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Categoria: 1987
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Tipologia: Accordo
Data firma: 4 maggio 1987
Parti: Alfa-Lancia e Fim-Cislm Fiom-Cgil, Uilm-Uil
Settori: Metalmeccanici, Alfa-Lancia (Fiat)
Fonte: mirafiori-accordielotte.org

Sommario:

Campo di applicazione dell'accordo
Piano, ristrutturazione e occupazione
Premessa
Interventi a sostegno dell'occupazione
• Pomigliano
• Arese
Formazione professionale
Cooperazione
Il piano
• Progettazione
• Attività commerciale
• Sviluppo prodotto
• Riassetto produttivo
o Arese
o Pomigliano
• Attività commerciali
• Arveco
• Spica
• Arna
• Merisinter
Investimenti
• Chivasso carrozzeria
• Desio
• Verrone
• Chivasso presse
Ristrutturazione
• Arese
• Pomigliano
Verifiche
Comitato
Intesa sulla prestazione lavorativa
Premessa
1. Organizzazione del lavoro
Rotazione
Area stampaggio
Area carrozzeria
Area meccanica
Area fucine
Conduttore sistemi
Pomigliano
Arese
2. Saturazione linee a trazione meccanizzata
3. Pause
Norma transitoria
4. Metrica del lavoro
Norma transitoria - Revisione dei tempi
5. Commissione tempi di lavoro - Comunicazione dei tempi
Allegato tecnico n. 1 - Saturazione linee a trazione meccanizzata
Allegato tecnico n. 2
Allegato tecnico n. 3 - Commissione tempi di lavoro
Allegato tecnico n. 4 - Comunicazione dei tempi e dei livelli produttivi
Armonizzazione normativa e retributiva
Allegato tecnico per armonizzazione normativa e retributiva
Norma transitoria sulla fruizione della riduzione annua di 40 ore prevista al punto 1 del protocollo 1.9. 1983 allegato all'art. 5 del CCNL 18.1.1987.
Tabella percentuali di maggiorazione lavoro straordinario, notturno, festivo e compensativo
Criteri di imputazione
Diritti sindacali
Allegato tecnico n. 1 - Norme per l'assegnazione dell'indennità paga di posto
Importi orari per classificazione paghe di posto
Allegato tecnico n. 2 - Regolamentazione dell'incentivo di rendimento
Allegato tecnico n. 3 - Regolamentazione del premio di produzione
Allegato tecnico n. 4 - Criteri per l'assegnazione indennità disagio linea
Allegato tecnico n. 5 - Premi speciali e paghe di mansione
Clausola di dissolvenza

Addì 4 maggio 1987, a Roma presso la sede della Confindustria, le Società Alfa-Lancia Industriale, Alfa Romeo Leasing, Spica, Arveco e Merisinter, di seguito tutte richiamate come Alfa-Lancia [...], assistite dalla Confindustria [...] e la Federazione Italiana Metalmeccanici (Fim-Cisl) [...], la Federazione Impiegati Operai Metalmeccanici (Fiom-Cgil) [...], l'Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici (Uilm-Uil) [...], hanno stipulato il presente accordo.

Campo di applicazione dell'accordo
Le parti convengono che le soluzioni concordate sui singoli punti valgono anche per le Società Spica, Arveco, Merisinter, Alfa Romeo Leasing, tenuto conto delle specificità esistenti.
Gli eventuali problemi applicativi derivanti dalla effettuazione del processo di armonizzazione normativo e retributivo saranno esaminate entro il mese di giugno.

Piano, ristrutturazione e occupazione
Premessa

Le Organizzazioni sindacali dei lavoratori e la Direzione delle Società Alfa-Lancia Industriale di seguito denominata Alfa Lancia, si sono incontrate per definire le condizioni per il risanamento delle attività produttive e commerciali e per la tutela dell'occupazione del Gruppo Alfa Romeo acquisito da Fiat Auto spa.
Le parti hanno esaminato le cause strutturali che hanno determinato la situazione di crisi del Gruppo Alfa Romeo convenendo nella individuazione delle principali causali quali la carenza di mezzi finanziari, l'inadeguatezza del sistema tecnologico-impiantistico, il ritardo nel rinnovo della gamma prodotto, la scarsa ottimizzazione di utilizzo delle capacità produttive, nonché l'alto differenziale di produttività dovuto ai fattore lavoro e all'insieme degli altri fattori produttivi.
Le parti hanno quindi individuato una serie di iniziative finalizzate al risanamento della Società: da un lato, investimenti sulle tecnologie e sul prodotto volti a ridare competitività all'azienda e quindi consentire l'incremento dei volumi produttivi, presupposto per il superamento della CIGS a zero ore; dall'altro, sul piano organizzativo, per conseguire gli indispensabili recuperi di efficienza anche attraverso la modifica della normativa regolante lo svolgimento della prestazione lavorativa.
Presupposto del presente accordo è il permanere per gli anni del piano di una situazione di squilibrio tra capacità ed output produttivo e della conseguente sottoutilizzazione della capacità installata. Pertanto per tutta la durata del periodo oggetto del presente accordo ('87-'90-'91) dovrà essere in atto la “ristrutturazione-riorganizzazione” ai sensi della legge 12.8.1977 n. 675 e precedenti con i conseguenti provvedimenti (pre-pensionamenti, cassa integrazione guadagni, ecc.). A tal fine, valutati i contenuti del presente accordo, le par- ti considerano positivamente esaurite le procedure previste dall'art. 5 legge n. 164 del 20.5.1975, recepite dall'art. 7 Disciplina Generale, Sezione prima del CCNL per l'industria Metalmeccanica Privata.
Da tale situazione deriva l'esigenza, ferma restando la necessità di riadeguare di volta in volta l'attività produttiva alla domanda tramite fermate periodiche con ricorso alla CIGS (settimanale, plurisettimanale o per periodi predeterminati) di creare le condizioni per la ricollocazione all'esterno e il riutilizzo all'interno del personale posto in sospensione a zero ore (alla data del presente accordo circa 6.000).
Per il raggiungimento di tale obiettivo sono definiti gli interventi sottoindicati, che Alfa-Lancia si impegna ad attivare nel rispetto dei vincoli di efficienza aziendale:
- cogliere tutte le possibilità offerte dalla mobilità interna e di gruppo (da linea a linea di prodotto, tra stabilimenti/società di Alfa-Lancia, verso società dei Gruppo Fiat), nel rispetto della normativa contrattuale vigente tenuto conto anche di quanto previsto dall'intesa sulla “prestazione lavorativa”, al punto 1, comma 9;
- in occasione di tale mobilità, interessante significative aliquote di lavoratori, viene individuato quale criterio prioritario per la scelta degli stessi - a parità di qualificazione professionale, compatibilmente con le esigenze tecnico-organizzative - quello della residenza, previa comunicazione alle RSA;
- favorire, anche tramite incentivazioni economiche all'uscita, le scelte personali;
- prepensionamenti ai sensi della legge 155/81 e seguenti;
- attivare la ricollocazione esterna dei lavoratori assumendo le iniziative opportune per favorire, compresi esperimenti di job creation;
- favorire l'attivazione di corsi di formazione, addestramento e riqualificazione professionali per il personale CIGS a zero ore, sulla base delle norme di legge disciplinanti la materia, ai fine di consentire l'utilizzazione delle potenziali opportunità occupazionali, sia nell'area industriale che in altri settori merceologici;
- presentazione da parte aziendale alle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori di progetti che favoriscano, in conformità con le norme comunitarie, il reinserimento di quote di lavoratori con ridotta capacità lavorativa, in un contesto produttivo idoneo predisposto;
- a fronte della eventuale necessità di assunzioni si opererà in via preventiva alla verifica della professionalità richiesta tra i lavoratori in CIGS.
Il piano prevede il rientro di tutti i lavoratori, ancora sospesi a zero ore, entro il 30.6.1990 ad Arese ed entro il 31.12.1990 a Pomigliano. Anche a fronte di questa necessità, è previsto il trasferimento della Thema ad Arese e della Y10 a Pomigliano, oltre alle altre lavorazioni ed interventi di sostegno già indicati nel piano stesso.
Inoltre, allo scopo di favorire il reinserimento dei lavoratori, verranno attivate opportune iniziative di formazione per l'aggiornamento e la riconversione professionale dei lavoratori. Peraltro è impegno e volontà dell'Azienda cogliere ogni possibile opportunità produttiva atta a consentire anticipati rientri di lavoratori prima del 31.12.1990.

Formazione professionale
Le parti individuano nella formazione professionale uno degli strumenti idonei e necessari per agevolare la ricollocazione del personale sospeso a zero ore.
A tal fine le parti convengono di utilizzare i corsi di formazione, coerentemente con la normativa comunitaria, nazionale o regionale regolante la materia, come in appresso indicato:
a) corsi di riqualificazione professionale che interesseranno lavoratori in CIGS sospesi a zero ore e che avranno come finalità quella di consentire a tali lavoratori l'acquisizione di professionalità diverse da quelle possedute, in modo da cogliere le opportunità occupazionali connesse con i fabbisogni esistenti nel territorio, anche in settori merceologici diversi dal metalmeccanico;
b) corsi di aggiornamento professionale organizzati dall'azienda e/o enti pubblici, aventi lo scopo di consentire ai lavoratori in CIGS da lungo periodo una presa di conoscenza dei cambiamenti tecnologici- produttivi che si sono prodotti negli stabilimenti, propedeutica al loro futuro rientro al lavoro;
c) corsi di reinserimento al lavoro finalizzati a fornire ai lavoratori in CIGS richiamati al lavoro dall'azienda, le necessarie conoscenze tecnico-professionali atte a consentire la loro utilizzazione nei settori di attività di interesse aziendale.
Le parti, al fine di procedere all'operatività dei corsi di formazione e di valutare le opportunità previste dalle norme disciplinanti la materia (finanziamenti, partecipazione alla predisposizione-gestione dei corsi da parte degli Enti pubblici, luoghi deputati alla formazione, ecc.), convengono di incontrarsi entro la data del 31.10.1987.
Peraltro per la regolamentazione di base dei corsi in questione, le parti convengono fin d'ora che la frequenza ai corsi sarà obbligatoria per i lavoratori interessati. Il rifiuto immotivato alla partecipazione nonché la mancata frequenza ai corsi di cui ai punti b e c, oltre a dar luogo alle conseguenze di legge, costituirà pertanto inosservanza contrattuale ai sensi dell'art. 23 e seguenti - Disciplina Generale, Sezione terza, del vigente CCNL per l'industria Metalmeccanica Privata. Le norme contrattuali saranno parimenti applicate per quanto riguarda tempi e modi di giustificazione delle assenze.

Il piano
Riassetto produttivo
Pomigliano

[...]
L'assetto tecnologico di queste unità sarà caratterizzato dalla presenza del ciclo tradizionale della produzione autoveicolistica.

Attività commerciali
[...]
Inoltre, allo scopo di favorire il reinserimento dei lavoratori, verranno attivate opportune iniziative di formazione per l'aggiornamento e la riconversione professionale dei lavoratori. Peraltro è impegno e volontà dell'Azienda cogliere ogni possibile opportunità produttiva atta a consentire anticipati rientri di lavoratori prima delle date sopraindicate.

