna misura -come se l'allarme non ci fosse, o come se riguardasse "altro", marginale e trascurabile rispetto agli obiettivi - anche economici - già prefissati.
Ci si riferisce in particolare alla decisione di "dismettere" lo stabilimento di Torino con le modalità indicate nel relativo capitolo (v. 5), continuando il processo produttivo nelle condizioni descritte e tutto ciò durante e dopo i "fatti" ed i "documenti" di cui si dirà specificamente subito infra: temporalmente infatti vi è un'assoluta "coincidenza" tra le decisioni relative allo stabilimento di Torino, il degrado delle sue condizioni, l'abbandono in cui è stato lasciato ed i "fatti e documenti" esaminati nel presente capitolo; la Corte lo sottolinea qui, evidenziando le date già sopra indicate e le date che emergeranno infra. Un continuo richiamo a tali coincidenze renderebbe l'esposizione troppo dispersiva, ma la loro innegabile importanza ed evidente rilevanza impongono qui di ricordarlo e di sottolinearlo.
1) "l'incendio del 22 giugno 2006 sulle linee di ricottura e decapaggio KL3 e GBL3 dello stabilimento tedesco di Krefeld della THYSSEN KRUPP NIROSTA ... considerato dalla stessa THYSSEN KRUPP STAINLESS talmente distruttivo e devastante che solo per miracolo non vi erano stati morti, né feriti gravi";
e
2) "la ricostruzione nel 2006 delle predette Linee di KREFELD, dotandole di un sistema automatico di rivelazione e spegnimento degli incendi prima non presente".

l) e 2)
Più volte abbiamo accennato all'incendio devastante avvenuto nello stabilimento di Krefeld; in seguito a tale incendio, che ha causato ingentissimi danni economici (il teste TO. G., broker, udienza del 31/3/2010, ha riferito di circa 300 milioni di euro: per gran parte dell'importo addebitabili alla riduzione della produzione dovuta alla completa distruzione dell'impianto; il teste MA. A., v. infra, alla stessa udienza ha indicato invece circa 120 milioni di euro) con conseguenti, come vedremo subito infra, sostanziali modifiche nei contratti assicurativi, la THYSSEN KRUPP STAINLESS insediò un "gruppo di lavoro" dedicato in particolare alla individuazione del "rischio incendi" e delle misure idonee ad eliminarlo ovvero a ridurlo proprio sulle linee di ricottura e decapaggio presenti in tutti gli stabilimenti THYSSEN KRUPP del mondo.
L'allarme - sotto il profilo economico, ma anche sotto il profilo "sicurezza" dei lavoratori - sul "rischio" incendi prima presente, in tutte le società "stainless" del gruppo, ma prevalentemente rivolto verso altri impianti (in particolare quelli installati nelle aree c.d. "a caldo" e, nelle aree c.d. "a freddo", sui laminatoi, come il sendzimir a Torino: v. così le dichiarazioni del teste GI. S., udienza del 4/6/2009), si era invece esteso e "concentrato", dopo Krefeld, proprio sulle linee di ricottura e decapaggio.
Durante un "incontro" della THYSSEN KRUPP tenutosi in Messico nel marzo del 2007 (v.), incontro che prendeva evidentemente spunto dall'incendio di Krefeld, l'azienda aveva sottolineato tale "allarme" generale proveniente proprio dall'interno del "gruppo"; ve ne è corposa traccia documentale in particolare in una "presentazione" (v. tra i doc. in sequestro), di certa provenienza THYSSEN KRUPP, in cui si afferma: "uno dei progetti più importanti attualmente in corso all'interno del nostro gruppo è l'iniziativa 'prevenzione incendio'.
Prima di parlare di questo argomento vi citerò alcuni esempi che spiegheranno il motivo per cui crediamo che alle misure antincendio debba essere data priorità assoluta."
Seguono le immagini dell'incendio al laminatoio Sendzimir di Torino del 2002 (v. sopra); di un incendio alla "linea di rettifica bobine" ("completamente distrutta", secondo la presentazione aziendale) a Krefeld del 28/12/2005; dell'incendio alle linee di ricottura e decapaggio KL3/GBL3 (v. sopra) a Krefeld, il cui commento aziendale è: "È stato un miracolo che nessuno si sia ferito gravemente o non abbia perso la vita"; "un incendio di dimensioni estese presso l'impianto siderurgico di Magnitokorsk", Urali meridionali, 28/ 11 /2006, il cui commento aziendale è: "Permettetemi ora di mostrarvi un ulteriore esempio di un terribile incidente presso un'acciaieria russa. A seguito dell'incendio la linea di decapaggio è andata distrutta e 10 persone hanno perso la vita. Questi esempi dimostrano che una strategia di prevenzione antincendio altamente sofisticata è assolutamente necessaria."
Nella "slide" successiva, oltre ad uno "schema" sui motivi dell'iniziativa antincendio e sui "metodi", si trova il seguente commento: "la consapevolezza dei rischi da parte del nostro personale deve essere aumentata. Inoltre devono essere organizzati specifici corsi di formazione. Per questo motivo un'iniziativa straordinaria è di fondamentale importanza".
Non è necessario qui utilizzare molte parole per ricordare l'assoluta impermeabilità, da parte dei vertici della THYSSEN KRUPP AST, di fronte a tali inequivocabili quanto documentati allarmi - con conseguenti, evidenti "pressioni" ad agire! - provenienti, lo si deve ancora sottolineare, dalla casa madre THYSSEN KRUPP STAINLESS, affinché nelle società del gruppo si desse "priorità assoluta" ad una "strategia di prevenzione antincendio altamente sofisticata"; non è necessario ripetere come, nello stabilimento di Torino, non sia stato "fatto" assolutamente nulla: e ciò non nella sola zona di entrata della Linea 5; nulla in tutto lo stabilimento, salvo (v. infra) cercare di completare i lavori previsti nel documento QU. del dicembre 2003 (v.) per ottenere il certificato di prevenzione incendi (v. nel relativo capitolo).
La difesa degli imputati, sul punto, afferma la non influenza di questi primi "punti" in quanto la Linea 5 era diversamente "strutturata" rispetto alle linee di ricottura e decapaggio dello stabilimento TK NIROSTA di Krefeld e l'incendio, innescato dal "grippaggio" di un cuscinetto, aveva assunto quelle dimensioni nell'area delle vasche di decapaggio, divenendo "devastante" sia per il materiale plastico di cui erano costituite, sia per l'andamento "verticale" della linea di Krefeld.
Tali precisazioni della difesa sono incontestabili, perché rispondenti alla realtà; ma, ancora una volta, tendono a spostare il nocciolo della questione: mentre la THYSSEN KRUPP STAINLESS trae dagli "incendi devastanti" avvenuti negli ultimi anni, la necessità (e siamo a marzo 2007!) che la "prevenzione antincendio" diventi, appunto, "prioritaria" e "sofisticata" per tutte le società del "gruppo", i vertici della THYSSEN KRUPP AST nel frattempo nulla prevedono né attuano nello stabilimento di Torino (in cui il processo produttivo era quello descritto). I loro difensori obiettano che la THYSSEN KRUPP STAINLESS non aveva espressamente indicato la necessità di installare uno sprinkler nella zona di entrata della Linea 5; cercano quindi di sostenere che solo in conseguenza di una "precisa" indicazione di quel tipo loro sarebbero stati tenuti a "provvedere"; tesi che contrasta evidentemente non solo con le norme in materia di sicurezza sul lavoro (v. sopra e infra) ma anche con le indicazioni - quelle qui esposte necessariamente di carattere generale, ma non meno pressanti - che provenivano dalla capo-gruppo (e su questo v. anche infra).
Tra l'altro, anche volendo esaminare più nel dettaglio la posizione difensiva, si deve aggiungere che la Corte ha potuto apprendere, nel corso del dibattimento, come non esistano - almeno, a quanto è risultato in dibattimento, negli stabilimenti THYSSEN KRUPP STAINLESS - due linee di ricottura e decapaggio "strutturate" in modo assolutamente identico; una si compone in modo verticale (come a Krefeld), ovvero solo orizzontale (come la LAF 4 di Terni), ovvero in orizzontale ed in verticale (come la Linea 5 di Torino); ma deve aggiungere una considerazione. Le "apparecchiature" fondamentali, che permettono quel tipo di lavorazione del nastro di acciaio e quindi, solo a titolo esemplificativo, gli impianti oleodinamici che "muovono" i vari meccanismi (Aspi svolgiteli e avvolgitori in primo luogo), i forni, le vasche con acido fluoridrico diluito (e v. il capitolo dedicato al "rischio di incidente rilevante"), la necessità del "taglio" e della "saldatura" (oltre che dei "carri di accumulo") per lavorare a ciclo continuo, la "carta" infraspira" per la lavorazione del "finito", sono presenti su tutte le linee; con la conseguenza che è ben possibile "paragonare" tali linee ai fini della prevenzione del rischio incendi; infatti, come vedremo, dopo l'incendio di Krefeld la "nuova" assicurazione - AXA - aveva stabilito la stessa - altissima - franchigia per tutte le linee di trattamento presenti negli stabilimenti del gruppo sparsi per il mondo.
La difesa degli imputati sottolinea inoltre - qui come a fronte di altre iniziative di "fire prevention" che vedremo infra - la "autonomia" della THYSSEN KRUPP AST rispetto alla STAINLESS; la Corte non mette in dubbio l'esistenza di tale "autonomia"; si limita a sottolineare come, a fronte di tali - documentati -"stimoli" da parte della capo-gruppo - tutt'altro che "parcellizzati" all'area in cui si è sviluppato l'incendio di Krefeld, ma al contrario ben consapevoli della moltitudine di "rischi" incendio in ogni stabilimento del gruppo, in particolare, per quanto qui rileva, su di ogni linea di trattamento, abbia continuato a decidere di non fare assolutamente nulla per lo stabilimento di Torino (nonostante le condizioni in cui si trovava: certamente deteriori, come già abbiamo visto, sia rispetto a Krefeld sia rispetto a Terni).
D'altronde, dopo l'incendio di Krefeld, anche per la THYSSEN KRUPP AST la "prevenzione antincendio" sembrava - almeno secondo la comunicazione esterna - doversi imporre come "prioritaria" e non rimanere "parcellizzata" all'area "vasche" delle linee di ricottura e decapaggio; lo testimonia un articolo pubblicato sul sito internet dell'azienda il 12/7/2007 (v. prodotto all'udienza del 6/10/2009) intitolato "Prevenire è meglio che spegnere" ed in cui si legge: "l'incendio che nel 2006 ha gravemente danneggiato alcuni impianti dello stabilimento di Krefeld della ThyssenKrupp Nirosta dimostra quanto sia serio il rischio di simili eventi all'interno di realtà come le nostre, dove le potenziali cause di incendio sono moltissime: da quelle elettriche (scintille, surriscaldamento di motori ecc.) alle esplosioni, fino alla distrazione umana" seguono un elenco dei mezzi di "prevenzione" con la necessità della continua manutenzione degli "impianti antincendio, quali impianti fissi di spegnimento, estintori ecc. e con una attività di verifica dello "stato dei luoghi" in quanto: "..base dell'attività di prevenzione è il monitoraggio costante del livello di pulizia e assenza di sostanze combustibili in zone pericolose"; è interessante la lettura dell'intero articolo, ma sono sufficienti questi brevi stralci per comprendere di come anche qui si stia parlando dello stabilimento di Terni e non certo di quello di Torino e di come, senza necessità di "prescrizioni" da parte degli enti di controllo e/o di "pressioni" da parte dei lavoratori e dei loro rappresentanti, la dirigenza THYSSEN KRUPP AST fosse ben consapevole del significato e dei contenuti della materia di prevenzione e protezione antincendio (e v. anche, infra, per i vertici aziendali, il verbale del "board" in data 28/8/2007).
In sede di ricostruzione delle linee di Krefeld, avvenuta già nel 2006 e nei primi mesi del 2007 (i testi hanno riferito che le linee erano rimaste ferme per circa un anno), in particolare nella GBL 3 - linea analoga alla 5 di Torino, anche se, come abbiamo visto, diversamente strutturata - erano stati installati dei sistemi c.d. "sprinkler" nei settori: cantina/sala idraulica/ingresso; saldatrice; cantina/sala idraulica/uscita; decapaggio.
Ma non solo: erano stati previsti - come concordati tra gli "assicuratori" e la THYSSEN KRUPP NIROSTA - anche dei "piccoli dispositivi di spegnimento con impianto di rivelazione incendi RAS" sui "piccoli impianti oleodinamici".
Secondo il documento - da lui redatto - contenente quanto concordato tra l'azienda e la compagnia di assicurazione (AXA - per la quale all'epoca lavorava) relativo alla ricostruzione della linea di ricottura e decapaggio già distrutta dall'incendio di Krefeld, il teste WE. U. (ingegnere esperto in linee di trattamento, consulente AXA, v. udienza 27/4/2010; trascrizioni da pag. 80) ha riferito che per le "centraline oleodinamiche" identificate come "kleine" (piccola), presenti su quella linea, con serbatoio di 50-150 litri di olio, "impianti che non hanno grande importanza" erano stati previsti "sensori ed estintori locali ... automatici ... fissi ... perché volevano sicurezza 100%. Collegare gli impianti ..dei grandi per i piccoli erano troppo costosi ... allora hanno scelto due cose separate", appunto sensori ed estintori locali.

