REGIONE MARCHE
GIUNTA REGIONALE
Servizio Sanità

 

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Oggetto: indicazioni operative sul corretto e razionale utilizzo dei Dispositivi di Protezione Individuale e formazione degli operatori sanitari


In considerazione del profondo impatto che l’emergenza Coronavirus ha avuto sull’organizzazione delle diverse realtà ospedaliere e residenziali è auspicabile che, in ogni setting assistenziale, l’operatore sanitario venga posto al centro di strategie informative-formative.
In situazione di emergenza sanitaria è importante:
• mettere gli operatori coinvolti nelle condizioni di comprendere le motivazioni delle azioni da intraprendere;
• garantire la possibilità di informare e di reperire agevolmente le informazioni necessarie da un punto di vista logistico-organizzativo al fine di favorire la collaborazione, ridurre l’ansia e prevenire comportamenti irrazionali.
È documentato che i soggetti maggiormente a rischio d’infezione da SARS-CoV-2 sono quelli a contatto stretto con paziente affetto da COVID-19, in primis gli operatori sanitari impegnati in assistenza diretta e il personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni biologici di un caso di COVID-19, che opera senza il corretto impiego dei Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei.
Risulta pertanto di fondamentale importanza che tutti gli operatori sanitari coinvolti in ambito assistenziale siano opportunamente formati e aggiornati in merito ai rischi di esposizione professionale, alle misure di prevenzione e protezione disponibili, nonché alle caratteristiche del quadro clinico di COVID-19.
I DPI devono essere considerati come una misura efficace per la protezione dell’operatore sanitario solo se inseriti all’interno di un più ampio insieme di interventi che comprenda controlli amministrativi e procedurali, ambientali, organizzativi e tecnici nel contesto assistenziale sanitario.
E’auspicabile organizzare e predisporre in ogni Ente del Servizio Sanitario Regionale percorsi formativi periodici, che mirino a:
• sviluppare conoscenze e competenze sulla Covid-19;
• fornire le conoscenze necessarie per limitare la diffusione dell’infezione tra pazienti, operatori e consulenti, secondo norme comportamentali e un uso razionale dei DPI.
Tali strategie formative devono includere attività dedicate a trasmettere informazioni sull’utilizzo corretto dei DPI, integrandole anche con fasi di sensibilizzazione e di addestramento sulle appropriate modalità di vestizione, di svestizione e di eliminazione dei DPI indossati, tenendo presente che, alla luce delle attuali conoscenze, le principali modalità di trasmissione del SARS-CoV-2 sono attraverso droplet e per contatto, ad eccezione di specifiche procedure a rischio di generare aerosol.
Gli operatori devono essere informati sugli scenari e sui relativi contesti da affrontare, specie se la risposta all’emergenza ha comportato una profonda riorganizzazione delle mansioni del personale (ad esempio: riallocazione di operatori da ambito chirurgico ad ambito internistico).
A tale scopo è opportuno che ogni ente identifichi al suo interno un gruppo di operatori sanitari responsabili della formazione volta ad affrontare l’emergenza sanitaria in ogni suo aspetto, declinandola nei vari scenari assistenziali, avvalendosi delle evidenze scientifiche e delle fonti ufficiali di formazione e aggiornamento. I team di formatori identificati procederanno poi con un training a cascata nei vari ambiti assistenziali, favorendo modalità di formazione che facilitino una partecipazione attiva del personale a partire dalle specifiche esigenze formative.
La formazione, se opportunamente pianificata, non raggiungerebbe quindi soltanto l’obiettivo di saturare un bisogno formativo del singolo operatore o di gruppi di essi, ma diventerebbe una concreta azione di miglioramento dei servizi offerti in termini di efficacia, appropriatezza, e consumo razionale dei DPI.
Vale la pena ricordare come la formazione residenziale, almeno quella che coinvolge attivamente i partecipanti e fornisce strumenti pratici, è la metodologia didattica risultata, da studi presenti in letteratura, “efficace nel modificare la pratica professionale e, occasionalmente, gli esiti assistenziali”. Il riferimento è, in particolare, alla formazione sul campo.
Si ritiene opportuno, con l’occasione, ribadire l’importanza del rispetto delle regole sull’utilizzo appropriato e corretto dei DPI.
A tale riguardo si allegano alla presente due documenti:
- Le nuove indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità sull’utilizzo razionale delle protezioni per infezione da sars-cov-2 nelle attività sanitarie e sociosanitarie (assistenza a soggetti affetti da covid-19) nell’attuale scenario emergenziale sars-cov-2, aggiornate al 28 marzo 2020;
- Una rielaborazione del materiale formativo del Centro Nazionale Formazione NBCR della Croce Rossa Italiana sulle corrette modalità di vestizione e svestizione dei DPI
Si riporta, inoltre, un elenco dei link ai principali siti scientifici a cui fare riferimento.
Approfondimenti
www.who.int - World Health Organization
www.ecdc.europa.eu - European Centre for Disease Prevention and Control
http://www.chinacdc.cn/en - Chinese Center for Diseases Control and Prevention
www.nhc.gov.cn/ - National health Commission of the people’s Republic of China (sito in lingua cinese) https://www.cdc.gov/ - Centers for Disease Control and Prevention - U.S. Department of Health & Human Services
http://www.cidrap.umn.edu/ - Center for Infectious Diseases and Policy - University of Minnesota https://promedmail.org - ProMED International Society for Infectious Diseases https://gisanddata.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.
html#/bda7594740fd40299423467b48e9ecf6 - Johns Hopkins University, Center for Systems Science and Engineering (CSSE)
https://www.worldometers.info/coronavirus/ - Worldometers
https://covid-radar.org/ - Interaction Design Solutions
www.governo.it - Presidenza del Consiglio dei Ministri
www.salute.gov.it - Ministero della Salute
http://www.protezionecivile.gov.it Presidenza del Consiglio, Dipartimento per la Protezione Civile
www.viaggiaresicuri.it - Ministero degli Esteri
www.iss.it - Istituto Superiore di Sanità
www.inmi.it - Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani
 