Investimenti
In funzione dell'articolata e complessa gamma di interventi tecnologici, impiantistici di prodotto, sulla struttura commerciale ed organizzativa si prevede un impegno finanziario pari a circa 5.000 miliardi nel periodo 1987-1991. In riferimento al totale sopra indicato, si specifica che esso verrà distribuito parte a copertura dei nuovi prodotti, parte in tecnologia.
Orientativamente la quota riservata ai nuovi prodotti ammonterà a circa il 50% del totale, mentre la parte investita in tecnologia sarà prevalentemente distribuita sulle diverse aree con le seguenti caratterizzazioni:
- automatizzazioni su linee presse;
- automatizzazione assemblaggio scocche;
- nuovi impianti di verniciatura;
- automatizzazione montaggio sottogruppi su vettura;
- automatizzazione su lavorazioni meccaniche.
Le tempistiche di effettuazione degli investimenti sono strettamente connesse con l'avvio dei nuovi modelli e pertanto si prevede una uniforme distribuzione nell'arco del periodo preso in considerazione.
Nel corso degli incontri annuali previsti l'Azienda darà le informazioni di cui all'art. 3.2 del vigente CCNL
Per quanto riguarda gli stabilimenti Lancia si riconfermano le previsioni fatte nel piano di ristrutturazione approvato dal CIPI il 12.2.1987.
[...]

Ristrutturazione
Gli interventi di ristrutturazione si basano su una stretta connessione fra il rinnovo dei modelli e delle tecnologie produttive che consenta l'utilizzazione bilanciata delle risorse collegate alla fungibilità ed alla flessibilità degli impianti. Gli interventi riguarderanno tutte le unità produttive interessate (ex Gruppo Alfa) con particolare riferimento alle tecnologie di carrozzeria, meccanica e stampaggio, consentendo l'opportunità di bilanciamenti degli organici derivanti dalle prospettate nazionalizzazioni.
Data l'entità degli investimenti richiesti è necessario raggiungere livelli produttivi e di efficienza ottimali al fine di consentire gli indispensabili contenimenti dei costi connessi all'utilizzo di impianti capital intensive. Ne è quindi presupposto l'introduzione di elementi strutturali di flessibilità produttiva ed organizzativa che consentano di rispondere tempestivamente agli andamenti di mercato.
I capisaldi del piano riguardano:
− ristrutturazione e nazionalizzazione di impianti critici dal punto di vista tecnologico per il raggiungimento degli obiettivi qualitativi attesi;
− adeguamento dei lay-out per l'inserimento delle nuove lavorazioni;
– razionalizzazione produttiva commisurata ai livelli di attività.
In tale prospettiva l'avvio della ristrutturazione degli impianti di verniciatura sia ad Arese che a Pomigliano è l'intervento che avrà carattere prioritario.

Verifiche
Lo stato di attuazione del programma sopra delineato verrà esaminato in appositi incontri semestrali fra le parti stipulanti a partire dal mese di ottobre 1987 oltre alle verifiche specifiche sopra definite ai vari livelli.
In occasione delle scadenze sopra indicate saranno considerati, alla luce dell'andamento del mercato e delle prospettive produttive e con riferimento a quanto illustrato nel corso degli incontri in rapporto alle scelte di gamma, alle attese sui volumi e sugli andamenti occupazionali:
- l'andamento del ricorso alla CIG periodica sia come indicatore del tasso di utilizzazione delle disponibilità produttive sia in funzione delle possibilità dell'effetto della stessa sui rientri;
- l'andamento ed il funzionamento degli strumenti di uscita (prepensionamenti, uscite volontarie incentivate, mobilità ecc.) sia dei lavoratori in CIGS a zero ore sia dei lavoratori in CIGS temporanea sia di quelli in fabbrica, per considerarne gli effetti sui rientri;
- l'impatto dei trasferimenti di attività Fiat verso gli stabilimenti ex Alfa Romeo;
- i problemi connessi alla gestione della mano d'opera con particolare riferimento a mobilità, assenteismo, straordinari, livello degli stock;
- l'andamento delle iniziative di esperimentazione di job creation e cooperazione.
Le verifiche saranno finalizzate:
- alla possibilità di rientri al lavoro e nel caso con definizione a ciascuna scadenza del numero programmabile;
- alla ridefinizione degli interventi e degli strumenti risultati inefficaci;
- a stabilire le nuove iniziative che risultino necessarie.

Comitato
Le finalità del presente piano vanno perseguire anche attraverso linee di relazioni industriali coerenti con la volontà di favorire il raggiungimento degli obiettivi dallo stesso individuati.
Si ritiene essenziale un positivo rapporto di reciproco impegno fra la società Alfa-Lancia e le Organizzazioni sindacali dei lavoratori.
A tale scopo si costituirà un Comitato paritetico fra le parti stipulanti il presente accordo con l'obiettivo di ricercare le modalità e gli strumenti per una gestione sistematica che supporti la realizzazione dei contenuti del piano stesso.
La composizione e le modalità di funzionamento, nonché lo sviluppo delle linee sopra indicate del presente Comitato saranno definite in occasione della verifica prevista a settembre 1987.

Intesa sulla prestazione lavorativa
Premessa

Le parti convengono che le soluzioni riportate in appresso costituiscono una delle premesse e condizioni indispensabili al risanamento dell'Azienda ex Alfa Romeo. Tali soluzioni, unitamente alle iniziative indicate nel piano industriale, contribuiranno a realizzare il miglioramento della competitività, basato congiuntamente su qualità del prodotto e su costo di produzione, che costituisce l'obiettivo fondamentale dell’Alfa-Lancia.

1. Organizzazione del lavoro
Le Organizzazioni sindacali preso atto dell'insieme delle iniziative aziendali sul piano industriale concordano sulla necessità di modificare il sistema organizzativo degli stabilimenti ex Alfa Romeo.
Pertanto, la produzione, per quanto riguarda le attività di montaggio, ove realizzata su linee a trazione meccanizzata, sarà organizzata a postazione fissa, con sole attività dirette di trasformazione a tempi predeterminati.
L'organizzazione produttiva prevede inoltre che, in tutte le postazioni di lavoro di qualsiasi area tecnologica, esista una distinzione tra le attività di manodopera diretta e quelle di manodopera indiretta, con superamento di fatto dell'organizzazione del lavoro attualmente in atto, secondo quanto previsto dall'accordo 4.3.1981 e successivi.
Conseguentemente la produzione verrà organizzata in tutte le aree tecnologiche con distinzione tra le attività dirette e indirette.
L'Azienda darà comunicazione alle RSA di stabilimento del calendario di attuazione dell'organizzazione del lavoro come sopra concordata.
L'organizzazione del lavoro come sopra definita include, nel normale svolgimento dell'attività lavorativa, il ricorso a rotazioni su differenti postazioni di lavoro come criterio gestionale necessario per fronteggiare situazioni di rimpiazzo, sostituzione assenti, nuovi bilanciamenti per variazioni di volumi e di mix, ecc.
Inoltre nel caso in cui, per ragioni tecnico-organizzative e produttive si verifichino, nell'ambito della stessa squadra situazioni di prestazione lavorativa richiedenti nell'arco del turno una attività superiore del 14% alla media della squadra, si darà la possibilità di ruotare, in modo gestionalmente programmato, tra questa postazione più satura e quella meno satura purché quest'ultima non conseguente all'utilizzo di personale con ridotte capacità lavorative. La rotazione avverrà per periodi non inferiori al turno di lavoro.
Inoltre con riferimento alla lavorazione di sigillatura (area verniciatura), nel rispetto delle esigenze tecnico-organizzative si darà luogo in modo gestionalmente programmato, a rotazione fra gli addetti alle attività di sigillatura interni ed esterni. Il diverso modello organizzativo concordato e le relative figure professionali configurano profili di 3ª categoria, mantenendo peraltro ad personam l'inquadramento nella 4ª categoria per i lavoratori che l'abbiano precedentemente acquisita, anche se tali lavoratori saranno adibiti a mansioni su aree riconosciute di 3ª categoria.
In tutte le aree indirette qualificate e nelle aree qualificate appresso indicate (linee presse, revisione finale e riparazione su piazzale di scocca lastrata, revisione finale e riparazione su piazzale di scocca smaltata, revisione finale e riparazione su piazzale di vettura montata, revisione finale e riparazione di finizione su piazza- le di vettura, sala prova motori, lavorazioni di stampaggio a caldo), per sostituzione assenti e per mobilità non programmata dall'area, in considerazione dell'attuale situazione, verranno preliminarmente impiegati, ove esistano, operai già inquadrati in 4ª categoria, purché appartenenti alla stessa area professionale. L'Azienda inoltre ribadisce il proprio impegno ad affrontare i problemi connessi all'organizzazione del lavoro avendo come obiettivo una migliore qualità dell'organizzazione del lavoro stessa oltre che un miglioramento della qualità del prodotto, sia in termini di modalità della prestazione sia in funzione dei processi di qualificazione professionale, ricomposizione delle mansioni e fasi, rotazione, formazione professionale.
Ciò inoltre avverrà anche al fine del superamento di lavori che presentino elementi di gravosità, disagio, ripetitività e complessivamente per migliorare le condizioni di lavoro.
Su richiesta delle RSA si procederà ad un esame congiunto a partire dalle nuove lavorazioni per esaminare le questioni sopra indicate.
Fermo restando quanto concordato in tema di organizzazione del lavoro è possibile applicare, per quanto ad essa conforme, le attuali modalità di lavoro nelle seguenti aree:
a) ovuli di montaggio a postazioni fisse individuali, per motore boxer e cambi (Pomigliano), in relazione all'attuale impiantistica;
b) preparazioni basamenti e teste cilindri su motori a 4 e 6 cilindri (Arese);
c) attrezzaggio, messa a punto, sostituzione utensili su macchine singole ad esportazione di truciolo;
d) revisione e riparazione motore;
e) revisione e riparazione cambi.
Per le aree sopraelencate si darà luogo, a livello aziendale, ad un esame congiunto con le RSA per valutare la rispondenza dell'inquadramento aziendale ai requisiti ed ai presupposti professionali insiti nella mansione svolta dai lavoratori, alla luce di quanto previsto dalle declaratorie e dai profili esemplificativi all'art. 4 Disciplina Generale Sezione terza del CCNL 18.1.1987.
Le parti concordano inoltre, al fine di favorire l'effettiva crescita professionale e corretti standard di qualità e produttività, di attuare sulle aree sotto elencate un sistema di arricchimento delle mansioni attraverso lo strumento della rotazione programmata.

Rotazione
Le attività espletate con i modi e con i contenuti professionali sotto specificati, area per area, configurano mansioni aventi presupposti contrattuali per l'inquadramento in 4ª categoria. Per ognuna delle aree individuate e sotto elencate, all'organico definito di 4ª categoria verrà affiancato, per esigenze tecnico-produttive e per addestramento, un numero di lavoratori percentualmente non superiore al 10% del fabbisogno. Per il lavoratore così inserito nell'area di rotazione qualificata, ed attualmente in 3ª categoria, l'acquisizione della 4ª categoria è subordinata esclusivamente alle capacità di espletamento di tutte le mansioni delle suddette aree, al termine di 18 mesi di effettivo svolgimento delle attività assegnate.

Conduttore sistemi
In connessione allo sforzo di innovazione tecnologica che Alfa-Lancia si propone di attuare nelle proprie unità produttive, si prevede anche l'introduzione di tecnologie innovativi automatizzate.
In particolare:

Pomigliano
Installazione entro le ferie 1987 di impianti e sistemi automatizzati con diagnostica di controllo programmabile del processo per l’assemblaggio della traversa anteriore attacco motore e della traversa attacco sospensioni posteriori del nuovo modello di vettura media Fiat.

Arese
Avviamento lavorazione, entro le ferie 1987, di impianti e sistemi automatizzati con diagnostica di controllo programmabile del processo per l'assemblaggio di: pavimento, gruppo anteriore, autotelaio, fiancate e per preparazione e montaggio cristalli (tipo 164).

Ai lavoratori addetti alla conduzione di tali sistemi, al termine di un periodo di addestramento che si indica in 18 mesi, verrà riconosciuta la qualifica di conduttore sistemi, di 4ª categoria, secondo quanto previsto dall'apposito profilo professionale del CCNL 18.1.1987.