La Corte non ritiene neppure necessario sottolineare ancora la rilevanza di quanto appena esposto.

3) "la valutazione del rischio d'incendio da parte delle Compagnie di Assicurazione in seguito all'incendio di Krefeld quale rischio talmente elevato:
-da imporre per le linee di ricottura e decapaggio del gruppo THYSSEN KRUPP STAINLESS, compresa l'APL 5 di Torino, una franchigia specifica di 100 milioni di euro ben superiore alla precedente pari a 30 e doppia rispetto a quella di 50 prevista per altri tipi di impianti;
-e da escludere la riduzione della franchigia in assenza di efficaci sistemi di prevenzione e protezione antincendio"
.
3)
Il dato è assolutamente pacifico in causa; sull'argomento, molti testi sono stati sentiti e lo hanno confermato; non appare qui necessario riportarli: la situazione appare ben esposta e riassunta in una e-mail inviata da F. KR. (v. teste citato infra), con allegate le "nuove regole dell'assicurazione per TKL-AST in conseguenza dell'incendio a TKL-NR"; e-mail che viene qui integralmente riportata:

"E-mail di Kr. 13.11.2006
Gentili signori,.

in allegato trovate una copia delle nuove regole dell'assicurazione FBU per IKL-ASI, in conseguenza dell'incendio alla IKL-NR.

In sintesi, ci sono i seguenti cambiamenti:
1. I danni che hanno portato ad un cambiamento delle condizioni assicurative sono l'incendio alla IKL-NR e i danni all'impianto di galvanizzazione elettrolitica (linea di zincatura elettrolitica?) della linea 2 di Duisburg. '
2. Gli assicuratori sono stati cambiati, la Zurich, che in passato aveva l'incarico della prima parte, è stata sostituita dalla AXA Corporate Solution; la Allianz è stata sostituita dalla IID!.
3. La franchigia base è stata alzata da 15 milioni di E. a 50 milioni di € per danni da incendio e da interruzione dell' attività aziendale.
4. Escluse dalla regolamentazione della franchigia generale sono le linee di ricottura e decapaggio e di solo decapaggio, per le quali la franchigia per danni da incendio e da interruzione dell' attività aziendale è stata aumentata a 100 milioni di €. Dopo l'implementazione di misure di prevenzione incendio adeguate, la franchigia potrà essere abbassata, su iniziativa dell'assicuratore, a 50 milioni di E.
5. I premi assicurativi saranno aumentati da 681 I€ pa a 1. 580 IE pa.

Cercheremo di rimediare ai cambiamenti fondamentali della franchigia di base tramite una garanzia aggiuntiva della franchigia fra 15 milioni di € e 50 milioni di E. Questa garanzia aggiuntiva causa costi supplementari di circa 500 T€ pa. La regolamentazione particolare delle linee di ricottura e decapaggio e di solo decapaggio ci causa delle difficoltà: fino ad ora non ci è ancora riuscito di trovare un assicuratore che sia pronto a coprire il rischio isolato solo per una parte del blocco. Questo significa che, finche non troviamo un altro assicuratore, e finche AXA e 1IDI non considereranno le nostre misure di sicurezza antincendio per le linee di ricottura e decapaggio e di solo decapaggio adeguate a ridurre la franchigia, noi avremo un rischio aggiuntivo in caso di danni a questi aggregati fra i 50 e i 100 milioni di E.

Il risultato del cambiamento dell'assicurazione al momento è di circa 1.400 T€. In questa cifra non è inclusa un' eventuale assicurazione aggiuntiva della franchigia supplementare delle linee di ricottura e decapaggio e di solo decapaggio.

Saluti. F. Kr."

Si deve solo precisare:

-che - come già accennato e come risulta documentalmente e dai testi escussi - la franchigia di 100 milioni di euro riguardava tutte le linee di ricottura e decapaggio degli stabilimenti TK STAINLESS nel mondo, non solo quelli italiani (infatti la capogruppo decide di istituire il gruppo di studio su cui v. subito infra e di effettuare il meeting appena visto sopra);
-che il contratto di cui parla KR. nella e-mail sopra riportata era il contratto c.d. MASTER concluso a livello globale dalla THYSSEN KRUPP RISK (con broker assicurativo interno; il punto è pacifico e numerosi testi lo hanno confermato); a livello "locale" poi le singole società del gruppo si assicuravano -potevano assicurarsi - per la "fascia" di franchigia, ovviamente con maggiori costi complessivi per il "gruppo" Stainless;
-che (v. la deposizione del teste MAS. M., Capitano della Guardia di Finanza, udienza 11/6/2009, del teste CH. G., rappresentante legale AXA ITALIA, udienza 29/4/2009, nonché di altri) la THYSSEN KRUPP AST, per le linee di ricottura e decapaggio in Italia, aveva concluso un contratto con le ASSICURAZIONI GENERALI per la copertura da 0 a 30 milioni di euro e con la SAI FONDIARIA per la copertura da 30 a 100 milioni. Si deve in ultimo sottolineare che il tema "assicurazioni" (appena precisato per completezza), considerati l'elevato ammontare della franchigia sulle linee di ricottura e decapaggio dopo Krefeld e quanto si esporrà anche nei punti successivi (v.), rileva qui esclusivamente come elemento - ulteriore - di conoscenza, di consapevolezza e di "stimolo" ad agire in materia di "rischio incendi" soprattutto sulle linee di ricottura e decapaggio, in capo ai vertici ed ai dirigenti di THYSSEN KRUPP AST, non per verificare se e come si assicurassero la capo-gruppo e le singole società.

4) "la decisione del Comitato Esecutivo della THYSSEN KRUPP STAINLESS illustrata al meeting di Krickebeck del 17 febbraio 2007, che prevede appositi investimenti per la sicurezza antincendio in linea con le indicazioni tecniche del Working Group Stainless (WGS) e, in particolare, l'installazione di un sistema di rivelazione e spegnimento incendi sulle linee di ricottura e decapaggio quale l’APL5 di Torino".

4)

Il meeting sopra indicato - al quale, secondo il teste RI. M. (v. citato, udienza del 31/3/2010, pag. 33 trascrizioni) aveva partecipato anche l'imputato ES. - precede di un mese l'incontro svoltosi in Messico il 16-17 marzo - esposto sopra, ai punti 1-2 - e conferma, se ve ne fosse necessità, la serietà e la concretezza dell'impegno di THYSSEN KRUPP STAINLESS nel valutare quale "prioritaria" e "sofisticata" la prevenzione antincendio per tutti gli stabilimenti del gruppo STAINLESS.
Troviamo infatti nella "documentazione" relativa a tale meeting (v.), intitolata "iniziative collegiali sulla riduzione dei danni da incendio", in primo luogo lo stanziamento di un budget straordinario per tale materia, di totali 45,7 milioni di euro, suddivisi in tre esercizi (2006-2007, 2007-2008, 2008-2009: ricordiamo che i bilanci THYSSEN KRUPP andavano dal 1° ottobre al 30 settembre dell'anno successivo) tra le varie società del gruppo; in particolare, lo stanziamento per THYSSEN KRUPP ACCIAI SPECIALI TERNI - secondo, come importo, solo a THYSSEN KRUPP NIROSTA, a favore della quale erano stanziati 17,4 milioni di euro - era di complessivi € 16,7 milioni di euro: 8 milioni di euro per l'esercizio 2006-2007, 5 milioni di euro per l'esercizio 2007-2008, 3,7 milioni di euro per l'esercizio 2008-2009.
Alle pagine seguenti troviamo la procedura "semplificata" per effettuare gli investimenti rientranti in tale budget e i "rapporti trimestrali" sul controllo dei progetti approvati e realizzati; alla pagina 7 i "punti chiave" della procedura, così individuati: "definizione chiara dei progetti di miglioramento proposti sulla protezione incendi. Proseguimento delle spese in corso e della pianificazione. Orientamento dei progetti focalizzati su: riduzione del carico di incendio; compartimentazione antincendio; miglioramento dei sistemi di estinzione incendio; miglioramento dei sistemi di rivelazione incendio".
A pagina 9 si trovano le "principali misure di riduzione danni da incendio sulle Linee GBL3 e KL3" di Nirosta; a pagina 10 uno schema intitolato "esempio di progetto per la linea combinata GBL3 di Ricottura e di Decapaggio" prevede un impianto di "rivelazione" continuo dall'entrata, attraverso forno e decapaggio, fino all'uscita; 3 impianti sprinkler rispettivamente nella sezione di entrata, nel decapaggio e nella sezione di uscita; il costo di questo investimento è indicato in circa 1 milione di euro; a pagina 11 vengono "dettagliati" (con schema) gli impianti sprinkler sulla sezione di ingresso, sul decapaggio e sull'uscita; alle pagine successive (v. pag. 14) si indica perché sia preferibile, sulla linea di Nirosta, prevedere per la zona decapaggio uno sprinkler piuttosto che sostituire il materiale delle vasche.
Anche questa contestazione è quindi pienamente provata, richiamando inoltre qui quanto già sopra esposto sulla protezione anche delle "centraline" bordo linea a Krefeld, come riferito dal teste WE..
Non appare neppure necessario sottolineare ancora l'importanza, sotto il profilo della responsabilità dei vertici e della dirigenza THYSSEN KRUPP AST, anche di tale documento; è di palmare evidenza, tanto che sarebbe inutile ripetere le stesse obiezioni difensive - sulla "diversità" delle linee e, quindi, sulla diversa "rischiosità" - già indicate sopra.