La Dirigente del Servizio
Dr.ssa Lucia Di Furia


Procedure di Vestizione e di Svestizione dei Dispositivi di Protezione Individuale

I dispositivi di Protezione Individuale hanno lo scopo di proteggere l’operatore sanitario. Il loro compito, nelle diverse forme e tipologie specificatamente progettate, è quello di evitare l’eventuale contatto diretto dell’agente pericoloso con vie di penetrazione nell’organismo costituendo un’efficace barriera di protezione.


Limiti di impiego dei materiali
Tutti gli equipaggiamenti utilizzati sono rigorosamente monouso, fatta eccezione per gli occhiali e/o la maschera che possono essere bonificati.
La tuta protegge esclusivamente da aggressivi di tipo biologico, chimico e nucleare: è pertanto vulnerabile ad azioni di tipo meccanico e/o termico (a temperature superiori a 40° la tuta è meno resistente).
Nell’impiego bisogna porre particolare attenzione a non sottoporre la tuta ad abrasioni, lacerazioni o a contatto con fiamme libere o fonti di calore che potrebbero danneggiarne le capacità protettive.
Gli indumenti e i materiali contaminati o supposti tali, devono essere trattati come rifiuti contaminati, e quindi smaltiti conformemente alle normative locali e nazionali in vigore per la bonifica.


PROCEDURA DI VESTIZIONE
La procedura consigliata per la vestizione con l’equipaggiamento prevede che l’operatore effettui la maggior parte delle operazioni di vestizione autonomamente in una zona appositamente dedicata.


Azioni:
1. Predisporre tutti i materiali necessari (tuta, sottotuta, copriscarpe/calzare, ...). Se possibile, si consiglia di indossare la tuta di una taglia superiore alla propria per una maggiore comodità e sicurezza
2. Dispiegare la tuta controllando che non presenti difetti di fabbricazione e che le pieghe del tessuto non abbiano compromesso l’effettiva efficacia dell’indumento
3. Togliere più indumenti possibili al fine di favorire la mobilità di azione e il comfort dell’operatore stesso
4. Togliere qualsiasi oggetto personale che possa compromettere l’efficienza della tuta (anelli, orologi, orecchini, ecc..) e il corretto lavaggio delle mani
5. Procedere all’igiene delle mani con acqua e sapone o gel idroalcolico
6. Si consiglia di bere molto ad inizio servizio per evitare il rischio di disidratazione
7. Indossare la tuta fino all’altezza dei fianchi
8. Indossare i copriscarpe/calzari
9. Indossare completamente la tuta (infilare le maniche)
10. Indossa il primo paio di guanti Nitrile/Vinile
11. Infilare le ghette infradito (pollice-mignolo)
12. Chiudere la cerniera sino allo sterno
13. Indossare il facciale filtrante FFP2 o FFP3 (in caso di manovre ad alto rischio di generazione aereosol)
14. Indossare il cappuccio
15. Chiudere completamente la cerniera
16. Indossare gli occhiali
17. Staccare, se presente, la protezione della patella adesiva copricerniera e sottogola facendola aderire alla tuta
18. Indossare il secondo paio di guanti Nitrile/Vinile
19. Eseguire dei movimenti per verificare il comfort della tuta
20. Far controllare da un collega presente alla vestizione la tuta nei punti critici e far verificare che non vi siano strappi o rotture. Lo stesso operatore avrà il compito di scrivere con pennarello indelebile il nominativo dell’operatore vestito e l’orario di ingresso in area contaminata o presunta tale sulla tuta/camice indossato.