2. Saturazione linee a trazione meccanizzata
L'indice di saturazione massima individuale netta, nell'arco delle 8 ore depurato della pausa per refezione, non sarà superiore ai seguenti livelli:
- 88% per linee con tempi di cadenza superiori a 4',
- 87% per linee con tempi di cadenza superiori a 2',
- 86% per linee con tempi di cadenza di 2' e inferiori;
- 84% per linee con tempi di cadenza di 1' e inferiori,
con superamento del livello di saturazione massima individuale del 94% lordo, secondo quanto previsto dall'accordo 10.12.1970.
L'Azienda dichiara la propria disponibilità, ferma restando l'attuale situazione esistente ove non coinvolta da processi innovativi e la salvaguardia di esigenze tecnico-produttive che si potessero, anche in futuro, presentare su particolari impianti automatizzati richiedenti elevata produttività, a studiare soluzioni idonee a favorire allargamenti delle mansioni su attività di montaggio tradizionali onde evitare tempi ciclo di cadenza inferiore a 1'.
Il carico massimo di lavoro assegnabile sulle linee a trazione meccanizzata è definito nell'allegato tecnico n. 1 “Saturazione linee a trazione meccanizzata”, che riporta inoltre la definizione di quali impianti sono da considerarsi “Linee a trazione meccanizzata” ed i criteri di attuazione della “pausa”, dal momento che solo a tali impianti compete la “pausa scorrimento” di 40', di cui al punto 3 del presente accordo.

3. Pause
Gli operai degli stabilimenti di Arese e di Pomigliano addetti alle lavorazioni su linee di produzione a trazione meccanizzata fruiranno di una pausa individuale di 40 minuti primi per ogni turno di lavoro (comprensivi di quanto già previsto per l'utilizzazione delle maggiorazioni per bisogni fisiologici e, per Pomigliano, anche della pausa individuale di 10' e per Arese della pausa collettiva di 10' anch'essa assorbita nella pausa individuale di 40').
Tale pausa è organizzata in modo da garantirne l'effettivo godimento. Durante il godimento della pausa individuale l'operaio sarà sostituito per assicurare il normale funzionamento degli impianti.
Le modalità di godimento della pausa individuale di 40 minuti terranno conto dell'opportunità di attenuare gli inconvenienti derivanti nei casi di incidenza totale dei 40' di pausa sulle prime ore del turno: a tale scopo potrà essere adottato il frazionamento dei 40' in due periodi di pausa di 20' ciascuno compatibilmente con le esigenze di completo ed idoneo impiego del personale addetto alla sostituzione.
Gli operai addetti alla spruzzatura vernici su scocche in cabina fruiranno di pause individuali di minuti primi 14,40 per ogni ora di effettiva prestazione lavorativa e ulteriori 10 minuti nell'arco del turno.

Norma transitoria
Fermo restando il regime di pause sopra definito, si conviene che, per il modello 75 (officina di carrozzeria), previa esplicita scelta dei lavoratori per aree omogenee (officina - linea di lavorazione), comunicata all'Azienda dalle RSA entro non oltre 10 giorni dalla firma del presente accordo, 20 dei 40 minuti di pausa potranno essere usufruiti nell'ambito di ciascuna fase dell'attività lavorativa assegnata.
L'adeguamento delle modalità di godimento delle pause e quindi della fruizione delle due pause individuali con rimpiazzo di 20' in queste aree avverrà alla scadenza di 6 mesi dalla firma del presente accordo.

4. Metrica del lavoro
La rilevazione dei tempi di lavorazione viene effettuata secondo due metodologie:
- rilievo diretto;
- preventivazione.
Nel rilievo diretto i tempi rilevati sono ottenuti mediante diretta osservazione del ciclo operativo e valutazione degli elementi da misurare attraverso la procedura del cronometraggio ovvero procedure di utilizzo di tempi standard normalizzati, quali TMC e simili.
I criteri generali di determinazione dei tempi di lavorazione sono riportati nell'allegato tecnico n. 2 “Metrica del lavoro”. L'applicazione del TMC avrà attuazione immediata su tutte le nuove lavorazioni e su tutte le operazioni sulle quali avvengano modifiche od interventi tecnico-organizzativi.

Norma transitoria - Revisione dei tempi
Le parti hanno attentamente esaminato il processo di ristrutturazione - riorganizzazione, le innovazioni tecnico-organizzative, le diverse modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, con particolare riguardo alla organizzazione del lavoro, alla metrica ed al regime delle pause, nonché alla diversa impostazione organizzativa che verrà data al sistema dei flussi e movimentazione del materiale (handling). Tali modifiche investono in modo diretto od indiretto la totalità del sistema produttivo degli stabilimenti di Arese e Pomigliano. Le parti hanno altresì riconsiderato e positivamente valutato la necessità di riportare il sistema produttivo di Alfa-Lancia ad adeguate condizioni di competitività.
A tal fine hanno convenuto sulla necessità di operare, da un lato sulle tecnologie e sui prodotti e, dall'altro lato, sul miglioramento dei livelli di prestazione lavorativa, con le modalità previste dagli allegati tecnici, avendo valutato, ai fini del risanamento e del rilancio dell'Alfa, l'inadeguatezza della gran parte dei tempi di lavoro.
Per quanto sopra considerato le parti hanno convenuto di procedere, previa comunicazione delle aree di intervento e delle tempistiche realizzative agli RSA delle aree stesse, ad una revisione generalizzata, nei tempi tecnici necessari (entro 6 mesi dalla data del presente accordo) dei tempi di lavoro in tutte le aree tecnologiche degli stabilimenti di Arese e Pomigliano, con la contestuale assegnazione dei nuovi tempi di lavoro che verranno definiti sulla base degli standard previsti dalla concordata metodologia del TMC.
Esaurita tale fase l'assegnazione dei tempi e la modifica di quelli assestati avverrà secondo quanto previsto al capitolo “metrica del lavoro” e relativi allegati tecnici del presente accordo che integrano e completano le disposizioni contrattuali di cui all'art. 11, Disciplina Speciale, Parte prima del vigente CCNL 18.1.1987 per i lavoratori addetti all'industria Metalmeccanica Privata.

5. Commissione tempi di lavoro - Comunicazione dei tempi
Negli stabilimenti di Arese e Pomigliano saranno costituite “Commissioni tempi di lavoro” per linee, gruppi di officine o piccoli stabilimenti (con un minimo di 1.000 dipendenti in rapporto a ciascuna Commissione, quando lo stabilimento non abbia un numero minore di addetti).
Le modalità di costituzione e funzionamento delle Commissioni, nonché i criteri di comunicazione dei tempi di lavoro e dei livelli produttivi, sono riportate rispettivamente negli allegati tecnici n. 3 e n. 4.

Allegato tecnico n. 1 - Saturazione linee a trazione meccanizzata
a) Definizione di linea a trazione meccanizzata
Si considerano linee a trazione meccanizzata le linee di produzione di serie costituite da una successione di posti di lavoro (stazioni) su ciascuno dei quali si effettua sempre la stessa operazione tecnologica operando su una serie di gruppi di parti staccate di un prodotto finale che si spostano lungo le linee a mezzo di sistema meccanico a velocità uniforme o a scatti nelle quali le quantità di produzione giornaliera ed i tempi sono predeterminati.
Il tempo a disposizione di ciascun posto per eseguire il lavoro assegnato è rigidamente costante per tutto il turno di lavoro ed uguale alla “cadenza”, cioè al tempo di spostamento del prodotto da una stazione ad un’altra stazione successiva. (CCNL Disciplina Gen. Sez. terza - art. 4).

b) Criteri per l'assegnazione della pausa a scorrimento sulle linee a trazione meccanizzata
La pausa a scorrimento viene assegnata solo nel caso in cui non esista per uno dei seguenti motivi, la possibilità di fruire di 2 pause la cui entità complessiva non sia inferiore al 5% sull'arco del turno di lavoro:
1) fermate tecniche previste;
2) ritmo di lavoro variabile per flusso discontinuo;
3) esistenza di depositi intermedi tra i successivi posti di lavoro concatenati;
4) possibilità di formare accumuli risalendo o seguendo il flusso della lavorazione;
5) dissaturazione per arrotondamento organico in eccesso, di entità tale da offrire periodi di inattività superiore ai limiti di ricupero della fatica;
6) sistema operativo in cui la possibilità di mutuo coordinamento degli addetti consente l'utilizzazione di pause individuali.
In allegato è riportata la tabella “analisi pausa disagio linea”.

c) Carichi di lavoro sulle linee a trazione meccanizzata
1) La quantità di produzione prevista per ogni turno, su ciascuna linea, potrà essere effettuata quando siano effettivamente presenti gli operai occorrenti previsti nell'organico in ciascun gruppo di cottimo o tratto di linea e verrà perciò conseguentemente ridotta in rapporto agli eventuali operai mancanti secondo quanto previsto dai Tabelloni e relativi bilanciamenti.
2) Le eventuali fermate tecniche o vuoti tecnici (ove esistano e siano predeterminati) per ogni linea o circuito o giostra, già attualmente inseriti nei tempi di lavorazione, nella misura in cui attualmente sono considerati, non sono causa di perdita di produzione.
3) Per eventuali recuperi di produzione persa per cause varie diverse da quelle di cui al precedente punto
2), si dovrà effettuare una proporzionale variazione di organico, applicando in via prioritaria, se tecnicamente possibile, un livello di saturazione previsto a Tabellone, ovvero ricercando un rapporto produzione-organico ed una distribuzione di mansioni simile a bilanciamenti superiori esistenti, dandone tempestiva comunicazione alle RSA.
4) La cadenza media per ciascuna linea nell'arco di ogni turno è espressa in numero di unità per minuto primo, secondo la seguente formula:

n° di unità da produrre per turno
----------------------------------------------------------------------------------
minuti di lavoro per turno - x' di fermate tecniche (punto 2)

La cadenza massima per ciascuna linea non potrà superare di oltre il 18% il valore della corrispondente cadenza media.
Tale variabilità di cadenza è da imputarsi per un 13% a variazioni di velocità di lavoro dell'operaio nell'arco delle 8 ore (curva del rendimento biofisiologico nel lavoro) e per un 5% a variazioni nella composizione della produzione. Il totale delle operazioni od elementi di operazioni effettivamente assegnati ad ogni operaio - espresso in tempi al netto delle maggiorazioni per fermate tecniche predeterminate e per fattore fisiologico - non sarà superiore al 105% del tempo corrispondente alla cadenza media della linea.

ALFA-LANCIA
INDUSTRIALE

ANALISI PAUSA DISAGIO LINEA

Stabilimento
Off. ……… Rep…..…
Data
TITOLO DELLA LINEA
ELEMENTI DI VALUTAZIONE

si                  no

Indicare se esiste, per uno dei seguenti motivi, la possibilità di fruire, sull'arco del turno di lavoro, di 2 pause la cui entità complessiva non sia inferiore al 5%.

a) fermate tecniche previste

b) ritmo di lavoro variabile per flusso discontinuo

c) esistenza di depositi intermedi tra i successivi posti di lavoro concatenati

d) possibilità di formare accumuli risalendo o seguendo il flusso della lavorazione

e) dissaturazione per arrotondamento organico in eccesso di entità tale da offrire periodi di inattività superiore ai limiti di recupero della fatica

f) sistema operativo in cui la possibilità di mutuo coordinamento degli addetti consente l'utilizzazione di più pause individuali

NB - Indicare con X la voce che interessa
Nel caso si verifichi una delle condizioni suddette specificare il dettaglio:
Analisi Lavoro Centrale Studi e Normativa del Lavoro

Visto

positivo

Esito

negativo


Allegato tecnico n. 2
Secondo quanto previsto dal punto 5, art. 11, Disciplina Speciale, Parte prima del CCNL 18.1.1987, l'Azienda comunica alle Organizzazioni sindacali quanto segue.