Sul Working Group Stainless si è svolta, in dibattimento, un'ampia istruttoria, di cui la Corte deve qui dare brevemente atto, riassumendola nei tratti salienti e rilevanti.
Il WGS era stato insediato dalla capogruppo TK STAINLESS come comitato di studio e di lavoro in materia antincendio sin dal 2002, con la partecipazione di tecnici di tutte le collegate; il teste PE. M., responsabile servizi ecologici e ambientali a Terni, all'udienza del 9/6/2009 (le sue risposte, nella trascrizione, sono erroneamente indicate come "GR.", il teste invece precedente) riferisce che il WGS era stato creato per avere un coordinamento generale per le attività antincendio, per l'analisi del rischio, per la scelta degli impianti, per definire delle "linee-guida" in materia; per l'Italia era il teste a coordinarlo, mentre FIS. (responsabile di THYSSEN KRUPP RISK) si occupava della parte assicurativa, di "copertura" del rischio. Precisa il teste RI. M. (già direttore dello stabilimento di Torino dal 1982 al 1997, poi in Germania come responsabile sviluppo e strategia, responsabile del WGS, udienza del 31/3/2010) che il WGS era stato costituito nel 2002 per "migliorare la situazione nei confronti degli aspetti assicurativi della società" (intendendo il gruppo STAINLESS, n.d.e.); per la THYSSEN KRUPP AST nel WGS era stato componente in un primo periodo l'imputato MO., poi sostituito da PE.; precisa RI. che il WGS non aveva funzioni "tecniche dirette" bensì di coordinamento: "voleva portare il livello di sensibilità degli addetti ed il livello di protezione dei sistemi ad un livello analogo in tutti gli stabilimenti ... la responsabilità delle soluzioni e delle realizzazioni rimaneva a livello locale".
Dopo l'incendio di Krefeld era stato istituito, all'interno del WGS, un apposito "gruppo di studio" dedicato a "valutare il rischio di incendio sulle linee di decapaggio": così informa una e-mail dello stesso RI. M. in data 12/7/2006 (v.); partecipavano a quest'ultimo, per la TK-AST, ME.D. da Terni e DE. A. da Torino. Precisa il citato teste PE. M. che egli non partecipava a tale gruppo di studio, ma - oltre a partecipare alla riunione mensile periodica con ES. e MO. per "verificare" lo stato "antincendio" del solo stabilimento di Terni (v. sopra, come già indicato) - aveva anche partecipato, con l'imputato MO. e con LI. L. (teste v. infra, gestore ordini e commesse presso l'ufficio tecnico di Terni) alle riunioni che avevano ad oggetto proprio l'utilizzo dei fondi STAINLESS straordinari (per l'antincendio: v. sopra).
Alla prima riunione del sottogruppo WGS - a Duisburg, il 24/1/2007 - era stato redatto un "modello di presentazione" per la valutazione dei rischi delle linee di decapaggio presenti nei vari stabilimenti del gruppo; con le linee- guida programmatiche "per migliorare la protezione" (v.doc. sequestrato e tradotto in atti); al punto 2 del documento si trovano elencati i "compiti e procedimenti": definizione degli obiettivi ... provvedimenti da adottarsi nelle aree a rischio e valutazione dei danni maggiori derivanti ... controllo costante delle situazioni a rischio specifiche sulla linea di ricottura e decapaggio ... prevenzione rischi/carenze che possono causare gravi danni ... ; al punto 3 (1), come primo OBIETTIVO si trova quello della "sicurezza del personale!" (il punto esclamativo è nell'originale); sempre al punto 3 (2), come obiettivo, si trova quello della protezione del "sito produttivo": "danni causati da incendi ... devono essere evitati il più possibile ... :-prevenire le perdite legate all'interruzione delle attività; -la rivelazione di un incendio deve avvenire nella sua fase iniziale e l'allarme deve essere trasmesso immediatamente ai vigili del fuoco (dello stabilimento); -la fase di piena propagazione dell'incendio deve essere evitata; -la linea di ricottura e decapaggio ... deve essere protetta in modo adeguato contro i rischi FLEXA (rischi coperti dalla polizza assicurativa: Fire - fuoco; Lightning - fulmine; Explosion - esplosione; Aircraft - caduta aerei, n.d.e.), in modo tale che la copertura assicurativa abbia termini ragionevoli; compito: ridurre la franchigia inerente alla linea di produzione portandoli da 100 milioni di € ai valori consueti"; al punto 6, nel "programma di protezione beni" viene indicato: "Aspo svolgitore con riserva di olio idraulico - rischio incidenti" e seguono i dettagli: "carico di incendio dovuto all'olio idraulico; pericolo di propagazione incendio ad es. dovuto allo scoppio di tubi idraulici/manicotti con propagazione estremamente rapida delle fiamme dovuta all'alta pressione"; "incendio dovuto a materiali infiammabili, ad es. elevato regime di rotazione dei cuscinetti dei motori elettrici" ...
Le misure previste per "Aspo svolgitore con riserva di olio idraulico" erano: "sistema automatico di rivelazione d'incendio; installazioni fisse antincendio (sistemi a spruzzo d'acqua/CO2 ... ); strutture tagliafuoco; alloggiamenti degli interruttori sigillati"; sempre al punto 6 erano indicati gli - analoghi - rischi incendio nella zona saldatrice (v.). Al punto 7, finale, si indicano le "prossime fasi": "-formulare direttive per la prevenzione di danni congiuntamente alle compagnie assicuratrici della proprietà; - acquistare sistemi di rivelazione incendi e sistemi di estinzione; - consultare un esperto in materia antincendio???".

Il documento appena riportato non necessita di ulteriori commenti, in particolare sotto il profilo della "consapevolezza", della "prevedibilità" e della concreta "previsione" di quanto potesse accadere - ed è in effetti purtroppo accaduto - sulla linea di trattamento 5 di Torino.