PROCEDURA DI SVESTIZIONE
Nella zona di svestizione, appositamente individuata e sanificata a ogni fine turno, è presente un operatore adeguatamente protetto addetto a nebulizzare soluzione di ipoclorito all’1% sulla tuta/camice dell’operatore in uscita dall’area contaminata.
In tale area sarà stata precedentemente individuata una zona “sporca” e una zona “pulita” tracciando ad esempio, una linea sul pavimento per definire le due aree.
Sarebbe auspicabile che nella zona pulita fossero presenti:
- sedile/panca
- guanti in nitrile/vinile
- forbici taglia-abiti
- tappetino lavabile
- asciugamani
- calzari copristivali/copriscarpe
- sacchi per rifiuti speciali
- acqua ed eventuali soluzioni reidratanti


Azioni:
• A nebulizzazione con ipoclorito avvenuta, l’operatore proveniente dall’area contaminata siede sulla panca dando la schiena al collega che aiuta nella svestizione
• Sfila il primo calzare
• Si pone a cavalcioni della panca, portando il piede scalzo nella zona "pulita” per essere agevolato nello sfilare l’altro calzare
• Ripone il calzare nell’apposito sacco per rifiuti speciali
• Rotea sulla panca e si pone in posizione frontale rispetto al collega d’aiuto nella svestizione
• Sfila il secondo calzare e lo ripone nel sacco dei rifiuti speciali
• Dopo aver sfilato i calzari procede nel togliere le calzature normalmente indossate
• L’addetto alla svestizione, che indossa guanti puliti, toglie le calzature avendo cura di non appoggiare i piedi in zona sporca
• L’operatore dell’area contaminata provvede autonomamente alla rimozione degli occhiali di protezione per procedere in seguito alla decontaminazione.
• Sfila il paio di guanti esterni ponendo attenzione a non toccare il guanto interno
• Effettua l’apertura totale della cerniera della tuta
• Solleva il cappuccio della tuta ruotandolo dall’interno verso l’esterno della fronte
• Sfila la tuta fino alle caviglie facendo attenzione a far adagiare bene sul pavimento la parte esterna della tuta affinché la parte interna possa costituire base di appoggio per le azioni successive
• Appoggia i piedi sulla parte interna della tuta
• Con un ampio passo si porta nella "zona pulita” al di là della linea divisoria
• L’addetto alla svestizione rimane nella "zona sporca”
• L’operatore svestito si sfila il facciale filtrante
• Si sfila il guanto dalla mano con cui ha tolto il facciale filtrante
• Si sfila l’ultimo guanto, avendo cura di non venire a contatto con la parte esterna dello stesso
• Procede all’igiene accurata delle mani con acqua e sapone o gel idroalcolico
L’Operatore che assiste alla svestizione è fornito di sacchi in cui raccogliere gli indumenti (DPI) ipoteticamente contaminati. I sacchi, verranno poi sigillati e smaltiti da ditte specializzate secondo la normativa vigente.
L’operatore che effettua la svestizione è equipaggiato con:
• Divisa
• Facciale Filtrante P2
• Doppio paio di guanti (nitrile/vinile)
Tale operatore provvede in autonomia a togliersi il Facciale Filtrante P2 e il doppio paio di guanti.
È assolutamente VIETATO durante le procedure di vestizione/svestizione: bere, fumare e mangiare.