Metrica del lavoro

I - Premessa
Lo scopo della metrica è quello di determinare il tempo necessario all'esecuzione di un dato lavoro.

II - Criteri generali del sistema
I criteri generali del sistema fanno riferimento a:
1) ciclo di lavorazione
2) operazione
3) modalità di rilevazione dei tempi di lavorazione
4) coefficienti di maggiorazione
5) tempo effettivo
6) tempo ciclo

1) Ciclo di lavorazione
Viene così denominato il razionale susseguirsi delle operazioni, necessarie alla trasformazione di un dato prodotto, secondo un ordine prestabilito.
La successione delle operazioni necessarie per la sua esecuzione è stabilita dall'Ufficio Metodi e non può essere variata ad iniziativa di altri.

2) Operazione
L'operazione è un insieme delle fasi di lavoro, chiamate “elementi d'operazione” compiute o dall'operaio, o dalla macchina, o da entrambi, in uno stesso posto di lavoro.

3) Modalità di rilevazione dei tempi di lavorazione
La determinazione dei tempi di lavorazione è effettuata utilizzando metodologie basate su criteri e fattori obiettivi di misura del lavoro. I valori risultanti dalle misurazioni degli elementi componenti le operazioni del ciclo di lavoro sono integrati da maggiorazioni corrispondenti ai valori di fattori obiettivi che influenzano il lavoro, evidenziati nel successivo punto 4).
La rilevazione dei tempi di lavorazione viene effettuata secondo due metodologie:
a) rilievo diretto
b) preventivazione

a) Rilievo diretto
I tempi rilevati sono ottenuti mediante diretta osservazione del ciclo operativo e valutazione degli elementi da misurare attraverso la procedura del cronometraggio, ovvero procedure di utilizzo di elementi normalizzati quali MTM, TMC, MTM2 e simili.

Rilievo cronometrico
I rilievi vengono eseguiti sul posto di lavoro da personale tecnico specializzato mediante lettura su cronometro dei tempi impiegati dal lavoratore nei singoli elementi di operazione e rilevazione della velocità di esecuzione.
Il rilievo dei tempi viene ripetuto per un appropriato numero di osservazioni, necessarie alla corretta determinazione del tempo di lavoro a seconda del tipo e delle esigenze di lavorazione.
Il giudizio di velocità viene contemporaneamente formulato dal cronotecnico sulla base di esperienze acquisite nell'osservazione di livelli “standard” di prestazione, ricavati secondo i principi della correlazione e di applicazione generalizzata nei vari settori industriali.
Fatta salva l'applicazione delle maggiorazioni di cui al punto 4), il tempo effettivo viene ricavato come segue:

Tempo rilevato x Velocità rilevata
Tempo effettivo = ---------------------------------------
133

I risultati dei vari rilievi vengono mediati con il sistema della triangolazione che riscontra la distribuzione dei singoli valori misurati secondo la normale “curva di Gauss”.

Rilievo con elementi normalizzati
In questa procedura, viene attribuito a ciascun elemento componente l'operazione, un valore di tempo prede- terminato, ricavato da tabelle di tempi standard contenute in sistemi di utilizzazione generale nell'industria, quali TMC, MTM1, MTM2 e simili, che derivano da un'amplissima rilevazione diretta nei più svariati casi di lavoro e risultano pertanto omogenei rispetto a quelli ottenuti con la rilevazione cronometrica diretta.
Fatta salva l'applicazione delle maggiorazioni di cui al punto 4) il tempo base viene ricavato per sommatoria dei valori elementari standard.

Metodo TMC
il metodo TMC:
Tempi dei Movimenti Collegati
è un sistema derivato dall'MTM idoneo alla determinazione sistematica dei tempi di lavorazione a carattere manuale. Consente di definire, tramite l'analisi dei movimenti (metodo di esecuzione), l'impegno della manodopera tenendo conto delle particolari condizioni in cui si svolge ogni singolo lavoro. La tabella relativa ai tempi standard è riportata in calce. La spiegazione del sistema sarà inviata alle Organizzazioni sindacali.

b) Preventivazione
I tempi preventivati sono ottenuti per confronto di identità operative, utilizzando tabelle precostituite, che contengono dati standard per le diverse fasi di operazioni componenti le singole attività di lavoro.

4) Coefficienti di maggiorazione
Il tempo rilevato, come indicato al punto 3) viene successivamente aumentato per tenere conto:
- dell'affaticamento risultante dall'esecuzione del lavoro;
- delle esigenze fisiologiche normalmente incidenti durante l'arco di prestazione lavorativa;
- dalle condizioni ambientali.
A ciò si provvede mediante coefficienti di maggiorazione espressi in valore percentuale. I relativi valori sono indicati nella tabella riportata in calce, con raggruppamenti prestabiliti secondo le possibili combinazioni dei fattori obiettivi presi in considerazione.
I valori indicati sono comprensivi delle percentuali di maggiorazione per esigenze fisiologiche valutate nella misura uniforme del 4%. (Per le lavorazioni su impianti meccanizzati che, pur non possedendo le caratteristiche per il riconoscimento della pausa di 40' primi, richiedano però una presenza continua di organico posizionato onde non arrestare il processo produttivo, il fattore fisiologico viene goduto mediante l'attribuzione di una pausa individuale e corrispettiva sostituzione di un addetto proveniente dalla stessa area tecnologica).
I tempi ciclo ed i tempi effettivi, attraverso le maggiorazioni riconosciute, tengono conto di tutti gli elementi obiettivi che globalmente influiscono sulla prestazione e che sono sistematicamente raggruppabili come segue:
− atteggiamento del corpo nello svolgimento del lavoro, per le variazioni di atteggiamento che interessano il corpo, gli arti ed il capo, e posizioni disagevoli, anche se con limitato dispendio energetico, che coinvolgono fattori di natura circolatoria, variazioni del campo visivo, interventi degli organi di equilibrio, con riflessi sugli organi interni;
− dispendio energetico richiesto al prestatore di lavoro, che è funzione del numero di movimenti compiuti nell'unità di tempo, del peso mosso ad ogni movimento o del peso mantenuto fermo. Si tiene conto del numero di movimenti eseguiti nell'unità di tempo e dell'intensità di prestazione, nel rapporto che collega in modo inversamente proporzionale le velocità di spostamento e l'entità dei pesi, con i relativi effetti sulle pause fra movimenti successivi;
− condizioni specifiche in cui si svolge l'attività lavorativa, indipendentemente dall'influenza sul consumo energetico muscolare e precisamente grado di attenzione, condizione di illuminazione, temperatura ed umidità, rumorosità, nonché condizioni ambientali di insieme, se influenzate da presenza di fumi, polveri, vapori, affollamento, pericolosità.
La spiegazione della tabella del F.R. sarà inviata alle Organizzazioni sindacali.

5) Tempo effettivo assegnato
I tempi rilevati, maggiorati secondo quanto indicato al punto 4) costituiscono il tempo effettivo assegnato alle lavorazioni.

6) Tempo ciclo
Il tempo ciclo, evidenziato nei cicli di lavorazione, è il tempo mediamente necessario per l'esecuzione dell'operazione. Viene utilizzato per la definizione della produzione oraria media da realizzare.

SINTESI DEL METODO TMC

AZIONE BASE:
SPOSTARE - Impiegata per prendere trasferire un oggetto verso una data posizione
POSIZIONARE - Impiegata per allineare, orientare, accoppiare due oggetti tra di loro
DISACCOPPIARE - Impiegata per far cessare il contatto tra due oggetti
RUOTARE - Impiegata per ruotare a vuoto od a carico l’insieme, mano, polso, avambraccio
MOVIMENTI CORPO - Azioni ausiliarie dei piedi, gambe e tronco

AZIONI BASE

SPOSTARE

POSIZIONARE

DISACCOPPIARE

RUOTARE

MOVIMEN

TI CORPO

SIMBOLO MOVIMENTO

SV

SN

SL

P

D

RP

RV

MC

DISTANZA IN

CENTIMETRI

0 - 25

VICINO

26 - 50

NORMALE

51 - 80

LONTANO

-

-

8

9

-

13

17

-

30

GRADO DI DIFFICOLTÀ

FACILE

MEDIO

DIFFICILE

FACILE

MEDIO

DIFFICILE

FACILE

MEDIO

DIFFICILE

FACILE

MEDIO

DIFFICILE

FACILE

MEDIO

DIFFICILE

-

-

-

FACILE

MEDIO

TEMPI IN MILLESIMI

DI MINUTO

16

19

22

24

28

31

34

38

42

7

17

35

4

8

19

6

10

13

10

19

 

ALFA-LANCIA
INDUSTRIALE

TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RIPOSO (F.R.) IN % DA ASSEGNARE SUI TEMPI DI (MF-ML), IN FUNZIONE DELLA POSIZIONE BASE, DELL'ATTEGGIAMENTO DEL TRONCO E DEGLI ARTI E DELLA RESISTENZA OPPOSTA DAL MEZZO MECCANICO O DAL PESO

POSIZIONE BASE

ATTEGGIAMENTO DEL TRONCO E DEGLI ARTI

Resistenza opposta dal mezzo meccanico o dal peso

L

M

P

PP

FATTORI DI RIPOSO IN %

1

SEDUTO

a

Tronco ed arti in atteggiamento normale, con tronco quasi fermo

5

6 ÷ 7

-

-

b

Tronco od arti in atteggiamento disagevole, con tronco quasi fermo

7

8 ÷ 10

-

-

2

IN PIEDI

a

Tronco ed arti in atteggiamento normale, con tronco quasi fermo

7

8 ÷ 9

10 ÷ 12

13 ÷ 17

b

Tronco ed arti in atteggiamento normale, con tronco in movimento

9

10 ÷ 12

13 ÷ 15

16 ÷ 20

c

Tronco od arti in atteggiamento disagevole, con tronco quasi fermo

11

12 ÷ 14

15 ÷ 18

19 ÷ 23

d

Tronco od arti in atteggiamento disagevole con tronco in movimento

13

14 ÷ 16

17 ÷ 20

21 ÷ 25

3

IN GINOCCHIO

a

Tronco ed arti in atteggiamento normale, con tronco quasi fermo

8

9 ÷ 10

11 ÷ 13

-

b

Tronco od arti in atteggiamento disagevole, con tronco quasi fermo

12

13 ÷ 15

16 ÷ 19

-

4

CORICATO

a

Tronco ed arti in atteggiamento normale con tronco quasi fermo

10

11 ÷ 13

-

-

b

Tronco od arti in atteggiamento disagevole, con tronco quasi fermo

14

15 ÷ 18

-

-

5

IN MARCIA

a

In piano con o senza carico

10

11 ÷ 14

15 ÷ 19

20 ÷ 24

b

In salita e in discesa con o senza carico

13

14 ÷ 17

18 ÷ 22

23 ÷ 27

c

Tirando o spingendo carrelli in piano

11 ÷ 12

12 ÷ 15

16 ÷ 20

21 ÷ 25

N.B. - I fattori di riposo della presente tabella sono comprensivi delle maggiorazioni per necessità fisiologiche pari al 4%



I valori della tabella si riferiscono a lavori eseguiti in condizioni ambientali normali. Se le condizioni ambientali di lavoro sono invece diverse da quelle normali, si deve maggiorare la percentuale dei valori segnati in tabella secondo quanto segue:

Condizioni ambientali Punti di maggiorazione %
Mediocri 1 ÷ 2
Cattive 3 ÷ 5
Pessime 6 ÷ 10


Allegato tecnico n. 3 - Commissione tempi di lavoro
a) Modalità di costituzione e funzionamento
La struttura sindacale di fabbrica, così come comunicata all'Azienda, si avvale della “Commissione tempi di lavoro”. Ciascuna Commissione sarà composta da 2 rappresentanti sindacali aziendali per ognuna delle Organizzazioni sindacali firmatarie del presente accordo.
Per la nomina degli RSA facenti parte della Commissione e per modalità di fruizione del monte ore per permessi sindacali, saranno applicate le normative previste nella parte relativa ai diritti sindacali.
Negli stabilimenti ex Alfa Romeo verranno nominate le seguenti “Commissioni”.