DE. A. (teste indagato ex art. 372 c.p. - v. relativo capitolo -caporeparto trattamento nello stabilimento di Torino da febbraio 2006 ad agosto 2007, poi trasferito a Terni, udienza del 24/2/2010) riferisce di avere partecipato ai lavori del WGS solo fino a maggio 2007: nessuno l'aveva poi "sostituito" per lo stabilimento di Torino (si conferma così, ancora una volta, l'abbandono dello stabilimento da parte dei vertici THYSSEN KRUPP AST: v. anche sopra); di avere "preparato" la relazione sul rischio incendio per le linee di ricottura e decapaggio di Torino relazionando all'imputato SA., suo diretto superiore; la "relazione" era stata elaborata secondo la "matrice" fornita dal WGS e sulla base dell'esperienza da DE. maturata sulle linee di ricottura e decapaggio dal febbraio 2006: "i dati erano sulla base dell'esperienza che io avevo. Cioè, il fatto di avere gestito le linee per circa un anno e quindi di avere individuato punti o meno di rischio, tenendo conto che comunque la logica era che dove c'era combustibile, comburente e possibilità di innesco, quella era una zona soggetta a rischio" (v. pag. 111 trascrizioni).
La Corte si permette di dubitare della piena professionalità del teste nel valutare il rischio incendio delle linee di trattamento e della linea 5: pur essendo tecnicamente qualificato - dottore in chimica industriale - alla luce del breve periodo di "gestione" della linea 5 (peraltro senza essere neppure informato sulla "manutenzione" della stessa, come egli stesso dichiara: v. pag. 121 trascrizioni), nel periodo precedente di lavoro essendosi occupato degli scarichi "reflui", non ha neppure sentito la necessità di "documentarsi" (con le norme "tecniche" o, quanto meno, sfogliando il manuale "operativo" della linea: v. quello della LAF 4 di Terni, v. sopra indicato) sugli effettivi rischi incendio presenti su di una linea di quella complessità. La Corte deve anche sottolineare come, secondo le stesse dichiarazioni rese da DE., la "valutazione" del rischio incendio sembra sia stata da lui effettuata pedissequamente seguendo le indicazioni delle assicurazioni, come loro riferite da FIS. alla prima riunione del WGS, nel gennaio 2007: " ... i suggerimenti dei tecnici dell'AXA c'erano già stati detti da FIS. nella prima riunione, sapevamo già più o meno cosa ci avrebbero detto ... a gennaio FI. ci aveva già detto che comunque l'assicurazione, come dictat, ci aveva imposto di coprire le vasche e l'aspirazione" (v. pag. 107-108 trascrizioni).
Il già citato teste RI. M. sembrerebbe confermare tale ipotesi, riferendo proprio del "sottogruppo" dedicato alle linee di decapaggio (v. pag. 21 trascrizioni): " ... diciamo che principalmente uno decide quali sono i tipi di rischio ... e quali sono ... le contromisure che ... possono essere di tipo comportamentale ad impianti mobili oppure ad impianti fissi ... perché poi il tutto si è concretizzato dopo la visita delle assicurazioni che hanno stabilito formalmente il tipo di interventi da fare su ciascuna linea di decapaggio del gruppo con documento che veniva sottoscritto da tutte le parti, in modo da (ag)giungere ad accordo, anche perché era obbiettivo quello di riportare le franchigie assicurative, che erano state in via straordinaria elevate dopo l'incendio di Krefeld, ai valori normali". Ma RI., tecnicamente preparato, aggiunge (v. pag. 22 trascrizioni): " ... l'attenzione era come dicevo all'inizio, sul carico fuoco, e su questo erano essenzialmente due punti, sono i decapaggi perché era per noi una cosa nuova al momento (il riferimento evidente è all'incendio di Krefeld, n.d.e.) e le centraline (oleo)dinamiche, in quanto contenenti olio in maniera significativa"; RI. espone poi l'importanza dell'aspetto "comportamentale", della pulizia ecc.
Sembrerebbe, soprattutto secondo la testimonianza di DE., che il "sottogruppo" WGS antincendio delle linee di trattamento, dopo un avvio volto ad individuare, in tutti gli stabilimenti, i fattori di "rischio" incendio - secondo le indicazioni generali della presentazione vista al punto 1 e del documento 24/1/2007 appena riportato - si sia poi adeguato a quelle che erano le richieste da parte delle Assicurazioni: individuare il "rischio" incendio delle linee di trattamento nella zona delle vasche - che avevano non causato, ma comportato lo sviluppo devastante dell'incendio di Krefeld - così raggiungendo l'obiettivo (con relativo "accordo" fra azienda e compagnia di assicurazione, v. sempre la testimonianza di RI.) di ridurre la franchigia "straordinaria" gravante su quelle linee.
Ma, a prescindere dalla constatazione che né il WGS (e RI. lo dice espressamente durante la sua testimonianza) né le Assicurazioni (v. subito infra) si occupavano di sicurezza sul lavoro, si deve osservare - così superando la questione di "attendibilità" del teste DE. - che quest'ultimo era stato membro del WGS, come già sopra indicato, solo fino a maggio 2007; il WGS aveva continuato il suo lavoro. Appare qui sufficiente indicare un altro documento aziendale (in sequestro, v. in atti), tradotto ritualmente, che contraddice l'affermazione secondo la quale il WGS si fosse "limitato" a recepire l'indicazione della AXA relativa alle "vasche" ed al materiale plastico in genere; quantomeno, il WGS aveva invece elaborato e progettato - sempre a livello di linee-guida in cui consisteva il suo ruolo - misure di protezione e prevenzione incendi. D'altronde, ciò risponde non solo alla utilizzazione dell'ingente budget stanziato dalla STAINLESS - che non si esauriva certo con la sostituzione delle vasche ovvero, per la Linea 5, dei soli coperchi - ma anche alle motivazioni generali (v. sopra) che avevano portato la STAINLESS a stanziare quegli importi per tutte le società operative.
Il documento cui ci si riferisce è una "presentazione" della Linea 5 di Torino inviata da PE. a RI. e, per conoscenza, all'imputato MO. in allegato ad una e-mail del 16/10/2007 (v.), intitolata "attività di protezione incendio sulle linee di ricottura e di decapaggio (LAC 4 e LAF 5)"; per la Linea 5 si indicano, nella "sezione di ingresso", la "pianificazione", nella zona saldatrice, di una "rivelazione" con estinzione "manuale", la "presenza" di una rivelazione con estinzione manuale sulla "Unità idraulica/sedi valvole", la presenza di una "rivelazione" ed "estinzione" nel locale E (cabina elettrica); nella "Sezione di accumulo di ingresso" si indica come "pianificato" una "rivelazione" nella sezione di accumulo orizzontale; nel "decapaggio" si indicano come "pianificati" 4 "rivelazioni" ed altrettante "estinzioni"; nella "Sezione di uscita" (e ricordiamo che la Linea 5 è disposta ad omega) si indica la "presenza" di un rivelatore ed estintore nel locale elettrico (E: lo stesso indicato in sezione di entrata), ma poi si indicano come "pianificate" (non come "presente", così come indicato in ingresso) una "rivelazione" ed una "estinzione" per le "Unità idrauliche".
Vi è quindi - indicata in un documento aziendale - la previsione di uno "sprinkler" nella zona di uscita della Linea 5 per "proteggere" le "unità idrauliche", oltre che di un rilevatore nella zona della saldatrice, oltre che di un rilevatore sull'accumulo orizzontale, oltre che di 4 rilevatori ed estintori sul decapaggio.
Quest'ultimo documento contraddice anche quanto riferito da alcuni testi - v. anche infra - sul fatto che, sulla Linea 5 di Torino, fosse comunque da sempre stata prevista solo la "sostituzione" dei coperchi delle vasche in materiale plastico (e delle condutture in eguale materiale); ovvero che le misure su tale linea fossero state individuate solo successivamente all'incendio del 6/12/2007 (v. teste LI., infra).

5) "la relazione del 16 marzo 2007, predisposta dall'ing. A. BR., consulente tecnico della società assicuratrice AXA, che raccomanda alla THYSSEN KRUPP ACCIAI SPECIALI TERNI s.p.a. l'installazione di un sistema di protezione antincendio automatico mediante spray ad acqua o sprinkler sulle linee di ricottura e decapaggio di Terni";
6) "la relazione del 26 giugno 2007, predisposta dall'ing. A. BR., consulente tecnico della società assicuratrice AXA, che raccomanda alla THYSSEN KRUPP ACCIAI SPECIALI TERNI s.p.a. l'installazione di un sistema di protezione antincendio automatico mediante spray ad acqua o sprinkler sulle linee di ricottura e decapaggio di Torino, ivi compresa l'APL 5";
7) "la relazione del 31 luglio 2007, predisposta dall'ing. U. WE., consulente tecnico della società assicuratrice AXA, che raccomanda alla THYSSEN KRUPP ACCIAI SPECIALI TERNI s.p.a. l'installazione di un sistema di spegnimento automatico fisso sulle linee di ricottura e decapaggio, ivi compresa l'APL 5 di Torino".

5), 6), 7)
Iniziamo dai documenti, ai quali si riferiscono i "punti" sopra contestati dalla Procura della Repubblica; le indicate "relazioni" sono quelle redatte dai consulenti AXA BR. A. (anche dipendente allora e tuttora di AXA) e WE. U. all'esito delle visite compiute negli stabilimenti di Torino e di Terni per "valutare" i rischi incendio e per individuare ed indicare all'azienda le misure idonee a "contenere" tali rischi affinché la compagnia di assicurazione potesse ridurre la franchigia sulle linee di ricottura e decapaggio in tutti gli stabilimenti. Franchigia pari a 100 milioni di euro (anziché i 50 milioni di euro per gli altri impianti), come si è già indicato "straordinaria" e determinata, dopo l'incendio di Krefeld, dalla constatazione che il blocco del tipo di lavorazione – il "trattamento" - che proprio su quelle linee si svolgeva, inserendosi nella fase mediana del processo produttivo, aveva tali ripercussioni su quest'ultimo da causare danni ingentissimi (v. sopra), probabilmente non compiutamente valutati in precedenza dalle compagnie di assicurazione che coprivano gli stabilimenti THYSSEN KRUPP STAINLESS nel mondo (con il contratto "master", v. sopra) prima di Krefeld.

La prima relazione citata è intitolata "resoconto di prevenzione sinistri" ed è relativa alla visita, effettuata dall'ing. BR. nello stabilimento di Terni, in data 19-21/12/2006; la relazione prende in considerazione l'intero stabilimento (v.) e consiglia, tra l'altro, di sostituire i contenitori e le tubazioni in materiale plastico ancora presenti nella zona decapaggio delle linee di trattamento; a pagina 13 l'ing. BR. si occupa delle "unità idrauliche":

2006.11 Protezione delle unità idrauliche
Per la protezione delle unità idrauliche dovrebbe essere considerato quanto segue:
a) Le unità idrauliche dovrebbero essere separate dalle installazioni limitrofe tramite divisioni non combustibili (o meglio resistenti al fuoco, almeno 60 minuti [NdT: si parla cioè di componenti almeno REI 60]) (se tecnicamente possibile).
b) Dovrebbe essere predisposta una protezione automatica a spray di acqua o a sprinkler (dipende dalle singole configurazioni delle aree da proteggere) per tutti i circuiti di olio minerale con la capacità superiore ai 500 1 [NdT, commento D. C. ciò sarebbe scorretto, mentre sarebbe da preferirsi l'uso di CO2 come agente estinguente].
I diversi livelli di priorità possono essere decisi sulla base di
- Importanza dei circuiti di olio idraulico in termini di danno alla proprietà e potenziale interruzione dell'attività;
- Accessibilità dello spegnimento manuale dei roghi in caso di incendio (si considerino i locali sotterranei come inaccessibili per via dello sviluppo di fumo / calore);
- Grado di esposizione verso altre attrezzature importanti.
I sistemi facilmente accessibili di scarsa importanza e che non espongono alter attrezzature importanti possono rimanere senza la protezione automatica se possono essere assicurate una pronta rivelazione e un veloce intervento manuale.
I sistemi dovrebbero essere progettati allo scopo di fornire almeno 113 l/min per bocca, usando componenti elencati UL/FM o approvati. Dovrebbero essere predisposti adeguati scoli, cordoli [NdT: o bacini di contenimento] o pendenze per contenere le perdite e l'acqua estinguente; I cordoli dovrebbero essere dimensionati per il contenimento del serbatoio dell'olio idraulico e la massima portata di progetto per la scarica del sistema di protezione per almeno 10 minuti (compresa la richiesta di flusso della manichetta). Questo consiglio di riferisce in particolare alle seguenti attrezzature:
a) Laminatoio a caldo, macchine di avvolgimento in fondo al laminatoio
b) Linee di Ricottura a Caldo/Freddo e Decapaggio LAC2 e LAF4, macchine di svolgimento / avvolgimento.
c) Linea di Ricottura in Bianco BA2, macchine di svolgimento / avvolgimento.
Commenti
I sistemi idraulici sono presenti per le apparecchiature a monte e a valle (in particolare le macchine di svolgimento / avvolgimento). Per le linee continue queste sono apparecchiature critiche, dal momento che possono arrestare l'intero processo. La protezione con sprinkler di queste attrezzature è considerata prioritaria.


La seconda relazione è intitolata "rapporto di prevenzione sinistri" ed è relativa alla visita effettuata dall'ing. BR. nello stabilimento di Torino in data 12-13/4/2007 (abbiamo già indicato la "presentazione" elaborata da LU. in vista della "visita": v.); apprendiamo da tale relazione anche alcuni altri dati interessanti:

Modifiche all'impianto
Nessun cambiamento e/o progetto in corso è stato riferito dai responsabili dello stabilimento; la maggior parte delle spese di capitale sono dedicate al completamento della nuova fornitura di acqua antincendio e alla rete antincendio (lavori quasi completati al momento della visita, anche se la nuova stazione di pompaggio non era ancora operativa). Gli investimenti riguardanti i nuovi sistemi di protezione incendi sono di circa 1,3 milioni di € e comprendono i seguenti progetti:
• Nuova fornitura di acqua e rete antincendio (quasi completata) - 315000 EUR
• Rivelazione automatica degli incendi e sistemi di allarme nei locali elettrici (completata) - 18900 EUR
• Compartimentazione dei tunnel e gallerie sotterranee (in corso) - 420000 EUR
• Rinnovo e restaurazione dei sistemi di estinzione fissi a protezione dei principali impianti di produzione (in corso) - 500000 EUR
•Nuovo serbatoio di stoccaggio di 5000 1 di CO2 per impianti di spegnimento a gas (completato) - 69000 EUR
Suggerimenti
Non applicabile, dal momento che questa è una visita originale1.
__________
1 NdT: qui "originale" è utilizzato col significato di "prima"


Abbiamo conferma che gli interventi di cui alla relazione QU. del dicembre 2003 dovevano ancora essere completati ad aprile 2007 e che alla stessa data nessun intervento di prevenzione incendi era "programmato" nello stabilimento di Torino, nonostante l'incendio di Krefeld, il meeting in Messico, lo stanziamento straordinario da parte della capo gruppo ecc.

2007.03 Organizzazione dell'emergenza dell'impianto
Allo scopo di assicurare un intervento veloce ed efficiente in caso di emergenza, le seguenti squadre di emergenza dovrebbero essere organizzate:
1. Squadre di prima risposta:
Almeno il 30% del personale dovrebbe essere addestrato per dare l'allarme e intraprendere azioni immediate per estinguere i principi di incendio nella rispettiva area di lavoro con gli estintori disponibili.
2. Squadre antincendio:
Queste sono gruppi organizzati di impiegati che sono aggiornati, addestrati and esperti per intraprendere un'azione immediata al fine di limitare il danno finché giunge l'aiuto esterno. Tali squadre dovrebbero essere sempre presenti nel sito durante l'orario di lavoro.
L'esatta composizione delle squadre dovrebbe essere determinata dal potenziale grado di esposizione. Esse dovrebbero comprendere da 3 a 5 pompieri totalmente addestrati per turno, come pure un operatore della pompa antincendio, un operatore alla valvola di controllo degli sprinkler e un elettricista o supervisore alle dotazioni. I compiti di ciascun componente devono essere stabiliti.
Dovrebbero essere svolte esercitazioni ogni tre mesi per controllare la coesione e l'efficienza delle Squadre Antincendio.

Commenti
Pressoché tutti gli impiegati della produzione ricevono addestramento ai piani di emergenza, con prove pratiche degli estintori e dei principali mezzi di protezione incendi; circa il 20% del personale è incaricato nella Squadra di Prima Emergenza. Ciò è soddisfacente.

Non c'è una squadra antincendio in questa struttura; l'intervento di emergenza del complesso produttivo include una squadra di Seconda Emergenza di circa 5 persone addestrate ad utilizzare gli apparati respiratori durante le attività di lotta al fuoco e addestrate nell'uso di tutti i mezzi di lotta antincendi disponibili nel sito (inclusi i sistemi di estinzione fissi, comandati manualmente).

Sebbene la composizione della squadra di Seconda Emergenza sia considerata di buona qualità, è consigliabile in un complesso così grande aumentare il numero dei membri (non necessariamente Vigili del Fuoco professionisti), allo scopo di coprire tutti i ruoli critici che potrebbero presentarsi in caso di emergenza.

Le carenze della organizzazione di emergenza sono state notate anche dall'ing. BR., il quale, nel corso della sua testimonianza (v. infra), a domande dei difensori degli imputati, ha ridimensionato tali osservazioni, precisando che si riferivano al solo dato numerico delle squadre e che non era in discussione la loro "preparazione".
Ma noi già sappiamo che, dopo aprile 2007, a Torino non è stato tenuto alcun corso di formazione antincendio e che la "squadra di emergenza", la notte del 6/12/2007, era composta da due persone: DI F. che, nonostante il corso effettuato a Pavia, riferisce di non essere in grado di utilizzare neppure un estintore carrellato (v. udienza 5/3/2009, pag. 87 trascrizioni) e PO., come abbiamo già indicato senza alcuna formazione antincendio.

2007.06 Protezione dei passaggi per i cavi
Dovrebbe essere verificato che le aperture intorno alle passerelle cavi in entrata o in uscita dai locali elettrici e tecnici, incluse le aperture nelle fosse sotto pavimento, siano sigillate utilizzando materiali approvati tagliafuoco (intonaco o lana minerale) con una classe di reazione al fuoco almeno pari a quella del pavimento o soffitto. Questa raccomandazione si applica anche alle aperture passacavi attraverso le separazioni murarie in tutti gli edifici.
Commenti
Sono stati notati passaggi per cavi non protetti nel locale elettrico della linea di ricottura a freddo e decapaggio n° 5; ciò sarà messo in pratica.

2007.07 Controllo delle apparecchiature elettriche
Il programma di manutenzione preventiva per le principali attrezzature elettriche dovrebbero includere:
a) Controllo regolare almeno una volta l'anno da un ente qualificato;
b) Scansione a infrarossi per tutte le attrezzature importanti ad alta potenza, almeno ogni due anni.
Commenti
È stato notato che alcuni sistemi elettrici nella linea di ricottura a freddo e decapaggio n° 5 sono in cattive condizioni (cavi scoperti e/o scollegati, lampada a fluorescenza lampeggianti, ecc.).

Un controllo termografico regolare e sistematico dovrebbe essere condotto per tutte le attrezzature importanti ad alta potenza per quanto possibile. Ciò contribuirà a rilevare possibili guasti in stati iniziali, prima che avvenga un danno più esteso e l'interruzione del lavoro.

A proposito di "manutenzione": anche l'ing. BR. ha notato lo "stato" delle apparecchiature elettriche sulla Linea 5.

2007.09 Protezione dei materiali plastici nei reparti di decapaggio
1. Come regola generale e come prima priorità, le quantità di materiale combustibile (principalmente materiali plastici per serbatoi, coperchi, tubi e condutture, guarnizioni, ecc.) dovrebbero essere ridotte per quanto tecnicamente possibile.
2. Se l'uso di materiali combustibili (plastica) non può essere evitato nei reparti di decapaggio delle linee 4 (coperchi, tubazioni per acidi e soluzioni detergenti, condotti di aspirazione delle emissioni gassose fino alle sezioni di filtrazione situate all'esterno dell'edificio, assorbitori, ventilatori, camini) e 5 (coperchi, tubazioni per acidi e soluzioni detergenti, condotti di aspirazione delle emissioni gassose, assorbitore, ventilatori, camini), dovrebbe essere predisposta adeguate e approvata protezione automatica. In particolare:
a) Le vasche, coperchi, guarnizioni, ventilatori, camini combustibili ecc. dovrebbero essere protetti dall'esterno per mezzo di sistemi a spray di acqua automatici che utilizzino un additivo schiumogeno adeguato;
b) Un'adeguata protezione automatica (spray di acqua o gas inerti) dovrebbe anche essere estesa all'interno dei sistemi di estrazione delle emissioni gassose, dalla copertura all'assorbitore. L'esigenza di una protezione aggiuntiva all'interno del condotto di estrazione a valle dell'assorbitore fino ad includere i camini necessita di essere decisa sulla base dei vari casi tenendo in considerazione l'ubicazione (all'interno o all'esterno del fabbricato), la lunghezza e il diametro delle sezioni delle tubazioni, e dell'accessibilità per lo spegnimento manuale.
Commenti
La presenza di materiali plastici rappresenta un pericolo critico di incendio, a causa dell'alto carico combustibile associato. Deve essere notato che il rimpiazzo delle parti plastiche più grandi (le vasche degli acidi) con materiali non combustibili è già stato adottato; ciò può dirsi soddisfacente.
A quanto è stato riportato, il rimpiazzo di altri materiali combustibili sarà discusso; se non fattibile, sarà promossa l'installazione di protezione automatici.
Un progetto dettagliato sarà gestito in altra sede. [NdT: è possibile anche la traduzione più letterale "sotto una diversa copertina "per esempio se ci si riferisce ad un altro documento].


Sulla "protezione delle unità idrauliche", il paragrafo è identico a quello già riportato dalla relazione su Terni:

2007.10 Protezione delle unità idrauliche
Per la protezione delle unità idrauliche dovrebbe essere considerato quanto segue:
a) Le unità idrauliche dovrebbero essere separate dalle installazioni limitrofe tramite divisioni non combustibili (o meglio resistenti al fuoco, almeno 60 minuti [NdT: si parla cioè di componenti almeno REI 60]) (se tecnicamente possibile).
b) Dovrebbe essere predisposta una protezione automatica a spray di acqua o a sprinkler (dipende dalle singole configurazioni delle aree da proteggere) per tutti i circuiti di olio minerale con la capacità superiore ai 500 l.
I diversi livelli di priorità possono essere decisi sulla base di
- Importanza dei circuiti oleodinamici in termini di danno alla proprietà e potenziale interruzione dell'attività;
- Accessibilità dello spegnimento manuale dei roghi in caso di incendio (si considerino i locali sotterranei come inaccessibili per via dello sviluppo di fumo / calore);
- Grado di esposizione verso altre attrezzature importanti.
I sistemi facilmente accessibili, di scarsa importanza e che non espongono altre attrezzature importanti possono rimanere senza la protezione automatica se possono essere assicurate una pronta rivelazione e un veloce intervento manuale. I sistemi dovrebbero essere progettati allo scopo di fornire almeno 113 l/min per erogatore, usando componenti elencati UL/FM o approvati. Dovrebbero essere predisposti adeguati scoli, cordoli [NdT: o bacini di contenimento] o pendenze per contenere le perdite e l'acqua estinguente; I cordoli dovrebbero essere dimensionati per il contenimento del serbatoio dell'olio idraulico e la massima portata di progetto per la scarica del sistema di protezione per almeno 10 minuti (compresa la richiesta di flusso delle manichette).
Questo consiglio si riferisce in particolare alle seguenti installazioni:
a) Linee di Ricottura e Decapaggio a Caldo/Freddo numero 4 e 5, svolgitori / avvolgitori.
b) Linee di Ricottura Brillante, svolgitori / avvolgitori.
Commenti
I sistemi oleodinamici sono presenti per le apparecchiature a monte e a valle (in particolare le macchine di svolgimento / avvolgimento). Per le linee continue queste sono apparecchiature critiche, dal momento che possono arrestare l'intero processo. La protezione con sprinkler di queste attrezzature è considerata prioritaria.