Stabilimento Arese Carrozzeria
• Stampaggio
• Lastratura
• Verniciatura
• Abbigliamento
• Montaggio finale
• Revisione - Finizione - Selleria - Cavi

Stabilimento Arese Meccanica e Officina Portello
• Montaggio
• Lavorazioni meccaniche
• Fonderie e Fucine

Stabilimento Pomigliano Carrozzeria
• Stampaggio
• Lastratura
• Verniciatura
• Abbigliamento
• Montaggio finale
• Revisione – Finizione – Selleria - Cavi

Stabilimento Pomigliano Meccanica
• Montaggio
• Lavorazioni meccaniche

b) Compiti
1) I contatti della Commissione saranno tenuti con appositi incaricati della Funzione Personale e della Gestione Lavoro in modo da favorire la soluzione dei problemi e garantire un regolare flusso della produzione.
2) I lavoratori hanno diritto di discutere attraverso la Commissione i tempi ed i carichi di lavoro che appaiono contestabili sulla base delle osservazioni dei lavoratori in riferimento a fattori obiettivi.
Alla Commissione sarà fornita la documentazione prevista al punto 2 dell'allegato n. 4.
Le comunicazioni dei tempi alla Commissione precederanno immediatamente quelle ai lavoratori. Nelle lavorazioni su linea a trazione meccanica alla Commissione viene fornita:
- copia dei Tabelloni di ogni singola squadra ad ogni variazione dei programmi di produzione;
- comunicazione preventiva, con un minimo di 24 ore in occasione di situazioni di particolare criticità emergenti dalle variazioni di programmi e conseguentemente del numero degli operai occorrenti per realizzarli, con eventuale esame dei fabbisogni di manodopera.
L'esame dei diversi aspetti attinenti alla fissazione dei tempi ed ai carichi di lavoro potrà avvenire sia durante la fase di assestamento delle lavorazioni sia in fase successiva, nell'ipotesi di cui al punto b - 5).
3) L'esame stesso non sospenderà l'emissione e l'esecutività dei tempi provvisori o definitivi nel frattempo assegnati. La Commissione ha facoltà di discutere quanto sopra dal momento dell'assegnazione del tempo provvisorio e comunque entro 4 mesi dall'inizio dell'avviamento di una lavorazione (con esclusione delle prove saltuarie) anche quando lo stesso avviamento non sia ultimato.
La Commissione ha facoltà di chiedere un ulteriore esame entro 2 mesi dall'assegnazione dei tempi definitivi.
4) La commissione previa comunicazione alla Direzione potrà:
- effettuare presso l'Ufficio competente tutti gli accertamenti che siano ritenuti necessari, cioè prendere ulteriore conoscenza degli elementi analitici costitutivi dei tempi, compresi i tempi parziali, e chiedere ogni opportuno chiarimento anche relativamente a casi diversi da quelli posti in discussione, per i quali si ritenga utile l'acquisizione di dati che costituiscono effettivo elemento di comparazione (tempo rilevato o preventivato, maggiorazioni, giudizio di velocità, cadenze, saturazione, organico, pause);
- accedere ai luoghi di lavoro per verificare ogni circostanza di fatto rilevante ai fini della determinazione dei tempi;
- ove occorra, chiedere la ripetizione delle rilevazioni.
5) La Commissione potrà altresì segnalare i casi di tempi già assestati non più rispondenti alle condizioni di esecuzione del lavoro, quando tali condizioni siano variate rispetto al momento di assegnazione del tempo definitivo, le modifiche dei tempi assestati, attuate secondo le modalità previste nell'apposito paragrafo, saranno parimenti comunicate alla Commissione.

Allegato tecnico n. 4 - Comunicazione dei tempi e dei livelli produttivi
1) Definizione di:
a) Tempi nuovi
I tempi nuovi da determinarsi per lavorazioni nuove o per nuovi metodi di lavorazione e per esigenze che comunque richiedono la modifica, verranno rilevati con le metodologie previste dal cronometraggio o dai tempi standard TMC, ovvero preventivati.

b) Tempi effettivi
Un tempo è da considerarsi effettivo quando, applicato alla misura del rendimento di un lavoratore medio, permette allo stesso di arrivare, su una scala compresa fra i valori 100 e 133, ad un indice di rendimento pari a 133, che può essere mantenuto per tutta la giornata senza alcun nocumento alla salute.

c) Avviamento nuove lavorazioni
Per avviamento di nuove lavorazioni si intende il periodo in cui:
- per l'inizio di una nuova lavorazione;
- per l'introduzione di nuove macchine o impianti di rilevante importanza;
- per sostanziali variazioni del processo produttivo o del ciclo di lavorazione;
- o per motivi analoghi;
si procede alla messa a punto della lavorazione ed alla determinazione dei tempi relativi. In questo periodo gli operai interessati lavorano senza preventiva comunicazione dei tempi di esecuzione.
I singoli programmi di avviamento sono elaborati per periodi variabili a seconda delle lavorazioni e delle esigenze tecnico-produttive.
I programmi possono essere variati nel corso del relativo periodo ove intervengano esigenze non previste di qualsiasi natura (variazioni nella composizione degli organici, necessità tecnico-produttive, ecc.).

2) Comunicazione dei tempi di lavorazione
La comunicazione dei tempi all'operaio ed alla Commissione tempi di lavoro sarà effettuata con uno dei seguenti sistemi:
a) a mezzo bolle;
b) a mezzo di tabelle affisse nei reparti in modo che l'operaio interessato possa prenderne agevolmente visione.
Su lavorazioni non in linea, le comunicazioni saranno effettuate in ordine ai seguenti elementi:
a) tempo effettivo;
b) produzione oraria;
c) tempi macchina;
d) mezzi di lavoro impiegati;
e) tempo del ciclo nel caso di operazioni in abbinamento;
f) produzione oraria nel caso di operazioni in abbinamento.
Le comunicazioni riguardanti lavorazioni su tratti di linea o complessi meccanizzati, avverranno:
a) a mezzo di comunicazione verbale da parte del superiore diretto ad ogni singolo operaio;
b) tramite il “Tabellone” i cui aspetti sono regolamentati secondo quanto di seguito indicato. Tabellone
Il Tabellone avrà una validità settimanale e si articolerà su 3 livelli produttivi, di cui uno base, uno superiore e uno inferiore.
Ciò consente sia di far fronte ad eventi non programmabili (assenteismo, cause di forza maggiore, ecc.) sia a privilegiare, in caso di eventi eccezionali, la produzione del tipo di vettura più richiesta dal mercato.
Il Tabellone sarà consegnato alle RSA entro i primi tre giorni della settimana precedente a quella di riferimento e entro la stessa settimana saranno effettuate le verifiche relative ai bilanciamenti tra le diverse linee di prodotto e le aree tecnologiche interessate.
Situazioni di ordine particolare, connesse a fatti eccezionali, che richiedono la tempestiva variazione del Tabellone, saranno oggetto di comunicazione da parte dell'azienda alle RSA
I Tabelloni, definiti per gruppi di cottimo o tratti di linea, comprenderanno i seguenti elementi tecnici per ciascun livello produttivo previsto:
- n° vetture per turno;
- tempo complessivo di fermate tecniche considerate nei tempi di lavorazione o numero dei vuoti tecnici previsti;
- cadenza media sul turno;
- cadenza massima;
- numero di operai occorrenti sulla linea per ogni turno per la produzione complessiva giornaliera;
- numero di operai assegnati come rimpiazzo;
- percentuale di assenti previsto per assenze dovute a: malattia, infortunio, permessi vari, ecc. e corrispondente numero di operai assegnati a disposizione per il completamento del numero occorrente di operai in linea;
- tempo complessivo massimo delle operazioni od elementi di operazione assegnati all'operaio per ogni unità prodotta;
- numero totale delle unità da produrre nel periodo considerato suddivise per specialità;
- numero totale degli allestimenti da produrre nel periodo considerato suddiviso per specialità.

3) Assestamento dei tempi
Il periodo di assestamento dei tempi decorre dal momento in cui, raggiunta la messa a punto della lavorazione, vengono assegnati e comunicati agli operai interessati i tempi provvisori.
L'assestamento ha la durata di quattro mesi di effettiva esecuzione del lavoro; in detti periodi i tempi assegnati sono suscettibili di variazioni in più od in meno, le quali verranno di volta in volta comunicate agli operai interessati.
Nel periodo di assestamento l'operaio lavora ed è retribuito ad incentivo: i rendimenti dei singoli gruppi sono calcolati e notificati agli interessati secondo la normale procedura in atto.

4) Modifiche ai tempi assestati
Quando siano intervenute variazioni tecniche ed organizzative alle condizioni di esecuzione del lavoro, i tempi verranno rettificati in più o in meno in relazione alle modifiche determinate dalle variazioni stesse, sia- no esse state apportate o riscontrate dall'azienda o dall'operaio.
Il nuovo tempo assegnato verrà comunicato agli interessati nelle forme previste al paragrafo 2) “comunicazione dei tempi di lavorazione”; verranno del pari fornite all'operaio le opportune indicazioni relative alle nuove modalità di esecuzione del lavoro. Alla suddetta comunicazione seguirà un periodo di assestamento normalmente di 15 giorni di effettiva esecuzione del lavoro, salvo la facoltà delle parti di richiederne un prolungamento qualora esista una documentata necessità.

5) Bolle supplementari “eventuali”
Ai tempi effettivi assegnati potranno essere aggiunte delle bolle supplementari, provvisorie (“eventuali”), per quei casi nei quali le condizioni di lavoro non corrispondono a quelle previste.
Le bolle supplementari provvisorie (“eventuali”) verranno compilate con la specificazione di ciascuna delle necessità tecniche che ne determinano l'emissione.

6) Rilievo quantità prodotte
Il rilievo delle quantità prodotte avverrà come segue:
- per le lavorazioni non di linea il lavoro verrà assegnato con riferimento ad un apposito cartellino a bordo macchina che indica il quantitativo di pezzi da fare ed il tempo unitario assegnato. Il rilievo della quantità prodotta avverrà o attraverso appositi contacolpi o contapezzi a bordo macchina o attraverso il riscontro del versato che avviene su appositi traguardi istituiti all'interno del flusso produttivo;
- per le lavorazioni in linea la produzione rilevata è corrispondente a quella riscontrata da appositi sistemi
(lettori ottici, contapezzi, e simili) installati in uscita linea.