Per completezza, si deve sottolineare che in entrambe le relazioni l'ing. BR. dedica una parte del suo resoconto a "consigliare" all'azienda l'utilizzo di sistemi fissi automatici di spegnimento, anziché di sistemi "manuali".
Ma è di particolare interesse, per comprendere di quale "quadro", di quale "scenario" potessero disporre i vertici ed i dirigenti TK AST (v. infra, per ciascuno) con riferimento al "rischio incendio" sulle linee di trattamento (ivi compresa la Linea 5 di Torino), la frase subito sopra riportata della relazione con il titolo "commento" (v. qui sopra); infatti l'ing. BR. ritiene "prioritaria" "la protezione con sprinkler" proprio dei "sistemi oleodinamici ... presenti per le apparecchiature a monte e a valle (in particolare le macchine - gli aspi, n.d.e. - di svolgimento/avvolgimento)"; e ciò indipendentemente dalla "portata" del serbatoio al loro servizio (v. infra su questo), bensì per la loro caratteristica di "apparecchiature critiche dal momento che possono arrestare l'intero processo". L'ottica dell'ing. BR. è, come abbiamo già evidenziato e vedremo anche infra, quella dell'assicuratore che definisce "critiche" quelle apparecchiature delle linee perché arrestano il processo produttivo (ed infatti, come abbiamo visto, il contratto "master" copriva anche il fermo di produzione); ma non vi è dubbio che, ancora una volta ed in modo ancora più specifico, si era posta all'attenzione della "cliente" - della TK AST - il "rischio incendio" proprio per le centraline oleodinamiche e proprio nella zona in cui si è verificato l'incendio del 6/12/2007.
La Corte non ritiene di dover sottolineare con altre parole l'importanza anche di tale elemento conoscitivo.

La terza relazione è intitolata "resoconto ispezione speciale", è redatta dall'ing. WE. in data 31/7/2007 e si riferisce alla visita dello stabilimento di Torino effettuata in data 13 aprile 2007 (il secondo dei giorni indicati nella relazione n. 2); non è generale come quelle di BR., ma riguarda: "Oggetto: miglioramento sicurezza tecnica antincendio delle linee di decapaggio". Precisa l'ing. WE. (teste citato) che il 13/4/2007 si è tenuta, nello stabilimento di Torino, una apposita riunione tra tecnici dell'azienda e delle compagnie di assicurazione per le linee di trattamento in quanto soggette alla franchigia di 100 milioni di euro.
Così: non un resoconto generale, bensì "mirato" alle linee di trattamento sotto il profilo - espresso - della questione "franchigia".
Infatti l'ispezione del sito è così descritta dall'ing. WE.:

Programma / Ordine del giorno:
L'ispezione del sito ha riguardato le seguenti voci nell'ordine riportato:
• Presentazione del sito e degli impianti di decapaggio da parte della direzione.
• Ispezione dei principali impianti di decapaggio APL 4 & 5 nonché della linea in stand-by PL 1
• Presentazione di un programma antincendio da parte degli operatori per le linee APL 4&5
• Discussione e definizione di interventi preventivi adeguati (strutturali, tecnici ed amministrativi) in materia di protezione antincendio che, una volta attuati appieno, consentiranno in toto di ridurre la franchigia specifica portandola ai livelli della franchigia normale per le linee APL 4 & 5.

I "rischi" di incendio vengono così individuati:

Impianti di ricottura e decapaggio, Processi produttivi e Rischi
I nastri laminati a caldo / freddo sono lavorati nella linea di ricottura (trattamento termico con il calore) ed in quella di decapaggio (rimozione ossido/crosta di laminazione).
Nell'impianto TKL-AST di Torino sono presenti le seguenti linee:
Linea 1 Decapaggio a caldo (le bobine subiscono il trattamento in fornaci discontinue - forni a campana) - produzione non continua - linea in stand-by (capacità 7500 t/a) - no potenziale Interruzione di Attività.
• Linea 4 Ricottura e Decapaggio a caldo (può anche essere utilizzata per il trattamento delle bobine laminate a freddo) - principale linea di produzione / potenziale Interruzione di Attività significativo.
• Linea 5 Ricottura e Decapaggio a freddo - seconda linea per importanza.
• Linea Ricottura in bianco;

I principali rischi di incendio, collegati a questo tipo di attività, sono la fornitura di gas naturale / idrogeno (fornaci di ricottura), l'uso di liquidi combustibili per i circuiti idraulici (in particolare gli aspi svolgitori, la saldatrice e gli aspi avvolgitori), la formazione di polveri combustibili (sezioni di pallinatura) e la presenza di locali elettrici a rischio. Altre esposizioni a rischio incendio sono legate all'uso di materiali combustibili (plastici) necessari in atmosfere / ambienti altamente corrosivi (bagni di decapaggio).
….
Nelle linee continue H/CA&P, i sistemi idraulici sono utilizzati sia per l'impianto a monte (aspi svolgitori, cesoie, saldatura) sia per quello a valle (aspo avvolgitore); sono presenti circuiti elettrici aventi capacità in eccesso di 500 1. Non è presente un impianto sprinkler.
….
La presenza di grandi quantità di materiali plastici (coperture, tubazioni di scarico e sistemi di raccolta vapori, ecc..) rappresenta un'altra esposizione al rischio di incendio, a causa dell'utilizzo di bagni d'acido e di altre sostanze corrosive nella sezione di decapaggio. Le caratteristiche delle linee principali di produzione sono:

• Linea 4 HA&P:
o Vasche / Contenitori (3) in acciaio inossidabile isolato con mattoni e gomma;
o Coperture delle vasche fatte in materiali plastici (PPS);
o Tutte le tubazioni per le vasche acide e basiche (incluse le torri di lavaggio e le tubazioni di scarico fino alla sezione di filtrazione, che si trovano al di fuori dell'edificio di produzione (circa 150 m di tubazioni)) ed i sistemi di raccolta e scarico dei vapori sono fatti in materie plastiche.

• Linea 5 CA&P:
o Vasche / Contenitori (2) in acciaio inossidabile isolato con mattoni e gomma;
o Coperture delle vasche in materie plastiche (PPS);
o Tutte le tubazioni per le vasche acide/basiche (incluse le torri di lavaggio) ed i sistemi di raccolta e scarico dei vapori sono in materiale plastico.


L'ing. WE. trae quindi le seguenti conclusioni:

Conclusioni
Linee PL 4 & 5 - secondo il parere dell'esponente della HDI Tecnologia di Sicurezza -HST che ha partecipato all'ispezione, per gli impianti di ricottura e decapaggio dello stabilimento di Torino della ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni S.p.A. - il rischio potenziale di incendio derivante dai processi produttivi sugli impianti di decapaggio APL 4 & 5 deve essere considerato da medio ad elevato.
Queste conclusioni derivano fondamentalmente dai gravi incendi che hanno colpito la linea EBA2 - TKS di Duisburg e la linea KL3/GBL3 - TKL-NR di Krefeld (avvenuti nel 2006).

Pertanto sono consistiate ulteriori misure atte al miglioramento della sicurezza tecnica antincendio (si vedano gli allegati a questo documento).


Nelle allegate tabelle (v.), intitolate:
"Lista relativa alle misure antincendio concordate con gli assicuratori - Acciai Speciali Terni. Stabilimento dì Torino" viene previsto:
-per la Linea 4 le seguenti "misure concordate con gli assicuratori":
a) una "rivelazione automatica di incendio con rivelatori di calore" ed una "installazione di sistemi fissi a spruzzo d'acqua attivabili manualmente" nell'area "impianto idraulico dell'Aspo svolgitore e saldatrice"; si deve qui riportare la nota del traduttore (anche di questo documento, come di tutti quelli su cui si fonda - anche - la presente decisione, è stata acquisita la traduzione nel pieno contraddittorio delle parti): "nell'Area n. 1, alla colonna Area di protezione la voce 'Hydraulic system uncoiler and welding machinè si tradurrebbe letteralmente: 'Aspo svolgitore e saldatrice dell'impianto idraulico'.
Ciò risulta un concetto assurdo, poiché si esclude la possibilità di un impianto idraulico che abbia in dotazione una saldatrice; c'è da pensare in un errore nel testo originale; il significato inteso è quello riportato nella traduzione".
b) la sostituzione dei rivestimenti in PPS con acciaio inossidabile ovvero l'installazione di un sistema antincendio fisso automatico (spruzzo d'acqua a schiuma) nell'area di decapaggio;
c) la sostituzione dei tubi in PPS, ovvero l'installazione di un sistema fisso antincendio automatico, nell'area di scarico.


-per la Linea 5 le seguenti "misure concordate con gli assicuratori":
a) la sostituzione dei rivestimenti in PPS con acciaio inossidabile ovvero l'installazione di un sistema antincendio fisso automatico (spruzzo d'acqua a schiuma) nell'area di decapaggio;
b) la sostituzione dei tubi in PPS, ovvero l'installazione di un sistema fisso antincendio automatico, nell'area di scarico.


Si deve osservare, esaminando i sopra riportati documenti, che nei primi due l'ing. BR. indica la necessità nello stabilimento di Torino (ma per Terni vi è identica raccomandazione) di "compartimentare" le "unità idrauliche" e di proteggerle con impianti c.d. "sprinkler" ("dipende dalle singole configurazioni delle aree da proteggere") "per tutti i circuiti di olio minerale con la capacità superiore ai 500 l.".
Oltre al "commento", già sopra evidenziato, relativo alla "priorità" dell'installazione di uno sprinkler a protezione degli impianti idraulici a servizio degli Aspi svolgitori e avvolgitori.
Ne consegue, che, documentalmente (e v. anche infra), vengono confermati gli assunti sostenuti dalla Procura della Repubblica ai "punti" 5) e 6).
Non è così invece per la relazione dell'ing. WE.: come abbiamo appena visto in tale documento le "misure concordate con gli assicuratori" limitano l'intervento per la Linea 5 alla sostituzione delle materie plastiche presenti sulla linea ("coperchi" delle vasche di decapaggio e tubi in PPS).
Ne consegue che, documentalmente (ma v. anche infra), non viene interamente confermato (in particolare per la Linea 5; in parte per la Linea 4) l'assunto sostenuto dalla Procura della Repubblica al "punto" 7).
Sempre documentalmente, ci si ritrova di fronte, quantomeno per lo stabilimento di Torino, a due documenti fra loro in apparente contraddizione, pur provenendo, entrambi, da tecnici della Compagnia Assicuratrice AXA.