Armonizzazione normativa e retributiva
- A far data dal 1 febbraio 1987, i trattamenti normativi e retributivi derivanti dal CCNL a Partecipazione Statale sono decaduti e integralmente sostituiti da quelli previsti dal CCNL 18.1.1987 dei Metalmeccanici Privati. Le parti convengono altresì di sostituire gli attuali trattamenti normativi e retributivi, derivanti da accordi o da disposizioni aziendali vigenti nelle realtà dell'ex Gruppo Alfa Romeo Auto, secondo quanto stabilito nei punti indicati all'allegato ed alle date indicate.
- Contestualmente all'introduzione del nuovo trattamento di cui al presente accordo, cesserà per i lavoratori ex Alfa Romeo l'insieme dei trattamenti economici e normativi relativi alle materie regolamentate dal presente accordo.
- Le parti, dopo aver attentamente valutato ed esaminato ogni aspetto normativo e retributivo disciplinante il rapporto di lavoro, ritengono l'insieme del nuovo trattamento previsto e delle soluzioni individuali adottate di cui all'allegato, globalmente più favorevole per i lavoratori dell'ex Gruppo Alfa Romeo e comunque rispondente ad un obiettivo di equilibrata armonizzazione e perequazione dei trattamenti normativi e retributivi di tutti i dipendenti della nuova Società.
- Le modalità di attuazione del nuovo trattamento normativo e retributivo dei lavoratori Alfa-Lancia Industriale, confluiti dall'ex Gruppo Alfa Romeo, sono quelle indicate nell'allegato.
- Ai suddetti lavoratori sarà data comunicazione, con lettera individuale, della nuova e diversa articolazione retributiva. Tale lettera sostituirà a tutti gli effetti le lettere a mano degli interessati.
- Il presente accordo sarà applicato ai lavoratori Alfa-Lancia Industriale provenienti dalle Società Alfa Romeo Auto con decorrenza 1.5.1987 ed in pari data anche ai lavoratori Alfa Romeo Leasing.

Allegato tecnico per armonizzazione normativa e retributiva
[...]
e) Paghe di posto (all. 1)
Ai fini del riconoscimento degli importi per paghe di posto verrà utilizzata a partire dal 1° luglio p.v. la normativa di cui all'allegato, che annulla e sostituisce quella attualmente in atto con i relativi importi. L'applicazione della nuova normativa, anche presso lo stabilimento di Pomigliano d'Arco comporta la regolamentazione delle condizioni di lavoro disagiato, unicamente secondo quanto previsto dall'allegato tecnico sul punto.
L'allineamento dei valori attuali di “Disagio ambiente”, ai nuovi valori di “Paga di posto” previsti dalla presente normativa, comporta il riconoscimento ad personam sulla paga base, di eventuali differenze esistenti tra i due valori.
[...]
h) Indennità disagio linea (all. 4)
L'indennità disagio linea viene riconosciuta nelle misure e con le modalità di cui all'allegato a far data dal 1° luglio p.v.
[...]
n) Mensa
L'azienda presenterà entro il luglio 1988 le proposte di modifica del servizio di ristorazione aziendale (distribuzione, qualità, miglioramento ambientale, ecc.) ed in tale occasione le parti si incontreranno per definire il nuovo prezzo del pasto. Le proposte suddette nonché le variazioni di prezzo di volta in volta definite saranno applicate anche alle Società Arveco, Spica, Merisinter e Alfa Romeo Leasing.
L'azienda comunica inoltre che procederà nei tempi tecnici necessari alle modifiche organizzativi connesse con la predisposizione ad Arese di un servizio di ristorazione aziendale che consenta il consumo del pasto in 30'.
[...]
t) Orario di lavoro
La riduzione dell'orario di lavoro di 40 ore/anno derivante dai contratti collettivi per l'industria metalmeccanica stipulati nell'anno 1983, in attuazione di quanto disposto dal Protocollo Ministeriale del 22 gennaio 1983 (lodo Scotti), viene attualmente così usufruita:

Stabilimento di Arese
- Lavoratori turnisti: mediante il prolungamento di 10' dell'intervallo refezione previsto dal contratto;
- altri lavoratori: mediante l'utilizzazione di permessi retribuiti.

Pomigliano ed altre Società Collegate
Mediante l'utilizzazione di permessi retribuiti per l'intera spettanza per tutti i lavoratori.

Norma transitoria sulla fruizione della riduzione annua di 40 ore prevista al punto 1 del protocollo 1.9. 1983 allegato all'art. 5 del CCNL 18.1.1987.
Le parti hanno convenuto che in deroga al suddetto protocollo i lavoratori che prestano attività a turno con intervallo retribuito per il pasto godano integralmente, in relazione alla situazione connessa con i problemi occupazionali presenti nel gruppo, delle 40 ore di riduzione annua sino al 31.12.1988. Le parti in un incontro che si effettuerà due mesi prima della suddetta data e previa verifica della situazione occupazionale valute- ranno la possibilità di un'ulteriore proroga del regime sopra definito fino al 31.12.1989.
Per lo stabilimento di Arese la sopra citata riduzione di orario si intende fruita con il prolungamento di 10' attribuiti dell'intervallo di refezione con monetizzazione delle quote residue. Tale regolamentazione permarrà fino alla prevista riorganizzazione del servizio mensa connessa anche alla stabilizzazione del lavoro su due turni.
Successivamente a ciò verrà applicata la presente norma transitoria con le modalità ed entro i termini sopra indicati.
[...]

Allegato tecnico n. 1 - Norme per l'assegnazione dell'indennità paga di posto
1) Fermo restando il concetto che nulla sia omesso per eliminare o ridurre le cause che determinano condizioni ambientali di lavoro particolarmente disagiate, viene disposto che agli operai degli ex stabilimenti Alfa Romeo, normalmente soggetti a tali situazioni, venga corrisposta una speciale indennità, proporzionata al grado di esposizione, definita “indennità paga di posto”, da attribuirsi in stretta analogia a quanto riconosciuto agli operai degli stabilimenti Lancia che operano in condizioni ambientali simili.
2) L'indennità “paga di posto”, deve intendersi assegnata esclusivamente per le ore in cui l'operaio è addetto alla lavorazione disagiata.
3) L'indennità “paga di posto” viene corrisposta anche ai lavoratori ausiliari (meccanici, muratori, elettricisti, ecc.) che prestano la loro opera presso gli impianti adibiti a quelle lavorazioni che danno diritto all'indennità, purché queste si svolgano durante la loro prestazione. Comunque l'indennità viene corrisposta solo per le ore di effettiva permanenza nel posto di lavoro.
4) L'indennità “paga di posto” corrisposta ai lavoratori ausiliari di cui al punto 3) non coincide necessaria- mente con quella percepita dagli operai addetti alla lavorazione produttiva, ma sarà determinata in base all'esame delle specifiche condizioni di lavoro.
5) Qualora, per sopravvenuto miglioramento degli impianti o per modifiche del processo produttivo, non sussistano più le condizioni per le quali l'indennità era stata concordata, si farà luogo allo spostamento ad altro grado o alla soppressione dell'indennità.
6) Le lavorazioni disagiate sono suddivise in 15 classi corrispondenti ad altrettanti gradi di disagio. Ad ogni classe viene riferita una determinata “paga di posto” come specificato nella tabella allegata.
7) Le specifiche e le tabelle allegate costituiscono un riferimento generale per la classificazione dei posti di lavoro al fine dell'attribuzione della “paga di posto” agli addetti degli ex stabilimenti Alfa Romeo.
8) Le parti concordano che l'applicazione della presente normativa sostituisce a tutti li effetti - anche in relazione alla nuova OdL che prevede lo scorporo delle attività indirette - la situazione esistente, con il superamento quindi anche di eventuali pause concesse a titolo di disagio ambientale, con eccezione delle aree di lavorazione a caldo (FUFO) dove invece vengono confermate le situazioni in atto.
L'allineamento dei valori attuali di “disagio ambiente” ai nuovi valori di “paga di posto” previsti dalla presente normativa, comporta il riconoscimento “ad personam” sulla paga base di eventuali differenze esistenti tra i due valori. Ai lavoratori di Pomigliano, ove il nuovo regime di pause regolamentato dalla normativa dell'allegato tecnico n. 1 “Saturazione linee a trazione meccanizzata”, riconosca una pausa di entità inferiore di almeno 10' a quella attualmente usufruita, verrà attribuito sulla paga base un valore uguale a quello riconosciuto, in analoghe lavorazioni, ai lavoratori di Arese (il valore da riconoscere “ad personam” sulla paga base ai lavoratori di Pomigliano attualmente addetti alla saldatura CO2 è di 100 L./ora. A tali lavoratori viene offerta la possibilità di chiedere, prima dell'entrata in vigore della presente normativa, lo spostamento ad altra lavorazione).

Alfa – Lancia Industriale

Importi orari per classificazione paghe di posto

Classe

Lire

1 10
1 extra 12
2 16
2 extra 22
3 24
3 extra 30
4 35
4 extra 40
5 48
5 extra 55
6 62
7 74
8 90
9 112
10 125

Pulizie tecniche

Classe 1 Pt 2 Pt 3 Pt 4 Pt
L. 20 32 38 52

Elenco paghe di posto

Titolo del lavoro

Classe L./h.

Divisione stampaggio

Addetti Piccole Presse

1 ex 12

Sbavatura pezzi ai VIBRAFINISH

1 ex 12

Addetti Presse Multislyde

1 ex 12

Addetti medie Presse - Presse a passo - Presse a trasferta

1 ex 12

Levigatura pezzi con pulitrici pensili funzionanti con nastri di tela abrasiva (smeriglio)

1 ex 12

Addetti metallizzazione

2 16

Lavaggio stampi con acqua e soda

1 10

Tempera e rinvenimento particolari di piccole e medie dimensioni per stampi e macchine

1 ex 12

Analisi fisico-chimica di lubrificanti e solventi

1 ex 12

Lavori di carattere continuativo nel sottopiano, zona Presse (sorveglianza nastri trasportatori sfridi e pulizia pavimenti)

2 16

Addetti alla conduzione delle impacchettatrici Lindermann (piloti)

2 16

Lavori di carattere continuativo nel sottopiano (equilibratura convogliatosi)

10

Rabbocco elementi batterie e controllo carica con densimetro

1 ex 12

Pulizia reparto resinisti

1 10

Pulizia reparto fonderia Zinco-Alloy

1 10

Verniciatura fuori cabina (prevalentemente a pennello)

1 ex 12

Saldatura e stagnatura piccole entità con lega Pb-Sn

1 ex 12

Lavaggio con solvente particolari vari di macchinari ed impianti (non in vasca)

1 ex 12

Pulizie macchinario, lavatrici, fosse Ansa, etc.

1 pt. 20

Pulizia fosse sottopressa, vasche clorotene, metallizzazione Metco, etc...

2 pt. 32

Carrellisti

1 10

 

Divisione meccanica

Sgrassaggio particolari con tricloro a ciclo chiuso; impregnatura in resina; lavaggio e polimerizzazione

1 ex 12

Lavaggio pezzi in vasca con vapori di trielina

2 16

Conduzione, assistenza e manutenzione impianto rottura emulsioni esauste

2 16

Controllo in cabina, integrità particolari vari, con luce di Wood e liquidi penetranti

2 16

Analisi fisico-chimica di carburanti, lubrificanti e solventi

1 ex 12

Pulizia eseguita nel sottosuolo

1 10

Manutenzione forni: elettrica e meccanica nel reparto trattamenti termici

1 ex 12

Manutenzione muraria impianti trattamenti termici

3 ex 30

Rabbocco acqua distillata e controllo carica delle batterie

1 ex 12

Addetti in permanenza agli impianti di frantumazione trucioli

1 ex 12

Saldatura ad arco particolari vari in cabina

1 ex 12

Flammatura per indurimento superficiale corone dentate ed albero distribuzione

1 10

Brasatura particolari vari in acciaio in forni Lindberg

1 ex 12

Sala prova motori

2 16

Manutenzione banchi per prova motori in sala prova Asvoc

2 16

Prova rumorosità motori T.T. in cabine afone

2 ex 22

Prove speciali su motori T.T. in cabine afone

2 ex 22

Lavorazioni varie nel reparto trattamenti termici

1 10

Addetti ai forni Holcroft e Homocarb, per riscaldo, carbonitrurazione e tempra

3 24

Scarico dei particolari dalla parte laterale del forno elettrico per cementazione

4 ex 40

Pulizia pezzi su pulitrici con nastri e tela smeriglio

1 10

Riscaldo e stampaggio (con presse) valvole di aspirazione T.T. e particolari vari

1 ex 12

Impianti di metallizzazione per riporto materiali su particolari

2 16

Carico e scarico valvole (aspirazione e scarico) da telai dell'impianto di cromatura T.T.

2 16

Applicazione riporto di stellite su sede conica di tenuta valvole scarico Tipi 128 e 132

2 16

Addetto riempimento vasche per sgrassaggio bonderizzazione e verniciatura Aqualit

1 ex 12

Lavaggio ganasce T.T. in lavatrice “Tecnochemie,, a ciclo automatico

1 ex 12

Spalmatura collante su ferodo ganasce freno

1 ex 121

Spalmatura adesivo per applicazione guarnizione su supporto servo freno

1 0

Iniezione resina fenolica nelle teste a snodo

2 16

Addetti al forno a pozzo per nitrurazione (Humbert)

2 16

Granigliatura metallica su particolari vari prima e dopo il trattamento termico

1 10

Lavaggio a caldo del polverizzatone completo

1 ex 12

Prova di polverizzazione del polverizzatone completo al banco di collaudo Bosch

1 ex 12

Rodaggio complessivi iniettori T.T.

1 ex 12

Levigatura pozzetto sferico ugelli su levigatrice Bosch a n° 20 mandrini

1 ex 12

Levigatura spina su levigatrice Hahn e Kolb

1 ex 12

Levigatura sede piana valvoline con ossido di cromo su lapidello e lavaggio in vasca con eptano

1 ex 12

Lavaggio cilindro completo T.T. in nafta e controllo scorrevolezza (ossido di cromo)

1 ex 12

Cadmiatura in barile particolari vari

2 16

Esecuzione ciclo completo all'impianto di annerimento particolari vari

3 24

Rastrematura tubi per trasmissione

2 ex 22

Demolizione muraria con martello pneumatico

2 ex 22

Addetti sala compressori

2 16

Montaggio a caldo anelli e guide valvole su teste cilindri

2 17

Pulizia vasconi recupero acqua refrigerazione trasferte - Pulizia filtri Zack - Pulizia esterna collettori Zack e tubazioni - Pulizia vasche e canali di decantazione Zack

1 pt. 20

Pulizie: impianti Flow-Coating ed Elettroforesi cabine elettrostatiche per verniciatura basamenti, impianti di resinatura e fosfatazione, impianti stagnatura stantuffi, vasche Hofmann, lavatrici

2 pt. 32

Pulizia interna collettori Zack

3 pt. 38

Carrellisti

1 10

 

Divisione carrozzeria

 

Preparazione gruppi e sottogruppi di lastratura

Addetti ad operazioni di saldatura nelle squadre di preparazione gruppi e sottogruppi di lastratura

1 ex 12

Saldature ad ossigeno con riporto di ottone e ad arco

1 ex 12

Lavaggio con clorotene superficie interna padiglione

1 ex 12

Pulizia con canovaccio e spalmatura vernice antiruggine Wash-Primer

1 10

Riparazione con saltuaria limatura lega Pb-Sn

2 ex 22

Spalmatura con pennello, antiossido protettivo su particolari vari di lamiera

1 10

Spianature con martello pneumatico

1 ex 12

Rifilatura lamiere con sega a nastro

1 ex 12

 

Linea lastroferratura

Revisione di delibera su secondo tratto linea e riparazione fondo linea con saltuaria applicazione piccole entità lega Pb-Sn

2 ex 22

Collaudo superfici esterne scocca in prossimità delle stazioni di limatura piccole entità lega Pb-Sn sul 2° tratto linea

2 16

Spalmatura vernice zincante (Silplast) su 1° tratto linea

1 10

Applicazione eccedenza adesivo strutturale con pennello imbevuto di clorotene su contorno perimetrale porta laterale Ds.-Sn. porta parete posteriore

1 ex 12

 

Circuito di verniciatura mano di fondo

Sgrassatura con solvente esterno ed interno scocca ed applicazione deossidina prima della bonderizzazione

1 ex 12

Togliere elettrodi e cavalletto conduttore corrente da interno scocca

1 ex 12

Revisione elettroforesi o cataforesi ad umido con tampone abrasivo

1 10

Spruzzatura eventuale Wash-Primer su zone scoperte da revisione cataforesi

1 10

Soffiatura eccedenze vernice elettrodepositata su scocche

1 10

Applicazione e spalmatura mastice su giunzioni interno scocca

1 ex 12

Applicazione mastice nel sottoscocca

1 ex 12

Pulizia contatto pinza con sverniciante in zona applicazione pinze

1 10

Applicazione maschera di protezione per vernice antirombo

1 10

Applicazione Vibradamp nel sottoscocca e spezzoni nastro adesivo

1 ex 12

Spalmatura antirombo con pennello su longherone sottoposta

1 ex 12

Spruzzatura vernice antirombo nel sottoscocca

3 ex 30

Spruzzatura antirombo su arco ruote destre e sinistre scocche

2 16

Lavaggio con solvente di residui antirombo

2 16

Verniciatura a spruzzo mano di fondo su scocca in cabina

2 16

Operatori addetti al controllo spruzzatura mano di fondo

2 16

Pulizia con maglia asciutta dei residui di antirombo

1 10

Soffiatura e strofinatura di pulizia superfici esterne scocca

1 ex 12

Asportazione spezzoni nastro nel sottoscocca dopo spruzzatura antirombo

1 10

 

Circuito di verniciatura sottosmalto e smalto

Pomiciatura della scocca in linea con macchinetta vibratile

2 16

Lavaggio della scocca con acqua fredda deionizzata dopo la pomiciatura

1 10

Lavaggio della scocca con idrospazzola

1 10

Soffiatura residui acqua con aria compressa

1 10

Applicazione mastice nell'interno scocca

1 ex 12

Applicazione maschera di protezione sulla scocca per spruzzatura vernice sulle fasce inferiori e pulizia delle stesse

1 10

Spruzzatura vernice su fasce inferiori laterali

2 16

Soffiatura e strofinatura pulizia superficie esterna scocca (prima della spruzzatura smalto sintetico)

1 ex 12

Spruzzatura in cabina vernice sottosmalto e smalto

2 16

Spruzzatura per ritocchi con vernice smalto zone difettose fuori cabina

2 16

Operatori addetti al controllo spruzzatura vernice sottosmalto e smalto in cabina

2 16

Spalmatura vernice con pennello su parti non accessibili con pistola

1 10

Carteggiatura sostitutiva della levigatura sulle parti verticali su scocca umida

1 10

Applicazione olio ceroso su parti scatolate

1 x 12

Spruzzatura antirombo su fasce inferiori scocca

2 16

 

Linea di finizione

Pulizia vetture con maglia imbevuta di eptano

1 10

Verniciatura a spruzzo fuori cabina per ritocchi con vernice a smalto

2 16

Riparazione elementi vari con saltuaria saldatura lega Pb-Sn

2 ex 22

Spruzzatura vernice smalto in cabina

2 16

Applicazione maschera “Espanso”

1 ex 12

Spruzzatura olio protettivo su motore

1 10

Oliatura scatolamenti autotelaio vetture estero

1 ex 12

Collaudo in zona oliatura scatolamenti

1 10

Pulizia vetture con l'uso di solvente dopo circuito grandi ritocchi

1 ex 12

Pulizia delle zone da riverniciare con maglia intrisa di eptano sul circuito grandi ritocchi

1 10

 

Centrale vernici

Lavorazione e preparazione vernici a base di cloruro e solfati con impiego di acidi e solventi

2 16

 

Linea sellatura

Spruzzatura adesivo su padiglione ed applicazione isolamento lana di vetro

1 10

Spalmatura adesivo ed applicazione rivestimento finta pelle su passaruote posteriori

1 10

Asportazione eccedenze mastice su zona unione cristallo con guarnizione saldata e pulizia con eptano

1ex 12

Incollaggio imbottiture su ossature sedili

1 10

Convergenza ruote anteriori in fossa

1ex 12

Verniciatura con pennello longheroni su zona attacco gancio Webb

1ex 12

 

Servizi generali

Addetti pulizia officine zona piombo

3ex 30

Addetti pulizia sevizi igienici d'officina con l'uso di acidi vari

2 16

Addetto magazzini vari nel sottopiano

1 10

Lavaggio vetrerie con solventi e detersivi

2 16

 

Lavorazione serbatoi e radiatori

Decapaggio radiatore per riscaldatore T.T.

1 10

Stagnatura nastro per costruzione tubetti radiatori con stagnatura Chausson

1 ex 12

Brasatura a stagno del complessivo radiatore riscaldatore su giostra a raggi infrarossi

1 ex 12

Metallizzazione fondelli

1 ex 12

Verniciatura a spruzzo radiatori e serbatoi in cabina semiaperta

3 24

Pulitura e lucidatura su pulitrici automatiche Acme

2 ex 22

 

Laboratorio chimico

Addetti analisi vasche di fosfatazione presso officine di verniciatura

1 ex 12

Addetti spruzzatura campioni vernice provenienti da fornitori esterni

1 ex 12

Addetti analisi fisico-chimica per controllo solventi, carburanti, lubrificanti, protettivi

1 ex 12

Addetti controllo vernici ed adesivi

2 16

Lavorazione e preparazione vernici a base di cloruro e solfati con impiego di acidi e solventi

2 16

 

Manutenzione

Manutenzione e riparazione pompe spruzzatura adesivi, antirombo, grassi, etc...

1 ex 12

Manutenzione eseguita nel sottosuolo

1 10

Addetti alla demolizione opere murarie con l'uso del martello pneumatico

2 ex 22

Addetti alla conduzione delle cabine di verniciatura elettrostatica

2 16

Battitura carrelli portascocche e catene varie - sverniciatura in vasche griglie pedonali, ganci e materiale vario

1 pt. 20

Pulizia fosse saldatrici multiple

1 pt. 22

Pulizia vasche in cabine di verniciatura, vasconi decantazione e vasche soda - lavaggio pareti e vetri cabine di spruzzatura

2 pt. 32

 

Centrale termica e compressori

Addetti alla conduzione e manutenzione caldaie

2 16

Addetti alla conduzione e manutenzione compressori

2 16

Addetti centrale termica

2 16

Carrellisti

1 10

 

Fonderia

Controllo ispettivo a vista lungo la linea di rifinitura dei getti colati e pressofusi

2 16

Controllo ispettivo a vista con permanenza continua lungo le linee di pressocolatura

3 24

Controllo ispettivo dimensionale, lungo le linee e in sala controllo, dei getti pressofusi

2 ex 22

Controllo ispettivo dimensionale, lungo le linee e in sala controllo, dei getti colati a gravità

2 ex 22

Controlli addetti alla tracciatura di getti fusi, previo taglio dei getti, presso Dimec Fond. Limitatamente alle ore di presenza in fonderia e per un max di 3 ore nel turno di lavoro

3 ex 30

Controllo getti con apparecchi radiografici, radioscopici o riprese televisive, presso Dimec Fond

1 10

Controllo getti fusi o stampati, mediante liquido penetrante, e lampada Wood c/o Dimec Fond

1 10

Pronto intervento e riparazione attrezzature ausiliarie del reparto trattamenti termici, mediante operazioni di aggiustaggio e saldature

1 10

Avviamento e conduzione forni continui per trattamento termico di particolari grezzi, c/eventuale re golaz. dei relativi parametri. Pulizia impianti e macchinari (forni continui)