Gli argomenti - ed il contenuto di tali documenti - sono stati oggetto di ampia istruttoria dibattimentale, con l'escussione degli ingegneri BR. (v. udienze 14 e 15/5/2009) e WE. (v. udienza 27/4/2010), oltre all'ing. LUC. (collaboratore di BR., da poco tempo, in allora, in AXA, v. udienza 23/6/2009).
La Corte, prima di dare conto della risultanza di tali deposizioni, deve esporre una considerazione preliminare, relativa alle previsioni per lo stabilimento di Torino e in particolare per gli interventi indicati per la linea 5: pur essendo scritto dall'ing. BR., ci sembra a chiare lettere, che dovevano essere, nel modo sopra indicato, protette le centrali idrauliche con capienza superiore a 500 litri, e, in particolare - v. "commenti" sopra riportati - quelle degli Aspi svolgitori ed avvolgitori, anche della Linea 5 oltre che della Linea 4, sembra -sentendo i testi interni, tecnici dipendenti da TK AST, v. anche infra - che tali "raccomandazioni" non siano mai state emanate; sembra cioè che tali "consigli" non abbiano costituito alcun ulteriore "allarme", per i tecnici, per i dirigenti e per i vertici THYSSEN KRUPP AST, sul "rischio" incendio presente sulle linee di trattamento; tutti invece, trascurando completamente quanto esposto dall'ing. BR., hanno concentrato - almeno così sembra nella ricostruzione ex post- la loro attenzione sulle sole misure indicate in allegato alla relazione WE..
Per motivare tale scelta "aziendale", almeno come riferita in dibattimento, i difensori degli imputati hanno cercato di esaltare la "professionalità" di WE., in particolare "esperto" delle linee di ricottura e di decapaggio, a fronte, invece, della "genericità" di formazione e di professionalità di BR..
Ma, ad avviso della Corte, la ricostruzione non porta a queste conclusioni.
È certo - lo si ricava già dai documenti, senza necessità di sentirlo confermare dai loro autori - che le relazioni - prendiamo qui, per semplicità, le due di Torino: d'altronde quella di BR. per Terni è del tutto analoga a quella di BR. per Torino - hanno estensioni e finalità diverse; mentre quella di BR. è una prima visita, generale, dello stabilimento da pochi mesi "entrato" fra quelli "coperti" da AXA - con contratto master, v. infra e sopra - per la nuova cliente "gruppo" THYSSEN KRUPP, in cui il tecnico indica, in linea generale, i "rischi" incendio, la relazione di WE. invece è esclusivamente finalizzata a "ridurre" la franchigia, in allora di 100 milioni, sulle linee di ricottura e di decapaggio. Con la conseguenza che i responsabili di THYSSEN KRUPP AST avrebbero - figurativamente - "cestinato" la relazione di BR. -che rappresentava un ulteriore, serio allarme soprattutto per lo stabilimento di Torino - per "seguire" gli interventi minimi, ma in quel momento utili per ridurre la franchigia. Anzi, "seguire" quegli interventi solo virtualmente, perché, come vedremo infra, nello stabilimento di Torino, sulla Linea 5 (e neppure sulla Linea 4) "nulla" è stato neppure programmato (tanto meno attuato) nell'immediato, ma solo dopo lo spostamento di tali linee nello stabilimento di Terni (v. infra, così continuando il processo di produzione a Torino nonostante l'ulteriore "allarme").
Si deve qui riportare quanto riferito da WE. sulla "indicazione" di impianti di rilevazione e spegnimento in particolare sulla Linea 4 dello stabilimento di Torino, ricordando che egli stesso dichiara: "noi abbiamo solo fatto insegnare che devono fare per ridurre la franchigia"; dopo avere convenuto che la Linea 4 era "meno protetta" della Linea 5 (WE. non ricorda il "motivo" di tale minore protezione: si può ipotizzare - e WE. anche ne conviene sempre nel corso della sua testimonianza - che fosse per la centrale idraulica - con pompe e serbatoio - sullo stesso "piano" dell'impianto e non, come per la Linea 5, in un locale sotterraneo protetto) aggiunge: (da pag. 83 trascrizioni): "il desiderio della THYSSEN KRUPP, ridurre il rischio ed anche la franchigia. Sono cause economiche ... così anche loro pagano meno. I clienti dell'assicurazione hanno interesse di abbassare i premi che devono pagare per l'assicurazione. Se il rischio è elevato, il premio per il cliente è più alto ... Io rappresento un'assicurazione di cosa, io parlo dell'impianto della fabbrica, non parlo delle persone"; il teste, quando indica nel suo report del 31/7/2007 (v. sopra) la Linea 4 come più importante della 5 si riferisce alla maggiore produzione, quindi al maggiore "business" della 4 rispetto alla 5: "certamente ... il danno che deve pagare un'assicurazione non solamente incidente, anche quando la produzione se è ferma ... .allora chiaro che devo considerare su questo. Come ho già detto prima, la linea produce di più, quando non funziona, fa più danno economicamente alla THYSSEN in quel caso, allora è chiaro, salvaguardo prima questo" cioè, a Torino la Linea 4 era in questo senso "più importante" rispetto alla Linea 5 e dovendo decidere: " ... dove iniziare con qualcosa e questo era considerato più importante per la THYSSENKRUPP, che più produzione, l'interesse era della THYSSENKRUPP, abbassare la franchigia e la THYSSENKRUPP sicuramente aveva più interesse sulla Linea 4". BR. aveva già riferito, all'udienza del 14/5/2009, lo stesso concetto (da pag. 13 trascrizioni): la linea 4 "rappresentava ... un collo di bottiglia o comunque un impatto maggiore sulla produzione complessiva dell'azienda rispetto alla Linea 5 ... la valutazione è relativa al danno ... agli impianti industriali ed alla continuità produttiva"; ed alla successiva udienza: (v. pag. 29 udienza 15/5/2009): "un blocco sulla 5 poteva essere recuperato sulla linea 4 perché la linea 4 poteva essere utilizzata anche come linea di decapaggio e ricottura a freddo".
Quindi le indicazioni di WE. - già peraltro evidenti dal "titolo" della sua relazione - non riguardano prettamente il "rischio" incendi sulle linee di ricottura e decapaggio e gli interventi idonei a ridurlo: riguardano invece la possibilità, per l'azienda-cliente, di "ridurre la franchigia" ed a "cominciare" dall'impianto che potrebbe, con il suo arresto, provocare i maggiori danni alla produzione complessiva.
È utile qui ricordare, a conferma di quanto riferito da WE. e da BR., che effettivamente il maggior danno subito per l'incendio di Krefeld era stato rappresentato proprio dalla mancata produzione (oltre che, ma in misura minore, dalla distruzione dell'impianto); e che l'ottica della assicurazione, in particolare in un contratto "master" come quello di AXA, è - ovviamente -quello di evitare che accadano eventi-incendi che comportino danni superiori proprio alla franchigia; lo espone con estrema chiarezza il teste PE. (citato, v. udienza 9/6/2009, in cui è erroneamente indicato come "GR.", pag. 97 trascrizioni): " ... qual è il rischio legato a quello che poi loro (AXA, n.d.e.) hanno assicurato e cioè soprattutto la Business 'interruzione', cioè quanto tempo stanno ferme le linee in conseguenza di un evento dannoso ed il danno diretto. È chiaro che loro (AXA, n.d.e.) sono interessati a tutti gli eventi di una certa importanza, (economica, n.d.e.) quindi sopra la franchigia ... quindi loro sono focalizzati su un eventuale danno che possa provocare un loro eventuale risarcimento superiore a quella cifra ... quindi soprattutto al 90% ... la fermata dell'impianto".
Nella stessa ottica - di una Assicurazione in contratto "master" con quel tipo di franchigia - si pone l'argomento - fortemente dibattuto nel processo - della indicazione (contenuta, questa, nella relazione BR., v. sopra) della necessità di una protezione tipo "sprinkler" esclusivamente sulle "hydraulic unit" con capacità superiore a 500 litri. Si deve premettere che BR. ha riconosciuto -a contestazione dei difensori - di non avere misurato la "capacità locale" delle "centraline" presenti a bordo linea 5, in particolare quelle per movimentare gli Aspi e di avere ritenuto tale capacità superiore ai 500 litri; ma si deve ricordare non solo il chiaro ed inequivocabile contenuto del "commento" sopra riportato (che individua la necessità di proteggere con sprinkler proprio le "centraline" degli ASPI svolgitori ed avvolgitori per la loro "criticità", v. sopra), ma anche dare atto che, secondo entrambi gli ingegneri - BR. e WE., l'indicazione dei 500 litri, che deriva da una elaborazione AXA di norme tecniche N.F.P.A. (v. subito infra), non è di applicazione "automatica".
Sempre parlando delle "centraline" a servizio degli Aspi, BR. specifica (v. pag. 17 trascrizioni, udienza 15/5/2009): "si valutano quelle che sono le dimensioni dell'unità e del serbatoio e si tiene conto di quella che è ... si considera che l'olio presente in quell'unità non è solo, naturalmente, l'olio all'interno del serbatoio, ma è l'olio complessivo del circuito ... senza entrare in uno studio di dettaglio, di quelle che erano le sue specifiche"; (pag. 19): "in linea generale quello dei 500 litri (in realtà 380 litri secondo le norme internazionali) è il quantitativo del circuito, il quantitativo di olio all'interno del circuito oleodinamico al di sopra del quale il nostro (AXA, n.d.e.) standard prevede la richiesta di un impianto antincendio di tipo ... ad azionamento automatico"; anche a WE. viene chiesto cosa intende con il termine tedesco (da lui utilizzato nel rapporto per Krefeld) tradotto in inglese in "hydraulic unit", se solo la "centrale oleodinamica", da proteggere oltre la capienza di 500 litri, ovvero anche le "centraline" più piccole e il teste risponde: " ... tutto che serve per far funzionare i macchinari" cioè compresi i "banchi valvole" precisando: "non tutti di questi (intendendo le "centraline" oleodinamiche, non le centrali con capienza superiore a 500 litri, n.d.e.) hanno lo stesso rischio. Non hanno la importanza eguale ... il rischio più grande sono i tubi che se hanno anche una lesione minimale, grande di un capello che esce fuori, i tubi elastici ... flessibili, sì. La fuoriuscita anche piccolo ... quasi gas, il contatto con il caldo del motore ecc. può accendere, finché esce olio di qua ... dipende anche molto dove sono questi tubi. Perché possono portare il fuoco ovunque, in qualunque parte" (v. pag. 68-69 trascrizioni; sulle norme tecniche che ha utilizzato, WE. indica la VDS tedesca, ma aggiunge che il suo contenuto corrisponde a quello della N.F.P.A. americana ed alla FM GLOBAL - v. pag. 71 trascrizioni). Aggiunge LUC. (citato, udienza del 23/6/2009; è l'ingegnere che poi ha seguito gli interventi antincendio sugli impianti di Terni): "c'è da dire che la centralina in teoria deve contenere tutto l'olio che ci può essere poi nel circuito, perché comunque l'olio a riposo può andare per caduta, può tornare indietro, può andare in centralina, proprio per quello probabilmente F.M. dice centraline idrauliche perché con quel termine intende poi in realtà la capacità del sistema ... può essere che ci siano dei sistemi a bordo macchina che in una valutazione di danno economico siano comunque da proteggere anche se si tratta semplicemente di tubazioni, magari son dei tubi flessibili, magari c'è un banco di tubi flessibili a bordo macchina e magari può essere utile ... raccomandare qualche protezione localizzata, un paio di testine sprinkler sopra quell'area ... sicuramente (i flessibili, n.d.e.) son più rischiosi in termini di fessurazioni ... normalmente (una testina sprinkler, n.d.e.) copre 9-10 metri quadri ... secondo le linee guida F.M ... considera un raggio di 6 metri ... si considerano i 380 litri nel raggio o di singole centraline o di più centraline nel raggio di 6 metri".
Quindi, oltre alla constatazione - che appare ovvia anche alla Corte - in base alla quale la regola tecnica dovesse essere applicata considerati, oltre alla "capacità" - peraltro, secondo BR. come secondo LUC. - "complessiva" e non della singola centralina, anche una serie di altri "fattori" tecnici, tra cui la "posizione", i meccanismi in prossimità ecc. e considerata anche la "pericolosità" delle condutture di olio in pressione, in particolare di quelle flessibili (v. su questo anche WE., subito sopra); LUC. (v. pag. 35 trascrizioni): "N.F.P.E ... .per le hydraulic units dice di considerare questo rischio come elevato ed ha un dettaglio di protezione ... di 12 litri al minuto su 230 metri quadrati (la premessa è un impianto sprinkler, n.d.e.) ... F.M. va più in dettaglio perché dice anche che i sistemi sprinkler devono essere interbloccati poi con le pompe dell'olio ... praticamente di fermare le pompe dell'olio perché ... quello che fa l'olio nebulizzato fa come tipo lancia fiamme ... se noi mettiamo ... sprinkler questo si attiva, può sopprimerlo ma non lo spegne del tutto, appena io tiro via la protezione sprinkler l'olio nebulizzato ha bisogno semplicemente di una sorgente calda, cioè ... non nebulizzato brucia a 300 gradi, se nebulizzato brucia (a) molto meno"; " ... secondo F.M. - che va nel dettaglio - l'interblocco deve essere associato alla protezione spinkler e "normalmente gli impianti di spegnimento devono essere automatici".
Nel caso di specie poi, è bene rammentarlo, la valutazione del "rischio" incendio, su quelle linee, da parte della compagnia di assicurazione ed in conseguenza del suo contratto - è relativo, come è pacifico, ai soli danni "materiali"; è quindi divergente rispetto alla valutazione del "rischio" incendio che deve compiere il datore di lavoro a tutela dei dipendenti che su quegli impianti lavorano.
Rimane il fatto che, anche da questi documenti - come si è indicato, di pochi mesi precedenti l'incendio del 6/12/2007 - i vertici ed i dirigenti THYSSEN KRUPP AST potevano - dovevano - trarre, agevolmente, i "rischi" incendio presenti su quelle linee, anche nelle zone di entrata ed uscita, in cui si trovano gli aspi svolgitori ed avvolgitori: doverosamente, prendere le necessarie contro misure, installare gli idonei dispositivi.