2 16

Colata su pressocolatrici

6 90

Tranciatura getti, vicino alle pressocolatrici

8 62

Lavori di manovalanza e di trasporto con gru sulle linee di lavorazione a caldo

5 ex 55

Formatura in cassa d'anima calda e interventi di riparazione

8 90

Preparazione sabbie per anime

5 ex 55

Rifinitura anime

5 ex 55

Pulizia e piccoli interventi di manutenzione su casse d'anima al banco

3 24

Taglio materozze su segatrici a nastro e a disco

3 24

Fresatura piano attacco materozze di getti in conchiglia

1 10

Prova idraulica getti

1 10

Lavaggio automatico getti

1 10

Lavori di manovalanza e di trasporto con gru sulle linee di lavorazione a freddo

1 10

Selezione getti dopo rifinitura

1 10

Attività svolte per il completamente dei getti fusi in conchiglia o in pressofusione quali: sbavatura e/o finitura; foratura mediante trapano a bandiera o su macchine specifiche; conduzione impianti Sirsi o simili

2 16

Sterratura anime in cabina

8 90

Saldatura getti:

- Alluminio

2 16

- Ghisa freddo

4 35

- Ghisa a caldo

5 ex 55

Alimentazione e conduzione forni fusori e Dosomatic

8 90

Lavori di manovalanza e di trasporto materozze con carrello sulla ribalta

6 62

Trasporto con carrello delle siviere contenenti lega fusa dai forni fusori ai Dosomatic e ai forni di attesa

6 62

Trasporto con carrello, getti caldi e freddi, dalle linee di lavorazione alle zone di deposito

2 16

Colata in conchiglie

8 90

Lavori di manovalanza e di trasporto con gru sulle linee di lavorazione a caldo

5 ex 55

Spedizione materiali fusi e fucinati alle varie lavorazioni (meccaniche ed esterne)

1 10

Esecuzione di lavori di manutenzione su banchetti dislocati lungo le linee di lavorazione a caldo del reparto fonderia e interventi su macchinari ed impianti in funzione (conchiglie, pressocolatrici, etc ... )

5 ex 55

Manutenzione gru a ponte, trasportatori a terra e aerei, paranchi, etc., presso le Dimec Fond e Fuce relativamente per le ore di effettiva prestazione a impianti funzionali

5 ex 55

 

Fucina

Conduzione impianto per la sabbiatura a secco silicea orientando il getto manualmente

3 ex 30

Esecuzione di trattamenti termici, di utensili e particolari di attrezzature

2 16

Controllo alla Dimec Fuce lungo le linee di lavorazione

2 16

Controllo alla Dimec Fuce a contatto intermittente con la lavorazione

1 10

Stampaggio di particolari a caldo su presse Automatiche

4 ex 40

Tranciatura di billette su troncabillette automatiche

4 35

Taglio barre o billette su segatrici semiautomatiche a disco o con mola elastica

2 16

Attività di operatore operante presso il CdC 321 come preparazione macchina (troncabillette, segatrice) registrazioni varie e messa a punto

2 16

Lavori di manovalanza e movimentazione, manuale o a mezzo carrello a mano di materiale vario lungo le linee di lavorazione a freddo

1 10

Movimentazione materiale mediante carrello elevatore nell'ambito del reparto taglio e deposito spezzoni

1 10

Spianatura e calibratura corone di avv. A caldo

3 ex 30

Stiratura di particolari a caldo su martellatrici

5 ex 55

Stampaggio di particolari a caldo su bilanciere da 1250 tonn.

4 ex 40

Stampaggio di particolari a caldo su bilancieri piccoli

3 ex 30

Curvatura corone di avviamento a caldo su macchine specifiche

3 ex 30

Saldatura elettrica (bollitura) e sbavatura del materiale eccedente di saldatura delle corone di avviamento su macchine specifiche

3 ex 30

Stampaggio di particolari a caldo su presse verticali e orizzontali

4 ex 40

Attività di operatori operanti presso il CdC 323 - 324 - 325 - 329 come preparazione macchine (magli, presse, etc...) registrazioni varie e messa a punto

2 16

Sabbiatura, di particolari stampati, con graniglia metallica in cabina, con operatore all'esterno su sabbiatrice automatica

3 ex 30

Stampaggio di particolari a caldo su magli piccoli

4 ex 40

Trasporto con carrello, particolari grezzi dalle linee di lavorazione alle zone di deposito presso Dimec Fuce

2 16

Carico spezzoni nei forni a metano prima dell'inizio delle lavorazioni e scarico degli stessi nel caso di interruzione di lavoro

2 ex 22

Montaggio e pronto intervento in linea delle attrezzature ausiliarie (scivoli, bracieri, protezioni antinfortunistiche, etc...)

3 24

Accensione, conduzione e spegnimento forni a metano

2 ex 22

Lavori di manovalanza e movimentazione, manuale o a mezzo carrello a mano, di materiale vario lungo le linee di lavorazione a caldo

2 ex 22

Immagazzinamento e sistemazione stampi nella dispensa e sostituzione degli stessi con carrello nelle linee di lavorazione

2 16

Eliminazione bave di stampaggio mediante molatrice

2 16

Pulizia con petrolio di stampi smontati dalle macchine

2 16

Lavori di manovalanza e movimentazione, manuale o a mezzo carrello a mano, di materiale vario lungo le linee di lavorazione a freddo

2 16

Pesatura particolari grezzi stampati alla fucina e successiva spedizione degli stessi ai reparti di produzione o all'esterno

2 16

Scarico e spedizione materiale indefinito, trafilato, bonificato all'interno del fabbr. 24 (mag. 6)

2 16

Movimentazione barre-billette del magazz. 46 esterno al deposito, all'interno del fabbr. 24 mediante carrello Lancer, per un max di 4 ore al giorno di presenza all'interno del fabbr. 24

2 16

Fucinatura libera di particolari sperimentali e attrezzature su magli

4 ex 40

Stampaggio di part. a caldo su magli picc. e medi

6 62

Stampaggio di part. a caldo su magli grandi

8 90

Aggiustaggio stampi con flessibile su banco di lavoro dislocato presso la Dimec Fuce (vicino alle presse verticali)

2 16

Interventi volanti di aggiustaggio con flessibile su stampi caldi presso la Dimec Fuce nelle linee di lavorazione in funzione

2 16

Esecuzione di trattamenti termici di stampi e particolari sperimentali. Fabbr. 24

4 ex 40

Conduzione impianto specifico, per la sabbiatura ad aria compressa di stampi e particolari sperimentali. Fabbr. 24

2 16

Trasporto mediante carrello di materiali da sabbiare e conduzione sabbiatrice Badische n° 1487 e 3081

3 ex 30

Esecuzione di molatura delle bave di pezzi stampati. Fabbr. 24

2 16

Scriccatura, smerigliatura e raccordatura con flessibile a mano di pezzi stampati - Fabbr. 24

2 16

Conduzione forni continui Holcroft: - C.F.I. per l'esecuzione di trattamenti termici. Fabbr. 24

2 ex 22

Conduzione dell'impianto per la sabbiatura e pallinatura metallica automatica. Fabbr. 24

2 ex 22

Esecuzione della calibratura a freddo di particolari stampati su presse. Fabbr. 24

2 16

Movimentazione particolari grezzi freddi, mediante carrello elevatore nell'ambito del reparto tratta- menti termici - Fabbr. 24

2 16

Movimentazione materiali mediante gru a ponte nell'ambito dei trattamenti termici - Fabbr. 24

2 16

Controllo ispettivo di particolari grezzi di serie dopo trattamento termico - Fabbr. 24

2 16

Raddrizzatura, a mano con martello e su pressa idraulica di particolari dopo trattamento termico - Fabbr. 24

2 16

Pronto intervento e riparazione attrezzature ausiliarie del reparto trattamenti termici, mediante opera- zioni di aggiustaggio e saldature - Fabbr. 24

2 16

Avviamento e conduzione forni continui per trattamento termico di particolari grezzi, con eventuale regolazione dei relativi parametri. Pulizia impianti e macchinari (forni continui Holcroft - C.F.I.) Fabbr. 24

2 ex 22

Esecuzione di lavori di manutenzione su banco di lavoro mobile in vicinanza alla zona di intervento e interventi su macchinari e impianti in funzione e/o la fucina

3 ex 30


Allegato tecnico n. 4 - Criteri per l'assegnazione indennità disagio linea
1) È istituita una indennità disagio linea,, da attribuirsi agli operai direttamente incentivati (e per le sole ore ad incentivo), i quali - prestando la loro opera con attività totalmente o quasi totalmente manuale su linee o giostre a trazione meccanica, per lavorazioni a catena, aventi velocità uniforme o spostamento a scatti con cadenza fissa, non influenzabili dal lavoratore, in modo che il ritmo di lavoro ne risulti determinato e vincolato - effettuino interventi, in posizione normale o disagiata, di carattere continuo e di natura ripetitiva con frequenza che comporti una apprezzabile gravosità di prestazione e svolgano operazioni condizionate dalla organizzazione tecnico-produttiva, in quanto legate a più attività consecutive, per cui sussista l'impossibilità di non effettuare le singole operazioni assegnate.
L'indennità disagio linea, valutata in base al vincolo operativo, alla positura di lavoro, alla frequenza di ripetitività ed alle caratteristiche della prestazione, viene corrisposta per le sole ore ad incentivo nelle misure orarie indicate nelle tabelle allegate che riportano:
- in tab. A gli elementi di valutazione espressi in punti;
- in tab. B gli importi orari corrispondenti ai singoli punti di valutazione.

ELEMENTI DI VALUTAZIONE DISAGIO LINEA   -   TAB. A

Elementi di Valutazione

S P E C I F I C A

Punti

Tipo di vincolo

Variabile

Non vincolato rigidamente a stazione fissa

1

 

 

Cadenza variabile per flusso discontinuo

Operazioni di natura varia

Continuo e ripetitivo

3

Caratteristiche della prestazione

Leggera - fattore di riposo 9%

1

Media - fattore di riposo 9% - 12%

2

Superiore alla media - fattore di riposo 12%

3

Frequenza di ripetitività

Limitata - tempo cadenza 8' - 30'

1

Sensibile - tempo cadenza 4' - 8'

2

Accentuata - tempo cadenza infer. a 4'

3

Posizione di lavoro prevalente

Normale

1

Varia

2

Braccia al di sopra del capo

3

INDENNITÀ DISAGIO LINEA PER LAVORATORI INCENTIVATI    -    TAB. B

C L A S S I F I C A Z I O N E

Punti Importo orario

DESCRIZIONE ESEMPLIFICATIVA

- L. 14

Lavoratori collaudatori operanti su linea ad altezza normale

L. 16

Lavoratori collaudatori operanti su linee sopraelevare

4 - 6 L. 28

Lavoratori che effettuano interventi variabili, in positura normale con leggera gravosità di prestazione

7 L. 33

Lavoratori che effettuano operazioni lunghe e costituite da diversi elementi, in positura normale e con prestazioni di media gravosità

8 L. 37

Lavoratori che effettuano operazioni di breve durata, costituite da pochi elementi, in positura normale, e con prestazioni di media gravosità

9 L. 40

Lavoratori che effettuano operazioni lunghe e costituite da diversi elementi, in positura varia, con gravosità di prestazione superiore alla media

10 L. 44

Lavoratori che effettuano operazioni di breve durata, costituite da pochi elementi, in positura varia, con prestazioni di media gravosità

11 L. 48 Lavoratori che effettuano operazioni di breve durata, costituite da pochi elementi, in positura varia, con gravosità di prestazione superiore alla media
12 L. 52

Lavoratori che effettuano operazioni di breve durata, costituite da pochi elementi, su linee o tratti di linee sopraelevare, con braccia al disopra del capo