8) "la richiesta di autorizzazione agli investimenti per i lavori di prevenzione incendi del 5 ottobre 2007 che descrive l'APL 5 di Torino come linea non conforme 'alle indicazioni tecniche dell'assicurazione, del comando provinciale dei vigili del fuoco e del WGS'.

8)
Ecco il documento:

Richiesta di autorizzazione agii investimenti per i lavori di prevenzione incendi

Nell'attuale anno fiscale 2007/8, TKLAST intende continuare a realizzare investimenti in materia di lotta agli incendi e prevenzione in qualunque area a rischio. Le aree coinvolte in questa seconda fase sono:
• Laboratorio di fusione acciaio
• Reparto di laminazione a freddo
• Officina (servizi generali e scorte)2
• Società S.d.F.

Gli investimenti hanno l'obiettivo di proteggere:
• Le persone
• Gli impianti e le strutture
• L'ambiente interno ed esterno alla fabbrica

La protezione sarà ottenuta mediante diversi tipi di misure, che possiamo riassumere come segue:
• Utilizzo di materiali da costruzione non combustibili
• Uscite di emergenza
•Protezione attiva (sistemi di rivelazione ed estinzione) e passiva (compartimentazioni e barriere antincendio)
• Organizzazione e procedure di emergenza
• Ispezioni e controlli

I progetti che richiediamo urgentemente di attivare sono elencati nel seguito.
___________
2 Ndt: oppure “magazzini”

LABORATORIO FUSIONE ACCIAIO
Rinnovo dell'equipaggiamento antincendio (1)
In molti casi, gli impianti di rivelazione ed estinzione del laboratorio di fusione dell'acciaio devono essere implementati e/o rinnovati.

Rivelazione di fumo nei condotti dei cavi ed in E.C. (2)
Tale impianto antincendio deve essere realizzato all'interno del condotto principale, dalla sottostazione elettrica ai quadri elettrici, sottostante le fornaci elettriche ed altri locali nel S.M.S. La galleria principale è anche fornita di un impianto di estinzione.

AREA A FREDDO PIX
Miglioramento dell'attrezzatura antincendio dello Zmill 54" di Torino. (3)
L'impianto di estinzione del Zmill deve essere implementato per adeguamento alle prescrizioni dell'assicurazione, del reparto locale dei vigili del fuoco e del WGS.

Miglioramento dell'attrezzatura antincendio dello Zmill 62" di Torino. (4)
L'impianto di estinzione del Zmill deve essere implementato per adeguament alle prescrizioni dell'assicurazione, del reparto locale dei vigili del fuoco e del WGS.

Miglioramento dell'attrezzatura antincendio della linea di Ricottura & Decapaggio n° 5 di Torino. (5)
L'attrezzatura antincendio della linea R&D deve essere migliorata per adeguarsi alle indicazioni tecniche dell'assicurazione, del reparto locale dei vigili del fuoco e del WGS.

Miglioramento dell'attrezzatura antincendio della linea di Ricottura in Bianco di Torino. (6)
L'attrezzatura antincendio della linea di Ricottura in Bianco deve essere migliorata per adeguarsi alle indicazioni tecniche dell'assicurazione, del reparto locale dei vigili del fuoco e del WGS.

Miglioramento dell'attrezzatura antincendio della linea Skipass di Torino. (7)
L'attrezzatura antincendio della linea di Ricottura in Bianco deve essere migliorata per adeguarsi alle indicazioni tecniche dell'assicurazione, del reparto locale dei vigili del fuoco e del WGS.


OFFICINA
Verniciatura del sistema di cavi. (8)
Verniciatura dei cavi con vernice non combustibile ed installazione di pannello tagliafuoco.

Centralizzare gli allarmi dell'officina 2° fase (9)
Collegamento dell'attrezzatura antincendio con l'allarme centrale della squadra antincendio per permettere l'intervento immediato sul posto dell'allarme antincendio.

Adeguamento luci di emergenza (10)
Realizzazione dell'installazione luci per via di fuga veloci in caso di emergenza nelle aree principalmente a rischio dell'officina.

C.P.I. per magazzino olio (11)
È necessario realizzare tutte le attività al fine di ottenere il C.P.I. dal reparto esterno dei vigili del fuoco e per minimizzare il rischio nel magazzino olio e magazzino principale delle vasche di olii usati.


SdF
Rivelazione ed estinzione nei locali tecnici dell'olio (12)
È necessario realizzare impianti di rivelazione ed estinzione nei circuiti idraulici principali e nei locali tecnici dell'olio (vedi nota precedente).

Rivelazione ed estinzione nell'impianto di raffreddamento (13)
La tempra è una delle parti più rischiose del SDF. Per ridurre il rischio di incendio è necessario realizzare un impianto di estinzione.

Compartimentazioni REI nella linea titanio e nell'impianto di raffreddamento (14)
Le compartimentazioni sono anche necessarie in entrambe di queste linee per evitare un'eventuale propagazione del fuoco in altre aree adiacenti.

Implementazione di anello idrico (15)
Sono necessarie un'implementazione della rete di idranti esistente e l'installazione di nuove pompe. La nuova rete è necessaria perché quella esistente è vecchia e non più a norma.


Il documento non ha necessità di particolari commenti: si tratta del "programma" di investimenti antincendio, rientranti nel budget straordinario già sopra indicato, relativi al secondo "step" per l'anno 2007-2008 (v. infra), per lo stabilimento di Torino; al punto (5), si trova il - generico - programma per la linea 5: "l'attrezzatura antincendio ... deve essere migliorata per adeguarsi alle indicazioni tecniche dell'assicurazione, del reparto locale dei vigili del fuoco e del WGS".
Non vi sono dubbi che, pur nella sua genericità, rappresenti un ulteriore, importante tassello della piena consapevolezza, da parte dei responsabili di THYSSEN KRUPP AST - nell'ottobre 2007 (e si può certamente collegare al "progetto" dettagliato già indicato sopra, allegato alla e-mail da PE. a RI. e MO. in data 16/10/2007) sul grave "rischio" incendio che veniva ogni giorno corso continuando a lavorare su di una linea di trattamento in quelle condizioni - "non adeguata" a nessuna delle indicazioni! - senza che nessun tipo di misure fosse, nel frattempo, stato adottato: e ricordiamo che l'incendio di Krefeld era del giugno 2006, che la prima riunione del WGS, con l'indicazione delle linee-guida che abbiamo sopra indicato, era del gennaio 2007.

La Corte non vuole qui ripetere quanto già esposto a conclusione dei vari "punti" esaminati in questo paragrafo: deve però sottolineare che ognuno di questi "punti" costituisce singolarmente una chiara ed evidente esposizione del reale "rischio" incendio presente sulle linee di trattamento (anche per la presenza e la quantità di "olio in pressione"; quindi anche rispetto allo scenario poi purtroppo verificatosi); ovvero costituisce una precisa indicazione - rivolta ai responsabili THYSSEN KRUPP AST - di agire, di attivarsi, di prendere contromisure (v. sopra: "comperare impianti di rilevazione incendi e spegnimento incendi"!) per - quantomeno - ridurre tale rischio; ovvero ancora rappresenta la piena consapevolezza, da parte degli stessi responsabili, dell'esistenza di tale "rischio" incendio, unita alla - dimostrata - volontà di nulla disporre a titolo di cautela, bensì di continuare a produrre, nello stabilimento di Torino, nelle stesse condizioni (tra l'altro, in via di "deterioramento", come si è visto nell'apposito capitolo).
Considerando poi tali "punti" nel loro complesso emerge, ad avviso della Corte, un quadro probatorio, a carico dei responsabili THYSSEN KRUPP AST, di non comune gravità; vedremo infra come tale responsabilità si atteggi, in concreto, per ciascuno di loro ed in relazione ai reati loro ascritti.